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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
News

Ma sul debito Elkann non trova le parole

John Elkann rilascia oggi una lunga intervista al Financial Times, in un momento assai complesso per la sua Fiat. Le agenzie di rating, infatti, dipingono un futuro a tinte fosche per il Lingotto. Colpa anzitutto dell’indebitamento del gruppo, che nel 2011 potrebbe tornare sopra 4 miliardi, e che ha spinto Standards & Poor’s a limare al ribasso la valutazione di Fiat. Moody’s annuncia scelte analoghe se a Torino non saprà «sostenere i recenti miglioramenti della redditività». E intanto Exor, la cassaforte degli Agnelli guidata da Yaki, potrebbe fare un passo indietro.

In Europa nessuno perde più auto di Fiat

Fabrizio Goria
News

Elkann e Murdoch vogliono la Formula 1

Exor e NewsCorp stanno per comprarsi la Formula 1. Secondo quanto riporta il SkyNews, le trattative per l’acquisizione dei diritti del circus da Bernie Ecclestone sono già iniziate e nei prossimi giorni formalizzate. Per la cassaforte di Casa Agnelli si tratta di una novità che potrebbe coinvolgere positivamente anche Fiat e Ferrari. Per la società di Rupert Murdoch, invece, potrebbe essere un passo ulteriore nel mondo dei media. L’attuale patron, per ora, smentisce all’agenzia di stampa Bloomberg. 

Fabrizio Goria

Complotti e Bilderberg Meetings 2012

Cosa hanno in comune il CEO di Telecom Italia Franco Bernabè, John Elkann della Fiat, Lilli Gruber giornalista de La7 e Enrico Letta deputato del PD? Tutti e quattro figurano tra i partecipanti del meeting 2012 del gruppo ...

BlogPenso dunque clicco
Vincenzo Barbagallo
Opinione

Marchionne sceglie il governo: ma lui vota in Italia?

L’uomo in blu lancia l’estrema frontiera del manager globalizzato e, parlando come se la Fiat fosse sua, decide di incidere anche sugli equilibri politici del Paese di cui è (gradito) ospite. E ruba la scena a John Elkann che in teoria sarebbe il suo azionista.

Il Corriere della Sera e il rischio di finire come i minatori dell'era Thatcher

Via Solferino, dietro gli scioperi la caduta degli Dei

Le mire di John Elkann e il "giornalone di sistema" che deve aprirsi al futuro dell'editoria

Stefano Cingolani
Inchiesta

La fine di Fabbrica Italia nei piani riservati di Fiat

Moody’s ha declassato Fiat da Ba2 a Ba3 con prospettive negative. A pesare anche l’assenza di nuovi modelli. Ripubblichiamo la nostra inchiesta in esclusiva sui piani operativi di Fiat per l’Italia. Quelli per i prossimi mesi, e per il 2013, riportano tagli di vetture e nessun nuovo progetto. Niente Fabbrica Italia. 

Fabrizio Goria
Analisi

Davvero vuole cambiare le cose? Della Valle lanci l’opa

In un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, Diego Della Valle attacca il numero uno di Fiat, John Elkann, e il presidente di Mediobanca, Renato Pagliaro, sul rinnovo del consiglio d’amministrazione di Rcs, dicendosi convinto che se la casa editrice fosse ben gestita «sarebbe davvero una bella azienda». Perchè, allora, l’imprenditore marchigiano non lancia un’Opa? Oggi, il 30% di Rcs vale poco meno del margine operativo lordo di Tod’s. 

Antonio Vanuzzo

Massimo Carrera, l'allenatore precario con tanti tituli di antipatia

Sull'inizio della carriera d'allenatore (non allenatore) in massima serie non ci avrebbe scommesso neanche lui (ogni riferimento sullo scommettere è voluto e fatto apposta). Da calciatore (proprio con la Juventus) giocava a ...

BlogAsteco e cielo
Tommaso Lupoli

Il salotto buono che si accapiglia è uno spettacolo da non perdere

Come in un film di Buñuel, l’alta borghesia va nel panico. E dopo una cena e un dopocena (in questo caso lunghi anni, decenni), non riesce a trovare una chiave che apra la porta e gli invitati - venendo meno al loro tradizionale ...

BlogMi consento
Massimiliano Gallo
Reportage

E al terzo giorno di Cl Marchionne creò Montezemolo

Il manager col pullover, che domenica era rimasto in religioso silenzio ad ascoltare Napolitano, diventa protagonista del meeting col suo endorsement al presidente della Ferrari. Tra l’altro oscurando la presenza di John Elkann. Una frenetica attività politica mentre i conti della Fiat di certo non brillano.

Jacopo Tondelli
News

Fiat rimarrà in Italia e punterà sull’export per rilanciarsi

È terminata la riunione tra Marchionne, Elkann, il premier Monti, e i ministri Passera, Fornero e Barca. Dal comunicato congiunto, diramato dopo cinque ore di confronto, emerge che Fiat rimarrà in Italia, da dove produrrà per esportare nei mercati extra europei. Niente investimenti, almeno fino alla ripresa economica.

Antonio Vanuzzo
Racconto

Volete sapere perché muoiono i giornali? Comprate Panorama

Sono andato in edicola e ho trovato in copertina la foto di John Elkann e ovviamente non ho acquistato il settimanale. Mal me ne incolse. Ho cominciato a ricevere una serie di sms sul reportage dalle Vele di Scampia di un cronista che ha vissuto lì cento giorni. Ma dove? Non c’era nulla in copertina. Ecco, appunto.

Michele Fusco
Analisi

Bonus milionari per manager che distruggono valore

Nel 2011 Marco Tronchetti Provera è stato il manager più pagato di Piazza Affari con 22 milioni, 907 volte il salario medio di Pirelli. Ma il caso più clamoroso è quello di John Elkann: il suo compenso si è più che quadruplicato mentre è stato distrutto valore per gli azionisti (-35%). Non è un caso isolato. A Piazza Affari le remunerazioni dei massimi dirigenti sono salite del 14% mentre il valore totale per gli azionisti è risultato negativo del 19 per cento. Tabelle all’interno

Lorenzo Dilena
Analisi

Rcs: arriva Rotelli, esce il mercato. La Consob che ne dice?

L’uomo nuovo per Rcs si chiama Giuseppe Rotelli. Oggi ha conquistato un altro 5% e diventa il primo azionista in un cda nominato dal patto di sindacato. Un patto in cui, tra gli attori forti, figura Intesa Sanpaolo, cui Rotelli deve molti soldi grazie ai quali ha costruito un impero nella sanità. Maggioranza e minoranza, in teoria, non dovrebbero presentare collegamenti. La Consob, anche questa volta, non ha nulla da dire? Il nostro articolo e la replica di Giuliana Paoletti, portavoce di Giuseppe Rotelli.

Jacopo Tondelli
News

De Magistris non va a Pomigliano da Marchionne: «Sto con la Fiom»

Il sindaco di Napoli non va alla presentazione della Fiat nello stabilimento campano: «Non è un giorno di festa per il mondo del lavoro e per la democrazia, oggi si celebra la fine del contratto collettivo nazionale». Il suo vice, Sodano, ci va ma resta fuori a protestare al fianco degli operai.

Ciro Pellegrino
Analisi

Marchionne salvi solo la Fiat, non la riduca a Publitalia

Il manager che a 24 anni sfasciò una 124 spider del Lingotto, oggi rischia di mandare a pezzi l’intera fabbrica automobilistica. La sua carriera è divisa in tre tappe: la restituzione alla vita di un marchio su cui non scommetteva più nessuno, accompagnata dall’operazione simpatia col maglioncino blu; quindi gli scontri coi lavoratori. Per finire al partito-azienda con l’endorsement a Montezemolo. Ma, per richiamare il Biscione, più Dell’Utri che Confalonieri.   

Peppino Caldarola
News

Marchionne un anno dopo: Fabbrica Italia non era un piano industriale

L’amministratore delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, è tornato ancora una volta su Fabbrica Italia. Da «più straordinario piano industriale che il paese abbia mai avuto», come scriveva nell’aprile 2010, nei giorni scorsi era diventato «una dichiarazione d’intenti». Oggi, invece, «l’espressione di un indirizzo strategico».

Analisi

La vecchia Fiat e quella nuova sono tutte per Monti

Il 20 dicembre Monti visita lo stabilimento Fiat di Melfi. Loda Marchionne e dice: «Oggi nasce un’Italia forte di cuore. Qui è nata la Punto, da oggi è Punto e a capo». Tra lista Monti e Fiat i rapporti diventano sempre più stretti. A rinsaldarli ci sono uomini (Montezemolo, Auci, Bombassei…) e interessi reciproci.

Marco Alfieri
Lettura

Della Valle a Repubblica: “La mia battaglia non finisce”

L’imprenditore marchigiano della scarpa non ci sta più e ha deciso di lasciare il patto di sindacato di Rcs sbattendo la porta. E se la prende, su Repubblica, con John Elkann e Renato Pagliaro, responsabili di usare sistemi corporativi. Le sue parole sono state consegnate in una lettera il 4 aprile e poi in un’intervista, che riportiamo qui sotto.

News

Rcs vola in borsa, ma per gonfiare il titolo bastano 5 milioni

Le azioni di Rcs sono in asta di volatilità, segnando -18% teorico. Chi sta buttando giù il titolo a quota 1,5 euro per azione dopo averlo fatto salire di oltre il 200 per cento? La Consob cosa dice? In attesa di scoprirlo, ripubblichiamo la nostra analisi sul titolo. Basta scambiare appena 4,6 milioni di euro per trascinare il titolo di Rcs, la società editrice del Corriere addirittura facendo passare il valore complessivo dai 400 milioni scarsi di quindici giorni fa agli 1,17 miliardi di oggi. La Consob ha acceso il proverbiale faro, mentro Mediobanca, primo azionista di Rcs, in un report sostiene che con un piano di cessioni da 450 milioni di euro si potrà evitare un robusto aumento di capitale. 

Antonio Vanuzzo