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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19

FORUM EUROCRISI / Giulio Sapelli

“L’austerity è un colpo di mano che umilia l’Europa”

Per tornare a crescere alla Ue serve una classe politica adeguata contro lo strapotere della finanza

Tedeschi: a favore dell'euro ma niente aiuti. Si puo?

Contrariamente ai cliché, anche i tedeschi spesso hanno opinioni volubili e passeggere, e a questo vezzo nazionale non sfuggono le opinioni sull'euro. I sondaggi importanti sono due: se la Germania deve rimanere nell'euro, e se la ...

BlogRadio Berlino
Stefano Casertano

La salvezza dell'eurozona dipende dalla disponibilità tedesca ad accettare più inflazione

Il 30 gennaio a Bruxelles si discuterà del potenziamento dell' "European Stability Mechanism", per gli amici "ESM". E' una delle tante sigle che circolano a Bruxelles, e come tutte le altre ambisce a salvare il ...

BlogRadio Berlino
Stefano Casertano

George Soros contro la Germania

Soros ha scritto su Project Syndicate (sito da egli stesso finanziato) che a uscire dall'eurozona non dovrebbe essere l'Italia, ma la Germania. Non è per antipatia personale, ma per un calcolo economico cui sembrano finora aver ...

BlogRadio Berlino
Stefano Casertano

E ora chi dice alla Merkel che il fiscal compact è “irrilevante”?

Per la maggioranza degli investitori europei specializzati in titoli di Stato il fiscal compact è utile ma “marginale” nella risoluzione dell’eurocrisi. E dire che appena 48 ore fa, il giorno dopo la vittoria di Hollande ...

BlogBanana Markets
Antonio Vanuzzo

FORUM EUROCRISI / Francesco Daveri

“Servono gli Stati Uniti d’Europa. Presidente? Monti”

E gli eurobond servano per finanziare la ricerca, non per salvare a piè di lista gli Stati falliti

News

In Germania nasce “Fermare il declino”, ma è anti euro

Si chiama Alternativa per la Germania, tra i fondatori l’ex presidente della Confindustria tedesca.

Laura Lucchini

FORUM EUROCRISI / Alberto Mingardi

“Con Grecia e Cipro dovevamo sperimentare il default”

Due occasioni perse: la Ue non può darsi regole e poi aggirarle per salvare gli Stati non virtuosi

News

Tendenza Le Pen: i mercati, adesso, hanno paura dei nazionalisti

I mercati sono intimoriti dall’esito del voto in Francia e dalle dimissioni del premier olandese. Una vittoria di Hollande era prevedibile, ma un risultato così forte del Fronte Nazionale di Le Pen no. Eppure, diversi studi avevano messo in guarda dall’ascesa dei nazionalismi in Europa. Nello scorso autunno, proprio la banca francese Société Générale aveva evidenziato che uno dei rischi maggiori è il ripetersi della storia. 

Fabrizio Goria
Analisi

Turchia o Cina: di chi sarà la Grecia posteuropea?

Alla vigilia delle elezioni, sono in molti a chiedersi quali saranno le conseguenze sull’area balcanica di un’eventuale fallimento della Grecia. Atene ha una radicata presenza in Albania, Bulgaria, Serbia e Romania, ma Ankara potrebbe approfittare dell’instabilità ellenica per mettere le mani sui giacimenti petroliferi e di gas del mar Egeo. Ma la Cina, che controlla il porto del Pireo, non starà a guardare.  

Gabriel Vallin Frangoulis

FORUM La crisi dell'eurozona

L’Europa alla sfida del populismo, senza visione muore

Daveri, Mingardi e Sapelli a confronto: come si può dare un futuro di crescita al nostro continente?

Eurocrisi. La Banca centrale: «Non saremo costretti al bailout»

La Slovenia non è Cipro ma potrebbe fare la stessa fine

Per ora il Paese galleggia. E può salvarsi, a patto che le autorità facciano in fretta

Rodolfo Toè

Dalla Battaglia di Lepanto all’Eurocrisi

Quando Cipro crolla, cambia la Storia d’Europa

L’Isola in fondo al Mediterraneo non fa parlare di sé spesso. Ma se succede, nulla è più come prima

Alessandro Marzo Magno

Eurocrisi

Il flirt con la Russia rischia di condannare Cipro

Il Parlamento vota no al prelievo forzoso. È giallo sulle dimissioni del ministro delle Finanze 

Fabrizio Goria

Eurocrisi

L’Ue spinge nell’angolo Cipro: “Decida cosa vuole fare”

Nessuna marcia indietro da Bruxelles. Avanti col prelievo forzoso. Oggi il voto del bailout

Fabrizio Goria

Eurocrisi

Nei numeri di Draghi il dilemma dell'eurozona

Le slide dell’intervento di Draghi al vertice europeo: l’Italia indietro su salari e produttività

Antonio Vanuzzo Infografica di Carlo Manzo
Analisi

Se la Grecia salta, la ricca Europa fa pagare il conto ai più poveri

I media anglosassoni, in attesa della cruciale riunione della Bce di domani, sono scatenati. Reuters se la prende con le svalutazioni “ingiuste” sui titoli di Stato ellenici sopportate dai creditori privati ma non dalla Bce, mentre il Financial Times da un po’ di giorni denuncia, a suon di editoriali, il ruolo subalterno giocato dal Fondo monetario internazionale nella gestione dell’eurocrisi. In pratica l’Europa si è fatta imprestare soldi, che in realtà avrebbe, da Paesi più poveri di lei. Se adesso il Fmi dovesse subire delle perdite sulla Grecia, vorrebbe dire che la ricca Europa ha fatto pagare il conto dei suoi guai ai paesi più poveri.

Antonio Vanuzzo

L’apocalisse dei bancari: 200mila posti di lavoro in meno da qui al 2016

La parola d’ordine da tempo ormai è una brutta parola inglese: deleveraging. Significa ridurre il perimetro delle attività e razionalizzare la gestione. È questa la ricetta delle banche per sopravvivere ...

BlogBanana Markets
Antonio Vanuzzo

A Sofia e Varsavia si vive felici e senza euro, lo dice il Fmi

L’eurocrisi ha colpito duramente le banche dell’Est Europa, ma ci sono due Paesi che hanno le spalle più larghe degli altri: Bulgaria e Polonia. A spiegarlo è questo video del Fondo monetario internazionale:  

BlogBanana Markets
Antonio Vanuzzo
Analisi

Non guardiamo solo le banche, in Italia l’industria resiste alla crisi

Nonostante l’Italia sia in recessione, guardando i risultati trimestrali appena comunicati, le società quotate in Borsa stanno andando meglio di quanto emerga dal loro andamento in Piazza Affari, scrive l’analista indipendente Andrew Sentance. Concentrarsi solo sullo spread o su chi ha maggiore peso sui listini, principalmente le banche e le partecipate statali, è limitante: molte società, dall’industria alla manifattura, riescono ancora a vendere prodotti che tutto il mondo vuole comprare, a dispetto dell’eurocrisi. 

Andrew Sentance*