Cerca nell'archivio

Format: 2013-06-20
Format: 2013-06-20
Analisi

Spending review? Partiamo dal buco nero delle regioni

Il supercommissario per la spending review Enrico Bondi è chiamato ad una mission impossible: l'80% degli acquisti sono in capo alle autonomie locali e il governo ignora chi ha speso, per cosa, a che prezzo. Stessa situazione per oltre il 70% dei debiti commerciali. Un caso imbarazzante:  perfino in Messico, tutti gli ordini di acquisto periferici e i passi del loro iter, convergono in tempo reale al centro. Scelto per voi da Noisefromamerika

Aldo Lanfranconi
Intervista

“Tagliare la spesa pubblica? Gli enti locali comprino meglio”

Luigi Fiorentino, segretario generale dell’Antitrust e studioso di gestione delle aziende pubbliche, la manovra poteva essere l’occasione per spingere gli enti locali a spendere meno e meglio. Invece di tagli lineari generalizzati, insomma, varrebbe la pena di premiare gli enti virtuosi e di promuovere le centrali di acquisti. 

Lorenzo Dilena
Analisi

L’inquinamento diminuisce: è merito della crisi

Secondo una recente ricerca di Bruxelles, l’Europa è a un passo dal target di riduzione delle emissioni di gas serra: - 20% entro il 2020. Ma il buon risultato di oggi ( - 17%) è soprattutto “merito” della crisi economica, che ferma la produzione. Le stime controverse e i numeri degli ultimi rapporti ufficiali.

Debora Volpi
Intervista

“Grazie alla Rete lo Stato può risparmiare. Subito”

Comprando sul web, o comunque con strumenti elettronici, si possono ottenere risparmi consistenti. Vale per le famiglie, per le imprese, ma può valere anche per gli enti pubblici. Linkiesta ne ha parlato con Domenico Casalino, a.d. della Consip spa, la società del Tesoro che cura Programma di razionalizzazioni degli acquisti nella Pubblica amministrazione. Convenzioni, accordi-quadro, aste telematiche: a ministeri, regioni, province e comuni i modi per risparmiare non mancano. Ma finora solo pochi hanno sfruttato le possibilità messe a disposizione dalla tecnologia.

Lorenzo Dilena
Analisi

Tremonti non taglia gli sprechi degli appalti locali

Nel 2010 le Amministrazioni pubbliche hanno speso 137 miliardi per forniture di beni e servizi (carburante, buoni pasto, telefonia, noleggi aiuto, riscaldamento…). Tre quarti sono riconducibili a Regioni, Province e Comuni. Ci sarebbe un modo per risparmiare: gli acquisti attraverso le convenzioni Consip e gli scambi sul Mepa, il mercato elettronico della Pubblica amministrazione, che finora hanno permesso di ottenere un taglio del 20% dei prezzi. Utilizzare, insomma, la saggezza della massaia, comprando all’ingrosso. Ma gli enti locali non hanno nessun obbligo di aderirvi. Governatori, sindaci, assessori preferiscono continuare a fare da sé. Il ministro Tremonti lascia correre.

Lorenzo Dilena
Analisi

Stato e regioni, la spesa inutile va tagliata ovunque

Stato ed enti locali: chi spreca di più? La retorica delle “regioni virtuose” rispetto a uno stato centrale sprecone non regge il confronto coi numeri, esposti qui da Enrico Zanetti, direttore di Eutekne.info. Tuttavia, anche lo Stato centrale è chiamato a tagli e risparmi, e a contribuire a un nuovo sistema di spesa efficiente. Come? Ecco alcune tracce di riflessione. 

Enrico Zanetti
Analisi

Valuta a picco, l’Iran teme la corsa agli sportelli più di Israele

La valuta iraniana sta crollando, il suo valore si è dimezzato nel giro di pochi mesi  mentre l'inflazione raggiunge il 40%. Per fermare la corsa agli sportelli le misure sono state le più varie: si è iniziato chiudendo i siti che riportavano il cambio in tempo reale, per poi filtrare tutti gli sms contenenti la parola “dollar”. Le sanzioni da un lato favoriscono lʼeconomia locale spingendo lʼexport di prodotti iraniani verso i paesi che non aderiscono a queste misure. Dʼaltro canto i produttori di beni intermedi si troveranno a fare i conti coi prezzi più alti delle materie prime importate. Non possiamo ancora dire con certezza quale di questi due effetti prevarrà nel lungo periodo, ma di certo lʼincubo di una corsa agli sportelli è una minaccia alla sopravvivenza del regime molto più seria di un eventuale bombardamento alle centrali nucleari.

 

Guido Zichichi
Analisi

Italia, fai come la Germania e risparmi 55 miliardi

Dalla spesa sanitaria a quella militare, dagli incentivi alle imprese alle spese per l'attività politico-diplomatica, il raffronto con i nostri partner europei indica molte delle correzioni da fare. Ad esempio nessuno in Europa, nemmeno la Grecia, umilia l'università come noi. I riallineamenti che si ricavano da quest'analisi avrebbero ridotto la spesa di circa 55 miliardi, più di tre punti del nostro Pil. Ecco come e dove ridurre la spesa pubblica in un'analisi scelta per voi da NoiseFromAmerika

Aldo Lanfranconi
Infografica

Cosa frena il Pil italiano? Solo l’export si salva

Le imprese italiane hanno sofferto duramente l’impatto della crisi e, nonostante il recupero dei flussi esportati, non riescono a cogliere pienamente le potenzialità offerte dai mercati internazionali. In ogni caso, l’aumento delle esportazioni costituisce la principale componente a sostegno della crescita del Pil dell’Italia. Male tutto il resto: consumi delle famiglie, spesa pubblica, investimenti e scorte. Tutti i dati nella nostra infografica.

A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini
Analisi

Spesa pubblica: non basta il freno, serve l’accetta

Dal 2000 al 2006, quando al governo c’erano forze di enunciata fede liberista è antistatalista, la spesa pubblica è sorprendentemente cresciuta in termini reali del 21,22%. Un’impennata priva di giustificazione. Staremo dunque vivendo un periodo di stabilizzazione della spesa pubblica senza precedenti, come dice il ministro Giarda, ma ora servono tagli se vogliamo provare ad avere una pressione fiscale da paese civile. 

Enrico Zanetti

Il ballo delle accise

Agli insegnanti ci penseremo, intanto beviamoci una birra. Dalla fantasiosa macchina legislativa è uscita anche questa proposta: tassare birre, alcolici intermedi e alcol per assumere diecimila precari nella scuola. La connessione tra le ...

BlogUmami
Fabio Molinari
Analisi

Il legame c’è: quando aumenta l’Iva, cresce anche l’evasione

Con la legge di stabilità è previsto l'aumento di un punto dell'aliquota Iva. Tuttavia, i dati indicano che il precedente incremento non solo non ha contenuto la perdita di gettito dovuta alla recessione, ma l'ha amplificata. Una spiegazione è che si sia registrata una maggiore evasione. Un'analisi de Lavoce.info.

Roberto Convenevole e Alessandro Santoro

Una cura da cavallo per l'Italia

All’Italia serve una cura da cavallo; il governo Monti applica cure da pony; il Parlamento fa passare cure da cavallucci marini. Questa è la situazione del paese, e se non è cresciuto per niente in venti anni, ...

BlogMercato e Libertà
Mercato e Libertà
Analisi

La prossima sfida del Lingotto, vendere più macchine

Oltre a fare crescere la produttività Marchionne deve riuscire a vendere di più. L’auto in Europa non va, negli Stati Uniti va abbastanza, in Brasile va a gonfie vele. Al momento il gruppo è impegnato a cambiare il mix di vetture prodotte e aumentare il livello di saturazione degli impianti in Italia. Da qui la scelta di chiudere Termini Imerese e l’annuncio che a Mirafiori si produrrà una jeep destinata al mercato statunitense, oltre a modelli di fascia alta. Ma nei prossimi mesi si dovrà anche rinunciare alla bella favola che vedeva nella 500 il cuore dell’operazione Fiat-Chrysler, e, con essa, la sua vittoria sulle costose cilindrate americane.

 

Gaetano La Pira
Intervista

Niente federalismo, e il Veneto continua a pagare

Il direttore di Unioncamere Veneto parla dei costi del mancato federalismo nel nostro Paese; del Sose, l’ente che ha fatto gli studi di settore per gli enti locali e che però non li pubblica («non vor­rei che sia per­ché il Ve­ne­to è par­ti­co­lar­men­te vir­tuo­so ri­spet­to al­le al­tre re­gio­ni»); dell’eccessivo numero di dipendenti pubblici, dei 18 miliardi di tasse che i veneti mandano a Roma… Scelto per voi da Una città.

Barbara Bertoncin*
Intervista

“Cari liberisti, non sempre l’iniziativa privata aiuta la ripresa economica”

Continua il dibattito tra neoliberisti e keynesiani lanciato da Guido Roberto Vitale (uno degli 80 soci de Linkiesta). Interviene Stefano Lucarelli, professore di Economia monetaria internazionale, che spiega: «Qualcosa all’interno della scienza economica dominante sembra muoversi, e porta gli studiosi a non credere più che il laissez faire possa essere sempre la soluzione ottimale». Critico invece  sul Pd: «Ha perso l’occasione di rendere più equa la spending review». 

Alessio Mazzucco
Lettera

Ma cosa c’è scritto nell’agenda Monti dei prossimi tre anni?

Per alcuni le elezioni sono inutili, tanto la traccia è già definita. Occorrerà seguire l’agenda Monti. Ma cosa c’è scritto in questa agenda, al di là dell’ovvia necessità del rigore dei conti? Si potrebbe dire che è una sorta di piano industriale dell’Italia, che riflette l'immagine del Paese che si vorrebbe dare.

Officine Democratiche

La crisi del lavoro e il mestiere della rappresentanza

Ha ancora senso parlare di “parti sociali"?

Lo stato di salute di sindacati, Confindustria, associazioni di categoria. Riproponiamo l'analisi

Silvia Favasuli e Antonio Vanuzzo Infografica di Carlo Manzo
News

La Camera vara il servizio militare a gettone

A pochi anni dall’abolizione del servizio militare, col conflitto libico alle porte l’Italia scopre di essere a corto di soldati. E la commissione Difesa prova a correre ai ripari con due proposte di legge finalizzate all’istituzione di un esercito part time. Si tratta di un esercito-ombra creato per sopperire alle carenze di organico derivanti dall’accresciuto impegno del Paese nelle missioni internazionali.

Marco Sarti
Analisi

Chi corre contro Monti, prima spieghi il ventennio buttato

Chi corre contro Monti gridando al disastro recessivo dell'ultimo anno, dovrebbe prima rispondere sul ventennio perduto, l'eredità velenosa della seconda Repubblica, la bassa crescita e le non riforme, vera causa - al di là di ogni fantasia complottista - delle pressioni tedesche ed europee.

Marco Alfieri