Ance: «Se si blocca il Pgt sarà crisi profonda»
Michele Sasso
Linkiesta ha chiesto a Claudio De Albertis, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori
Pista ciclabile in via Paolo Sarpi a Milano
Claudio De Albertis è presidente di Assimpredil Ance, l’Associazione delle imprese edili e complementari delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza. La più grande e influente del sistema dell’Associazione nazionale dei costruttori edili che promuove e favorisce lo sviluppo immobiliare. Linkiesta ha chiesto il suo parere sui referendum ambientali del Comune di Milano e il futuro del Pgt, proprio mentre si forma la Giunta milanese e il nodo delle deleghe all’urbanistica sembra il più difficile da sciogliere.
I cinque referendum di Milano potranno cambiare il volto della città?
I costruttori non sono contro il verde, perchè serve ad incrementare il valore degli immobili: come la metropolitana vicino a casa è un valore aggiunto. Quello che però non condivido è determinare le quote fisse, la logica deve essere diversa: una distribuzione adeguata e in modo premiale. Ai temi della sostenibilità e di riduzione delle emissioni di Co2 siamo d'accordo come cittadini e come costruttori: Milano dovrà essere città leader sul piano della sostenibilità ambientale.
Le aree a traffico moderate e le piste ciclabili aumentano l’appetibilità e il valore degli immobili nelle zone interessate?
Penso che sia arrivato il momento di fare scelte radicali per la mobilita di Milano: bisogna risolvere il traffico delle merci, liberare le strade dalle macchine e completare il Passante (la linea ferroviaria che passa sotto il centro) che ora, senza completamento, è monco. Certo le piste sono indispensabili ma non si possono fare ovunque e soprattutto devono essere vere non come quelle in via De Amicis o Piazza della Repubblica (dove le piste sono occupate dalle auto in sosta).
Il secondo quesito prevede di «ridurre il consumo di suolo destinando almeno il 50% delle grandi superfici oggetto di riqualificazione urbanistica a verde pubblico», un freno per le imprese o un’occasione?
Sono favorevole alla riduzione del consumo del suolo ma attuarlo è impossibile senza costruire in altezza. A questo punto è meglio dire che non si costruisce più e si demolisce quello che c’è. Le città più vive sono quelle che hanno favorito lo sviluppo verticale. Anche all’incremento degli alberi siamo favorevoli: ma non è detto che la soluzione migliore sia piantarli in piazza del Duomo.
Il quarto referendum prevede la riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra connesse al riscaldamento degli edifici, un obiettivo raggiungibile?
Sulle nuove case sicuramente sì perchè le cose sono più semplici. Sul mercato dell’usato si può attuare solo con gli incentivi: il 57% degli immobili di Milano è stato costruito prima degli anni 70.
Il quinto quesito referendario prevede il ripristino del porto della darsena, bloccherà lo sviluppo urbanistico di quella zona?
Sono contrario perche è un casino dal punto di vista della mobilità. Secondo me invece occorre cercare di rimettere a posto e renderlo vivibile, insieme al recupero dei Navigli. Oggi indubbiamente la darsena è uno schifo..
I candidati alle primarie del centrosinistra avevano bocciato il Pgt (Piano di governo del territorio, lo strumento urbanistico che ha sostituito il Piano regolatore) che in 26 grandi aree - dagli scali ferroviari alle ex caserme - promette quasi sei milioni di nuove costruzioni. Ora cosa succederà al Pgt con la nuova giunta?
Ce lo stiamo chiedendo in molti: se la nuova giunta bloccherà il Pgt, anche con solo una variante, si perdono due anni. E la città non se lo può permettere.
Già prima dell’approvazione del Pgt molti operatori hanno preferito presentare i propri progetti per non correre il rischio di interrompersi..
Adesso sono tutti alla finestra perchè il Pgt è stato approvato ma non è ancora operativo. Qualche segnale di ripresa c’è stato nell’ultimo anno ma se si dovesse bloccare il Piano temo una crisi profonda.

Comments
A mio parere De Albertis ragiona troppo da costruttore (l'importante è che ci siano cantieri e mattoni, utili o no poco importa) e da valorizzatore (prendo un'area industriale, la rendo commerciale; prendo un'area residenziale, aumento gli indici, diminuisco gli oneri e - voilà - il profitto è fatto) e poco da sviluppatore immobiliare (mettere sul mercato un buon prodotto edilizio che incontri la domanda). Il problema di Milano (e dintorni: vedi Segrate, Sesto, ecc....) è che negli ultimi anni si è ragionato troppo da costruttori (facendo partire mille cantieri inutili, rimasti vuoti o a mezza strada) e da valorizzatori (facendo operazioni solo sulla carta, buone per i bilanci di quelache "firbetto" troppo arrischiato). Il PGT di Masseroli era concepito nella medesima logica: aumentare al massimo gli indici, diminuire follemente i servizi pubblici (non c'erano i soldi neanche per le strade...): tutto utile alla finanziarizzazione immobiliare e a far partire qualche cantiere fasullo, ma non alla città. Il problema principale infatti è: qual'è la domanda? Anche le indagini fatte da Assimpredil/Cresme, a mio parere, mostrano ciò che De Albertis nega: c'è poca domanda, residenza soprattutto se a basso prezzo, funzioni economiche se legate a un disegno complessivo di investimento sulla produzione immateriale, che però richiede qualità urbana diversa da quella delineata dal PGT di Masseroli.
In breve: se si vuole un vero rilancio della città, penso che questo passi da una revisione radicale del PGT di Masseroli: prima questo avverrà, meglio sarà.
"completare il Passante (la linea ferroviaria che passa sotto il centro)"
Ma di cosa sta parlando???? Il Passante è stato completato nel 2008!
@alfio si, l'idea di appartamenti per ricchi come nella zona della ex fiera o in Garibaldi (13.500 €/mq il prezzo previsto al 2015). Ha ragione Botta nella sua intervista (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/03/m...)
"Che i costruttori se la facciano un po' sotto mi sembra un ottimo segno"
I costruttori i soldi li hanno già fatti; sono i loro dipendenti che potrebbero avere qualche problema
Che i costruttori se la facciano un po' sotto mi sembra un ottimo segno.
Poi nello specifico il tipo dice pure cose ragionevoli, ma chi non ne dice? Anche Manfredi Catella, a sentirlo, sembra un Pico della Mirandola. Ma se guardi bene dietro ci sono solo grandi speculazioni finaziarie che lasceranno alla Milano tanto cemento, poco verde e un patrimonio immobiliare pensato per ricchi non milanesi. La mia idea di sviluppo urbano è un'altra.
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