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Format: 2013-06-20
Format: 2013-06-20

Armani Hotel a Milano, Dubai: a new 'gigolo' experience?

‘Perché vai con donne più vecchie di te?
Le preferisco a quelle più giovani.
Perche?
Che gusto c’è a procurare un orgasmo a una ragazzina di 16 anni?
E’ troppo facile. Non ha significato.’
Dialogo da American Gigolo (1980) di Paul Schrader
 

 

 

BlogArchipelago-town
conrad-bercah

La cicala e la formica: una favola di moda (Armani docet)

Durante l'estate una formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno, felice e spensierata. Poi arrivò l'inverno: la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo; la cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se poteva darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «io ho lavorato duramente per ottenere questo e tu che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato.» rispose la cicala. La formica esclamò: «Allora adesso balla!»

BlogMarchionne veste Prada
Marta Casadei

'Lasciarsi andare.' Il nuovo Armani Hotel di Milano

 

Il bicchiere, si sa, è sempre mezzo vuoto o mezzo pieno.
Durante gli anni ottanta Milano era una città da bere.
Gli stilisti—Armani in testa—hanno preso lo slogan alla lettera.
In trenta anni hanno letteralmente prosciugato la città.
Come si dice in gergo, si sono lasciati andare.
Molto poco è rimasto a Milano oltre il fashion.
Il fashion system si è bevuto Milano.

Inaugurando il suo nuovo Hotel a Milano, Armani ha detto ieri che Milano 'si è lasciata andare.’

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conrad-bercah
Analisi

Armani, i conti brillano ma l’erede resta un’incognita

Dopo aver parlato dei guai fiscali di Dolce & Gabbana e delle difficoltà di Prada oggi Linkiesta analizza il bilancio di Armani che ieri sera ha presentato la collezione autunno-inverno. Nonostante un difficile 2009, la società gode di ottima salute finanziaria. Il ritorno sul capitale investito nel 2009 è stato dell’11,6%, il livello più basso dal 2000 – in uno degli anni più contrastati per il settore – ma la media dell’ultimo decennio è del 22 per cento. Con 400 milioni di euro di cassa, inoltre, la maison dello stilista piacentino sembra avere gli anticorpi per neutralizzare nuove ondate recessive. L’unica paura  è che la strategia aggressiva sui mercati emergenti abbia creato un sovraffollamento di negozi. E che, come per la Apple di Steve Jobs, la successione possa essere un problema.

News

Da Armani a Dolce e Gabbana, i narcos messicani cantano il made in Italy

Si chiamano narcocorridos e sono i canti popolari messicani dedicati al narcotraffico, un successo, illegale, non solo in Messico ma anche negli Usa. Nei testi si elogiano massacri, assassini e sparatorie e spesso sono gli stessi narcos a commissionarli. L'immaginario verte anche sul lusso. Ad esempio, Giorgio Armani viene associato all’immagine di un kalashnikov. E se a re Giorgio si dedicano le armi, non mancano nei testi della narco ballate le citazione di altri noti stilisti, soprattutto del made in Italy. 

Armani: "Prada si quota perchè indebitato". 1-0, palla al centro.

Siccome non c'ero, copierò l'adnkronos pari pari:

Dopo la decisione di Prada di quotarsi in Borsa, ha ripensamenti circa questa possibilita'? "Io non ho debiti". Risponde cosi' Giorgio Armani, a margine della sfilata che ha mandato in scena l'uomo della prossima primavera-estate. "Il loro problema -dice riferendosi proprio a Prada- e' restituire alle banche cio' che hanno sborsato per rendere forte il nome Prada".

BlogMarchionne veste Prada
Marta Casadei

Tutti contro Armani (e Ferragamo debutta coi fuochi d'artificio)

Diego della Valle non le manda a dire. Ieri dal palco del 3 Luxury Summit del Sole24Ore le ha suonate a Giorgio Armani - sempre col suo aplomb un po' snob del tipo "non voglio che la casalinga di Voghera compri su Internet le mie borse Tod's insieme alle creme anticellulite": frase che ha pronunciato realmente - dicendo che Re Giorgio avrebbe dovuto stare zitto sulla questione Prada: "un'iniziativa bella  - ha detto Della Valle - che dà lustro anche all'Italia" e che, piuttosto, "avrebbe dovuto fare qualcosa di altrettanto rilevante come andare al Comune di Milano e impegnarsi a ristrutturare qualche monumento". Touchè.

BlogMarchionne veste Prada
Marta Casadei
Reportage

Tra Armani e Ikea, in Brianza si salva solo chi apre all’estero

Il settore del mobile brianzolo, un tempo glorioso, conosce una crisi lenta e pericolosa. Per innovare servirebbe internazionalizzare, e i grandi gruppi, come Molteni, ci riescono. Alla conquista dell’Oriente e della Cina, aprono il mercato a nuovi protagonisti. Ma forse il limite sta proprio nel gene originario, fondativo, di un distretto operoso ed egoista, fondato su botteghe e piccole imprese, e che stenta a prendere il volo, per andare, ormai, lontano dall’Italia.

Olimpiadi, l'Italia paga bene. In campo Armani, Fiat e Prada

L'Italia crede nei suoi atleti. E li foraggia con ricchi premi e cotillon. Basti pensare che il Coni è pronto a sborsare ben 140.000 euro per ogni medaglia d'oro vinta da un suo rappresentante in quel di Londra. Una cifra importante, la più alta tra quelle previste dagli stati partecipanti (stesso copione di Pechino 2008), che surclassa la concorrenza di super potenze come Russia (104.000 euro), Francia (50.200), Cina (42.200) e Stati Uniti (19.000).

BlogMillion Dollar Play
Marco Fattorini

Ipo Prada, Armani aveva ragione? Intesa vende il 4% e rientra di 360mln

Prada è la prima azienda italiana quotata alla borsa di Hong Kong. Le fosche aspettative pre-debutto, avvenuto oggi alle 4,30 ora italiana sulla piazza asiatica, sono state smentite dalla partenza che viene definita in generale buona: il marchio italiano ha iniziato la giornata in rialzo, con il prezzo in crescita dell’1,3% circa, che passa da $5,07 a $5,14 (dollari americani: la base era 39,50 HKD).

La prima notizia che viene a galla, però, è che Intesa San Paolo (diventato socio di Prada al 5%, per risanare parte dei debiti contratti dal Gruppo di Bertelli) ha venduto il 4% della quota societaria rientrando di circa 360milioni di euro e rimanendo socio sotto l'1%. Corrado Passera tira un sospiro di sollievo, insomma.

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Marta Casadei

I Nuovi Leonardo alla corte di Milano.

Leonardo da Vinci: pittore alla Corte di Milano.
La mostra si inaugura alla National Gallery a Londra il 9 novembre 2011.

Si chiude, salvo proroghe, il 5 febbraio 2012.
Una mostra ‘miracolosa’secondo il direttore Luke Syson.
L'evento artistico dell'anno, dice la National Gallery.
La mostra si concentra sugli anni milanesi di Leonardo: dal 1482 alla corte di Ludovico Sforza e poi tra il 1506 e il 1513 .

BlogArchipelago-town
conrad-bercah

Renzi, Minetti e la fashion week a Milano. La politica capisca che la moda ha bisogno d'aiuto.

Avevo già incontrato Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd, in contesti legati alla moda. La città che amministra, infatti, non solo è sede di un'importante fiera di settore - Pitti Immagine, specializzato nella moda uomo, bimbo e nel settore filati -, ma ha anche dato i natali a numerose maison italiane: una su tutte, Gucci.

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Marta Casadei

Il mondo dei sogni riflette sulla crisi

Questo è un post un po' cumulativo. Un po' perchè in questi giorni siamo tutti con gli occhi incollati a Twitter e alle agenzie, seguendo l'andamento dei tassi e delle borse ,e la moda sembra un controcanto troppo patinato a questa crisi, economica e politica,  nella quale cerchiamo di non affogare; un po' perchè la moda, quella che per molti è una fabbrica di sogni, si sofferma sempre più a riflettere sulla situazione contingente che ormai la tocca così da vicino da farsi sentire in tutta la sua durezza.

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Marta Casadei

Il gioielliere Graff rinuncia alla quotazione: la paura attanaglia anche il mondo del lusso?

Del mondo del lusso non si fa che dire che sia immune alla crisi.

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Marta Casadei

Fa indossare un capo al giornalista e gli spara a bruciapelo: «Visto? Funziona»

Abiti antiproiettile, lo stilista lancia la linea bimbi

Miguel Caballero è l’Armani dei vestiti blindati. Dopo le stragi negli Usa c’è mercato per i bambini

2012, niente crisi per l'alta moda. Ma gli artigiani se ne accorgono?

Oggi a Parigi inizia la settimana dell'alta moda, quella per cui "un milione di ragazze ucciderebbero", citando "Il diavolo veste Prada", pur di presenziare ad una sfilata. Al di là delle location prestigiose - il Grand Palais, tanto per fare un nome - e alla ricchezza delle collezioni, trionfo della moda intesa come creatività e artigianalità, il protagonista di questa settimana è un settore che, mentre tutt'attorno il mondo piazza cerotti qua e là tentando di scongiurare il peggio, va bene, molto bene.

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Marta Casadei

Il lusso europeo corteggia la Cina via web

Si sa: la Cina è il mercato del futuro. Un mercato immenso, frastagliato, difficile. Nel III millennio, a riunire tutto ci pensa ancora una volta il dio Web. E le griffes del lusso europeo fanno leva sull'e-commerce per conquistare il gigante orientale.

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Marta Casadei

La moda americana e l'endorsement politico: storia di una cosa che in Italia non si fa

Ve lo immaginate Giorgio Armani che fa una giacca il cui ricavato va a sostenere la campagna elettorale di Bersani? E Gucci che fa una borsa per raccogliere fondi per il Pdl? No, opinioni politiche a parte (quelle sovraccitate sono match puramente casuali), in Italia non si fa. La moda sta alla larga dalla politica, almeno stando alle apparenze. In America, invece, la musica è ben diversa: l'endorsement delle celebrities è cosa ormai stranota - Scarlett Johansson che sostiene Obama, tanto per dirne una  - e, in vista delle elezioni del prossimo novembre, anche il mondo della moda si è mobilitato alla grande.

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Marta Casadei

Francia batte Italia nella wishlist dei ricchi cinesi

Contrapposte in tutto e per tutto (quasi): calcio, cucina, moda. Perfino quando si parla di preferenze espresse da un segmento di compratori che oggi rappresenta una sorta di salvagente per i marchi della moda costretti a fare i conti con un'Europa sempre più attenta al portafoglio e sempre meno incline a fare acquisti.

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Marta Casadei

Cucinelli, avvio "col botto". Bolla del lusso o no, è un esempio da seguire?

Passatemi il termine, nè tecnico nè elegante: Brunello Cucinelli, neo quotato a Piazza Affari (il debutto è avvenuto venerdi 27), è partito col botto. Il titolo, collocato a 7,75 euro (al massimo della forchetta di prezzo) è stato scambiato a 12,09 euro: un rialzo record, di circa il 50%. Oggi il titolo (ore 12,56) vale 11,99 euro.

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Marta Casadei