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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Analisi

Sardegna, l’isola delle basi non vuole più servitù militari

Anche dopo la chiusura dell’arsenale della Maddalena, la Sardegna continua ad essere una delle regioni dove sono più numerose basi aree e poligoni, fra cui quello interforze di Salto di Quirra. Ora è arrivata una mozione bipartisan per la chiusura del poligono di Capo Frasca a Oristano e di Teulada entro tre mesi e l’avvio dei lavori di bonifica a Quirra. 

Giuseppe Novella

Nella zona è stato registrato un aumento di tumori e leucemie

Tokyo chiede agli Usa di smantellare le basi di Okinawa

Tra il 1972 e il 2009, sono stati oltre 5.600 i crimini dei militari Usa, tra cui anche stupri

Marco Zappa/China Files
Reportage

Così vivono (e muoiono) i nostri militari in Afghanistan

Manuele Braj aveva trent’anni ed è il 51esimo militare italiano morto in Afghanistan. Quali sono i rischi reali, nelle varie zone presidiate, per i nostri contingenti destinati a rimanerci fino al 2014? Sono tanti, e il progressivo passaggio di consegne ai locali mostra la fragilità della situazione a dieci anni dalla guerra voluta da George W. Bush. 

Luigi Spera
Analisi

Pechino verso il Congresso, stavolta si rafforzano i militari

In Cina si apre fra due giorni il Congresso. I tecnocrati passano la mano a una nuova generazione di politici. Gli scandali sulla corruzione pesano e uno dei nodi sarà quello del ruolo delle aziende di Stato. Intanto, viste le tensioni dell'area, cresce il potere, e l’importanza, dell’esercito.

Simone Pieranni/China Files
News

La crisi libica – LIVE

Tutti gli aggiornamenti in diretta sulla crisi libica

I due marò: altro che “orgoglio nazionale”, questa è pura incompetenza

I due marò La Torre e Girone devono tornare in India, e l’Italia deve trovare il prima possibile una scusa e cambiare idea rispetto alla scellerata decisione di trattenerli in Italia oltre il permesso concordato fino al 22 marzo ...

BlogRadio Berlino
Stefano Casertano
Analisi

Parigi guida il fallimento dell’Europa nel Mediterraneo

Le forze di Gheddafi combattono a Bengasi e il Colonnello, che mentre l’Occidente decideva si è riconquistato il Paese, continua a minacciare gli europei. Intanto si attende l’esito del summit di oggi a Parigi tra Unione Europea, Unione Africana (che ha disertato il summit per incontrarsi a Noukachott, capitale della Mauritania, e affrontare gli aspetti diplomatici della crisi libica), Lega Araba e Stati Uniti. La Francia guida l’iniziativa, ma finora nel Nord Africa le sue politiche si sono rivelate fallimentari. L’esempio più recente è stata l’Unione per il Mediterraneo patrocinata da Parigi tre anni fa e di cui fanno parte i 27 leader della Ue, alcuni Paesi arabi e Israele. Per gli esperti è ormai un ectoplasma. Come sempre, lavorare insieme in Europa sul fronte della politica estera si è rivelata un’impresa titanica. Che Sarkozy non ha saputo gestire.  

Mariangela Pira

Può l'Iran essere una seria minaccia? Il Marziano perplesso.

Voglio offrire ai lettori del blog una traduzione di un breve pezzo che Paul Pillar ha scritto su The National Interest, in cui riesce a delineare chiaramente i tratti paradossali della discussione riguardante la guerra contro l'Iran. 

BlogIran Ora! – notizie e retroscena da Tehran
Guido Zichichi
Analisi

Assad non ha più la superiorità area e la sua fine, lentamente, si avvicina

La conquista da parte dell'opposizione armata di basi e aeroporti militari ha messo nelle mani dei ribelli armi sofisticate. Così Assad sta progressivamente perdendo la sua forza maggiore: il controllo dei cieli. Il destino del regime di Damasco è sempre più segnato. Ma potrebbe ancora durare (relativamente) a lungo.

Pietro Somaini

Di poligonite si muore

Accadono fatti strani a Quirra, sede del Poligono Interforze: nascono ovini deformi, gli allevatori si ammalano di leucemia, Escalaplano, un piccolo paesino non troppo lontano dal poligono, si sveglia con 14 bambini nati con malformazioni, il ...

BlogPunto e a Capo
Monica Capo
Intervista

In Italia ci sono 70 bombe atomiche ma nessuno lo sa

«Nessun governo italiano di centrodestra o di centrosinistra, non negando e non dicendo, ha mai ammesso la presenza di arsenali atomici sul nostro territorio nazionale, anche se all'estero tutti sanno quante sono e dove sono», spiega lo storico e docente universitario Maurizio Simoncelli. E dice: «la Nato mostra difficoltà ad abbandonare la vecchia mentalità di difesa e deterrenza, di cui le armi nucleari tattiche sono un pilastro».

Silvia Cerami

Di Battista, "ministro" degli esteri grillino, spiega le ragioni della mozione stellata

M5s: “Costa 2 milioni al giorno, andiamo via da Kabul”

“Niente inciuci, né connivenze massoniche, mafiose o coi gruppi di potere. Siamo liberi. E il Pd?”

Marco Fattorini
Analisi

Mali, l’Algeria sostiene Parigi e ora gli islamisti gliela fanno pagare cara

La vicenda dei rapiti occidentali in Algeria dà ragione a quanto dicevano le autorità di Algeri che chiedevano di evitare un’offensiva militare contro le basi di al Qaeda nel Mali perché avrebbe fatto del Sahel un nuovo Afghanistan. Solo che ora Algeri ha accettato di aiutare Parigi. Un errore forse fatale.

Hamza Boccolini
Analisi

La Libia un precedente per altre guerre Nato?

Interventismo raffazzonato in Libia, attendismo su Damasco, divisioni, spaccature. Questa non può essere la dottrina della Nato, soprattutto in ragione del suo ruolo, ormai sancito, di “braccio armato” delle Nazioni Unite. Anche perché sorge il dubbio che in Libia si sia trattato di un precedente che occorreva creare per giustificare futuri interventi in altri paesi, un pratico ombrello sotto il quale riparare in futuro anche missioni militari in qualche paese del Golfo o in Siria o, chissà, in Pakistan. In questo contesto crea un certo disagio il pensiero che la Nato potrebbe finire per soffrire di tutti i mali di cui soffre l’Unione Europea. 

Arduino Paniccia*
Analisi

Pericolo Nigeria: la prossima jihad potrebbe venire da qui

La Nigeria è più volte finita agli onori della cronaca per il ruolo del gruppo terrorista islamico Boko Haram che ha “messo la quinta” dall’estate dell’anno scorso. E la guerra libica, con l’apertura degli arsenali di Gheddafi, sembra aver giocato un ruolo determinante. Ciò che preoccupa ora sono le collaborazioni i movimenti che sembrano essere dietro agli attentati di oggi, Al Qaeda nel Maghreb islamico e Al Shabaab. Con le intenzioni jihadiste che si fanno sempre più internazionali.

Giampaolo Musumeci
Analisi

Il secondo Obama sarà costretto a fare sponda con la Cina

Obama è stato rieletto concentrando la campagna sui problemi domestici. Ora però bisogna affrontare la politica estera. L'America è dipendente dalle iniezioni di debito estero e la supremazia militare è stata messa in discussione. Ma gli Usa dovranno puntare sulla Cina per la risoluzione della questione mediorientale.

Stefano Casertano
Analisi

Senza truppe di terra in Libia sarà un lungo conflitto

Per imporre la no fly zone tutto ciò che è funzionale a far volare e proteggere i velivoli del Colonnello deve essere distrutto: basi aeree, piste, hangar, stazioni radar, centri di comunicazione e controllo... Di una cosa possiamo stare certi: nell’eventualità che la coalizione abbatta un aereo del Colonnello, sicuramente questi accuserà gli alleati di aver abbattuto un aero-ambulanza. Non appena questa evenienza dovesse verificarsi, la baldanza interventista che oggi sembra far fremere i cuori di tanti inizierà a mostrare le prime crepe. C’è da aspettarsi che Gheddafi si impegnerà a creare i presupposti per farci abbattere o colpire a terra gli insorti. Sul lungo chi gli è oggi fedele lo sarà meno alla vista dei caccia occidentali. Ma, senza la presenza a terra di truppe Onu o Nato, i combattimenti sul campo continueranno ancora per molto, lasciando tutto il tempo ai fondamentalisti e integralisti di montare una campagna anti-occidentale che tornerà utile al momento di decidere chi dovrà succede a Gheddafi.

Arduino Paniccia*
Inchiesta

Quirra, il poligono sardo crocevia dell’uranio impoverito

Da trent’anni qui ci si ammala, si muore, nascono animali deformi. Nella zona militare viene fatto brillare di tutto. Adesso la Procura di Lanusei starebbe per formalizzare l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per un alto ufficiale. E c’è grande attesa per i risultati di alcune analisi su tre cadaveri.

Stefania Fanni
News

5.400 morti, ma Mosca vende aerei a Damasco

Il sanguinario regime di Assad non perde gli amici. Lo scorso dicembre, secondo un giornale russo, Mosca avrebbe venduto alla Siria 36 aerei militari. Già da tempo la Russia va controcorrente: rispetto alle altre nazioni, non ha mai condannato (se non in modo verbale) le repressioni del regime. Pochi giorni fa una nave russa, la Chariot, è entrata nel porto di Tartus, con un carico di munizioni destinato a Damasco. Di fronte alle perplessità e preoccupazione degli Stati Uniti, la risposta di Mosca è stata netta. Il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha spiegato che la Russia non deve rendere spiegazioni a nessuno. Nel frattempo, secondo le ultime stime, il numero dei morti sarebbe arrivato a 5.400.

Dario Ronzoni