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Format: 2013-06-18
Format: 2013-06-18

No caro D’Alema, questa classe dirigente non ha nulla di autorevole

Quando leggo Massimo D'Alema concordo con chi dice che l'appoggio dei maggiorenti del partito a Pier Luigi Bersani è la sua zavorra. Prendiamo l'intervista di oggi al Corriere nel passaggio in cui dice che «anche noi quando eravamo giovani ci siamo misurati con una classe dirigente autorevole».

BlogMompracem – Il mondo è tutto ciò che accade
Jacopo Barigazzi
Analisi

C’è un indice che scommette sulla sparizione della classe media

C’è un indice che scommette sulla sparizione della classe media. L’ha creato una banca ed è andato meglio del mercato. Dagli Usa a Israele il tema della classe media sta esplodendo. Solo che anche la reindustrializzazione non cambia le sorti del ceto medio. I nuovi contratti sono pagati la metà di quelli precedenti.

Intervista

Zingales: “Il problema dell’Italia? La classe dirigente”

L’economista Luigi Zingales, professore a Chicago e voce influente nel panorama globale, indica nelle classi dirigenti italiane, pubbliche e private, la radice di molti mali del nostro paese. Le idee di Fermare il Declino, di cui è promotore, sono il programma per un radicale cambiamento, anzitutto culturale.

Monti, l'agenda e il fallimento della classe politica

Sull'agenda Monti hanno è stato già scritto in modo puntuale e come pure sulle alleanze che al momento si prospettano.

Un testo troppo vago sul come (tagli alla spesa?) raggiungere i pur condivisibili obbiettivi, colpevole di alcune notevoli omissioni (banche e sistema finanziario) e di qualche pericolosa tentazione (patrimoniale intelligente?) opportunamente edulcorata.

C'è tuttavia un aspetto a mio avviso trascurato: Mario Monti rappresenta la personificazione del fallimento della classe politica italiana.

BlogApologia di Socrate
Massimo Famularo

Monti, l'agenda e il fallimento della classe politica

Sull'agenda Monti hanno è stato già scritto in modo puntuale e come pure sulle alleanze che al momento si prospettano.

Un testo troppo vago sul come (tagli alla spesa?) raggiungere i pur condivisibili obbiettivi, colpevole di alcune notevoli omissioni (banche e sistema finanziario) e di qualche pericolosa tentazione (patrimoniale intelligente?) opportunamente edulcorata.

BlogApologia di Socrate
Massimo Famularo

Se la classe dirigente rappresenta solo se stessa e i suoi amici

L’Italia soffre di un sistema di rappresentanza a circuito chiuso. Che si genera e alimenta tutta al suo interno. L’attenzione dei media e dell’opinione pubblica è focalizzata sul ceto politico, sulla casta. Giustamente. Sono quelli che portano la responsabilità maggiore delle scelte che ricadono su cittadini, famiglie e imprese. Ma se i politici sono lo specchio del Paese, allora dobbiamo porci qualche interrogativo in più. A maggior ragione dopo giorni di discussione sugli esiti delle recenti amministrative, sulla (presunta) antipolitica di una parte consistente della popolazione, sul fenomeno del Movimento 5 stelle.

BlogPalomar
Daniele Marini

L’anno perduto della nostra classe politica

Si parla, in questi giorni, della serpeggiante "voglia di grande coalizione" tra gli esponenti più in vista delle forze di governo. Viste anche le reazioni magari orientate alla soluzione, ma non entusiaste, io parlerei di una necessità.

BlogA mente fredda
Andrea Mariuzzo

Per i giovani è difficile avere ruoli di responsabilità senza appoggi

Vecchia e ignorante, ecco la classe dirigente italiana

In Italia la selezione della classe dirigente non è su base intellettuale ma solo di appartenenza

Analisi

Obama e Romney, finita l’epoca delle idee ambiziose la politica è ostaggio della classe media

Sembra finito il tempo delle idee ambiziose e dei progetti di largo respiro. La politica – si è visto nel dibattito tra Obama e Romney – appare dominata dalla volontà di rassicurare la classe media, spaventata dalla crisi. E lo stesso fenomeno, a un anno dalle elezioni, si affaccia a dominare la scena anche a Berlino.

Intervista

Siamo tornati al '92 perché la classe politica si è riciclata

Il politologo Giorgio Galli confronta il Paese di oggi con quello del '92: «Non c’è stato un reale rinnovamento, anche la Lega si è uniformata. Poi, con questa legge elettorale è impossibile aprire a energie fresche. Il dopo Berlusconi? Come al solito l’Italia penserà a salvare le banche: da Einaudi a Ciampi, la storia è sempre la stessa».  

Editoriale

La patrimoniale? Sì, ma con una nuova classe dirigente

Pietro Modiano sul Corriere della Sera apre il dibattito: «L’emergenza è finanziaria, politica e civile: colpisce tutti. La responsabilità è quella di chi ha di più. Esercitarla significa essere disponibili ad assumere su di sé una quota di quella riduzione del debito pubblico che è la precondizione della crescita futura». A patto, aggiunge, che ci sia una nuova classe dirigente. Un tema che è un tratto distintivo per Linkiesta. Il dibattito è aperto.

Editoriale

La classe dirigente per il Corriere della Sera? Non ha nessuna colpa

Angelo Panebianco ci spiega sul Corriere della Sera che la crisi della classe dirigente sarebbe dovuta soprattutto ad un problema di «ciclo generazionale» e al dirigismo Ue. Una rappresentazione che suona auto-assolutoria. Se anche la Chiesa per la prima volta mostra di non avere più quella capacità di selezionare élite che l’ha sempre contraddistinta è perché forse il problema è più generale e al contempo più specifico. E se all’élite in generale vengono ora anche imputate colpe da malagestione, ignorate dall'editorialista di via Solferino, non è perché la gente sia di colpo impazzita.

News

Basta rutti e omofobia, Maroni vuole “una classe dirigente”

Rutti in consiglio comunale. Insulti contro gli omosessuali. La nuova Lega Nord di Maroni aspira a diventare partito egemone del nord, ma si deve confrontare con gli anni di «demagogia» di Bossi. C'è chi si distingue ancora per la scurrilità, mentre Zaia e Tosi cercano un profilo più concreto e istituzionale. Si riaprono le scuole di politica e in futuro magari una Fondazione.

Editoriale

Là fuori c’è il mondo, qualcuno avvisi la politica italiana

La Libia è in fiamme, il Giappone esce a fatica da un terremoto epocale, migliaia di immigrati si spiaggiano sulle nostre coste. Ma la nostra classe politica ha altro a cui pensare: c’è l’ennesima legge sul processo breve. Tra chi grida «vaffa» e chi lancia giornali si scrive insomma un’altra puntata dell’ultra-decennale referendum su Berlusconi. La politica italiana è ormai la brutta copia della casa del Grande Fratello.

Festa dei lavoratori. Intervista al sociologo Luciano Gallino

Italia disoccupata, ha ancora senso il Primo maggio?

«Sui precari i sindacati poco efficaci. Ma il capitalismo si fa autogol con la riduzione dei salari»

Così la borghesia italiana divenne “classe digerente”

Nel film La ricotta (1961) di Pasolini una voce intervistante fuori campo chiede al regista Orson Welles che interpreta se stesso: «Cosa pensa degli italiani?» «Il popolo più analfabeta e la borghesia più ignorante d'Europa» è la bruciante risposta.

Nella pièce teatrale di Vitaliano Brancati (nella foto) La Governante  (ed. "Delfini", Bompiani, 1984). Si legge:

Parla Alessandro (ispirato alla figura di Alberto Moravia).

BlogLa Frusta Letteraria
Alfio Squillaci
Editoriale

La bancarotta del Paese è quella della sua classe dirigente

Indegnità, disprezzo per il pubblico risparmio, manipolazione della Borsa e inganno della pubblica fede, intrallazzo con gli speculatori immobiliari, distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia,...È molto probabile che ci siamo dimenticati qualcosa per strada. La pretesa di certa classe dirigente di essere migliore dei politici che ci hanno governato e con cui ha fatto affari fino all’altro ieri, giace sepolta sotto una gigantesca bancarotta morale e civile.

Grillo: «Nessuna fiducia»

E il Movimento 5 Stelle ora studia da classe dirigente

Eletti per alzata di mano i capigruppo  del Movimento 5 Stelle per i primi tre mesi

Analisi

Non siamo i soli, anche l’Asia non si fida della sua classe politica

Le dispute territoriali in Asia sono ormai all'ordine del giorno. Si litiga per piccole isole, si mandano truppe e la tensione sale. Ma se i politici si ricordano d’isolotti dove vivono soltanto delle caprette è anche perché, anche qui, l’opinione pubblica ha sempre meno fiducia nella classe politica. 

Ecco perché nel Pd non emerge una nuova classe dirigente

Qualche giorno fa, Peppino Caldarola, in una sua lucida analisi, si chiedeva come un Pd senza classe dirigente potrà dirigere il Paese. Semmai arriverà a dirigerlo, aggiungo, io. 

BlogCazza la randa
Alberto Crepaldi