È una vecchia amicizia quella che unisce l’attore comico milanese Renato Pozzetto al leader della Lega Nord Umberto Bossi. I due si sono ritrovati ieri sera insieme con l'altro colonnello leghista Roberto Maroni a Gemonio, quartier generale del Senatùr per una cena al ristorante con i militanti padani. Sorrisi. Scherzi. Una foto tutti assieme.

«Io all’Umberto gli voglio bene» spiega Pozzetto a Linkiesta. «Ho casa qui a Gemonio e quando posso vado a citofonargli. Lui mi apre e facciamo quattro chiacchere». È una storia lunga una vita quella che ha portato uno dei più famosi attori comici milanesi tra le montagne varesine. «È un paese che conosco bene, ci andai da sfollato quando ero piccolo durante la guerra. C’era pure il Cochi che abitava qui vicino». Poi, lui che è nato a Laveno Mombello nel 1940, dopo il trasferimento a Milano negli anni '50, («Prima alle case popolari al Corvetto e poi alla Baia del Re»), Pozzetto ha deciso di costruire qui la casa per i suoi genitori.

«Ci sono venuto tutti gli anni fino a quando non sono scomparsi...Uè, la mamma a 97 anni!», tiene a precisare. Ora a Gemonio ci viene di meno. «Ma l’Umberto lo vedo sempre in giro nei bar di Laveno, quando va a comprare i sigari o il gelato. Giro in moto, vedo la scorta e mi fermo sempre a salutarlo. È un politico anomalo, diverso dagli altri. Sta in mezzo alla gente. Mi piace e lo stimo soprattutto per questo», chiosa quello che fu il Ragazzo di Campagna, film del 1984 diretto da Castellano e Pipolo.

Ma come nasce la serata in trattoria? «Alùra, l’altro giorno ero con il governatore del Piemonte Roberto Cota a discutere di un film. Abbiamo bevuto un caffè lì a Torino e mi ha detto di questa serata a Gemonio... Poi mi ha chiamato il Maroni e allora ieri sera mi sono presentato». Bossi è arrivato in ritardo alla cena. Intorno alle 23, con mezz'ora di ritardo. I maligni sostengono sia stato il cerchio magico, la moglie Manuela Marrone e Rosi Mauro in primi a farlo ritardare. Ma a Pozzetto di tutte queste storie non interessa particolarmente. E se gli si domanda se ha fatto da paciere tra i due, dopo gli scontri degli scorsi mesi dentro il Carroccio, risponde secco. «Ma per piacere che paciere! Quei due vanno d’amore e d’accordo. Prima che arrivasse Bossi ho parlato con Maroni di musica e Milan. Poi si sono messi a parlare loro due, fitto fitto. Si vede che s'intendono a meraviglia».

Insomma, una serata organizzata dai militanti di Gemonio dopo la fatwa del silenzio che aveva colpito Maroni a gennaio, è diventata un'occasione per calmare le acque dentro il movimento, in vista dei congressi nazionali in Lombardia e Veneto che si svolgeranno in giugno. Lo stesso Maroni lo ha scritto sul suo profilo Facebook: «Bellissima serata ieri a Gemonio, con tanti militanti, Umberto Bossi e l'amico Renato Pozzetto. Grazie al segretario di Gemonio Andrea Tessarolo e al nostro sindaco Fabio Felli per la perfetta organizzazione. Questa è la Lega che mi piace, gente perbene, tanta amicizia e pensieri positivi». Ma lei Pozzetto la vota la Lega Nord? «Io» conclude «faccio solo il comico». Eppure è da un po' di giorni che l'attore frequenta gli ambienti leghisti. Venerdì scorso ha presentato insieme con Marco Reguzzoni il libro «Gente del Nord».

 

 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Mer, 28/03/2012 - 18:26
la caduta di un mito
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Ritratto di Anonimo
Sab, 31/03/2012 - 15:59
peccato sia leghista... lo facevo anche intelligente, oltre che grande attore.......
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Ritratto di Anonimo
Lun, 16/04/2012 - 17:33
ma che cazzo dici, è un mito oggi più che mai
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Ritratto di Anonimo
Lun, 04/06/2012 - 18:00
grande Renato! sempre e cmq!!!
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Ritratto di Anonimo
Lun, 18/06/2012 - 17:27
Anonimo
È proprio vero, nessuno è perfetto!
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Ritratto di Anonimo
Lun, 20/08/2012 - 19:13
è un mito questo è certo, ma se è amico dei leghisti non posso non considerarla una macchia indelebile. Eppure racconta i disagi di tutti (il concetto di "tutti" alla lega è completamente estraneo) e con una poesia incredibilmente malinconica. Pozzetto resta cmq una parte fondamentale del racconto italiano, è uno degli ultimi attori che, come Sordi o Tognazzi o Mastroianni, hanno letteralmente costruito e raccontato i sogni e le speranze della nostra nazione. Resto cmq allibito all'idea che il pensiero razzista, xenofobo e omofobo, in una parola "ignorante", che contraddistingue la lega nord, possa essere parte di questo grande artista che cosi' tanto mi ha fatto sognare e amare.
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