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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
News

I russi lo dicono chiaro a Putin: cambia rotta

Alle elezioni per il parlamento il partito di Putin perde il 15% dei voti. La sceneggiata del passaggio di consegne con Medvedev e del suo ritorno alla presidenza è stata sicuramente il motivo maggiore che ha fatto rimanere molti cittadini a casa. Successo dei comunisti: un voto su cinque è andato a loro come negli anni Novanta e sono cresciuti anche i nazionalisti. Ora il futuro presidente dovrà davvero fare i conti con il suo popolo, che gli ha mandato un messaggio ben chiaro: cambiare rotta.

Questo Putin li ha stancati, ma i russi vogliono... un altro Putin

Diversi commentatori hanno visto nei fatti di questi giorni, i parlamenti che rispondono prima ai creditori che agli elettori scontentando i secondi per appagare i primi, la pericolosa fine del binomio democrazia-mercato a cui da John Locke ad oggi abbiamo in qualche modo creduto. Non a caso Jürgen Habermas chiama l'attuale periodo storico «post-democrazia». E la post democrazia è qualcosa a cui rischiamo di assistere in maniera ancora più evidente nell'est Europeo. Guardando i dati sembra infatti che i russi in questi giorni non stiano scendendo in piazza per chiedere più democrazia. Ma per avere un altro uomo forte di cui potersi fidare.      

BlogMompracem – Il mondo è tutto ciò che accade
Jacopo Barigazzi
Analisi

Le élite vogliono cambiamenti”: Putin corteggia la borghesia

«Un problema ricorrente nella storia russa è stato che le élite desiderano ottenere un cambiamento rapido, una rivoluzione piuttosto che uno sviluppo sostenuto» scrive Vladimir Putin criticando le proteste di piazza contro di lui. Ma per l'uomo forte russo, la nuova élite è la “classe media”. Putin riconosce che è essa a guidare la protesta di piazza e vuole portare i neo-borghesi dalla propria parte. Per farlo si propone come un Kennedy “di destra”: «La gente ha iniziato a fare di più, piuttosto che presentare richieste alle autorità». Anche se poi è sempre lui: «la libertà che non è basata sulla moralità diventa anarchia». 

Opinione

Elezioni russe, Putin ha imbrogliato. Ecco perché

La Russia è entrata nel Wto, l’organizzazione mondiale del commercio. Ci sono voluti 18 anni di trattative, ora ci saranno sei mesi di tempo perché l’adesione diventi effettiva. Intanto Vladimir Putin, in calo di popolarità, ha detto che il vero consenso non lo fanno le piazze, ma i voti. Vero. Peccato, però, che anche le ultime elezioni dicano una cosa sola: che i russi lo vogliono sempre meno. E, soprattutto, che i (comunque) buoni risultati del suo partito siano, come si dimostra qui, frutto di brogli.

Infografica

Elezioni in Russia, Putin è avanti con il 60 per cento

I primi exit-poll e i primi dati dello scrutinio che arrivano da Mosca assomigliano molto ai sondaggi, che davano Vladimir Putin oltre il 60% alle elezioni presidenziali russe e al primo degli avversari, il comunista Gennadij Zjuganov, il 18 per cento. Ecco le vite a fumetti di tutti i candidati: Putin, Zjuganov ma anche Mikhail Prokhorov, Vladimir Žirinovskij, Sergej Mironov, realizzate dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. Con in più un video dell’Ispi di analisi alla vigilia del voto.

Analisi

Vincere non basta, se il petrolio cala Putin rischia grosso

Il nuovo presidente è ancora Vladimir Putin. Ha vinto, ma ora viene il difficile: contro di lui si è schierata una classe media nata proprio in questi anni, che chiede più democrazia o almeno una maggiore rappresentazione. Finora Putin ha dominato grazie all’esportazione dell’energia e a repressioni studiate. Ma per continuare deve cambiare molto, se non quasi tutto. Un qualsiasi problema alla rendita petrolifera – che ancora rappresenta due terzi delle esportazioni nazionali – riempirebbe le piazze.

 

Analisi

Da Putin ai Bush, la democrazia si gestisce in casa

Putin e Medevedev che si scambiano le poltrone fanno impressione ma sono solo l'ultimo caso. Un po' in tutto il Caucaso il potere si passa da padre in figlio o, mal che vada, al dentista di famiglia, come accaduto in Turkmenistan. Perfino nella "democratica" Georgia, Saakashvili si appresta a seguire le orme dell'odiato Putin. Ma non è un problema caucasico o russo. Dall'India dei Gandhi agli Usa dei Clinton e dei Bush, la democrazia è sempre più un affare che si gestisce in casa.  

 

News

Con Putin arriva l’Unione sovietica (del gas)

L’ex e futuro presidente russo, oggi nelle vesti ingessate di primo ministro, ha una visione: una “Urss light”, concreta e non ideologica, basata sul gas, ma non solo. Così, l’Unione già avviata con Bielorussia e Kazakistan si potrebbe allargare presto ai due anelli più deboli della catena asiatica, Tagikistan e Kirghizistan, e magari anche all’Ucraina.

La Russia di Putin, Gazprom e dintorni

Sano copia e incolla. Un'intervista a T-Mag (realizzata da Mirko Spadoni) sulla Russia di oggi.

 

BlogGorky Park
Stefano Grazioli
Analisi

Le mani di Putin sulla Grecia maltrattata dalla Merkel

Si avvicina un importante week end elettorale per l'Europa. Ma più che le amministrative italiane o le presidenziali francesi, conteranno il voto in Germania da un lato, e quello greco e serbo dall'altro. Col rischio che i due paesi cristiano-ortodossi si affidino più a Mosca che a Bruxelles per uscire dalla crisi.

Infografica

Gas e petrolio, ecco perché dipendiamo da Putin

Dopo gli allarmi lanciati dei giorni scorsi, oggi Eni, per bocca del direttore della Comunicazione Gianni Di Giovanni, ha detto: «In Russia le condizioni meteo sono migliorate e oggi siamo sotto il 10% di minor arrivo di gas da quel paese. Rispetto al 30% dei giorni scorsi è una cifra accettabile». Ma cosa importiamo dalla Federazione russa e cosa esporta l’Europa? Quanto fra gas e petrolio importiamo dalla Russia? Tutti i dati nella nostra infografica.

Lettera

“Soprusi, abusi e piccole torture: vi dico come Putin tratta le Pussy Riot”

Venti ore di lavoro al giorno, una doccia la settimana e tutta una lunga serie di soprusi e abusi.  L'ex uomo più ricco del Paese anche lui messo in galera da Putin, Mikhaïl Khodorkovski racconta in una lettera a Le Monde le condizioni carcerarie in cui sono tenute le Pussy Riot. Nella sua tappa a Mosca Madonna ha preso posizione per loro. Il vicepremier Rogozin le ha risposto che «ogni puttana a una certa età tende a dare lezioni di morale». Ecco la traduzione in italiano. 

 

Opinione

Ok, Putin traballa. Ma i russi vogliono davvero democrazia?

Le proteste russe contro Vladimir Putin non si dissolvono, e in molti pensano che sia il momento del “contagio”: dopo il mondo arabo e i suoi satrapi sta arrivando l’ora di Vladimir Putin. Tuttavia, la stanchezza e le promesse potrebbero non significare, in caso di sconfitta elettorale di Putin, un maggiore tasso di democraticità. Proprio come è capitato nel mondo arabo. 

Opinione

Opposizione senza leader ma Putin rischia davvero

Famiglie, professionisti e intellettuali. Le dimostrazioni in Russia hanno portato in piazza una folla diversificata. Manca però una figura politica carismatica in grado di unificare l’opposizione. In piazza Bolotnaya a Mosca, bandiere comuniste sventolano accanto a quelle dei partiti nazionalistici di estrema destra. Tuttavia, anche se finora non è emersa nessuna convergenza su un’agenda politica alternativa, c'è la forte probabilità che nei prossimi mesi queste proteste sfocino in un vero e proprio movimento politico coeso e ben organizzato. 

Analisi

Alla vigilia del voto, l’unica opposizione contro Putin è il web

«È possibile che le condizioni per una libera Rete in Russia peggiorino con Putin se dovesse vincere le elezioni», scrive il Berkman Center for Internet & Society dell'Università di Harvard. Il web in Russia però è più libero di quanto si pensi. E la sua comunità di blogger, attivisti e semplici cittadini è la vera spina nel fianco della costruzione del consenso di Vladimir Putin, che si appresta a ricevere l'investitura per un terzo mandato da presidente. Ma la situazione potrebbe peggiorare con la sua possibile vittoria alle presidenziali.

News

Russia, la ricreazione è finita: domenica vince Putin

I media occidentali hanno sovrastimato le manifestazioni di piazza in Russia. Ma gli entusiasmi di cambiamento erano immotivati: alle elezioni presidenziali di domenica non c’è partita. Vladimir Putin probabilmente vincerà al primo turno. Gli avversari sono lontanissimi e non hanno chance.

Analisi

Gli ambientalisti frenano, ma lo shale-gas ci libererebbe da Putin

Il gas estratto dalle rocce con la tecnica del fracking potrebbe portare, nei prossimi cinque anni, ad un sorpasso degli Stati Uniti nei confronti della Russia nella produzione di metano. Altri paesi occidentali scalzerebbero Iran e Venezuela. Ma ambientalisti e lobbisti della green economy si oppongono duramente.

Analisi

È sempre Putin il tesoretto di Eni ed Enel

I nuovi presidenti di Eni ed Enel, Giuseppe Recchi e Paolo Colombo, vengono nominati in un momento complesso: da un lato la crisi libica, dall’altro la frenata sul nucleare, complicano i progetti dei prossimi anni. Proprio per questo, la chiacchierata alleanza che il governo ha favorito con la Russia di Putin diventa quanto mai strategica. I contratti in essere con Mosca hanno consentito ad Eni di ridurre le perdite in borsa dopo la guerra libica e la nostra dipendenza da Mosca cresce.

Gli andamenti di Eni, Enel e Finmeccanica confrontate con i competitor stranieri - L’infografica

News

Partono le privatizzazioni di Putin, ci sarà l’Italia senza l’amico Silvio?

Un piano di privatizzazioni da 80 miliardi per evitare la crisi. È questo il programma messo in campo da Vladimir Putin. Per lanciarlo, Mosca ha organizzato un roadshow, sbarcato in Italia lo scorso ottobre. Il grande assente? L’amico Silvio Berlusconi, forse troppo impegnato a vendere Villa Certosa proprio ai russi.

News

Russia alle urne, ma stavolta per Putin è più dura

Elezioni parlamentari alle porte in Russia, ma di sicuro non c’è attesa per i risultati, anche se il tandem del Cremlino Putin-Medvedev è alle prese con i dati in calo. Se è vero che tutto va letto in ottica post-sovietica, il fatto di perdere la maggioranza dei due terzi potrebbe anche servire a Putin per dimostrare ai critici in Occidente che la democrazia alla russa a suo modo funziona.