“Sosteniamoci”: viaggio nei blog dove l’anoressia è un mito
Nadine Solano
Qualche anno fa l’Eurispes aveva rilevato 400 blog italiani di persone affette da disturbi alimentar
(Flickr - нσвσ)
«Ho tantissima fame. Sono stata sveglia tutta la notte a fare esercizi per le gambe e addominali e quando mi sono addormentata il mio stomaco ululava». «Dio mio, voglio essere sottopeso questo sabato!! Io sarò sottopeso questo sabato!!». «Premetto cmq che in questi giorni sto andando alla grande, sono positiva, mangio poco e mi sento bene. Grazie a voi e il vostro sostegno». «Ragazze come faccio ad iniziare senza il vostro aiuto????? Vi prego...». «Ho creato un blog per parlare di me e del mio obbiettivo, cioè dimagrire… spero ci sosterremo a vicenda perché io ne ho bisogno!».
Sostegno, sostantivo maschile. Sostenersi, voce verbale utilizzata in tutti i modi e tutti i tempi. Ecco cosa invocano le ragazze pro Ana e pro Mia sparse nelle stanze del web. Ana, anoressia. Mia, bulimia. Non mangiare praticamente nulla, oppure mangiare e poi infilarsi due dita in gola per riempire un water in attesa. Alla fine del 2008 l’Eurispes ha lanciato un allarme, conteggiando nel giro di pochi mesi circa quattrocento blog italiani appartenenti, appunto, a persone affette da disturbi alimentari. Quasi esclusivamente di sesso femminile, con un’età media di diciassette anni, ma anche più piccole.
La notizia è rimbalzata attraverso tutti i media, scatenando preoccupazione ma anche chiacchiericcio e curiosità. Allora le ragazze in questione, sentendo i riflettori puntati sul loro universo malato, folle e commuovente, sono corse ai ripari. O meglio, hanno creduto di farlo. Alcune si sono precipitate a rimuovere il proprio blog. Altre l’hanno privatizzato, cioè reso accessibile solo a una cerchia ristretta di amici. Altre ancora hanno smesso di aggiornarlo. Soprattutto, però, in questi tre anni e passa le vittime della “Dea Anorexia” si sono organizzate meglio.
Sbaglia di grosso chi pensa a un loro allontanamento dalla Rete. Anzi, internet è diventato sempre di più un irrinunciabile rifugio. Un luogo in cui trovare sostegno. I blog non sono scomparsi, solo meglio camuffati. Coperti da nomi fuorvianti. Nomi che spesso prendono in prestito vocaboli inglesi, così uno pensa che siano stranieri e dedicati chissà a cosa. Nomi che parlano di luci, sole, farfalle, voglia di vivere. Nomi romantici di donna, dal sapore un po’ retrò. Poi, se entri (magari per sbaglio), comincia il viaggio in un inferno. Un viaggio che adesso vede protagoniste non solo le adolescenti, ma anche giovani donne fra i 20 e i 25 anni.
Tante studentesse universitarie, che fra un esame e l’altro si lasciano ossessionare dal cibo e da un’idea distorta di perfezione fisica. Gli sfondi sono quasi sempre scuri oppure chiarissimi. Sulle pareti virtuali, immagini di due tipi: fotografie personali, mai intere ma con l’obiettivo puntato su singoli parti del corpo, che siano le costole sporgenti o la coscia con un diametro delineato dalle dita (indice contro indice, pollice contro pollice); e fotografie di modelle pelle e ossa, adorate e identificate come “thinspo”. Il termine è la fusione di thin (magro) e inspiration (motivo ispiratore), quindi la thinspo è l’esempio da consumare con gli occhi per non cedere dinanzi ai morsi della fame. Già, non cedere. Stay strong, tieni duro: ecco il motto che corre da un account all’altro, un mantra intriso di maledizione che spesso accompagna deliranti diari alimentari. Già, i diari alimentari. Quelli non mancano praticamente mai e servono a confrontarsi con le altre.
C’è chi, a colazione, prende «caffè macchiato (20), bustina di zucchero (20); per pranzo, insalata (iceberg scondita 24); primo pomeriggio, tè; a cena, mezzo hamburger di soia (88). Totale: 152 kcal assunte - 270 kcal consumate”. In tutta la giornata. Il conto delle calorie è quasi scientifico e punta sempre al ribasso. Poi ci sono i momenti, le ore in cui subentra la bulimia, l’abbuffata incontrollata. Allora le ragazze arrivano a ingurgitare anche 5000 calorie in un colpo solo e si confessano online, versando lacrime e premendo furiosamente sulla tastiera del pc. Pentendosi disperatamente, giurando di non farlo più e cercando nuova fermezza tramite i loro weight-loss blog preferiti. Cioè i blog motivanti, firmati da corpi sacrificati sull’altare del digiuno eppure irremovibili: «Una vocina mi risuona puntualmente mentre sto per mangiare qualcosa: “se mangi questa fetta di pane, giuro che ti farò ingrassare di tre schifosissimi chili!”. E allora la mia tentazione svanisce. Bam. Questo lo potrei definire autocontrollo. L’autocontrollo è tutto».
Keep calm and stop eating, mantieni la calma e non mangiare. E giù con i commenti d’ammirazione, quanto sei brava, anch’io ce la farò. Ci sono anche gli sprazzi di lucidità, in cui la malattia viene guardata in tutta la sua interezza, cruda come quella bistecca che si prende a morsi dietro costrizione di una madre e poi viene vomitata con la porta del bagno chiusa a chiave. Chiedono aiuto, urlano la loro esasperazione, vogliono liberarsi da una schiavitù fatta di piatti vuoti oppure troppo pieni, integratori, pillole lassative e sfiancanti sedute in palestra. È uno spiraglio, un primo passo verso la guarigione? No, perché la leva che solleva questo mondo privo di peso resta la stessa: dimagrire, dimagrire, dimagrire.
I blog pro Ana e pro Mia non sono scomparsi, ma meglio camuffati. E hanno trovato un pericoloso alleato nei social network. Sono sempre più numerosi, infatti, i profili di chi racconta questa vita terribile. C’è chi si fa chiamare come la Dea dell’amore e della bellezza, e non vuole mangiare. C’è chi mette in copertina la foto di una gustosa torta o di una bilancia con su scritto fat, grasso. C’è lei, giovanissima e già con un figlio, che comunica i suoi conteggi: «Allora.. 5/6 kg in 45 giorni è possibile con attività fisica giornaliera e 500/800 kcal».
C’è chi segue l’Abc diet, una media di 200 calorie al giorno, per pranzo «un brodo al dado senza pasta e per cena un uovo sodo». C’è il piccolo cigno che pubblica una nota personale: «Cambiare correttore e fondotinta in modo tale che la psicologa non capisca che hai vomitato 5 minuti prima di andare da lei». E per fortuna le amiche esprimono tristezza perché «hai ricominciato… :(». Sono tante, tantissime. Tante eppure sole. Molte hanno un amore non corrisposto, una vita sociale inesistente, si vergognano a uscire di casa e sottoporsi agli sguardi altrui. In Italia non esiste alcuna legge che impedisca di diffondere metodi per rifiutare cibo o inneggiare all’anoressia. Il precedente Governo ha messo in campo alcune azioni finalizzate a combattere i disturbi alimentari, come il numero verde 800.180.969; innegabile impegno è manifestato anche da numerosi enti locali e associazioni, prime fra tutte l’Aba.
Manca, però, un intervento strutturato per monitorare questi spazi virtuali, per raggiungere queste persone in difficoltà, afferrare i loro messaggi e costruire ponti verso la salvezza. Senza, però, allontanarle dalla Rete. Perché un altro rifiuto, un’altra tenebra improvvisa non riuscirebbero davvero a sopportarla.

Comments
aiuto aiuto aiuto...mi detesto...non voglio più vedermi così...non che io sia "grassa" ma basta fianchi, basta pancia quando ti siedi, basta sedere...io non ce la faccio da sola , davvero, mi abbuffo anche di cose stupide, cose che non mangiavo da anni, barrette iper caloriche ,dolci... io vi prego...ci ho provto ma non ce la faccio a smettere di abbuffarmi...ogni scusa è buona...se anche voi vi siete sentite così vi prego aiutatemi...aiutatemi a capire...capisco che l'anoressia sia sbagliata...ma ditemi allora se sentirsi così è giusto...aiuto vi prego. chiara
aiuto aiuto aiuto...mi detesto...non voglio più vedermi così...non che io sia "grassa" ma basta fianchi, basta pancia quando ti siedi, basta sedere...io non ce la faccio da sola , davvero, mi abbuffo anche di cose stupide, cose che non mangiavo da anni, barrette iper caloriche ,dolci... io vi prego...ci ho provto ma non ce la faccio a smettere di abbuffarmi...ogni scusa è buona...se anche voi vi siete sentite così vi prego aiutatemi...aiutatemi a capire...capisco che l'anoressia sia sbagliata...ma ditemi allora se sentirsi così è giusto...aiuto vi prego. chiara
Questo articolo è pessimo. E vi spiego perchè.
C'è una differenza fra blog sull'anoressia e blog pro-ana. Basta leggere una decina di post per capirlo. E' la differenza fra chi soffre di anoressia e chi inneggia all'anoressia. Quelli che vi lasciano tanto esterreffatti, i blog pro-Ana, vengono di solito scritti da persone che non soffrono davvero di disturbi alimentari e non hanno idea di quali sofferenze implichino. Si tratta perlopiù di ragazzine viziate che vogliono attirare l'attenzione e piacere al compagno di banco.
Ci sono poi i blog di chi un disturbo alimentare ce l'ha davvero, e pur non inneggiando all'anoressia, non nego che anche in questi appaia il desiderio di perdere peso. Ma inutile scrivere articoli inorriditi dal fatto che ci sono ragazze che scrivono di voler essere sottopeso o voler vomitare. Ma avete idea di cosa significhi avere un disturbo alimentare? Chi è malato farebbe qualsiasi cosa per dimagrire - e non stiamo parlando di dimagrire per entrare in un paio di jeans nuovi, stiamo parlando di dimagrire come forma di controllo, o di lento suicidio. E' una mentalità malata, che non ha niente a che vedere con delle ragazzine che vogliono perdere qualche chilo. E se quello che vi da fastidio è che queste ragazze ne parlino nei loro blog, beh, state tranquilli: si lascerebbero morire di fame lo stesso, anche se impediste loro di parlarne online.
Sono un'anoressica di 37 anni..... o meglio ce la sto mettendo tutta per uscire da questo calvario. Nonostante soffra di questa "malattia", trovo deprimente vedere che esistano questi siti. Io sono stata ricoverata 3 volte e l'ultimo ricovero è stato tremendo! Tutti i giorni psicoterapie individuali e di gruppo. X non parlare durante i pasti... Avere l'obbligo di non poter lasciare una briciola di fetta biscottata. Non capisco perchè esaltare il problema in questo modo. Durante i ricoveri ti viene spontaneo guardare cosa mangia l'altra, in quanto tempo la mangia, quanto integratore deve bere durante il giorno.. Ma sinceramente non ci si è "MAI" consigliate su come evitare di mangiare o comunque ti racconti quello che si faceva nel pieno del disturbo... io ho sempre cercato di seguire il mio percorso cercando di non farmi influenzare. Le crisi in questi casi purtroppo ci sono. Ed anche io ne ho avute ben due e toste. Non è facile... Basta un piccolissimo crollo e ci si ricade e anche con maggiori danni sia fisici che psicologici
Bravi, bisogna parlare di questo problema. Senza arrivare ai casi estremi citati nell'articolo, sono comunque moltissime le giovani donne italiane che soffrono di comportamenti del disturbo alimentare piú o meno gravi. Per mia esperienza, la maggior parte di queste donne vorrebbe confessarsi e cercare aiuto, ma la vergogna e la paura di non essere comprese é troppo forte. Articoli come questo possono aiutare a sentirsi meno sole e a trovare il coraggio di chiedere aiuto, finalmente.
Il cibo è la nostra storia. E la nostra storia è fatta di comportamenti, ma soprattutto di risposte che riceviamo su noi stessi. Sul fatto di sentirci o meno ok. Certo il web diventa cassa di risonanza anche per spingere l'acceleratore su questi comportamenti estremi. Forse oggi nelle famiglie sarebbe meglio parlare non di come si "è ridotti" o di come si "è visti", ma di come crescere insieme. Credo che le persone hanno estremo bisogno di sentirsi osservate e non valutate, altrimenti diventa un gioco a nascondino per nascondere le proprie ossessioni.
è un tema molto delicato quello dei disturbi alimentari su cui mi sembra questo articolo faccia più confusione che altro, innanzitutto perché offre un panorama dei cosiddetti blog pro ana piuttosto banalizzato. C'è differenza tra le ragazzine che si definiscono pro ana e l'anoressia vera e propria, un dolore che quando lo provi non lo puoi esaltare né tantomeno augurare ad altri. Per un’analisi più dettagliata del fenomeno rimando a questo blog: http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.com/2009/01/anatomia-pro-ana-p...
Si ma l'articolo si incentrava proprio sul fenomeno pericoloso dei blog pro ana, non sull'anoressia in sè. Credo invece che faccia molta chiarezza su come l'anoressia e la bulimia siano diventate nel pensiero delle nuove adolescenti cose normali, obiettivi da raggiungere, idoli da perseguire.
Questo è preoccupante. Forse c'è differenza tra anoressia vera e pro ana, ma il fatto è che molti di questi blog portano molte adolescenti a pensare che l'anoressia è socialmente accettabile.
Mentre non lo è. In nessun caso.
Ogni occasione è buona per fare pubblicità eh? Questo articolo fa una panoramica sul problema dei disturbi alimentari e la rete che occulta... non deve certo essere un trattato per capire cosa siano anoressia e bulimia... purtroppo il problema è ben noto e la definizione conosciuta...
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