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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Reportage

Stavolta Romney vince a mani basse, ma contro Obama perderebbe

Questa volta nel New Hampshire l’ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney, ha vinto a mani basse le primarie repubblicane, una settimana dopo avere prevalso nella sfida dell’Iowa per appena 8 voti. Prossima tappa la iperconservatrice Carolina del Sud, dove resta il favorito. Ma un sondaggio Reuters dice che se si votasse adesso Obama vincerebbe contro qualsiasi dei candidati repubblicani. 

Damiano Beltrami
Analisi

In America Marchionne funziona e Romney lo attacca a vuoto

Il repubblicano le prova tutte per il voto nell’Ohio: ribadisce che il bailout del governo all’industria dell’auto è stato un errore, però è smentito dai fatti: le vendite e il lavoro sono aumentati. Accusa anche Marchionne di voler spostare Chrysler in Cina, e anche qui, sbaglia. Tradotto dal New York Times.

Analisi

Obama non scalda più. Non è che Romney può farcela davvero?

Ad ascoltare il suo discorso alla convention, si fa fatica a credere che il repubblicano Mitt Romney possa battere Barack Obama. Eppure, le probabilità sono alte. Romney si è presentato all’America come l’uomo in grado di farla ripartire grazie alle sue credenziali di businessman. Ma il cammino non è in discesa. Resta il principale problema di sempre: la sua antipatica immagine pubblica di ricco senza contatto con la realtà della classe media. Fondamentale in questo senso è stato il discorso della moglie Ann. «È stata molto brava, ha raccontato in modo autentico il Mitt domestico», spiega a Linkiesta Katherine Jellison, ordinaria di storia all'Università dell'Ohio. 

Damiano Beltrami
Analisi

Scende in campo Romney, la destra ha l'anti Obama?

Nessun presidente americano dall’epoca di Roosevelt è stato rieletto con la disoccupazione sopra il 7,2% e oggi è 9,1%. Ma ridurla di due punti in due anni è davvero dura. Comincia una campagna elettorale destinata a riplasmare la cultura della destra americana. Con un candidato che potrebbe battere Obama

Enrico Pedemonte
Reportage

Nei bar di Harlem: “Non siamo gli scrocconi che dice Romney”

In giro per Harlem il tifo è tutto per Obama. «Il 47% degli americani, a differenza di quanto pensa Romney, non è composto da scrocconi,» sbraita il barbiere Bob White. Stanotte il presidente ha galvanizzato i suoi, ma anche Romney ha centrato i suoi obiettivi. E ora sarà il voto femminile a fare la differenza.

Damiano Beltrami
Reportage

Nel dibattito in tv Romney prevale su Obama e riprende ossigeno

A 34 giorni delle elezioni, nel primo dibattito presidenziale, Barack Obama è apparso sottotono contro lo sfidante repubblicano Mitt Romney. Il presidente non ha commesso grossi passi falsi, ma ha incassato una serie di attacchi, soprattutto sul terreno della debole ripresa economica, e non ha reagito in modo efficace.

Damiano Beltrami
Analisi

Ha vinto Obama, ma soprattutto ha perso Romney

Mai, negli ultimi cinquant’anni, un Presidente era stato riconfermato col tasso di disoccupazione sopra il 7%. Romney ha pagato l’estremismo del Tea Party. Ha sposato tesi che nemmeno più tra i repubblicani sono dominanti, come quella sui matrimoni gay. Grazie a lui, Obama ha vinto senza avere un programma.

Enrico Pedemonte
Reportage

Col Tea Party a New York: “Romney vuole la guerra con l’Iran”

Nella sede del Tea Party a Manhattan avrebbero preferito Ron Paul a Romney. Una signora ingioiellata non ha dubbi: «Ci vogliono gli attributi in politica estera e Romney ce li ha». Mentre altri hanno dubbi: «non lo voto, sotto sotto vuole fare la guerra all’Iran».

Damiano Beltrami
Analisi

Mitt Romney, troppo ricco e troppo squalo per fare il presidente Usa?

Mitt Romney insiste. In cinque diverse interviste ha ripetuto la stessa cosa: di aver lasciato Bain Capital nel 1999. Perché, se fosse rimasto a capo del fondo fino al 2002 (come dicono alcune carte), vorrebbe dire che fu proprio lui a ordinare le operazioni con cui la Bain acquistò una serie di aziende in difficoltà per portarle alla bancarotta, licenziarne gli operai, smembrarle e venderne i pezzi con il massimo profitto…

Davide Illarietti
Intervista

Ma come sarebbe l’America se vincesse Mitt Romney?

Uno scontro con Mosca, una guerra commerciale con la Cina, e una politica economica liberista e muscolare. L’America disegnata da Romney si presenterebbe così al resto del mondo, sostiene Michael Brenner, professore emerito alla Pittsburgh University. E con l’Europa? Cambierebbe poco: le relazioni vanno bene così.

Damiano Beltrami
Analisi

Obama e Romney, finita l’epoca delle idee ambiziose la politica è ostaggio della classe media

Sembra finito il tempo delle idee ambiziose e dei progetti di largo respiro. La politica – si è visto nel dibattito tra Obama e Romney – appare dominata dalla volontà di rassicurare la classe media, spaventata dalla crisi. E lo stesso fenomeno, a un anno dalle elezioni, si affaccia a dominare la scena anche a Berlino.

Reportage

L’economia Usa migliora, Romney resta senza argomenti

Con una vittoria senza problemi in Wisconsin, Maryland e Washington D.C., Mitt Romney  è ormai il candidato in pectore del partito repubblicano. Solo che c'è un problema: Romney si era presentato come l’uomo in grado di creare occupazione alla luce del suo background di businessman. Ma ora, con un’economia in ripresa, questo ritornello suona fuori tempo.

Damiano Beltrami
Analisi

Gli operai Usa ora votano per il "capitalista" Romney

Mitt Romney si prepara per la prossima tappa delle primarie repubblicane nella iper conservatrice Carolina del Sud mentre gli avversari alzano il livello degli attacchi. Ma la destra Usa è cambiata.  Se un tempo i repubblicani erano sostenuti principalmente da colletti bianchi – professionisti, impiegati e manager – oggi tra di loro ci sono sempre più colletti blu, persone che svolgono lavori manuali e tecnici.  E così un politico di lungo corso come Newt Gingrich, può permettersi di accusare Romney di essere niente meno che un avido “capitalista”. 

Damiano Beltrami
Reportage

La New York di Obama: “Romney pensa solo al profitto”

Nel West Village, in un bar che ha tenacemente resistito aperto anche durante il black-out dei giorni scorsi, incontriamo un gruppo di giovani del Wisconsin. Da quelle parti non ci sono dubbi: “Non possiamo consegnarci nelle mani di uno come Romney”. Ecco il nostro video.

Reportage

Romney fa gaffe e non ha cuore ma vince perché gli altri sono peggio

Mitt Romney, il candidato repubblicano che ha vinto ieri le primarie in Michigan, legò il cane Seamus sul tetto della macchina e guidò da Boston al Canada. Insomma, la sensibilità non è la sua principale qualità. Anche in questi giorni ha fatto delle gaffe rafforzando la sua nomea di candidato non particolarmente in sintonia con l’aria che tira nel Paese. In un posto come il Michigan devastato dalla crisi dell'industria, dove il 14% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, si è vantato di quanto sia ricco. Eppure vince, perché gli altri candidati della destra sono ancora peggio.     

Damiano Beltrami
Reportage

Nel paese reale di Romney: “Obama, vai in Africa”

Nonostante gli slogan e l’entusiasmo dei seguaci del movimento Tea Party, radunati ieri alla Tampa Bay Church, la convention repubblicana non poteva iniziare in modo peggiore. L’apprensione per l’uragano Isaac ha fatto saltare la prima giornata della kermesse e ora Isaac punta minaccioso verso la Louisiana, l’Alabama e il Mississippi, scippando al candidato repubblicano Romney la scena mediatica di cui ha disperatamente bisogno per la sua operazione di maquillage politico. Romney, in cerca di voti tra i centristi indecisi, deve scrollarsi di dosso l’etichetta di miliardario che non ha il contatto con la realtà e di “mister camaleonte” pronto a sostenere tutto e il contrario di tutto.

Damiano Beltrami
Reportage

Voleva lasciar fallire Detroit, ora il liberista Romney rischia grosso

Nato e cresciuto in Michigan, Mitt Romney è anche il figlio del governatore dello stato, eppure rischia di perdere. Colpa di un articolo scritto nel 2008 sul New York Times, “Lasciamo che Detroit vada in bancarotta” contro gli aiuti di stato all’industria dell’auto. Ora Gm, Ford e Chrysler stanno meglio, ma gli operai non si sono dimenticati dell’intervento del politico repubblicano: «Mitt Romney invece ha scritto che preferirebbe morissimo, e noi non ce lo scordiamo». Se non dovesse vincere, si avvicina anche lo spettro di una convention repubblicana “mediata”, dato che non si sarebbe imposto alcun candidato solido con le primarie.

Damiano Beltrami
Analisi

“Chief family officer”, la moglie di Romney è la sua arma segreta

Gli strateghi del presidente Barack Obama temono Romney sempre di più. Non tanto Mitt, quanto sua moglie Ann. Madre infaticabile di cinque figli, alla mano, comunicativa: tutto il contrario del marito, che non sfonda fra le elettrici e che la chiama "chief family officer". In una sfida con Obama, Romney avrebbe tre punti di svantaggio nel bacino elettorale maschile ma ben venti punti in quello femminile.

Damiano Beltrami
Analisi

Rivolte arabe e diplomazia: Romney le sbaglia tutte

Romney ha attaccato il comunicato dell’ambasciata del Cairo perché «chiedeva scusa» alle persone che la stavano attaccando. Solo che la dichiarazione in questione è stata rilasciata prima che cominciassero le violenze. Gli esteri saranno la tomba delle sue ambizioni? Scelto per voi daThe New Yorker.

Amy Davidson
Analisi

Le idee di Obama e Romney sui gay da noi sarebbero “oscenità”

Assistiamo sgomenti, noi poveri italiani, al dibattito sugli omosessuali che anima la campagna tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. L'uno parla serenamente di matrimoni gay, l'altro - il conservatore - addirittura rilancia sulle adozioni gay. Da non credere. Invece, noi ci dividiamo tra un Prandelli che sostiene che i calciatori omosessuali dovrebbero fare coming out e l'Agesci, i bravi cattolici a cui tutti noi manderemmo serenamente il nostro piccolo a fare il boy-scout, che ci formalizza che se un capo-scout è omosessuale, bisogna mandarlo dallo psicologo. Ma le ambulanze quando arrivano?    

Michele Fusco