Cerca nell'archivio

Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Analisi

Il dubbio dell’Onu: la crisi è made in Germany?

Drastiche riforme del mercato del lavoro con una netta riduzione dei salari di ingresso soprattutto ai livelli più bassi. Così Berlino ridusse i costi e rilanciò l’economia. Ad anni di distanza, secondo l’International Labour Organization dell’Onu, il colosso tedesco si è ripreso ma senza portare con sé un beneficio economico per il resto d’Europa. Anzi, ha gonfiato il grosso surplus della bilancia commerciale tedesca a scapito dei vicini, che ora sono in una spirale negativa di salari sempre più bassi, consumi in calo e una crescente spaccatura tra poveri e ricchi.

News

Un mondo di disoccupati: “Mancano 600 milioni di posti di lavoro”

Il tasso di disoccupazione globale sale al 6%, quello giovanile al 12,7%, rivela un rapporto realizzato dall'International Labour Organization dell'Onu. A pagare di più gli effetti della crisi sono i ragazzi tra i 15 i 24 anni, mentre nel mondo "un lavoratore su tre è disoccupato o vive al di sotto della soglia di povertà".

Green jobs, tra riconversione e rivoluzione

Alla vigilia della Giornata mondiale dell’Ambiente, tenutasi il 5 giugno, l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil oppure Ilo, nel suo più conosciuto acronimo inglese) ha pubblicato un importante dossier che dovrebbe prevenire lo svuotamento di senso del termine green economy. Iltitolo è Lavorare per uno sviluppo sostenibile. Opportunità di lavoro dignitoso e inclusione sociale nell’era dell’economia verde.

green icons

 

BlogDeep Ecology
Andrea Aufieri
News

Export, Berlino fa il record mondiale e la Ue si allarma

Nel 2012 la Germania registrerà un avanzo della bilancia commerciale di ben 210 miliardi di dollari, stracciando persino la Cina, il Giappone o i grandi Paesi produttori di petrolio. Un vero record mondiale. A Berlino si festeggia ma in realtà il dato dimostra ancora una volta che la "locomotiva" europea basa la sua crescita soprattutto sugli export senza aumentare i consumi interni, e dunque con scarsa ricaduta positiva per i suoi vicini. Anzi, sono in molti a pensare che gli enormi squilibri di cui la Germania è protagonista siano tra le principali cause della gravissima crisi dell'eurozona. E l'enorme avanzo commerciale potrebbe far intervenire anche la Commissione europea. Se ne ha il coraggio.

Analisi

Corporativismo? Ce n’è più oggi che negli anni ’70

Sciopero confermato e nulla di fatto nell'incontro di oggi fra governo e sindacati. Un rapporto, il loro, che riserva una sorpresa: analizzando i dati dal 1975 a oggi viene fuori che il corporativismo in Italia è aumentato, nonostante il trend di calo degli iscritti. I processi di contrattazione e coordinamento salariale tra imprenditori e associazioni dei lavoratori sono divenuti relativamente sempre meno importanti ma è cresciuta la partecipazione dei sindacati ai processi di policy-making. Il nuovo corporativismo degli anni ’90 è però ben diverso da quello degli anni ’70: lo caratterizza un aumento della competitività ottenuto solo tramite la compressione dei salari. Con i dati completi e una intervista al professor Lucio Baccaro, sociologo dell'Università di Ginevra.

Educa(c)tion

Negli ultimi vent’anni ci sono stati progressi per gli adolescenti nel campo dell’istruzione e della salute pubblica ma, secondo il recente Rapporto UNICEF (2012), le esigenze di molti adolescenti vengono trascurate: più di un milione di loro perde la vita e altre decine di milioni non frequentano la scuola.

BlogSignorina Frida
Gessica Di Giovanni
News

Alla Popolare dell’Emilia va di moda il rosso

Dopo la riconferma del management all’assemblea dello scorso 16 aprile, vale la pena giudicare i risultati del board a partire dai numeri. Negli ultimi cinque anni, il rendimento delle azioni Bper è stato stabilmente inferiore ai titoli di Stato e al Ftse Mib, il listino delle società a maggiore capitalizzazione di Piazza Affari. Come mai, allora, il cda uscente è stato riconfermato? La ragione sta nella scarsa rappresentatività del piccolo azionariato nelle scelte di gestione della banca, un fenomeno che, nel caso delle popolari, per le quali vige il principio “una testa un voto”, assume connotati patologici. Mettendo a rischio l’efficienza stessa della banca. 

Bper, un lustro sempre in rosso - La nostra infografica

News

Giappone, il “nocciolo del reattore” spaventa il mondo

Gli occhi del mondo sono puntati sulla tenuta dei sistemi di sicurezza delle centrali nucleari giapponesi. Cos’è il “nocciolo” di cui molto si parla in queste ore? E perché è fondamentale che non si fonda? L’Enea (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) spiega perché la fusione del nocciolo è il più grave tra gli incidenti possibili. Intanto si teme la pioggia radioattiva e il livello di esposizione al rischio della popolazione. Quattro le centrali nucleari danneggiate a rischio di fuoriscita di materiale radioattivo.