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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Infografica

Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato

Governo dopo governo, dagli anni Cinquanta a oggi, come si è evoluto il rapporto percentuale debito pubblico/Pil nel nostro Paese? Perché si è formato questo debito? Quali le responsabilità? Infografica con una analisi di Giorgio Arfaras, direttore della Lettera economica del Centro Einaudi.

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Ecco le scadenze del debito che fanno tremare Tremonti

Nei prossimi anni dovranno essere rimborsati Cct, Btp e altri prestiti per centinaia di miliardi di euro e l’anno più impegnativo sarà il 2012. Riuscirà il Tesoro italiano a trovare nuovi creditori per rimpiazzare i titoli che arrivano a maturità? Ecco nella nostra infografica quali sono le scadenze finanziarie più impegnative per l’Italia.

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1990-2010: vent’anni, tanto debito e poca crescita

Che rapporto c’è tra il debito pubblico dell’Italia e la crescita del Prodotto interno lordo? La variazione dell’indebitamento dipende certamente da quello che i governi fanno, ma anche da quello che fa per conto suo l’economia. Infografica con una analisi di Giorgio Arfaras, direttore della Lettera economica del Centro Einaudi.

Infografica

Quanto è cresciuto il debito pro capite con Berlusconi?

Il debito pubblico è un problema perenne dell’economia e della società italiana da circa trent’anni. Ma quanto è cresciuto il debito pubblico pro capite sotto ogni singolo governo della storia più recente? Nostra infografica con un’analisi di Giulio Sapelli.

Infografica

Il baratro del debito pubblico, chi rischia di più?

La previsione del rapporto debito pubblico/Pil della Grecia è ulteriormente peggiorata in settimana. L’Italia è stabile al penultimo posto con il suo 120%. Guarda la classifica europea dei guai economico-finanziari degli Stati nella nostra infografica.

Infografica

Chi ha in tasca il debito pubblico italiano?

Chi detiene i 1.557 miliardi di euro di debito pubblico incorporato in Btp e titoli simili? Solo la metà (o poco più) è in mani italiane. Per il resto ci sono banche e gruppi assicurativi stranieri, fondi comuni europei, investitori asiatici… Tutti i dati nella nostra infografica.

Debito publico vs debito estero

Dissento da quanto scritto sul Blog Altra Finanza in questo post.

L'autore sostiene che 

In realtà, l’accento posto sul debito pubblico dei Paesi periferici è semplicemente fuori posto, dal momento che il loro vero problema è stato il deterioramento progressivo della bilancia dei pagamenti.

Provo a ragionare in termini semplici: se io presto dei soldi a qulcuno, sono interessato al fatto che me li restituisca oppure a quanto e come commercia con l'estero?

BlogApologia di Socrate
Massimo Famularo
News

Non siamo l’Islanda, il debito ce lo dobbiamo tenere

L'idea che l'Italia possa ripudiare, tutto o in parte, il proprio debito è circolata più volte. Ma le ragioni per cui questo non è possibile, sono diverse. A partire dal fatto che dopo l'uscita dall'euro, semmai il bilancio pubblico fosse in deficit, il suo finanziamento sarebbe a carico di una rinata banca centrale nazionale. Nessuno, infatti, sottoscriverebbe le obbligazioni di un paese che ha appena ripudiato il debito oltretutto in una moneta debole. Dunque non resterebbe che l'emissione di moneta. La quale facilmente genererebbe inflazione. Insieme ai concittadini meno informati e al sistema finanziario internazionale, ci rimetterebbero i pensionati e i lavoratori meno qualificati e non sindacalizzati.

Perché occorre ridurre il debito

Diversi conoscenti e amici mi hanno segnalato che non sentono parlare di Economia e Politica in termini sufficientemente semplici da consentire a chi non ha una formazione adeguata o il tempo sufficiente per approfondire i dettagli di cogliere le linee di basi delle questioni più rilevanti.
Vediamo se l'approccio domande-risposte è sufficientemente chiaro.

Perché è URGENTE ridurre il debito pubblico?

Perché nessun paese sviluppato può sopravvivere senza il credito dei mercati finanziari e il nostro debito molto elevato rischia di farci perdere del tutto la fiducia dei mercati, già seriamente compromessa.

BlogApologia di Socrate
Massimo Famularo
Analisi

Londra pensa l’impensabile: cancellare il debito pubblico

Austerità? Peggio del previsto, secondo il Fondo Monetario Internazionale. Le conseguenze di tagli e aumenti delle tasse deprimono l’economia più del previsto, anche perché la politica monetaria è già espansiva. Si cercano nuove vie per il debito pubblico. Tanto che a Londra appare una tentazione: cancellarlo.

Europa: una crisi di debito o di bilancia dei pagamenti?

Per uscire dalla crisi bisogna capirne bene la natura. Se si tratta di una crisi dei debiti sovrani, allora si fa bene a combatterla con politiche di rigore. Ma se il problema sono i debiti esteri e gli squilibri commerciali fra i paesi europei, allora concentrarsi sul risanamento delle finanze pubbliche potrebbe essere insufficiente, o addirittura controproducente. Per questo, torniamo sull'argomento con un intervento di Andrea F. Presbitero (Università Politecnica delle Marche).

BlogAltra Finanza
Altra Finanza

La Crisi del Debito Pubblico Italiano: istruzioni per l'uso

Il mondo in fibrillazione

Dell'Italia, in queste ultime settimane, sentiamo dire sui media che ha dei problemi con il suo Debito Pubblico: grandi quantitativi di Titoli di Debito Pubblico, chiamati anche Titoli di Stato (i vari BOT, BTP, CCT, CTZ che sono come le obbligazioni [1] di una società, emesse però da uno Stato) sono in scadenza e gli acquirenti adesso chiedono interessi maggiori (cioè più soldi) per prestare nuovamente il loro denaro allo Stato Italiano. Questa situazione crea apprensione sui giornali (e sui mercati) e incertezza e timore in chi legge e guarda quanto accade, perché le notizie vengono date, ma non spiegate. E quindi restano tali, news, e non si trasformano in informazioni utili.

BlogIl nuovo mondo
Baku
Infografica

Eurobond, vent’anni di annunci per il debito comune

È dal 1993 che “eurobond” è la parolina magica per risolvere i problemi della moneta unica. Da quando a lanciarla fu Jacques Delors, presidente della Commissione Ue per dieci anni, uno dei padri del progetto europeo. Ieri Angela Merkel ha gelato i mercati con il suo “no” alle obbligazioni comunitarie, ma oggi ritornano nel report Van Rompuy in preparazione all’eurovertice di giovedì. Ripubblichiamo la nostra infografica sul progetto dei titoli europei di debito comune. 

Il nostro sistema capitalistico si regge sul debito e ricorda tanto Totò

Il sistema capitalistico si fonda sul debito. Più precisamente il debito rappresenta la linfa vitale che alimenta il capitalismo contemporaneo (data d’inizio 1974). Il debito come condizione sufficiente e necessaria per fa sì che il capitalismo raggiunga uno dei suoi obiettivi primari: la crescita. Il debito come crisi, la crisi attuale dei debiti sovrani europei, piigs in prima linea.

BlogCapitalismo e salame
Alessandro Montesi
Analisi

Le sette domande e risposte sulla crisi del debito

Da dove ha inizio la crisi finanziaria? Perché ha colpito l’Italia? Perché proprio ora? Quali sono le misure messe in campo dal Governo? E quali le misure della Bce? L’Italia reggerà l’urto dell’effetto-contagio? Quali sono i rischi per gli investitori privati? Ecco i quesiti che stanno impensierendo investitori e risparmiatori. Noi abbiamo provato a fare chiarezza. 

E' la bassa crescita che aumenta il debito. Non il contrario. Un'analisi della Voce.info

Tutti i governi europei compreso il governo Monti, si stanno scervellando per trovare la leva giusta che consenta la crescita economica. Le categorie utilizzate sono quelle del liberismo che mostrano ormai da tempo la corda. Forse sarebbe il caso di riconsiderare altre categorie che in passato, (crisi del '29) hanno resuscitato economie malate di depressione. Questa analisi pubblicata sulla Voce.info pone la questione del rapporto tra bassa crescita e debito pubblico, capovolgendo la tesi imperante: non è il debito pubblico a creare bassa crescita ma il contrario. Forse Mario Monti una lettura di questa analisi se la dovrebbe fare. (B.P.).

BlogAccadde Domani
Bruno Perini
Analisi

Berlusconi ha fatto un quarto del debito italiano

Al contrario di quanto dice la politica non è stata la prima repubblica a creare il nostro enorme debito pubblico. I numeri elaborati e messi in fila da Eutekne.info dimostrano, infatti, che solo il 43,5% di quel debito si è formato prima di Tangentopoli, mentre il restante 56,5% si è, invece, accumulato dopo. Aggregando i dati e riclassificandoli per presidente del consiglio, i governi presieduti da Berlusconi hanno contribuito all’accumulo di debito pubblico per il 27,41%. Più staccato Prodi i cui due governi hanno prodotto l’8,81%. Ma è a partire dal 1996, ovvero durante il primo governo Prodi, che la spesa pubblica è tornata a crescere in modo sostenuto (+6,01%) fino all’esplosione del secondo governo Berlusconi. Nel quinquennio che va dall’11 giugno 2001 al 17 maggio 2006, infatti, la spesa pubblica è cresciuta del 16,95%.

 

Analisi

Il nostro debito pubblico? Ora è nelle nostre tasche

Nell’arco di poco più di un anno la quota di debito pubblico in mano a investitori esteri è crollata al 35% dal precedente 51. Uno scenario giapponese, dove il debito è soprattutto interno. Un'arma a doppio taglio per le famiglie italiane già esposte all'erosione dei loro risparmi.

Analisi

Così destra e sinistra han fallito la prova del debito

Nella II Repubblica, le politiche di bilancio a destra e a sinistra non sembrano così diverse.

Analisi

Fiat, debito pubblico e crisi: in Piemonte è già inverno

Davvero il Piemonte è in crisi per colpa della crisi di Fiat? Certo, l’azienda di Sergio Marchionne pesa nella regione. Ma pesa anche la crisi diffusa di tutto un sistema industriale, e quella di istituzioni schiacciate dai debiti con il Comune in prima linea, per le Olimpiadi di 6 anni fa. Di Cristina Giudici.