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Format: 2013-06-20
Format: 2013-06-20
News

Come sono opachi (e imprecisi) i numeri di Audiweb

Come funziona Audiweb? Come fa a contare navigatori e visite? Il risultato, in ogni caso, non manca di inesattezze, nè la struttura proprietaria è priva di conflitti interesse. Ma come per Auditel, è da qui che si parte per definire il prezzo della pubblicità in rete. 

L'Aquila: bocciato il sito del Comune. Non è social!

Nella ricerca pubblicata oggi su Chefuturo.it, sull’utilizzo della rete e l’affezione degli italiani ai social network, il sito istituzionale del Comune dell’Aquila non viene neanche citato. Dopo essere stato considerato il peggior sito istituzionale dei 20 capoluoghi di regione italiani dal Forum Pa, oggi arriva un’altra “bocciatura” per il sito istituzionale, il cui restyling risale al giugno 2011.

BlogL'Aquila Blog. Opinioni a confronto sui fatti che contano
Maria Cattini
Analisi

Audiweb? Né accurato né preciso, meglio altri sistemi

La polemica sulla raccolta dei dati di traffico sulle pagine dei siti è stata risollevata dalla richiesta dell’Agcom di ottenere un maggiore potere di intervento sui dati raccolti e pubblicati dalle società che divulgano gli indici del traffico web. E in effetti il metodo di calcolo di Audiweb ha diverse falle.

Dubbi per la privacy

Cosa sono i Big Data, opportunità o nuovo Big Brother?

E se fossero un’altra superstizione, un totalitarismo deformante, una falsa liberazione…

Lettera

Partecipa al blog contest de Linkiesta e vinci tre borse lavoro

In occasione del primo compleanno de Linkiesta, la redazione ha organizzato LKday, un momento di scambio e condivisione tra giornalisti, lettori, blogger e collaboratori della community del giornale. Alla festa è affiancato anche un blog contest. In palio ci sono tre borse lavoro e la realizzazione di tre ebook.

Analisi

Noi dell’informazione online sappiamo quanto vale la frontiera

Gli appunti di Luca Sofri per il suo intervento al festival del giornalismo di Perugia: dall'esperienza de Il Post, al giornalismo on-line all'estero e in Italia, senza risparmiare critiche ai siti dei grandi quotidiani. La sfida dei giornalisti oggi? Quella di fare la rivoluzione e cambiare tutto, o almeno provarci.

I mille regali che mi ha fatto Linkiesta

Quella cosa allo stomaco, quella cosa ti stringe, e si chiama già nostalgia. Nostalgia del buio che trovavo la mattina, arrivando nel seminterrato; del caffè e della sigaretta con uno dei tanti malati di adrenalina che passava di qua ogni giorno; nostalgia della passione e della critica - spesso - di chi ha seguito questo giornale negli anni della mia direzione, cioè dalla sua fondazione. Nostalgia del va e vieni nella mia stanza, delle facce dei mie colleghi, delle voci, delle intelligenze di ciascuno di loro. Mi mancherà quella vecchia stanchezza di giovani mestieranti, che la sera se ne andavano a casa pensando già a cosa frugare e indagare la mattina dopo.

BlogPost Silvio
Jacopo Tondelli

Perché il Blog Contest non è una buona idea

Lo so. Questo post non piacerà per la sua nauseante presunzione. Ma dovevo scriverlo. Prima di cominciare voglio però ringraziare - e non è piaggeria - Jacopo Tondelli e tutta la redazione de Linkiesta che, malgrado tutto, stanno lavorando e molto, e ovviamente ringraziarli per lo spazio concessomi sul loro sito.
Ma andiamo oltre.
In questi giorni è in corso il Blog Contest de Linkiesta. In prima battuta, ricevuta la email della redazione, ho risposto senza nemmeno pensarci troppo pur non essendomi mai definito un blogger. Faccio un altro mestiere e scrivere in Rete non l'ho mai considerato un lavoro. Ho un blog dal 2003 e non ho mai preteso o cercato guadagni, nemmeno in visibilità.

BlogGesellschaft
Tommaso Ederoclite
News

Il futuro del web? È di Youporn più che della CNN

21 miliardi di dollari. È questa la stima che Fortune ha fatto per il mercato della pornografia online statunitense per il 2012. Una cosa è sicura: mentre l’editoria fatica a trovare la propria anima online, la pornografia ha già superato il passaggio di mezzo. Facendo della Cina, peraltro, il proprio “primo mercato”. 

L’insostenibile leggerezza del social media specialista

Lavorare con i social media è oggi sogno di molti, nativi o meno, che pensano ad un futuro roseo seduti dietro il computer o in giro con l’I-Pad a twittare e gestire Fan Page scrivendo qualche slide e qualche post. Niente di più sbagliato. Oggi lo specialista di social media è una figura che deve accorpare più competenze trasversali per poter sopravvivere all’interno di un contesto lavorativo frenetico in perenne mutamento. Dal lato aziendale, aumentano le realtà che approcciano questi spazi, lanciandosi spesso senza cognizione di mezzo e di causa. Oggi non c’è niente di più sbagliato del “vogliamo tutto e subito”, cavalcando l’onda social senza prima riflettere sui potenziali flussi di ritorno.

BlogDarwin sognava pecore digitali
Mattia Farinella
Lettera

Linkiesta, un’impresa editoriale nell’era della Rete

Da editori, dopo il primo anno di attività del giornale, è il momento fare un bilancio, che riteniamo positivo. La nostra è una sfida tutta di mercato e che non ha beneficiato né beneficierà di contributi pubblici. E, guardando ai risultati ottenuti, il tendenziale degli accessi è positivo sia in assoluto che rispetto alla concorrenza: forse stiamo riuscendo nella sfida di fare un prodotto di qualità su internet, senza soggezione per il cartaceo. Per i prossimi anni, la sfida resta chiaramente il raggiungimento di una sostenibilità economica data dall’equilibrio tra ricavi e costi, senza sacrificare la qualità editoriale del progetto. Si tratta di una sfida non facile, ma siamo convinti che si possa vincere.

 

Basta piangersi addosso: il piccolo esempio de Linkiesta.it

Linkiesta ha recentemente lanciato il format “Non c’è crescita senza …” tre domande su come far tornare a crescere l’Italia inviate a professionisti, uomini d’impresa, docenti universitari e politici. Linkiesta chiede a chi interviene quali sono le prime due cose da fare? Quali sono gli ostacoli? Quali settori dove l'Italia può essere leader? Aggiungendo la riflessione, corredata da un grafico, su come se negli anni '50 l'Italia cresceva a ritmi cinesi, negli anni '70 a ritmi tedeschi negli ultimi vent'anni siamo senza ritmo e domandando quindi, ma cosa occorre fare?

BlogFisco e sviluppo
Andrea Tavecchio
Analisi

I follower di Grillo sono falsi? Non è vero, ecco perché

Secondo una ricerca di Marco Camisani Calzolari, docente allo Iulm, oltre il 50% dei follower di Beppe Grillo su Twitter è falsa. Lo scorso 8 giugno, Calzolari aveva già divulgato un’analisi simile relativa alle aziende, ma il criterio che usa è alquanto discutibile sul piano scientifico. Il problema infatti, scrive l’epistemologo Paolo Bottazzini, è proprio utilizzare un metodo coerente per individuare un follower falso, esattamente quello che la ricerca di Calzolari non fa.