Cerca nell'archivio

Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Racconto

I documenti lo mostrano, Kennedy fu un pessimo Presidente

Decorre in questi giorni l'anniversario della crisi dei missili con Cuba. Quando dopo il disastro della Baia dei Porci Kennedy portò il mondo sull'orlo della terza guerra mondiale. Documenti desecretati di recente mostrano quanto il Presidente fosse inadeguato. Si era dimenticato di avere schierato missili in Turchia.

Alessandro Tapparini

Lo stallo sul debito è segno del declino degli Usa

Di tutta la vicenda del debt ceiling statunitense, il tetto del debito ormai superato, c’è un aspetto che preoccupa più di tanti altri. Il potere americano continua a diminuire e, come narrato da Paul Kennedy, il declino ...

BlogCongiuntura
Fabrizio Goria
Racconto

In mostra Life, la rivista che ha fotografato la Storia

Dal bacio a Times Square nel 1945 alla guerra in Vietnam, “i classici che continuano a sorprendere”

Stefano Ciavatta
News

Tra i vice Biden vince ai punti, ma nei sondaggi Romney è avanti

Aggressivo e preciso Biden, abile ma sfuggente Ryan. Nell’atteso dibattito tv tra i vice, il democratico è apparso in difficoltà soltanto sull’attacco all’ambasciata Usa in Libia, mentre il numero due di Romney è stato appositamente vago sulla rifoma sanitaria voluta da Obama. Nei sondaggi Gallup e Pew è avanti Romney.

Enrico Pedemonte
Analisi

Il fallimento americano? Non è così impossibile

Al G8 di Deauville gli Usa promettono «un piano chiaro e credibile di riduzione del debito e deficit». È la prima volta che Washington parla apertamente dei suoi problemi con i 14mila miliardi di dollari di indebitamento. Ma è possibile pensare a un default? Dopo Lehman Brothers e la crisi dell’eurozona, nulla è scontato.

Fabrizio Goria
News

E il Texas dei Bush dà una lezione ad Obama

È uno Stato americano, crea occupazione in mezzo alla crisi, ha il più grande parco eolico al mondo e qui hanno sede la maggior parte delle migliori aziende Usa. Solo che non è la California ma il Texas. E questa non è una buona notizia per la Casa Bianca. Lo Stato che va meglio è infatti il più lontano dal “modello Obama”.

Dario Mazzocchi

Austerity, il dibattito tra gli economisti

Il rigore senza crescita finirà per soffocarci

Troppi i tabù: gli effetti negativi dei tagli sono stati maggiori del previsto nel breve periodo

Stefano Cingolani
Analisi

L’Economist si tura il naso e vota Obama, cosa farà l’Ohio?

È da sempre uno stato decisivo e solo due volte il presidente Usa non ha vinto in Ohio. Lo stato assume un peso ancora maggiore, stavolta, che la crisi dell’automobile e la sua gestione da parte di Obama lo riguardano direttamente. Viaggio a Columbus, tra operai e contadini, alla vigilia del voto americano.

Damiano Beltrami

Finanza & abissi

Goldman Sachs, regina fragile e oscura di Wall Street

La banca più famosa di Wall Street si scopre sempre più precaria. E cerca l’Asia per sopravvivere

Fabrizio Goria
Opinione

Cosa succederà quando gli Usa non saranno più potenza?

Tutte le conseguenze del declino degli Stati Uniti e gli effetti nel mondo spiegati con la teoria della stabilità egemonica formulata da Robert Giplin nel suo capolavoro Guerra e mutamento nella politica internazionale. Il rischio di default di Washington, l’ascesa di altre potenze come la Cina e i sommovimenti del mondo arabo rendono l’opera più attuale che mai.

MEK gruppo terroristico? Il senatore Perduca e il MEK rispondono.

Il senatore Marco Perduca, del Partito Radicale, ha risposto al mio ultimo post, in cui raccontavo come il MEK avrebbe portato a termine azioni terroristiche in Iran per conto di Israele. Il MEK stesso ha risposto alle accuse con un comunicato ...

BlogIran Ora! – notizie e retroscena da Tehran
Guido Zichichi
Analisi

Obama non ha cambiato la dolce vita delle banche

Un anno fa il presidente degli Stati Uniti approvava il Dodd-Frank Act, la riforma finanziaria. E in questi giorni fioccano i patteggiamenti milionari fra banche e authority di vigilanza sui derivati legati ai mutui tossici. Eppure, nel Giorno dell’Indipendenza l’impressione è che, fra regole e cavilli, tutto sia cambiato affinché non cambiasse nulla.

Fabrizio Goria
Lettura

“Ora basta importare teoria economica made in Usa”

Sull'onda del dibattito aperto dalla lettera in cui Guido Roberto Vitale chiede agli eredi della scuola di Chicago di ammettere errori di valutazione sul funzionamento del mercato, interviene l'economista Franco Mosconi, con un editoriale su Il Corriere di Bologna. «Un tempo - scrive- c'era l'orgoglio dettato dall’appartenenza a una tradizione culturale importante, dalla forte impronta umanistica e che tanto aveva contribuito all’edificazione dell’Europa unita. [...] Cammin facendo è subentrata la tendenza a piegarsi alle mode altrui, importando a scatola chiusa dal mondo anglosassone (in primis, dagli Stati Uniti) teorie economiche all’apparenza perfette. Questo sia nell'accademia sia nella business community: abbiamo visto com’è andata a finire». Come "scelto per voi" pubblichiamo il suo editoriale. 

Franco Mosconi