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Format: 2013-06-18
Format: 2013-06-18
Opinione

Agli Oscar mandiamo i Taviani, ma il miglior film della stagione è “Reality”

In corsa alle statuine degli Oscar l'Italia manderà i fratelli Taviani con Cesare deve morire. Ma il miglior film della stagione è Reality di Matteo Garrone, straordinaria parabola sulla potenza dell'ossessione e dell'immaginario che ricorda lo schema dello Sceicco bianco di Federico Fellini.

Della Valle finanzia il Colosseo. Ritorno a Roma Antica

REALTÀ

 

Abbiamo cominciato con "il verde di questa aiuola è offerto da Esselunga".

Ora il Colosseo lo restaura Della Valle al posto dello Stato (la Res Publica).

 

MA NON STUPIAMOCI.

 

[colosseo_della_valle]Foto da www.businessinsed.org

 

BlogNeverland - Sogni, Giochi, Realtà
Beppe Roncari
Racconto

E così Giulio (Tremonti) raduna le truppe sul Rubicone

Tremonti vuole tornare a Roma. E che fa? Segue le orme di un suo omonimo: Giulio Cesare. Via mail convoca le masse vicino al Rubicone, il fiume attraversato da Cesare nel gennaio del 49 a.C. in atto di sfida a Roma. Allora fu l’inizio di un’infinita guerra civile. Si spera che Tremonti sia meno cruento.

Donald Sassoon, Necrologio di Giulio Andreotti

Giulio Andreotti, che è morto a 94 anni, era il massimo addetto ai lavori della vita politica italiana. Per mezzo secolo è stato al centro del potere. La sua permanenza nelle più alte sfere del governo è stata senza pari in Europa. A partire dai primi anni 1960 ai primi anni '90, è stato - quasi ininterrottamente - presidente del consiglio o titolare di un ministero importante. Andreotti non fu presente solo in sei dei 45 governi in carica dal maggio 1947 all’aprile del 1992, ha guidato sette di loro e, in tempi diversi, è stato ministro della difesa, degli affari esteri (cinque volte), finanze, tesoro e interni.

BlogBelfagor
Giovanni Carpinelli
Analisi

Un uomo solo al comando: si chiama Giulio Tremonti

Ha ottenuto una riforma federalista che, per tempi e modi, non intacca il suo rigore in materia di spesa pubblica. La sua lotta agli evasori è spietata quanto quella di Vincenzo Visco. Ha in mano i cordoni della borsa e anche Silvio Berlusconi deve chiedere «permesso». Ora torna ad attaccare le banche e il sistema finanziario. Nella partita delle nomine e nelle scelte strategiche di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna dice ovviamente la sua. Ma anche nelle grandi transizioni private, che riguardano Edison e Telecom, il parere del ministro è vincolante, come hanno appreso in questi giorni i francesi di Edf. Insomma, più che un Superministro, un presidente del Consiglio ma da Prima Repubblica: quando le partecipazioni statali esistevano davvero.

Racconto

Il buon cinema italiano ci rende protagonisti in Argentina

Il film Cesare deve morire dei fratelli Taviani ha aperto la seconda edizione del Festival del cinema Italiano a Buenos Aires. Presentati quasi trenta titoli tra film, documentari e cortometraggi di registi affermati e non, prodotti negli ultimi due anni. Per «produrre un nuovo incontro culturale con l’Italia»

News

Generali, Geronzi si è dimesso. Era ora

Cesare Geronzi è stato costretto a lasciare la presidenza delle Generali, dopo due mesi di scontri e polemiche fra i soci e amministratori. In mattinata, dieci consiglieri sui 17 in carica hanno presentato una mozione di sfiducia promossa da Mediobanca (primo azionista della compagnia). Contro si sarebbero espressi Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente vicario, Paolo Scaroni, a.d. di Eni, e Vincent Bolloré, anche lui vicepresidente. Il banchiere romano ha tirato le somme e ha firmato le dimissioni prima della riunione straordinaria del consiglio di amministrazione: per lui una buona uscita di 16,6 milioni, dopo appena un anno di servizio. Mercato euforico: il titola vola subito (+5%), poi chiude a +3 per cento. Assogestioni rivendica il «contributo non indifferente» dato dai tre consiglieri indipendenti, che la stessa associazione di rappresentanza dei fondi italiani aveva fatto eleggere nel cda. Un’esultanza che svela il ruolo avuto dal presidente dell’associazione, Domenico Siniscalco, uomo che al ministro Tremonti non dispiacerebbe vedere a Trieste.

Così si è arrivati alla cacciata di Cesare  - di Antonio Vanuzzo

All’alba il Financial Times gli ha scritto il necrologio - di Fabrizio Goria

News

Rimasto senza Geronzi, Letta è sempre più solo

Gianni Letta è sempre più solo. Indeboliti Bertolaso e Bisignani dalle inchieste oggi, con l’uscita di Cesare Geronzi dalle Generali il sottosegretario alla presidenza del Consiglio perde un’altra sponda importante.  A rafforzarsi nel Palazzo romano è, ancora una volta, Giulio Tremonti, che ha appena imposto le nomine in Eni, Enel e Finmeccanica. Della battaglia a Geronzi aveva fatto una bandiera, nel 2004, mentre in questa fase aveva taciuto di fronte all’apparente rafforzamento del banchiere di Marino. Nel 2004 aveva dovuto chinare il capo Tremonti, fino a dimettersi. Oggi a lasciare la poltrona è invece Geronzi. Ora Gianni Letta è rimasto da solo, e Berlusconi deve barcamenarsi in un quadro di potere sempre più fragile.

News

«Mediobanca sfrutta Generali e non sa fare affari»

L’ex presidente di Generali ha affidato memorie e rabbie al libro di un noto giornalista economico francese, Pierre De Gasquet. Proseguendo con la lettura abbiamo trovato giudizi durissimi nei confronti dell’istituto di Piazzetta Cuccia: un posto di «mediocri che non fanno mai un deal». Il banchiere 86enne non le manda a dire ai soci privati del Leone di Trieste, discolpa Berlusconi - «mi aveva garantito che sarei rimasto al mio posto fino alla fine della crisi» - e il suo successore Cesare Geronzi. Ma annota: «In Generali non avrà alcun potere». Una convinzione condivisa anche dall’imprenditore Leonardo Del Vecchio, fresco di dimissioni dal consiglio della compagnia assicurativa.

Shakespeare per spiegare le elezioni

Volevo capirci qualcosa di queste elezioni. Volevo capire meglio i politici, capire chi sono e perché hanno fatto quel che hanno fatto. Allora mi sono rivolto ai testi del maggior politologo della storia, William Shakespeare. E ho trovato curiose risposte: provo a riportarle qui.
Si sa, il Bardo ha raccontato l’Uomo meglio di chiunque altro, ma non pensavo che avesse avuto la capacità, la dote chiaroveggente di prevedere tutto quel che sarebbe successo in Italia in questi anni. Aveva cominciato spiegando le Primarie. In pochi se ne sono accorti, ma le Primarie del Partito Democratico sono analizzate benissimo nell’Otello.

BlogL’onesto Jago
Andrea Porcheddu
News

CasaPound: andremo alle primarie e votiamo Bersani

I “fascisti del terzo millennio” sono con il segretario Pd: «Daremo a lui i nostri cinquemila voti». I dirigenti di CasaPound hanno già dato mandato a tutti gli iscritti e simpatizzanti di votare per lui. «È il nostro candidato: trinariciuto, antico, legato ai poteri forti».

Intervista

“Né bianca né laica, la finanza è di Tremonti e Draghi”

La contrapposizione fra finanza bianca e finanza laica, che ha contraddistinto la nostra economia soprattutto negli anni di Enrico Cuccia, non c’è più. Al suo posto si deve invece parlare di “finanza grigia” e a impersonarla è Giulio Tremonti. Ne parla con Linkiesta Giancarlo Galli, saggista e ex segretario e co-fondatore insieme ad Angelo Caloia del Gruppo Etica e Finanza. Complementare a quella rappresentata dal ministro dell’Economia, spiega, c’è la «finanza di stampo anglosassone» del Governatore di Bankitalia Mario Draghi. «Entrambi cercano di limitare i danni delle contrapposizioni intestine nel mondo finanziario andando verso un ricambio generazionale e di orientamenti». E quanto alla posizione del Vaticano: «mi sembra orientato a guardare con favore al ricambio in atto».

Reportage

Assalti alle scuole dei giovani di destra. Roma torna agli anni 70?

Dopo le cinque irruzioni nelle scuole della capitale, i giovani di CasaPound dicono la loro: «Il nostro è tutt’al più squadrismo mediatico. Il blitz al liceo Giulio Cesare organizzato solo per risvegliare le coscienze». Intanto il movimento si fa partito e sogna di conquistare il Campidoglio.

News

Il sogno di Tremonti? Fare il ministro nel Monti-bis

E' iniziata la settimana di Giulio Tremonti. L'ex ministro lancerà domenica il Manifesto a Riccione, ma c'è chi sostiene sia già in lizza per un posto nel Monti-bis. Il socialista Formica lo dà al 5% e per riavvicinarsi a Napolitano Tremonti vorrebbe riesumare il quotidiano Il Riformista. Di Alessandro Da Rold.

Analisi

Se è Napoletano il direttore di Tremonti

Gianni Riotta, alla guida del Sole 24 Ore, è stato sostituito da Roberto Napoletano. L’ex direttore del Messaggero è gradito a Tremonti, e riesce nel non facile compito di mettere d’accordo Della Valle e Geronzi. Il “nuovo corso” in via Monterosa mostra una politica sempre più forte nella scelta degli uomini chiave, e capace di mettere mano in modo diretto anche a decisioni su cui, una volta, si sarebbe limitata a qualche pressione

Analisi

Alle Generali uno scontro fra deboli

Dopo le dimissioni di Leonardo Del Vecchio dal cda delle Generali, sono arrivate oggi quelle di Ana Botin. Il consiglio del Leone convocato per domani in via straordinaria, a sole tre settimane dall’assemblea degli azionisti, dovrebbe porre la parola fine alle guerre in corso e definire le linee guida della crescita del gruppo. Cesare Geronzi potrebbe perdere la delega alla comunicazione e vedere messa in dubbio la sua remunerazione, ma è difficile che venga messa in discussione la sua posizione. Mentre l’a.d. Giovanni Perissinotto si trova a difendere un’operazione, quella col finanziere ceco Petr Kellner, non sua e attaccabile. In più dietro al management del gruppo triestino non c’è più la Mediobanca di Enrico Cuccia: il duo Renato Pagliaro-Alberto Nagel ha evidenti difficoltà ad esprimere una leadership propria nel confronti del binomio Geronzi-Bolloré. In definitiva ce n’è abbastanza perché il possibile armistizio che potrebbe emergere dal consiglio, con l’obiettivo di salvare l'assemblea, sia soltanto temporaneo.

Analisi

Della Valle, Geronzi e quel Corriere «non strategico»

Generali, secondo il consigliere di amministrazione Diego Della Valle, deve uscire da Rcs. «Non è una partecipazione strategica e crea malumore tra i soci». Sicuramente non è una partecipazione redditizia, sia per Generali, sia per il fondatore della Tod’s, sia per molti altri soci. Analisi dei numeri e delle poltrone nel primo quotidiano italiano.

10 Buoni motivi per NON comprare il nuovo libro di Tremonti

Se non avete comprato il nuovo libro di Giulio Tremonti (non metto il link, chi vuole può cercarselo su google) siete ancora in tempo: NON ne vale la pena.

Messa così è un po' forte e qualche italiano medio, geneticamente suddito e culturalmente succube di un eterno principio di autorità, potrebbe immediatamente chiedere: chi sei tu per dir male del ex-superministro che da una trentina d'anni buoni ricopre posti di primo piano sulla scena politica (e che mica è ancora uscitodi scena)?

BlogApologia di Socrate
Massimo Famularo
News

Baci di circostanza, tra Roma e Parigi è guerra totale

Il vertice italo-francese si è appena concluso con una conferenza stampa congiunta. I complimenti reciproci non sono mancati. Ma sul tavolo le questioni sono tante, e i dossier tutti caldi: oltre a Parmalat, ci sono la Libia, l’energia e il problema, scottante, dell’immigrazione. Tant'è che oggi Le Monde dedica la copertina a tutte le tensioni tra italiani e francesi e spende ben quattro pagine alla domanda: «Ma Francia e Italia si amano ancora?».  

Oggi la notizia non è Berlusconi che insulta tutti o Monti che si candida, ma i Marò che tornano a casa

Partiamo, prima di tutto, col "dare a Cesare quel che è di Cesare", il Ministro Terzi, in una mia intervista di qualche giorno addietro, ci aveva anticipato che la Farnesina stava alacremente lavorando per riportare a casa i nostri ragazzi.

Detto e fatto, a Natale Latorre e Girone saranno di nuovo in Patria. Potranno riabbracciare i loro cari e festeggiare con parenti ed amici. Bravo Ministro, ottimo lavoro.

E non è stata una trattiva semplice, ma alla fine la nostra diplomazia l'ha avuta vinta.

BlogItaliAmo
Gianluca Melillo