L'Alto Adige scoppia di soldi ma dice "nein" ai tagli
Silvia Fabbi
Crisi? Quale crisi? In Alto Adige, dove solo la Provincia di Bolzano gestisce 5 miliardi l'anno, di
Un dettaglio del centro di Bolzano
BOLZANO - C’è la crisi, si taglia. Ma non in Alto Adige. Lo statuto speciale difende la Provincia autonoma di Bolzano anche dalle ristrettezze economiche che attanagliano l’Italia e l’Europa. A conquistare per il Sudtirolo condizioni economiche assolutamente privilegiate è stato proprio l’attuale presidente Luis Durnwalder. Al potere dai primi anni Settanta, il Landeshauptmann è stato il padre degli accordi siglati con lo Stato che oggi garantiscono alla Provincia la gestione di un bilancio annuale di circa 5 miliardi di euro, costituiti per la maggior parte dal gettito delle imposte versate dagli altoatesini, in forma analoga a quanto accade per le autonomie di Friuli-Venezia Giulia e Sicilia. Nel corso degli anni Durnwalder è riuscito tuttavia a ottenere ben di più per la sua terra. Per gestire servizi e settori che non rientrano nella diretta competenza della Provincia si calcola che l’Italia spenda una somma consistente, che a seconda della fonte varia fra il miliardo e 140 milioni, e i 600 milioni l’anno.
Il quadro economico ha spinto il Wirtschaftszeitung, il giornale degli imprenditori sudtirolesi, a parlare di autonomia «dopata grazie ai soldi di Stato» in un articolo pubblicato nel dicembre 2007. L’economista altoatesino Thomas Benedikter aveva definito così il tessuto economico-sociale altoatesino, sottolineando come il Sudtirolo riceva dal resto d’Italia molto più di quanto paga in tasse, e questo nella misura del 120%. «Quella che ha stabilito queste condizioni economiche è una legge che ha sovrafinanziato la nostra provincia». Lo afferma perfino il giornale degli imprenditori, certamente non antiautonomista, sottolineando come proprio quella legge abbia consentito il miracolo di mantenere da un lato molto alta la spesa pubblica - spingendo forte l'attività economica - e dall'altra parte di mantenere relativamente bassa la pressione fiscale. «Chi ha dato un così importante contributo al benessere di queste parti sono quelle quattro o cinque regioni "pagatrici nette" del Nord Italia che stanno a noi vicine e non a caso ci guardano in cagnesco» aveva sottolineato solo pochi mesi dopo la pubblicazione dell’articolo il Verde Riccardo Dello Sbarba in una interrogazione in Consiglio provinciale.
Eppure neanche la crisi economica sembra aver smosso i politici locali, che rimangono determinati a non farsi sottrarre un euro, ricordando in ogni occasione a chi l’avesse dimenticato - soprattutto a Roma - che a tutelare lo status economico delle vallate fra Salorno e il Brennero vige anche un accordo internazionale italo-austriaco (siglato nel 1992 con il rilascio da Oltralpe della cosiddetta «quietanza liberatoria»). Una riforma dell’aspetto finanziario dell’autonomia dovrebbe quindi passare non solo da una riforma costituzionale, ma anche da un placet di Vienna (che però all’autonomia altoatesina non contribuisce con mezzo centesimo). Come a dire: praticamente impossibile. Al punto che il quotidiano altoatesino di lingua tedesca Tageszeitung non più tardi dello scorso 26 aprile intervistando proprio il Presidente della Provincia Durnwalder (stipendio mensile di 26.500 euro) ha titolato: «Roma non può toglierci un euro». Chiaro, inequivocabile. Niente da fare quindi per il progetto del governo Monti, che aveva prospettato per Bolzano proprio il taglio del gettito delle imposte dal 90 al 60%, attestandolo così su un valore analogo a quello in vigore nella maggior parte delle regioni del Nord Italia.
Il presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder
Non se ne parla, è stato il coro unanime e neanche tanto diplomatico degli esponenti della Südtiroler Volkspartei. «Il governo Monti vuole il senso unico: solo lo Stato ha i vantaggi e noi siamo i cretini» ha commentato un mese fa il deputato Svp Karl Zeller a proposito della manovra. Che ai sudtirolesi far parte dell’Italia piaccia poco non è una novità. Ma di rappresentare il fortino da espugnare per racimolare risorse e salvare l’Italia poi, proprio non se ne parla. Al punto che l’assessore provinciale al Commercio Thomas Widmann era arrivato a prospettare di “comprarsi” la sovranità economica. Cash. Con 15 miliardi di euro, somma che scaturisce dal conteggio sul numero degli abitanti confrontato con il debito nazionale.
«Roma sta attaccando l’autonomia, l’economia e quindi la pace sociale del Sudtirolo. Noi potremmo decidere di comprarci la libertà definitiva da questo Stato che ora vuole opprimerci. Lo si potrebbe fare riscattando le restanti competenze» era stata la proposta di Widmann affidata in gennaio alle colonne del Dolomiten, il più diffuso quotidiano sudtirolese di lingua tedesca. «Saremmo indebitati ma potremmo offrire una prospettiva alle future generazioni. L’Alto Adige potrebbe avere la stessa crescita economica di Germania e Austria, ma solo se si gestisse da solo. Quindi: non c'è alternativa alla piena autonomia» aveva spiegato Widmann. A stroncare sul nascere i sogni dell’esponente della giunta era intervenuto però il Landeshauptmann, che aveva bollato il progetto come irrealizzabile. Peggio. L’idea non era piaciuta neppure alla pasionaria della Südtiroler Freiheit Eva Klotz, che continua a vedere nell’autodeterminazione («Los von Rom», «via da Roma») l’unico futuro possibile per il popolo sudtirolese.
Alto Adige del tutto impermeabile alle manovre del governo nazionale quindi? Parrebbe di sì. Perché neppure sul fronte del commercio la situazione sembra cambiata. Nel resto dell’Italia il decreto di Monti sulle liberalizzazioni ha portato i negozi a tenere aperto la domenica ovunque e non più solo in zone a “elevata vocazione turistica”. Ovunque, tranne in Alto Adige, ovviamente.
La Provincia di Bolzano rivendica infatti la superiorità normativa in materia di commercio delle norme di attuazione (che vengono emanate dopo l’entrata in vigore di ogni legge nazionale, per stabilirne le modalità di applicazione sul territorio in ossequio allo Statuto di autonomia). Tutti d’accordo, naturalmente, soprattutto all’interno della Südtiroler Volkspartei, dove l’ala economica ha una importanza fondamentale e di fatto detta legge in materia, stabilendo come, dove e quando si fanno affari in Sudtirolo. Unica voce fuori dal coro è stata quella di Oviesse/Upim/Coin. Il gruppo veneto ha infatti osato, in virtù del proprio status “straniero”, fare ricorso al Tar per ottenere la possibilità di tenere aperto anche la domenica. I legali del colosso dell’abbigliamento hanno sostenuto davanti ai giudici amministrativi che il decreto del governo nazionale tratta non di «commercio» bensì di «concorrenza e libertà delle iniziative economiche», materia quest’ultima di esclusiva competenza dello Stato.
Il Tar non ha concesso la sospensiva, rinviando tutto alla discussione di merito fissata alla fine di luglio. Ma scalfire l’autonomia altoatesina sul versante economico pare altrettanto difficile che attaccarla sul fronte finanziario. I sudtirolesi d’altronde hanno lavorato finora a costruire un territorio dal mercato controllato e controllabile, dove esiste un solo grosso centro commerciale (al Brennero), dove l’unica catena di librerie diffusa è quella dell’Athesia (di proprietà del presidente della Camera di Commercio e editore del quotidiano Dolomiten Michl Ebner), e dove si trovano pochissimi supermercati che non siano Despar (in mano al gruppo austriaco Aspiag). Difficile prevedere grossi cambiamenti, con buona pace di liberisti e simpatizzanti.

Comments
Buongiorno,
ho letto i Vs. commenti, fatti da alcuni con bigotte generalizzazioni sul meridione, sui doveri, ecc... dai quali è evidente l'ignoranza comparativa di diverse realtà con numeri e complessità notevolmente differenti dall'amministrazione di una comunità con pochi abitanti con fiscalità "privilegiata".
Ciò premesso, comprendendo bene le Vs. problematiche del passato in quanto da circa dieci anni sono sposato con una splendida "nordica" e per questo faccio parte di una minoranza della minoranza tipo il film "balla coi lupi", condivido ed apprezzo il commento del Sig. Ferruccio, evidenziando comunque che la principale industria dell'AA mi sembra sia statale, con doppio beneficio di impiego delle risorse lavorative e fiscali di cui il territorio beneficia, quindi io per mio valore personale obiettivamente non direi di non essere privilegiato, bensì di avere diritto a quei privilegi perchè ve li siete "guadagnati" ed anche ben gestiti, quindi bravi a Voi, nessuna invidia, almeno da parte mia!
Ma l'AA è alresì protetto da altre convenzioni internazionali e se anche per questo motivo è riuscito a creare delle eccellenti strutture sociali condivido pienamente il pensiero che da questa esperienza bisogna imparare e non certo discrimanere, quindi speriamo che sempre civilmente si riesca a crescere e lavorare tutti insieme.
Buon 2013 a tutti... e chissà, quest'anno forse mi trasferisco con moglie e figlia proprio a Bolzano:)
p.s. ci darete un poco d'acqua?
Non facciamo di tutte le regioni e province autonome un fascio… L’Alto Adige-Südtirol, che non è il Trentino, perché il Trentino-Alto Adige è una regione ormai praticamente defunta e sostituita dalle due Province Autonome, non è in testa a molte classifiche solo per il benessere, ma: per la bassa delinquenza, per una più che accettabile correttezza fiscale, perché tutti pagano canone TV, bollo, assicurazione RC, per il numero di volontari attivi in ogni campo, per il fatto che è la prov. con più boschi e meno incendi, per il numero dei libri letti, per l’amore per l’ambiente, per donazioni di sangue, midollo ecc., per la pulizia e l’igiene, per l’educazione stradale, per il numero di chi fa sport, per i risultati olimpici in proporzione alla popolazione, per il coraggio nel mettere al mondo qualche figlio, per il rispetto delle leggi, per l’assenza del crimine organizzato… e potrei continuare. Non siamo perfetti: per esempio spesso gli altoatesini-sudtirolesi sono troppo chiusi, ci sono molti suicidi (come in tutti i paesi prosperi, stranamente), si beve troppo e i laureati non sono moltissimi, perché molti frequentano corsi professionali, i politici sono troppo pagati (ma in compenso rubano un po’meno che altrove), ecc. Quindi abbiamo molte cose che funzionano meglio che in altre zone e un’amministrazione ricca, ma forse almeno un po’ ce lo meritiamo. Alcune cose che nessuno o quasi sa: 1 - molte spese che altrove sono a carico dello Stato in AA sono a carico della Provincia (ad es. le strade statali – ecco perché sono così ben tenute), e questo spiega certe cifre; 2 - lo Stato non dà proprio nulla, ma il benessere deriva dal fatto il 90% delle tasse locali resta per legge in loco e viene usato bene, facendo arrivare le risorse in gran parte sul territorio e non nelle tasche dei mafiosi, anche se ovviamente qualche pecora nera c’è; 3 - molti dei soldi a disposizione arrivano dall’Europa, perché BZ sa come richiederli e come averli, mentre nel resto d’Italia contributi multimilionari già stanziati vengon lasciati decadere per incapacità di documentare le spese; 4 - molte spese sono spiegabili per esempio in base a necessità particolari, come quella di avere scuole dedicate ai tre gruppi etnici, con i costi connessi, personale bilingue o trilingue ecc. E infine alcuni dei cosiddetti “privilegi” vengono previsti da leggi, accordi internazionali e dalla Costituzione. Finché esistono queste tutele, vanno rispettate. Se sono regalini immeritati e usati male, bisogna cambiarle, le leggi, e magari invece di attaccare una parte d’Italia che sta bene e amministra bene, invece di chiedere di livellare tutte le regioni in basso, perché non lavorare per ottenere gli stessi risultati? Altrimenti, diciamolo, è solo invidia.
Non facciamo di tutte le regioni e province autonome un fascio… L’Alto Adige-Südtirol, che non è il Trentino, perché il Trentino-Alto Adige è una regione ormai praticamente defunta e sostituita dalle due Province Autonome, non è in testa a molte classifiche solo per il benessere, ma: per la bassa delinquenza, per una più che accettabile correttezza fiscale, perché tutti pagano canone TV, bollo, assicurazione RC, per il numero di volontari attivi in ogni campo, per il fatto che è la prov. con più boschi e meno incendi, per il numero dei libri letti, per l’amore per l’ambiente, per donazioni di sangue, midollo ecc., per la pulizia e l’igiene, per l’educazione stradale, per il numero di chi fa sport, per i risultati olimpici in proporzione alla popolazione, per il coraggio nel mettere al mondo qualche figlio, per il rispetto delle leggi, per l’assenza del crimine organizzato… e potrei continuare. Non siamo perfetti: per esempio spesso gli altoatesini-sudtirolesi sono troppo chiusi, ci sono molti suicidi (come in tutti i paesi prosperi, stranamente), si beve troppo e i laureati non sono moltissimi, perché molti frequentano corsi professionali, i politici sono troppo pagati (ma in compenso rubano un po’meno che altrove), ecc. Quindi abbiamo molte cose che funzionano meglio che in altre zone e un’amministrazione ricca, ma forse almeno un po’ ce lo meritiamo. Alcune cose che nessuno o quasi sa: 1 - molte spese che altrove sono a carico dello Stato in AA sono a carico della Provincia (ad es. le strade statali – ecco perché sono così ben tenute), e questo spiega certe cifre; 2 - lo Stato non dà proprio nulla, ma il benessere deriva dal fatto il 90% delle tasse locali resta per legge in loco e viene usato bene, facendo arrivare le risorse in gran parte sul territorio e non nelle tasche dei mafiosi, anche se ovviamente qualche pecora nera c’è; 3 - molti dei soldi a disposizione arrivano dall’Europa, perché BZ sa come richiederli e come averli, mentre nel resto d’Italia contributi multimilionari già stanziati vengon lasciati decadere per incapacità di documentare le spese; 4 - molte spese sono spiegabili per esempio in base a necessità particolari, come quella di avere scuole dedicate ai tre gruppi etnici, con i costi connessi, personale bilingue o trilingue ecc. E infine alcuni dei cosiddetti “privilegi” vengono previsti da leggi, accordi internazionali e dalla Costituzione. Finché esistono queste tutele, vanno rispettate. Se sono regalini immeritati e usati male, bisogna cambiarle, le leggi, e magari invece di attaccare una parte d’Italia che sta bene e amministra bene, invece di chiedere di livellare tutte le regioni in basso, perché non lavorare per ottenere gli stessi risultati? Altrimenti, diciamolo, è solo invidia.
Congratulazioni Ferruccio! Sono pienamente daccordo con Lei! Il suo commento è perfetto!!! Sono orgoglioso di essere Alto Atesino o... Sudtirolese!
La popolazione di lingua tedesca del Sud Tirolo , annesso all'Italia nel 1918 in base agli accordi segreti di Londra pre bellici ( fu la ricompensa garantita da Francia e Inghilterra per l'entrata in guerra dell'Italia che è costata mezzo milione di morti)) è riuscita ad ottenere il federalismo fiscale. Ci sono partiti come la Lega che ci hanno tormentato con sproloqui sul federalismo e dopo aver occupato poltrone in Parlamento per anni e nel governo non hanno concluso nulla se non il rimborso del dentista a Bossi padre e il pagamento "federalista" delle multe di Bossi figlio
L'unico futuro per il popolo Sudtirolese è andarsene il Sudtirolo resta qui con noi, facile invocare l'indipendenza con i soldi degli altri.
@Giacomo:
Invece di pretendere che il T.A.A. diventi come le altre regioni,perche' NON PRETENDIAMO che le altre regioni diventino come il T.A.A.?
La risposta è nell'articolo:
L’economista altoatesino Thomas Benedikter aveva definito così il tessuto economico-sociale altoatesino, sottolineando come il Sudtirolo riceva dal resto d’Italia molto più di quanto paga in tasse, e questo nella misura del 120%.
chi paga?
@vicini di casa
"chi paga?"
scusi,il trentino dove lo mettiamo? Su,non guardiamo la pagliuzza anziche' la trave!
Sono Trentino , ho 40 anni , è una vita che sento queste continue polemiche , il mio pensioro :
Anche se non può piacere anche l'uomo alla fine è un animale e come tutti gli animali ci sono varie razze. Ora l'evoluzione umana ha portato alcune razze a dovere condividere con delle altre , ma questo stride e non ci si può fare nulla è questione di DNA. Inutile mettere mille regole per poter far condividere un nordico con un mediterraneo...
Soluzioni ? La più facile è più vicina che mai : STATI UNITI D'EUROPA e cioè allargare i confini , la più stupida ? Creare degli staterelli indipendenti ...Sarebbe una sorta di Zoo Umano...
Togliere Comuni , Provincie , Regioni e creare una sorta di Conunità di zona ogni tot. abitanti ...
ciao Europei !!!
Non sono ne' trentino ne' altoatesino (ancora) ma la realta' di quella regione la conosco molto bene.Rigetto al mittente i commenti sul fatto che il T.A.A. dovrebbe darsi una regolata.
Invece di pretendere che il T.A.A. diventi come le altre regioni,perche' NON PRETENDIAMO che le altre regioni diventino come il T.A.A.?
E' semplicemente vergognoso prendersela contro le regioni a statuto speciale quando il problema e' come sono gestite le regioni a statuto ordinario e quindi lo Stato.
Abbiamo vissuto anni di promesse di federalismo (credino) leghista ma l'unica cosa che abbiamo visto aumentare e' il centralismo economico di Roma,semplicemente perche' quei mafiosi travestiti da politici che ci ritroviamo,non posso non sperperare il denaro delle nostre tasse che prima DEVE PASSARE DA LORO.
Allora cominciamo a pretendere che le tasse di ogni regione rimangano dove sono state riscosse e solo dopo,al netto delle necessita',quello che rimane venga girato a Roma!
Mi stupisco ci sia ancora gente che visto il problema italiano se la prende con le regione a Statuto Speciale...
E' Roma che si deve dare una gran regolata.Sveglia!!!
Concordo con i separatisti sudtirolesi: se pensano di poter far a meno dei soldi italiani e di poter soppravvivere economicamente come stato indipendente, a mio avviso possono ottenere la tanto minacciata indipendenza. Sarebbe un buon compromesso per entrambe le parti: a loro l'indipendenza, al resto del paese il non doversi accollare il loro sostentamento. Se invece vorranno rimanere in Italia verrà alla luce la loro vera posizione, che prevede di spremere il paese che li "ospita" per mantere il loro piccolo mondo di privilegi.
Niente più regioni a statuto speciale: che tutti abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Se volete date un occhio qui:
http://noisefromamerika.org/articolo/conti-pubblici-territoriali
Federalismo non privilegi.
qui in trentino a.a. saremmo tutti felici di tornare sotto l'austria ed il recente sondaggio dei giornali locali ha visto un plebiscito in tal senso. A parte che il flusso di denaro verso le regioni a statuto speciale è un discorso comune anche ad altre realtà, qui c'è qualcosa di più e diverso. LA gente parla tedesco, in a.a. ed in trentino si vagheggia il ritorno alle proprie tradizioni (che sono austriache, dall'alimentazione alla cultura passando per il tempo libero). Quando si è deciso per un finanziamento particolare delle province autonome si doveva fare i conti con un territorio che promuove la doppia nazionalità e che chiede, come ovvio, di condividere la propria esistenza con chi è più vicino per cultura, tradizioni ed ambiente, inutile dire chi o quale paese. Se i sovvenzionamenti statali paiono ingiustificati, allora si riveda il tutto e si dica che avere perso una guerra di oltre un secolo ha cessato i suoi effetti e si venga a referendum, quanto meno per una nuova e più incisiva autonomia dall'italia (alla quale credo si arriverà comunque prima o poi).
Signor alex, è l'Austria che non vi vuole perché siete una macchina mangia soldi.
Avranno anche speso bene i soldi che ricevono ma adesso basta. Ne hanno ricevuto per decenni e ne vogliono ancora sempre a spese delle altre regioni? Sono come i meridionali che loro disprezzano tanto dall'alto della loro arroganza. Se il governo italiano avesse le palle abolirebbe tutte le regioni a statuto speciale a nord come a sud. E se gli arroganti altoatesini si ribellano gli mandiamo i carri armati.
Roba assurda. Sono loro i veri "terroni" del nord che si fanno mantenere alla grande e mangiano a sbafo a spese degli altri minacciando la secessione e l'annessione all'Austria. Dei parassiti e dei ladri autorizzati. Costano più di quanto producono e non ringraziano mai l'Italia. Questi arroganti, razzisti e doppiogiochisti altoalestini vogliono solo diritti e nessun dovere. Sono peggio dei leghisti. Quando daremo una lezione a questi odiosi crucchi? O dobbiamo dare prima una lezione ai loro protettori (Germania e Austria)?
attento a come parli "anonimo"!!se l´Italia e´messa cosi´la colpa e´solo degli italiani!!ricordatelo!!
Come si permette di dire queste cose? Io in Alto Adige ci vivo,non sono mantenuta da nessuno e quello che abbiamo ce lo siamo sudato e meritato. Abbiamo una classe politica che lavora bene x la gente comune,non sono dei santi ma non rubano a destra e manca,abbiamo una sanità che funziona perchè siamo gente con una mentalità diversa ,molto più ligi al dovere dei veri "Terroni"! Noi paghiamo il bollo auto,l'assicurazione,il canone Rai, le tasse, ecc.....Ma certo l'invidia è una brutta cosa se poi c'è anche l'ingnoranza...!
Signora Minnie, quello che avete ve lo siete sudato... con le bombe sotto ai tralicci dell'alta tensione.
Sono capace anch'io di "lavorare bene x la gente comune" con tutti i soldi che avete estorto all'Italia con le vostre bombe.
Provate un po' a farvi riprendere dall'Austria; a calci nel sedere vi caccia via.
Nessuno mette in dubbio le vostre capacità organizzative e gestionali però è anche vero che lo status di regione a statuto speciale vi fa godere (come anche ai siciliani, ai friulani etc.) di privilegi finanziari che ad altre regioni non sono concessi. Se non ci crede si legga il link di un post qui sotto. Però ora basta. E' ora di uniformare tutte le regioni. Sono d'accordo che l'Italia fa schifo (sono veneto e se potessi rivorrei il veneto indipendente sotto la Serenissima Repubblica Veneziana) però questo stato vi ha concesso per decenni di avere una fiscalità agevolata quindi non lamentatevi e non insultate gli italiani. Dite che con l'Austria stareste meglio: culturalmente sicuramente sì ma sotto Vienna sareste una normale regione austriaca perché dubito che vi avrebbero trattato per decenni come regione speciale con vantaggi fiscali. Il veneto invece sì che avrebbe dei bei vantaggi ad andarsene...
quindi da un punto di vista legislativo il sudtirolo è in una botte di ferro e dobbiamo rassegnarci al loro mantenimento forzato?
Vado ogni anno a sciare in Alto Adige e penso che se tutta l'Italia fosse allo stesso modo staremmo in paradiso.
Battute a parte, è vero che gli alto-atesini sono ricettori netti di richezza, ma ciò che ricevono lo hanno ben messo a frutto. Tutto il contrario rispetto alle regioni meridionali.
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