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Format: 2013-06-18
Format: 2013-06-18
Analisi

Mucchetti, non era meglio provare davvero a licenziare i padroni?

Un grande giornalista finanziario. La critica coraggiosa a Tronchetti, Della Valle e Montezemolo. L’emarginazione nell’era Mieli. Il ritorno in auge con De Bortoli. Infine, un netto ammorbidimento su certe operazioni di sistema. Ora il parlamento col Pd. Bel colpo per Bersani. E per chi crede nel giornalismo?

Analisi

Mucchetti sul Corriere: “Ma perché i liberisti devono votare a sinistra?”

L’intellettualità liberista aveva eletto Renzi a proprio campione. Ma come mai la cultura liberale non è riuscita a conquistare l’egemonia nell’area storicamente affine, cioè nel centrodestra? La cultura della destra deve fare i conti con l’eredità berlusconiana, e non sperare altrove. Scelto per voi dal Corriere.

La versione di Geronzi e la [con]versione di Mucchetti

Confessiamo di non aver ancora letto il libro intervista/biografia di Geronzi curato da Massimo Mucchetti, e non sappiamo neanche se lo leggeremo mai, per il momento ci bastano le cose udite a L’Infedele dalla bocca degli stessi autori. Alle critiche che alcuni ospiti della trasmissione rivolgevano al rag. Geronzi, questi dichiarava di non aver avuto alcuna colleganza con la politica e invitava ad ascrivere a proprio credito verso il paese l’aver salvato, in ordine cronologico: Banco di Santo Spirito, Banco di Roma, Banca Nazionale dell’Agricoltura, Banco di Sicilia, Banca Bipop Carire.

BlogI gessetti di Sylos
Giovanni La Torre
News

Dieci lezioni e dieci proposte per uscire dalla crisi

Mentre in Italia si cercano strumenti, dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro, per uscire dalla crisi alla Casa della Cultura partono dieci incontri per provare a esaminare l’attuale congiuntura da una prospettiva diversa. Il primo appuntamento è il 30 gennaio, con una tavola rotonda fra Gianni Cuperlo, Lanfranco Turci, Luca Fantacci, e Massimo Mucchetti. Ci sarà anche Linkiesta: l’incontro sarà moderato dal direttore Jacopo Tondelli.

Una bella notizia per l’industria italiana: la General Electric compra Avio

La General Electric ha appena ufficializzato l’acquisizione per 3,3 miliardi della divisione aeronautica della Avio (1,7 miliardi di fatturato), di cui era peraltro il principale cliente. La divisione spazio è rimasta fuori dalla transazione. L’offerta del gruppo americano ha prevalso su quella di Safran e sulla proposta del Fondo strategico italiano (emanazione dello stato).

Qualcuno dirà che gli stranieri ci portano via le aziende e che bisogna difendere l’industria nazionale (la Avio era comunque già controllata dal fondo britannico Cinven) con le cosiddette operazioni di sistema e interventi di politica industriale.  

BlogTrenta denari
Lorenzo Dilena
Analisi

Ma come si può essere di sinistra difendendo la rendita?

È vero che la destra italiana non ha mai saputo fare il mestiere della destra liberale. Ma questo non significa che bisogna regalare alla destra temi come il merito. E quando si critica l’economia di mercato, bisogna distinguere fra rendita e produzione. Il confine fra gli schieramenti passa da queste distinzioni.

News

“Unipol ha davvero l’ok della City?” L’Economist smentisce il Corriere

Pochi giorni fa (il 5 agosto) il Corriere, per la firma di Massimo Mucchetti, si chiedeva «che cosa dicono a Londra a proposito del salvataggio di Fonsai ad opera di Unipol», affermando che nella City si temeva l’eventuale stop all’operazione. Ebbene, la risposta degli “autoctoni” è qui, in questo articolo tratto dal blog Schumpeter dell’edizione online dell’Economist. Ed è tutt’altro che lusinghiera.

Analisi

Treno o aereo? Ecco ora la sfida di Passera

Il ministro Passera ha meritoriamente venduto i 6,4 milioni di azioni di Intesa in suo possesso, rivendicando l’operazione Alitalia, ma ha risposto vagamente sul dossier Ntv, i treni ad alta velocità di Montezemolo. La vera sfida per il 2012 per il ministro ex numero uno di Intesa Sanpaolo, sarà proprio quella di trovare un difficile equilibrio negli intrecci politici e finanziari sulle infrastrutture. Oltre alle erogazioni a Trenitalia, diretto concorrente di Alitalia sulla tratta Roma-Milano, e alla liberalizzazione del settore, c’è da rivedere la normativa che fissa i diritti di decollo e atterraggio sugli scali nazionali, bocciata dal Quirinale lo scorso ottobre, da cui dipendono gli investimenti pubblici nel settore. 

Analisi

Perché nessuno chiede a Marchionne se Volkswagen comprerà l’Alfa?

La dichiarazione di Marchionne a Repubblica, «La Fiat resterà in Italia», arriva tra i dubbi che la compagnia torinese possa mantenersi competitiva a livello internazionale. Dopo il lungo intervento di Alessandro Penati, risponde per il Corriere Massimo Mucchetti che elenca i non-detti di questi due giorni di parole. 

Reportage

E al terzo giorno di Cl Marchionne creò Montezemolo

Il manager col pullover, che domenica era rimasto in religioso silenzio ad ascoltare Napolitano, diventa protagonista del meeting col suo endorsement al presidente della Ferrari. Tra l’altro oscurando la presenza di John Elkann. Una frenetica attività politica mentre i conti della Fiat di certo non brillano.

Analisi

Il mondo vive in Rete, le banche italiane nel Novecento

Il recente avvicendamento ai vertici di Intesa Sanpaolo è una efficace metafora del nostro sistema bancario nel suo complesso. Tra fondazioni, politica, grandi vecchi e grandi giornali, le banche italiane sembrano inchiodate al secolo scorso. Intanto, il terzo millennio parla cinese e fa tutto in Rete: e in cima a una banca deve andare chi sa fare scelte drastiche e veloci, come tagliare il personale e investire sui nuovi mondi. Subito. 

Mani pulite, la pista su Bankitalia era buona

Non è vero, ma ci credo, o non ci credo, ma è vero? Linkiesta ha riesumato un caso dell’epoca di mani pulite, tratto dal libro di Massimo Mucchetti, secondo cui un esponente socialista avrebbe rivelato al pool di magistrati che in occasione di grossi interventi sul mercato valutario da parte di ENEL qualcuno avrebbe cavalcato l’onda del mercato per sostentare un fondo destinato ai partiti. La cosa non fu notata e non ebbe seguito: cold case. Perché? Proviamo a dare una spiegazione tecnica e ci lanciamo anche in un tentativo (timido) di giornalismo, sentendo una “fonte”.

BlogCosì è…se traspare. Storie di finanza e (mancanza di) trasparenza
Umberto Cherubini
Racconto

Quando a Tangentopoli i pm decisero di non indagare su Bankitalia

Durante Tangentopoli, Valerio Bitetto, consigliere socialista dell'Enel, racconta a Di Pietro di un sistema di finanziamento illecito ai partiti in cui sarebbe stata coinvolta anche la Banca d'Italia. In quei mesi Ciampi passava a Palazzo Chigi. E la procura lascia perdere. Della vicenda ne parla Massimo Mucchetti.

Il mercato piace agli ignoranti

In un lungo articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 4 dicembre (La strana pretesa dei liberisti. Chiedere alla sinistra di fare la destra), Massimo Mucchetti rimproverava gli intellettuali liberisti per la pretesa di volere che la sinistra facesse la destra, abbracciando politiche economiche come usa oggi dire mercatiste.
 

Piuttosto, sostiene Mucchetti, perché quegli intellettuali non si prendono la briga di capire perché il luogo elettivo delle loro ricette, ovvero la destra, si dimostri così scarsamente recettivo?
 

BlogLa pelle di zigrino
Andrea Bitetto
Analisi

Ma giudicare Fazio era compito dei giudici o degli storici?

L’odierna condanna ad Antonio Fazio e ai suoi principali alleati sulla vicenda Unipol-Bnl ripropone un interrogativo già posto più volte: ma il suo disegno era giusto o sbagliato? E ancora: chi è venuto dopo ha rinunciato alla moral suasion e ai compiti di regia?

Il progetto del Corriere per Ligresti? Salvare i padroni

Di questi tempi le certezze durano niente. L’altro ieri, a proposito dello scandalo Ligresti-Fondiaria, il Corriere della Sera assicurava che «non rientrano invece in alcun modo nell’intervento della Procura le operazioni di mercato, quindi né il progetto attualmente in corso di integrazione con Unipol né l’offerta di Palladio-Sator».

BlogTrenta denari
Lorenzo Dilena

A 'sto giro candidano tutti fuorché noialtri sfigati qui su Twitter

Tra il serio e il faceto, un internauta della prima ora come Luca Sofri, direttore del Post, sintetizza efficacemente il pensiero di tante presunte tweet star: «A 'sto giro candidano tutti fuorché noialtri sfigati qui su Twitter». Ora su questa frase si potrebbero scrivere fiumi d’inchiostro, cogliendo anche l’occasione per raccontare il favoloso mondo in 140 caratteri rigidamente diviso in caste. Per ora accontetatevi di questa magnifica perla. 

BlogMi consento
Massimiliano Gallo
Analisi

L’Italia fra Murdoch e Della Valle

Il lancio del Daily di Murdoch mostra che se la tecnologia continua a surclassare i contenuti, allora bisogna proprio che i contenuti vengano arricchiti con una buona dose di tecnologia, scrive Enrico Pedemonte. Anche il New York Times fra poco farà pagare mentre il Washington Post è fra i finanziatori di un nuovo servizio di news personalizzate.

Della Valle, Geronzi e quel Corriere non strategico analisi de Linkiesta

Perché l’industria dell’informazione rischia l’asfissia finanziaria Massimo Mucchetti

 

Per il momento via da Confindustria; Detroit può aspettare

Doppia dichiarazione nella giornata di ieri da parte di Sergio Marchionne. La prima, quella  che ha destato più scalpore, è l'uscita della Fiat dal gruppo degli industriali a partire dal 1 gennaio 2012. Questo perchè dopo le disposizioni introdotte prima dall'accordo con i sindacati del 28 giugno, e dopo dall'articolo 8, contenuto nella manovra economica, l'azienda torinese (ancora per poco?) vuole avere maggiore potere decisionale nel rapportarsi con i lavoratori; non gli è andato giù insomma, il nuovo accordo del 21 settembre fra imprese e sindacati, che ha un pò snaturato il senso dell'articolo 8.

BlogIl picchio parlante
Francesco Formisano