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Format: 2013-06-18
Format: 2013-06-18
Infografica

Sindrome Fukushima, il nucleare in Europa un anno dopo

È passato un anno dal disastro di Fukushima. Cosa è cambiato per il nucleare in Europa? Paese per Paese vi mostriamo i 185 reattori attivi, i 16 in costruzione nel nostro continente (spesso a pochi chilometri dai confini italiani), la percentuale di energia prodotta e un riassunto delle politiche atomiche. In più vi spieghiamo come funziona una centrale e quali sono i tipi di reattori attivi (dalla problematica nuova generazione ai vecchissimi in stile Chernobyl). Tutto in una serie di infografiche realizzate da Linkiesta in esclusiva per Yahoo!

A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini
Opinione

Al posto del nucleare dobbiamo tenerci gas e carbone

Il disastro giapponese avviene mentre in Italia si discutono due importanti provvedimenti per l’energia nucleare e quella fotovoltaica. Tuttavia per una serie di ragioni non è vero che se si rinuncia alla capacità elettrica delle centrali nucleari, si può compensare installando più pannelli. Ad esempio, il fotovoltaico di notte non funziona e d’inverno produce meno elettricità rispetto all’estate. Quindi, per supplire, bisogna attivare impianti di generazione elettrica “tradizionale”. Senza parlare degli incentivi. Che però esistono anche per il nucleare anche se di altro tipo: si tende a concedere sconti fiscali a chi investe o a garantire un certo livello di prezzo all’elettricità venduta. Alla fine, se non vogliamo il nucleare, dobbiamo sapere che non potrà essere sostituito dal fotovoltaico, ma semmai da un maggior impiego di gas o carbone.

Opinione

«In Italia il nucleare non ce lo meritiamo»

Il nucleare è un’ottima soluzione per diversificare le nostre fonti energetiche, fortemente legate alle importazioni provenienti da Paesi come la Libia. Tuttavia, l’Italia non sembra in grado di fornire garanzie sufficienti in termini di sicurezza nello stoccaggio delle scorie.

Analisi

Ma non dovevamo tornare al nucleare?

Riproponiamo un nostro speciale dedicato al nucleare, e alla prospettiva di un ritorno a questa forma di approvvigionamento energetico nel nostro paese. L’iter legislativo e amministrativo è in ritardo sui tempi annunciati nel luglio del 2009, quando il nucleare fu reintrodotto per legge. Abbiamo messo a confronto opinioni diverse, e siamo andati a vedere come funziona il nucleare tedesco.

CONTRO «In Italia il nucleare non ce lo meritiamo» opinione di Stefano Casertano
PRO «Ci sono più comitati che informazioni credibili» opinione di Enrico Pedemonte
Viaggio al centro della terra atomica reportage dalla Germania di Giusi Valentini

Infografica

Il nucleare solo a parole del governo italiano

Il governo ieri ha fatto dietrofront e ha annunciato lo stop ai piani di ritorno al nucleare. Eppure da tre anni l’atomo era presentato come la panacea di tutti i mali dell’economia italiana, e anche dopo l’incidente di Fukushima i ministri responsabili avevano a lungo ripetuto che non bisognava «farsi guidare da decisioni emotive perché la tecnologia è sicura». Linkiesta ha raccolto tutte le dichiarazioni in materia di Silvio Berlusconi e dei due ministri dello Sviluppo economico che si sono succeduti (Claudio Scajola e Paolo Romani): da quando la costruzione delle centrali era data per sicura entro la fine della legislatura, a quando si proponeva di delocalizzarle in Albania, da quando si accusavano gli ecologisti  e la sinistra a quando si pensava che i Comuni avrebbero «fatto a gara per avere un impianto nucleare sul proprio territorio». Tre anni di dichiarazioni atomiche. E in più, il conto di quante sedute sono state necessarie tra Camera e Senato solo per la prima legge (la 99 del 2009), ormai svuotata di senso. Per ingrandire, clicca sulla metà alta e poi sulla metà bassa dell’infografica.

A cura di Carlo Manzo, Michele Sasso e Paolo Stefanini
Analisi

Dossier nucleare - una selezione dei nostri articoli

Ecco selezionati per voi gli articoli, le analisi, i commenti e le infografiche che Linkiesta ha dedicato finora al problema del nucleare.  

M.B.
Opinione

Senza il nucleare il mondo sarà meno “verde”

Con lo stop alle centrali crescerebbe il consumo di gas in tutto il mondo. Tutto bene? No, l’inevitabile conseguenza sarà che la temperatura terrestre crescerà ben oltre i 2° centigradi, considerato il livello massimo. E le rinnovabili non potranno sopperire all’atomo che oggi fornisce il 14% dell’elettricità mondiale.

Acqua e nucleare: Sarkozy, rien ne va plus!

Con la decisione della Consulta, nessun ostacolo può essere più posto tra cittadini e referendum. Il Governo italiano e, alle sue spalle, quello francese devono rassegnarsi. Ma una cosa è certa: Sarkozy guarderà con ...

BlogVerde Matematico
Andrea Lepore
News

Il nucleare in commissione, il governo non si presenta

Il passaggio cruciale era atteso oggi in commissione congiunta Ambiente e Attività Produttive. Ma la sessione è stata sospesa a causa dell’assenza del governo e delle proteste dell’opposizione. Paolo Romani non c’era, come Stefania Prestigiacomo. Il viceministro Stefano Saglia ha dato la disponibilità per una nuova convocazione. Dalle 20.30 la commissione è riunita. Intanto, tra gli amministratori locali, nessuno vuole le centrali, da Alemanno a Vendola, da Tondo a Zaia, mentre anche a Roma la maggioranza è attraversata dai dubbi. Il 23 marzo però scade la delega legislativa e il governo deve procedere: i tempi appaiono sempre più stretti.

La trasparenza sul nucleare cancellata per decreto

Opinione

«L’energia nucleare è abbondante e sicura»

«Non è crollato il mito della sicurezza del nucleare, ma quello di un paese, il Giappone, in cui tutto funzionava bene». Lo sostiene, intervistato da Linkiesta, Francesco Troiani dell’Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo sviluppo economico sostenibile) ed ex presidente di Nucleco, società che si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi.

Infografica

L’incidente nucleare ora è di livello 7. Cosa significa?

Oggi l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima è passato da livello 5 a livello 7. Ma cosa significa? I livelli di rischio nucleare sono sette e fanno parte di una scala detta Ines (International Nuclear and radiological Event Scale), sviluppata dall’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) a partire dal 1989. Si tratta di una scala logaritmica, e quindi il passaggio da un livello all’altro rappresenta un aumento di danni di circa dieci volte. Lo scopo della scala è classificare gli incidenti nucleari e radiologici e rendere immediatamente percepibile al pubblico, in maniera corretta, la loro gravità senza fare riferimento a dati tecnici di difficile comprensione.

Per saperne di più, clicca qua per aprire l’infografica
Per capire le conseguenze sulla salute, clicca invece qui

 

A cura di Paolo Stefanini
Infografica

Il referendum sul nucleare

Si arriva dopo una lunga ”preparazione” al referendum sul nucleare, che è stato definitivamente confermato dalla Corte Costituzionale il 7 giugno. Ora gli italiani voteranno: gli viene chiesto, in sostanza, se vogliono produrre e usare energia nucleare o no.
Il Dossier de Linkiesta sul nucleare

News

Il voto si avvicina, il Governo saluta il nucleare

Berlusconi predica prudenza e dichiara che si adeguerà alle decisioni dell’Europa, Bossi difende le regioni che non vogliono le centrali, il ministro Romani chiede un momento di riflessione, e persino Veronesi frena. Ma la sintesi la offre in maniera lucida Stefania Prestigiacomo, titolare dell’Ambiente: «Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Dobbiamo uscirne, ma in maniera soft». Insomma, bye bye decreto, che comunque prosegue il suo iter parlamentare. Ovviamente non siamo i soli a frenare. Anche Netanyahu, in Israele, ha annullato il progetto di costruzione di una centrale. 

IL DOSSIER DE LINKIESTA SULLE SCELTE DEL GOVERNO ITALIANO

Marco Sarti
Analisi

E in bolletta, intanto, continuiamo a pagare il nucleare

Una procedura di indagine è aperta sulla permanenza dell’onere nucleare nelle bollette italiane. Tutti i mesi paghiamo anche questo, e i costi di smantellamento delle centrali e di smaltimento delle scorie - secondo l’Europa - dovrebbero invece essere a carico dei privati. E per una volta le lentezze italiane fanno a gara con quelle europee: da otto anni la procedura d’infrazione risulta aperta, Bruxelles non procede oltra la fase iniziale e l’Italia, naturalmente, non si adegua.

Il documento della procedura d’infrazione

Sara Ligutti
News

Nucleare, finita la paura gli stess trest diventano una farsa

Man mano che la catastrofe di Fukushima sparisce dai giornali, la lobby nucleare riprende vigore e si fa sentire nell’Unione Europea. Rischiando di trasformare in farsa i solenni impegni presi dai governi al summit dello scorso marzo. Sul tavolo ora c'è una bozza che cancella qualsiasi riferimento a attentati terroristici, incidenti aerei, errori umani, per limitarsi all’unico parametro delle catastrofi naturali (terremoti, inondazioni ed estremi sbalzi di temperatura). A imporsi sembrano siano state anzitutto la Francia, che di centrali ne ha 58, e la Gran Bretagna (19), con quest’ultima che non vuole neppure render noti i suoi risultati.

Giovanni Del Re
News

E il governo cancella la trasparenza sul nucleare

Domani torna in commissione il decreto nucleare. Il tempo stringe, entro il 23 marzo deve essere approvato, pena la decadenza. La Corte Costituzionale ha imposto correzioni che aumentino il peso delle singole regioni interessate dallo sviluppo di centrali nucleari. Ma già che c’era, il governo propone di togliere alcuni vincoli di pubblicità: nella vecchia versione i criteri in base ai quali saranno scelti i siti per le centrali venivano infatti pubblicati sui siti istituzionali e sui giornali. Nella nuova versione, in discussione domani e spinta dalla fretta, questi obblighi sono stati abrogati. 

Ma in Commissione il governo non si presenta - aggiornamento del 15 marzo, 16:57

Analisi

In Giappone la sicurezza in mano ai lobbisti del nucleare

Mentre il mondo continua ad avere paura dei reattori nucleari giapponesi colpiti dal terremoto, a Tokyo tengono banco le accuse di Eisaku Sato. «I politici che dovevano controllare la sicurezza erano legati alla lobby del nucleare, e molti di loro ora lavorano per Tepco». Ex Governatore di Fukushima, uscito di scena nel 2006 per uno scandalo di corruzione che riguardava il fratello, Sato non le manda a dire: troppe le commistioni tra chi produce energia nucleare e chi doveva garantire che tutto fosse sicuro. Insomma, non è la tecnologia nucleare, ma il processo politico ad aver generato il disastro. Gli americani tengono a sottolineare che da loro questi conflitti di interessi non possono esistere. E da noi? A nominare gli organi di controllo per il nucleare è stato il governo: azionista di Enel e promotore degli accordi con la Francia.

News

Nucleare, ma il voto degli italiani all’estero non vale nulla?

La Cassazione ha deciso per la validità del referendum del prossimo 12-13 giugno. Il quesito sul nucleare andrà però modificato con nuove norme. Un problema per gli italiani all’estero che hanno già votato il quesito originario e ora non c'è il tempo per ristampare le schede. A decidere sarà il Ministero.

michele sasso

Da Milano a Palermo fermiamo il Nucleare: i pazzi non siamo noi.

                                                    Foto Greenpeace Italia     Partita di Coppa Italia, ...

BlogPunto e a Capo
Monica Capo
Infografica

Centrali e incidenti, il nucleare in Europa - Infografica

Un morto e quattro feriti in Francia dopo un’esplosione nella centrale di Marcoule. In Europa ci sono 195 centrali e prima di oggi si sono verificati 25 incidenti solo nel 2009, anno “nero” per il nucleare del Vecchio Continente. La mappa delle centrali continentali e degli incidenti nella nostra infografica. Clicca qui per visualizzare la mappa.