Caro Patroni Griffi, a quando le sue dimissioni?
A Gennaio, a governo appena insediato e dopo il caso-Malinconico, esplose il caso Patroni Griffi. Il ministro della funzione pubblica, in perenne conflitto con Elsa Fornero e la sua (normale) aspirazione a considerare tutti uguali i lavoratori, ha una casa vista Colosseo pagata due spicci. Apprendiamo oggi - grazie a Il Fatto Quotidiano - che anche l’Imu pagata da Patroni Griffi è, proporzionalmente, irrisoria. Possiamo ancora permetterci vergogne del genere?
Il ministro della funzione pubblica Filippo Patroni Griffi
Per fortuna sta passando il concetto che quando il cittadino comune - noi dunque - deve farsi un’idea dell’uomo di Stato, per capire se abbia titolo o meno per rappresentare il popolo italiano ai massimi livelli, a decidere non sono più soltanto le carte dei giudici, soprattutto quando non hanno rilevanza penale. A quel punto, entra in scena anche la cosiddetta opinione pubblica, con la sua forza evocativa, che si esprime sotto forme diverse. I giornali sono una di queste forme. E così, ad esempio, capita oggi 12 luglio di leggere su Il Fatto Quotidiano una bella inchiesta, firmata da Marco Lillo, che rivela che Patroni Griffi, per la sua casa pagata pochi soldi e vista Colosseo (vi ricorda qualcunoi?) paga poco più di mille euro di Imu. Ecco, è il momento di una sana indignazione civile, con tutti i sacrifici richiesti ai cittadini normali, anche se di illegale non c’è proprio nulla.
Da queste parti, ormai lo sapete, siamo convinti che quando i giudici perderanno un po’ di peso in questo Paese e i cittadini ne riacquisteranno un po’ di più, sarà un gran giorno per l’Italia. Potremo finalmente parlare di quell’equilibrio virtuoso che compone le società più democratiche. Per il momento, sempre noi cittadini, dobbiamo accontentarci di piccoli, infinitesimali passi avanti. Un passo in avanti è la ridefinizione del rapporto tra cittadini e uomini delle istituzioni, come se a un ipotetico tavolo della concertazione noi avessimo conquistato il diritto - pieno e inalienabile – a non trangugiare più ogni sopraffazione che ci viene inflitta. Non è ancora una vittoria storica, ma avvisaglie ce ne sono e anche pesanti. Come tutte le cose nuove, e quindi rivoluzionarie rispetto al passato, di queste vittorie bisogna fare tesoro, mantenendo un certo equilibrio. Ecco la cosa più difficile.
Per esempio: è utile scagliarsi contro le (legittime) vacanze dei parlamentari alle Maldive o in altri luoghi dorati, come fosse davvero l’aspetto più insostenibile della casta? Probabilmente c’è ben altro a cui rivolgere la nostra attenzione, semmai su vacanze di questo tipo si può stendere un velo di malinconica ironia, pensando che certe sensibilità non sono più di questa terra.
Piuttosto, è utile monitorare non solo le azioni materiali di questi signori, ma soprattutto ciò che dicono, come parlano e, mi verrebbe anche da pensare, come mangiano. Perché le parole disvelano perfettamente non solo una mentalità, ma anche il grado concreto di aderenza con la realtà (terrena) delle cose. Per scoprire, la maggior parte dei casi, che sono persone che hanno sempre vissuto su un altro pianeta, che non sanno di che cosa parlano, che utilizzano meccanismi mentali che all’Ambra Jovinelli di un tempo avrebbero seppellito sotto una cassa di pomodori.
Prendiamo - appunto - la vicenda del ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, che è riuscito nell’impresa titanica di comprare una casa ex-Inps di 100 metri vista Colosseo al prezzo di 177mila euro nel 2008. Anche in questo caso, la legge è salva, insieme ad altri condomini Patroni Griffi ha fatto regolare ricorso per eliminare quel vincolo di «casa di pregio» che avrebbe fatto salire il valore dell’immobile fino all’insopportabile cifra di 250mila euro. Guarda tu il destino, per tutelare i suoi interessi in quella occasione Patroni Griffi si rivolse all’avvocato Malinconico. Già, quello che fu costretto a dimettersi appena nominato.
A Gennaio, alla Repubblica raccontava che non dormiva più. «Penso solo alla casa, a questa benedetta casa. E sono in ansia, vedo giornalisti dappertutto che mi inseguono». Effettivamente, dev’essere un bell’incubo. Poi, spiega l’iter di quella casa che «era cadente, con l’eternit sui tetti! Ho trovato il mio appartamento col cesso posto sul balconcino. Questo era il grande palazzo».
E qui, uno comincia ad avere qualche dubbio sulle sensibilità del ministro, necessarie per stare su questa nostra terra. Partendo proprio dall’Eternit. Non le viene in mente, caro Patroni Griffi, che in questo momento c’è in ballo un processo che probabilmente farà storia nel nostro Paese e che ha prodotto una scia di dolore infinito? Non le sovviene che moltissime scuole dei nostri bambini sono ancora ricoperte d’amianto? Ma andiamo avanti con l’intervista.
Tralasceremo le questioni che riguardano più direttamente la casa contestata, attestandoci perfino sulla dichiarazione conclusiva del ministro: «Il mio è un atto lecito, che migliaia di altri italiani avrebbero fatto e farebbero!» Vero, inutile negarlo.
Preferiamo soffermarci su altre parole, altri concetti di Patroni Griffi. Per esempio, su quella sciocchezzuola del suo doppio stipendio. Puntualmente, Antonello Caporale gliene chiede conto: «Ministro, un secondo privilegio di cui ha goduto è di aver percepito per tanti anni due indennità: magistrato amministrativo e capo di gabinetto di molti ministri». La risposta è da incorniciare: «È un problema che non mi sono posto. Pensavo a una partita di giro per lo Stato».
Una partita di giro per lo Stato?
È sulle parole di questi signori, sulla loro astrazione totale dalla realtà, che il cittadino deve costruire la sua indignazione. Non sono più sopportabili fumisterie di questo tipo, non sono tollerabili in un Paese civile, devono avere necessariamente un contrappasso democratico. Ma non vogliamo negarvi il finale, quando il giornalista, stralunato per la risposta di Patroni Griffi, insiste: «Due stipendi invece che uno, quale partita di giro?» Godetevi la replica del ministro: «Pensavo che l’incarico di capo di gabinetto, per la delicatezza e l’aggravio dell’impegno, giustificasse l’indennità aggiuntiva. Del resto, stabilita dalla legge, non da me».
La chiusa non era bellissima per noi giornalisti. Rivela la considerazione che questi signori hanno sempre avuto di noi cani da guardia in pensione. «Ma cosa potevo saperne io che sarei diventato ministro – sembra implorare Patroni Griffi – e avrei trovato giornalisti così aggressivi e insinuazioni così velenose?».
Capite, questi qui considerano giornalisti aggressivi i professionisti che fanno semplicemente il loro mestiere. Fanno domande, sì fanno domande. Ma tu guarda. E se non rispondi, capita perfino che vanno a guardare quanto paghi di Imu. E la figuraccia raddoppia, come la rabbia di un paese che fa sacrifici. Che facciamo, Patroni Griffi, anche stavolta finta di niente?
(prima pubblicazione 12 gennaio 2012)
argomenti: Politica

Comments
bravo fusco,chi difende pg non ha la minima idea di quali siano i doveri di un politico in un paese democratico.
Continuo ad indignarmi per l'articolo di Fusco che era qualunquista e populista quando è stato pubblicato la prima volta e che resta tale. Capisco che Fusco generi traffico internet positivo per Linkiesta perchè dice delle cose che molti amano leggere (perchè sembra ipocritamente combattere il potere) ed al tempo stesso risultano irritanti per tutti gli altri che ma da lettore trovo scandaloso leggere articoli così diversi dallo stile e dal rigore che contraddistingue la testata.
Concordo in assoluto con Fusco. Scandalosi questi personaggi. Senza vergogna
Devo dire che non sono tanto felice che Linkiesta cavalchi - come invece trovo stia facendo pur se spesso con il garbo e l'intelligenza che la distinguono da altre testate - l'odio anti casta che pervade la nostra società in questo momento.
Non ne sono felice perchè il giornalismo buono (come quello del Linkiesta) dovrebbe essere migliore della società alla quale si rivolge e non cavalcarne gli istinti peggiori, contribuendo così a peggiorarla anche perchè c'è sempre l'impressione che questa attitudine sia in ultima analisi figlia di un interesse a vendere di più e non di un'intima convinzione.
Detto questo, mi sembra che la questione di Patroni Griffi sia onestamente mal posta e soprattutto che affiancarla a quella di Malinconico - per il solo fatto anche per entrambe non si parlerebbe di ipotesi di reato - sia, in ultima analisi, un errore. Ci tengo a sottolineare che non sono amico di PG e che la sensibilità che ho respirato in famiglia è diversa da quella che lui ha ritenuto di applicare al caso di specie ma - come ho detto - trovo che affiancare la vicenda PG a quella di Malinconico sia un errore.
Malinconico si è fatto fare significativi regali da personaggi di dubbissima moralità e non poteva non chiedersi che senso potessero mai avere qui regali e che tipo di ritorni si attendesse da tali "investimenti" chi poneva in essere i medesImi. Nessuna persona di buon senso dovrebbe farsi regalare alcunchè da terzi, fossero persino amici, quando la misura del regalo esorbita quello che è normale per un pensiero affettuso; chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe essere evidentemente anche più attento anche se nulla gli viene chiesto in contropartita (almeno nell'immediato). Le risposte che Malinconico ha dato a chi gli ha chiesto di spegare le cose sono state surreali e - buffamente - molto simili a quelle che a suo tempo diede Scajola per il quale la questione si poneva più o meno nello stesso modo. Entrambi chiaramente partecipi di un sottobosco romano che partorisce la Cricca pur senza necessariamente sempre appartenervi.
Nel caso di Patroni Griffi invece la questione è molto diversa in quanto il biasimo - se di tale può parlarsi - dovrebbe essere per aver fatto quello che tutti avrebbero cercato di fare (pagare di meno facendo valere IN GIUDIZIO un argomento sostenibile e che si rivelò nel concreto vincente) nonostante il suo ruolo di magistrato amministrativo avrebbe inevitabilmente finito per far generare sospetti di favoritismo. Preme mettere in evidenza come nel caso di specie - come anche l'articolo menziona per quanto marginalmente - Patroni Griffi non fosse solo nella sua azione in quanto insieme a lui si mossero - con identico risultato - tutti i condomini del palazzo, tutti inquilini dell'INPS e tutti - come PG - interessati ad acquistare gli immobili da loro occupati stante che le condizioni economiche proposte erano di estremo favore. Quanti dei nostri concittadini, potendo disporre di un valido argomento avrebbero detto "lo pago già molto meno del suo valore di mercato quindi che ragione avrei a cercare di pagarlo ancor meno facendo valere IN GIUDIZIO (e non con bustarelle, pressioni indebite, raccomandazioni) le mie ragioni e arrivando possibilmente a risparmiare 75.000 euro ?", a mio avviso pochissimi, forse nessuno.
Quindi il punto vero qui - cosa che l'articolo non dice - è che le questioni da approfondire sarebbero semmai altre:
1) perchè PG era inquilino di un immobile dell'INPS collocato davanti al Colosseo ? l'assegnazione aveva seguito una procedura corretta o era connotato da favoritismi ? credo che per capire questo sarebbe facile verificare chi fossero gli altri nelle medesime condizioni ed in particolare se fossero nomi altisonanti o "semplici" cittadini; PG in mezzo a tanti Brambilla o Rossi farebbe pensare alla sorte, PG in mezzo ad assessori, magistrati, politici, artisti noti, etc farebbe pensare male;
2) se la magistratura amministrativa chiamata a giudicare sulla natura dell'immobile - procedura che di per se non può essere biasimevole in quanto era l'unica disposibile per chi volesse far valere le proprie ragioni - si sia fatta condizionare dalla colleganza con uno dei ricorrenti (favorendoli tutti senza distinzioni) ed in particolare - per seguire le illazioni di Fusco - se in questo sia stata aiutata in qualche modo dall'identità del legale prescelto che l'articolo di Fusco individua chiaramente come sodale dei magistrati che dovevano giudicare e quindi implicitamente come veicolo per una condotta illecita.
Pur non essendo un penalista, ho ragione di ritenere che entrambe le questioni sopra poste - se le cose non fossero andate come dovevano e se ci fossero cioè stati dei favoritismi vuoi nell'assegnazione dell'appartamento in locazione o nella decisione - avrebbero potenziale rilevanza penale e sarebbero quindi state esplorate. Il fatto che non lo siano state, nonostante i clamori che hanno avuto queste vicende di contorno, mi fa pensare che non ve ne fossero gli estremi ma non sono, ovviamente, in grado di esserne certo.
Secondo Fusco quindi, PG avrebbe dovuto evitare di associarsi a tutti i suoi condomini nel far valere un suo diritto (che per lui avrebbe significato risparmiare 75.000 euro) perchè essendo un magistrato amministrativo si sarebbe potuto ingenerare il sospetto di un suo favoritismo ? ma allora PG - come tutti i suoi colleghi - non potrebbe far valere alcuno dei suoi diritti davanti ad alcun tribunale amministrativo, che differenza ci sarebbe infatti fra questa azione ed un ricorso per il rigetto illegittimo di una licenza di costruire, che differenza rispetto all'illegittima esclusione da un conconrso ?
La tesi non convince perchè sembra fissare una linea di confine troppo rigorosa contribuendo alla confusione nella testa dei lettori; se questa fosse la morale richiesta a tutti (rinuncia a far valere un proprio diritto, nelle sedi competenti, con argomenti corretti per non far ingenerare il sospetto di favoritismi) - ripeto atteggiamento senz'altro possibile e che peraltro mi è familiare - allora la soglia di quello che è corretto e non è corretto si alzerebbe troppo e diverrebbe troppo, troppo lontana dalla morele comune, così lontana da essere forse improponibile (diversamente invece da quanto vale per Malinconico dove invece la stampa e questo ed altri articoli del Linkiesta individuano una morale ragionevole ancorchè la soglia della ragionevolezza sia fissata prima dell'ingresso nel penale e quindi ancora all'interno dei confini di quanto è lecito).
Concludo stigmatizzando invece duramente il richiamo - davvero impressionistico, populistico, innecessario ed inconferente - che Fusco fa all'amianto richiamando note e tristissime vicende che tanto dolore hanno creato in tante famiglie innocenti. Le parole di PG rispetto all'amianto - richiamato per spiegare il tipo di interventi che gli aquirenti di quegli appartamenti dovevano effettuare ed i conseguenti costi che avrebbero dovuto sostenere a decremento (questa almeno la tesi) del vantaggio economico che l'acquisto determinava - non giustificava in nessun modo il commento sulla sensibilità del ministro; commento demagogico, facile e quindi sbagliato così come peraltro l'ultimo sul doppio stipendio.
Una cosa è plaudire alla scelta di Monti di non prendersi - in un momento come questo - lo stipendio da Premier o plaudire la scelta di chi fa beneficenza o volontariato o evita - quando tanti soffrono - di sbattere loro in faccia la propria ricchezza ed il proprio agio, altra è dire che si dovrebbe rinunciare al doppio stipendio ancorchè questo sia previsto dalla legge e non sia un illecito beneficio. La legge forse fa schifo, dovranno essere biasimati quelli che l'hanno proposta e votata, andrebbe probabilmente cambiata, ma, fino a quel momento, siamo davvero sicuri che prendere il doppio stipendio per chi ne ha diritto sia un'indecenza a lui (che non ha concorso alla promulgazione di quella legge come invece accade ai parlamentari per le proprie indennità) attribuibile ?
Non crede Fusco che - mutatis mutandis - sia come se a lei in un momento storico in qui a tanti vengono chiesti sacrifici che portano a ristrettezze e minori divertimenti fosse chiesto di rinunciare agli sconti che la sua condizione di giornalista le assicuara in certe occasioni; certo, se lei lo facesse, sarebbe un bel gesto ma non proverebbe fastidio se qualcuno la giudicasse pubblicamente per non averlo fatto ?
Caro Fusco, dia sostanza al nome Linkiesta e approfondisca la questione relativa all'assegnazione degli appartamenti intorno al Colosseo da parte degli enti pubblici stando un po' in disparte per un po' e venendo poi fuori con un' INCHIESTA vera, indaghi sulla corruzione degli uffici giudiziari e di quelli della giustizia amministrativa in particolare ma non contribuisca al populismo dilagante creando false morali.
Gentile Signor Tommaso Amirante, ho letto con estrema attenzione la sua missiva. Ho solo un dubbio: se e' una lettera scritta con il cuore o una straordinaria strategia difensiva. Le porgo i miei piu' cordiali saluti.
Difensiva di chi ? Di PG Che nemmeno conosco ? non e' comunque scritta con il cuore ma semmai con la testa !
Ricambio I cordiali saluti
La ringrazio infinitamente.
La ringrazio infinitamente.
Patroni Griffi fa il furbetto? Mi sembra meno importante del fatto che vi siano norme sbagliate. Non sarà l' unico a cui lo Stato e gli Enti pubblici hanno svenduto immobili né l' unico a prendere due stipendi.
L' affare fatto da Patroni Griffi, nonostante l' eternit, non è grave oggi perché scopriamo che l' ha fatto un membro della casta, ma perché l' INPS ha gettato il proprio patrimonio. Avesse svenduto l' appartamento al Colosseo ad un garzone di macelleria sarebbe stato lo stesso. Idem per il doppio stipendio.
Non mi interessa se i Malinconico o i Patroni Griffi sono avidi e furbi, voglio che la legge impedisca che abbiano quello che non si meritano.
Non che abbia una grande e nemmeno piccola importanza, ma non c'è nulla da fare: Fusco scrive sempre - o quasi, meglio non esagerare - quello che io penso. Fra un po' chiedo i diritti "di pensiero". Leggendo l'intervista questa stamattina, ho pensato ESATTAMENTE questo. Tranne... Papalla... (era il Paese di una pubblicità di quando ero piccina, se non sbaglio). Ciò detto non ci resta che proseguire, inesorabili, a denunciare, suggerire, stimolare noi ragazzi dell'opinione pubblica.
Caro Signor Fusco, e' una vcenda tanto imbarazzante e pesante che non si puo' mandare giu' neppure con il Digestivo Antonetto!
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