Cerca nell'archivio

Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Inchiesta

Grecia fuori dall’euro, ecco i piani delle banche tedesche

Gli istituti tedeschi sono pronti all’uscita della Grecia dall’euro. Linkiesta ha potuto visionare in esclusiva il piano di contingenza che Commerzbank ha predisposto lo scorso novembre, coordinandosi con l’associazione bancaria tedesca. Il programma, in quattro passaggi, prevede anche la riattivazione del SoFFin (Sonderfonds Finanzmarktstabilisierung), lo speciale fondo governativo a protezione delle banche tedesche creato nel 2008 dopo il crac Lehman Brothers. 

Fabrizio Goria
Analisi

I 200 miliardi che fanno paura alle banche tedesche

Nessuno è come Germania, in quanto a sofferenze bancarie. Sono arrivate a quasi 200 miliardi di euro e sono date in crescita. Le autorità tedesche di vigilanza finanziaria minimizzano. Ma intanto società di consulenza e Fondo monetario internazionale mettono in guardia Berlino. Cresce l’incognita sulle Landesbank.

Fabrizio Goria
Analisi

Ue spaccata: le banche europee soffrono, quelle tedesche no

Le sofferenze bancarie nell'Ue nel 2011 hanno toccato un nuovo record: per la precisione 1.007 miliardi di euro, oltre il doppio del 2008, l'anno del crack della Lehman. Dopo la Grecia (che tra il 2010 e il 2011 è salita da 27 a 40 miliardi), nell'eurozona il record negativo, in termini d'aumento, nel 2011 ce l'ha l'Italia, le cui sofferenze bancarie sono schizzate del 37% rispetto all'anno precedente, da 78 miliardi di euro a 107. In Germania tra il 2010 e il 2011 la situazione è rimasta inalterata a 196 miliardi di euro, ed è comunque migliorata rispetto al 2009. L’Europa è sempre più spaccata. 

Giovanni Del Re
News

Le banche tedesche: “Siete italiani? Niente credito”

Secondo un report di Morgan Stanley che analizza i dati della Bundesbank, l’istituto centrale di Berlino, nei primi cinque mesi dell’anno le banche tedesche hanno ridotto gli investimenti in Italia del 25%, rispetto al -7% di tutto il 2011. E dire che, grazie alla crisi, il dividendo tedesco in termini di interessi sul debito sarà quest’anno di 21 miliardi di euro. È questo il vero «bagno di sangue» dell’Europa, che per S&P sarà in recessione anche nel 2013.

Antonio Vanuzzo

Perché la guerra piace tanto alle banche (tedesche)

di Paola de Benedictis L’Unione europea è oggi la maggiore esportatrice mondiale di armi e tecnologie militari. Basta dire che le operazioni riguardanti gli armamenti compiute dai 27 Stati membri, superano di gran lunga le rimesse ...

BlogFocusMéditerranée
Team di FocusMéditerranée
Analisi

Più piccola è l’impresa più la banca chiude il rubinetto

Quando il ministro Passera parla delle difficoltà, per le Pmi italiane, di stare sul mercato spesso si dimentica che la colpa è anche delle erogazioni di credito con il contagocce da parte delle banche. Un problema che nel 2012 si è ulteriormente aggravato, come dimostra una recente ricerca della Bce: negli ultimi sei mesi il 40% dei “piccoli” non ha ottenuto credito, più del triplo della Germania. Linkiesta pubblica nella sezione “scelti per voi” questo contributo di Fabio Bolognini, consulente indipendente, originariamente apparso sul blog Imprese+Finanza. 

Fabio Bolognini

Dijsselbloem: «Un’imposta sulla ricchezza è condivisibile nel principio»

Prelievi forzosi dai conti, verrà la volta dell’Italia?

Dopo il bailout di Cipro si torna a discutere di imposta patrimoniale. Ma le banche non ci stanno

Fabrizio Goria
News

Le banche cominciano a trattare per il fallimento greco

Il default greco si avvicina e le banche maggiormente esposte sul debito ellenico si muovono. In cima sono le francesi, che stanno già trattando i dettagli per rinfinanziare i loro crediti. Poi ci sono le tedesche e, dicono a Francoforte, anche le prime due banche italiane, Intesa e Unicredit. In previsione c’è un taglio fra il 40 e il 60% del valore nominale dei crediti. Le banche italiane sono esposte per 5,8 miliardi di dollari. 

Fabrizio Goria
Lettera

Brunetta a Linkiesta: “Berlusconi ha ragione, lo spread ci è costato poco meno di 6 miliardi”

L'ex ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta risponde al fact checking de Linkiesta "Berlusconi non dice il vero: ecco quanto ci è costato davvero lo spread" su quanto è costato lo spread all'Italia. «Berlusconi», dice invece Brunetta, «ha ragione»

 

Renato Brunetta

Tra austerity e riforme. L’ortodossia dei conti e le colpe dei Piigs

Ai tedeschi conviene che il Sud Europa non si riprenda

La scelta di Berlino non è tra eurobond o breakup, ma su guidare o meno l’Europa fuori dalla crisi

Stefano Casertano

Super Mario Draghi e i suoi poteri (poco super)

Basta una dichiarazione del banchiere centrale per far precipitare gli spread. Ma i suoi poteri e l'effettiva determinazione sono limitati. L'uscita dall'Euro rimane sul tappeto e può essere l'occasione per l'inizio di ...

BlogKeynes Blog
Keynes Blog

Scelto per voi

Le tre debolezze che costano troppo alle pmi italiane

Le piccole e medie imprese italiane sono l’anello debole in Europa: occorre nuova linfa

Fabio Bolognini*

Berlusconi in campagna elettorale punta sulla “congiura” tedesca

Se esaminiamo le precedenti campagne elettorali di Berlusconi vedremo che in esse c’era una caratteristica comune. C’era, bello grande, il nemico. Erano i comunisti e lo Stato. Anche questa volta il volto del nemico è offerto ...

BlogMambo
Peppino Caldarola
La crisi e i crediti deteriorati nei bilanci delle banche

Il macigno dei crediti dubbi sul Pil italiano

L’Italia non è il fanalino di coda: le sofferenze bancarie rispetto al Pil sono la metà della Spagna

Nicola Borri

I default degli altri

I tedeschi “indignati” per il salvataggio di Cipro

Secondo i sondaggi un tedesco su due teme per i propri risparmi, e le elezioni sono a settembre

Laura Lucchini
Analisi

FMI: “Per salvare le banche europee servono 200 miliardi”

Secondo il Fondo monetario internazionale alle banche europee occorrono 200 miliardi di euro per risanarsi. L’istituzione di Washington attacca gli stress test, ma Germania e Francia non ci stanno e Deutsche Bank dice che va tutto bene. Il pericolo è che la ristrutturazione del debito greco stia diventando troppo onerosa per gli istituti di credito. Sul piatto c’è l’ipotesi di utilizzare il fondo salva-Stati Efsf per sostenere l’eurozona. Una cosa è però sicura: i calcoli del Fmi e quelli dell’Europa danno risultati diversi.

Fabrizio Goria
News

Il default greco trascinerà con sé le banche europee

A Parigi la lobby bancaria mondiale, l’Institute of international finance (Iif), sta discutendo la ristrutturazione del debito greco. Sul piatto ci sono pesanti perdite per le banche europee, soprattutto tedesche e francesi. Ora si tratta solo di trovare un modo per contenere il fallimento di Atene. E come anticipato da Linkiesta, il progetto è quello di portare le svalutazioni ben oltre il 21% originariamente previsto dal Consiglio europeo del 21 luglio scorso

Fabrizio Goria
Opinione

L’Eba ha ragione, alle banche serve capitale fresco

L’Europa e il mondo non possono permettersi un’altra grande crisi finanziaria. E per questo il Consiglio europeo ha chiesto all’Eba di determinare i fabbisogni di capitale delle banche. Per quelle italiane significa ricapitalizzazioni per 15 miliardi. Ma non è l’Eba a dettare le norme, bensì i regolatori nazionali. Quanto alle proteste delle banche, aumentare il capitale è possibile, purché non pretendano di farlo a prezzi non realistici e mantenendo bloccati gli assetti di controllo. Così come nei loro bilanci ci sono margini per ridurre gli attivi senza strozzare le imprese. L’opinione di Salvatore Bragantini, originariamente pubblicata su lavoce.info.

Intervista

«La Germania non può salvare tutti i Paesi indebitati»

Parla Frank Schäffler. Deputato dell’Fdp dal 2005, è a capo di una corrente di liberisti duri e puri da circa sei mesi. Un anno fa, allo scoppio della crisi greca, suggerì ad Atene di vendere qualche isola disabitata per risanare i propri conti pubblici. Si batte affinché al Bundestag venga bocciato il fondo salva Stati.

Giovanni Boggero

E se scoppiasse una bolla immobiliare in Germania?

In principio furono gli Stati Uniti, poi l’Irlanda, e la Spagna. E se anche i Paesi Bassi non sono presi benissimo, ci sono i segnali di una prossima bolla immobiliare in Germania? Secondo alcuni economisti gli avvisi ci sono tutti. Vediamo ...

BlogABC. A-Always, B-Be, C-Closing
Andrea Guarise