Analisi

Gli indignados di tutto il mondo che riempiono le piazze

A cura di Carlo Manzo e Antonio Vanuzzo

Non solo Spagna. Il movimento dei giovani “indignati” ha fatto proseliti nelle piazze di mezzo mondo

➫ 15 maggio 2011 – Madrid, Spagna. A una settimana dalle elezioni regionali spagnole, in Plaza del Sol, a Madrid, si ritrovano alcune migliaia di studenti e lavoratori, riuniti attraverso il tam tam sui social network dal movimento Democracia Real Ya! L’idea è quella di esportare in Europa le rivendicazioni dell’onda araba in Tunisia, Egitto, Bahrain, Siria e Yemen. Nei giorni seguenti, circa 130mila persone invadono pacificamente le piazze di molte città iberiche, da Barcellona a Valencia, da Siviglia a Bilbao (vedi la fotogallery). Il loro programma prevede, tra i vari punti: lo stop alle spese militari, la riduzione dei privilegi della politica, la tassa sulle transazioni finanziarie, la cancellazione delle ipoteche sugli immobili. Il 21 maggio protesteranno a Francoforte, sotto la sede della Bce.

➫ 20-21 maggio 2011 – Roma, Milano, Firenze, Italia. Tramite gli studenti spagnoli in erasmus, l’onda spagnola arriva anche in Italia. Via Twitter (l’hashtag è #italianrevolution) e Facebook si cercano di organizzare manifestazioni pacifiche a Roma, Milano, Firenze, Trieste e altre città italiane. Sarà un flop: a Milano in Piazza Duomo (150 persone circa) e a Roma in Piazza di Spagna, sono perlopiù gli spagnoli a rispondere alla chiamata contro il sistema. L’Italia non si dimostra ricettiva.

➫ 30 maggio 2011 – Parigi, Francia. La Francia, a differenza dell’Italia, si indigna. Migliaia i manifestanti riuniti in piazza della Bastiglia per esprimere la loro solidarietà nei confronti del movimento M-15. Vengono piantate delle tende e si organizza un presidio permanente. La polizia transalpina userà gas lacrimogeni per cercare di disperderli, mentre i ragazzi cercano rinforzi con una campagna attraverso Facebook e Twitter.

➫ 29 giugno 2011 – Atene, Grecia. Atene vara un piano di austerity da 78 miliardi di euro mentre la città brucia (vedi la fotogallery). Idealmente vicini agli indignados spagnoli, i manifestanti ellenici si riuniscono in Piazza Syntagma, di fronte al Parlamento, per protestare contro i tagli imposti da Bruxelles per salvare il Paese dal default. I sindacati, nel frattempo, indicono uno sciopero generale di 48 ore. Non saranno proteste pacifiche: le immagini che arrivano da Piazza Syntagma mostrano dozzine di feriti, anche tra gli anziani, lanci di pietre e fumo di lacrimogeni.

➫ 30 giugno 2011 – Minsk, Bielorussia. Ogni mercoledì, da un mese, in molte città della Bielorussia i giovani scendono in piazza per protestare contro il regime di Lukashenko, al potere dal 1994 e rieletto premier lo scorso dicembre in una tornata elettorale truccata. È una protesta silenziosa. A Minsk si riuniranno duemila persone, attraverso un tam tam su Vkontakte, la versione in russo di Facebook. Il Kgb perquisisce il computer del 20enne Sergei, considerato l’organizzatore del movimento.

➫ Luglio 2011 – Santiago del Cile, Cile. In Cile la bella studentessa 23enne Camila Vallejo Dowling (vai al suo ritratto), eletta lo scorso novembre presidente della Fech, la prestigiosa Federazione degli studenti delle università del Paese, organizza una massiccia occupazione negli istituti del Paese per protestare contro Sebastián Piñera, il “Berlusconi” cileno. Da quattro mesi gli studenti del Paese continuano a occupare circa settecento istituti, a luglio hanno portato in piazza per tre volte duecentomila persone. Chiedono un’istruzione più equa.

➫ 14 luglio 2011 – Tel Aviv, Israele. Alcune persone si accampano in Rothschild Avenue, una delle vie centrali di Tel Aviv, per protestare contro l’aumento del prezzo delle case. Il sabato seguente 20mila manifestanti marciano per chiedere al Governo di calmierare gli affitti degli immobili. In breve tempo la protesta si diffonde a Gerusalemme, dove scendono in strada mille persone, e Beer Sheva. Domenica, il premier Nethanyau incontra il ministro delle Finanze per predisporre un piano casa. L’Esecutivo teme che nel Paese possa svilupparsi una nuova onda rivoluzionaria sulla scia della primavera araba.

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Comments

cris's picture
Inviato da: cris
7 August 2011 - 15:10

il controllo dell'informazione ha il suo ruolo in questa esagerata mancanza di reazione!
è necessario aggiornarsi sul web e darsi da fare a mettere insieme le notizie, scoprire da soli i collegamenti...
Ma non è una giustificazione sufficiente. a questo punto saremmo dovuti essere tutti in piazza
invece che in spiaggia

valerio's picture
Inviato da: valerio
10 August 2011 - 20:09

D'accordo su tutta la linea con un'aggiunta: il web è il miglior strumento di collegamento ma l'organizzazione bisogna costruirla e cris dice bene. Non si può essere in spiaggia ed aspettare che qualcuno ci organizzi la nostra vita.
Complimenti alla redazione del sito.

max's picture
Inviato da: max
7 August 2011 - 13:55

Spettabile redazione,
trovo molto interessante il vostro sito ed in particolare l'idea di sviluppare l'informazione attraverso le "iconografie".
Nel caso specifico di "tutti gli Indignados del mondo" occorre però una precisazione.
Il caso italiano che a mio avviso va inserito non sono le manifestazioni di maggio ma bensì ma mobilitazione del 9 aprile "il nostro tempo è adesso" che ha visto migliaia di giovani scendere in piazza.
Era la prima volta che i precari di tutti i settori, da quelli provenienti dal mondo dell'industria all'istruzione, si univano per manifestare insieme.

Un cordiale saluto
massimiliano abbruzzese
Movimento dei precari "Il nostro tempo è adesso Torino"

antonella policastrese's picture
Inviato da: antonella policastrese
28 July 2011 - 10:33

Gli italiani aspettano sempre qualche salvatore dell'umanità per affermare i loro diritti sacrosanti e legittimi. Ultimamente seppur altrove l'indignazione cresca da noi credono di risolvere la questione con qualche alzata di scudi momentanei eppoi tutto ritorna a essere come sempre. Non a caso questo governo conosce bene i suoi polli e conta su un piccolo lasso di tempo per far cadere tutto nel dimenticatoio e agire con la scimitarra in mano. E così i tagli drastici vengono effettuati con buona pace di tutti. I parlamentari tirano a campare sulle nostre spalle senza riduzione di privilegi con stipendi d'oro e l'unico problema che si affronta è quello dell Giustizia per fare uscire Berlusconi sano e salvo da quelle maglie. Ci saremmo già dovuti indignare durante il caso Ruby. Invece abbiamo ingoiato l'affaire Noemi, poi quello delle Olgettine, del bunga bunga lasciando che Berlusconi potesse fare il bello e il cattivo tempo. Quanto succede nel nostro Paese ha il sapore dell'incostituzionalità, forse per questo di fretta e furia si vuol cambiare la Costituzione con buona pace di chi non ha la forza di farsi sentire e di chi furbescamente, prova a capire quali gradini salirà il sultano per leccarli uno per uno con la lingua. Non c'è che dire.

Davide's picture
Inviato da: Davide
28 July 2011 - 10:12

Non abbiamo bisogno di seguire nessuna orma che viene da altri paesi, la verità è che siamo un POPOLO DI PECORONI. Già da tempo avremmo dovuto prendere a pedate tutta la classe politica e buttarla fuori. Riscrivere un sistema paese democratico, ma siamo e resteremo dei pecoroni.

Anonymus's picture
Inviato da: Anonymus
27 July 2011 - 16:25

E' molto semplice il motivo per cui in Italia non ci siano gli "indignados" come in Spagna: analoghi movimenti sono stati fatti negli ultimi anni con il popolo viola, i grillini etc etc Ma la risposta è stata blanda perché ancora il movimento deve maturare e si deve affermare politicamente.

Kuda's picture
Inviato da: Kuda
27 July 2011 - 16:04

Vi segnalo anche gli indignatos di Santo Domingo: http://www.ciudadoriental.org/index.php?option=com_content&view=article&...

Francesco Formisano's picture
27 July 2011 - 15:44

solo noi in Italia stentiamo a ricevere gli impulsi provenienti dagli altri paesi, e forse avremmo anche maggiori motivi, se non altro per i maggiori costi della nostra classe politica; più pagata, meno istruita, più vecchia e più cialtrona....speriamo che a settembre riusciremo a fare di meglio!

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