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29 August 2011
Analisi
Che importa di New York, il Sudamerica teme solo la crisi cinese
Il Sudamerica, percorso da proteste sempre più dure (in Cile soprattutto), continua a crescere economicamente, tanto da sembrare il Paese del Bengodi sotto questi chiari di luna di crisi mondiale. Tanti emigrati stanno tornando a casa dall’Europa e dal Nord America e nulla sembra frenare lo sviluppo, anche se i brasiliani mettono in guardia dal troppo ottimismo: «Non siamo un’isola felice». Le economie si basano sulle esportazioni di materie prime e il crollo di richiesta dagli Usa non pesa, perché c’è il boom di domanda cinese. Se dovesse rallentare Pechino, insomma, allora sì che sarebbero guai.
Gabriella Saba
20 March 2012
Analisi
In Cina città fantasma, il mattone cinese ora fa paura al mondo
Il Fondo monetario internazionale e le banche d’investimento mondiali iniziano a percepire i primi scricchiolii nel settore immobiliare cinese. I prezzi delle case, dopo anni di rialzi, stanno calando da cinque mesi consecutivi. Ma aumentano le città fantasma, come Ordos, nonostante le domande di mutui residenziali in crescita. Nel frattempo, calano le previsioni della domanda di acciaio per i prossimi anni, come spiega il colosso del settore Bhp Billiton.
Fabrizio Goria
31 March 2012
Intervista
Padoan (Ocse): “L’Europa si sta molto rafforzando”
Al Forum Ambrosetti di Cernobbio si parla degli squilibri economici mondiali. Linkiesta ha intervistato Pier Carlo Padoan, capo economista dell’Ocse: non è preoccupato per il rallentamento dei Bric, e nemmeno della situazione negli Usa. “Ed Europa e governo Monti sono la cosa giusta”.
Fabrizio Goria
5 August 2012
Lettura
Come vince la Cina? Gli atleti non sono neanche avvertiti dei lutti
«Non le diciamo mai cosa succede a casa, non vogliamo deconcentrarla. Ormai abbiamo accettato che nostra figlia non ci appartenga del tutto». A parlare è il padre di Wu Minxia, la tuffatrice cinese che ha scritto il suo nome nella storia olimpica, vincendo il terzo oro consecutivo. Per non farle perdere concentrazione la famiglia l’ha tenuta all’oscuro per oltre un anno della morte dell’amata nonna e del tumore che ha aggredito sua madre.
Francesco Maesano
14 September 2011
Opinione
Dato per dato, perché una patrimoniale si può fare
Gli italiani, forti di 2.700 miliardi di ricchezza finanziaria netta e di 1.700 miliardi di seconde case, hanno mezzi per aiutarsi da soli e recuperare dignità in Europa. Perché allora chiamare in causa l’Efsf e le garanzie tedesche? Portando il debito al 100% circa del Pil dall’attuale 119%, allora sì che si potrebbe tagliare l’Irap (33,6 miliardi nel 2010 di cui 23,3 miliardi dai privati) abbassare il costo del lavoro e fare un passo verso la maggiore competitività. L’Italia potrebbe sedersi al tavolo delle grandi decisioni europee senza complessi di inferiorità. Numero per numero ecco perché una patrimoniale si può fare. A patto, naturalmente, di poter contare su un diverso senso civico del paese, di lì in poi.
