15 Giugno 2012
Silvio si tiene Thiago Silva, ma tace su Formigoni. Cederà il Celeste al Psg?
Alessandro Da Rold
Silvio Berlusconi si fa in quattro per il difensore del Milan Thiago Silva, tra comunicati, smentite di cessione al Psg e interventi in televisione. Ma non dice una parola di solidarietà al governatore lombardo Roberto Formigoni, sempre più traballante, travolto dalle indagini della magistratura milanese. Dopo il direttore generale della Sanità Carlo Lucchina l’amministrazione regionale della Lombardia ha battuto ogni record di indagati in Italia.

C'è presidenza (del Milan) e presidenza (del Pdl). Nella settimana dove il Celeste aveva chiesto la solidarietà di tutto il Popolo della Libertà - con il famoso Formigoni Day di domani poi diventato Lombardia e Libertà - si fa sentire la mancanza del Cavaliere. Ma pure del segretario Angelino Alfano, come di gran parte dei parlamentari romani. E pensare che proprio il governatore lo aveva chiesto a Silvio prima del rimpasto di giunta di qualche mese fa: «Dammi una mano a rilanciare l’immagine della regione».
Niente da fare. Berlusconi non solo evita di appassionarsi alle dinamiche politiche nazionali, ma pare importargli ancora di meno delle grane al grattacielo Pirelli dove si adoperò per inserire la bella igienista dentale Nicole Minetti. Il buon governo lombardo? Il virtuosismo della sanità «made in Formigonia»? La sussidiarietà? Nulla di nulla. Per di più, va ricordato, tra i due non è mai corso buon sangue. E con tutta probabilità la fidata sondaggista Alessandra Ghisleri, ha consigliato al Cavaliere di cavalcare la questione Thiago Silva per riconquistare consensi, ma di lasciar perdere i guai della Lombardia.
Del resto, l’amministrazione regionale pare ormai una questione a due tra Formigoni e il triumviro Roberto Maroni. Umberto Bossi, ex leader della Lega, se ne sta in disparte in attesta che il cerchio magico peschi un coniglio dal cilindro in vista del congresso federale del 30 giugno. Ma il Celeste, confidano alcuni pidiellini, avrebbe gradito che tutto il partito lo aiutasse in questa difficile fase di transizione «giudiziaria».
Domani a Lombardia e Libertà è previsto l’intervento soprattutto della «società civile». Ma la politica pidiellina dovrebbe comunque manifestarsi, con il coordinantore regionale Mario Mantovani e alcuni europarlamentari, come Lara Comi e Carlo Fidanza. Le truppe cielline sono in fermento, già arruolate da giorni per preparare la claque.

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