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Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
Infografica

I notai, pochi e cari nell’Italia che non liberalizza

I notai sono molto pochi. Ce ne dovrebbe essere «uno ogni settemila abitanti» (14 ogni 100.000 persone), ma sono circa la metà. La concorrenza di fatto non esiste, e le tariffe restano salatissime. Ma come si diventa notaio? Quanti sono i notai figli di notai? Sono giovani o vecchi? Più uomini o più donne? E come funziona nei Paesi dove non c’è la tradizione del notariato latino? Tutte le risposte nella nostra infografica, in questa prima puntata del viaggio de Linkiesta tra le piccole caste e le liberalizzazioni impossibili.

News

Liberalizzazioni e professioni, le nostre infografiche

Per il provvedimento sulle liberalizzazioni è arrivato il momento dell’aula: approda al Senato il testo modificato in commissione. Arriverà un maxiemendamento del governo Monti e verrà posta la fiducia. Ma cosa è cambiato dal decreto legge ad oggi? Il potere di decisione sui taxi torna dalla neonata autorità sui trasporti ai comuni, verrà alzato il numero delle farmacie, è scomparso l’obbligo di preventivo scritto per avvocati e commercialisti, non dovranno più essere retribuiti i primi sei mesi di tirocinio.Ma quali sono e come funzionano le professioni su cui il decreto doveva intervenire? Clicca qui per le nostre infografiche sulle professioni “protette”.

Analisi

Le liberalizzazioni rendono i notai ancora più ricchi

Con le liberalizzazioni dei notai, a dispetto dell’aumento della concorrenza, potrebbe esserci invece il rischio di un innalzamento delle tariffe, in seguito all’eliminazione del massimale fissato per legge. Per questo, in seno all’ordine nazionale, sembra che alcuni consiglieri si siano raccomandati: occhio a diventare troppo esosi nei confronti dei cittadini. Intanto, con la rivalutazione catastale, il governo Monti cerca di eliminare la differenza rispetto al valore di mercato delle case. Una sperequazione introdotta nel 2005 anche per volontà dei notai.  

News

“Noi notai siamo troppo lontani dai clienti”

All’indomani dall’avvio dell’istruttoria da parte dell’Antitrust sul cartello dei notai milanesi, per via di una delibera emessa a fine gennaio che minacciava una non chiara azione di vigilanza sugli scostamenti «macroscopici» rispetto ai ricavi medi della categoria, parla un notaio che esercita sotto la Madonnina. «La qualità e la sicurezza si paga», dice, «ma troppo spesso noi notai non ci sediamo al fianco dei clienti, ma a capotavola». 

 

 

L’Antitrust torna tra noi e avvia un’istruttoria contro i notai milanesi

La notizia è fresca e gustosa: il garante della concorrenza, nella riunone dello scorso 22 maggio, ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti del Consiglio notarile di Milano, con l’accusa di avere instaurato un vero e proprio cartello.

BlogBanana Markets
Antonio Vanuzzo
Infografica

Ma perché è così difficile liberalizzare i taxi?

Nuovi blocchi e proteste dei tassisti dopo il via libera di ieri al decreto sulle liberalizzazioni. Ma come si diventa tassista? Qual è la legge che regolamenta la professione? E perché le licenze sono così poche e tanto costose, con casi di vendita in nero a tariffe attorno ai 300.000 euro? E quanto costa una corsa nelle principali città italiane e all’estero? Tutte le risposte nella nostra infografica, in questa terza puntata del viaggio de Linkiesta tra le piccole caste e le liberalizzazioni impossibili.

Infografica

Gli avvocati: «Liberalizzazioni volute dai poteri forti»

Il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa è stato molto duro nella lettera di fine anno agli avvocati (che qui riportiamo integralmente): «L’avvocatura non si piegherà agli interessi dei poteri forti. Non arretreremo di fronte a nulla e non rinunceremo a nessuna iniziativa, anche estrema, per farci intendere. È intollerabile sentire dichiarazioni di fonti autorevoli ma poco informate, o volutamente cieche, che insistono ancora sulla liberalizzazione delle professioni». Tutti i punti in discussione, i dati sugli avvocati (quanti sono, quanto guadagnano…) e molto altro nella nostra infografica. Quarta puntata del viaggio de Linkiesta nelle liberalizzazioni impossibili.

Il nodo principale dello sviluppo italiano

Il quotidiano di informazione giuridica LeggiOggi ha pubblicato la prima bozza del decreto sviluppo alla quale il ministro Romani stava lavorando da diverse settimane. Le varie proteste del mondo delle imprese e diverse categorie di associazioni sembrano non aver minimamente aiutato a partorire idee ai ministri che hanno stilato queste prime ipotesi di far tornare a crescere l'Italia. Nelle prime pagine sono contenute le liberalizzazioni che venivano richiesta da più parti; ma non abolire le tariffe minime degli ordini di avvocati, ingegneri ed architetti. A scontare meno burocrazia saranno le imprese nel settore estetico, e quelle che producono gas idrogenati. 

BlogIl picchio parlante
Francesco Formisano
Analisi

I tassisti difendono le licenze: «garantiscono gli utenti»

Slitta ancora la liberalizzazione delle licenze per le auto bianche italiane. Un emendamento esclude la categoria dalle attività economiche interessate. Tutto rinviato per ora. «La licenza è una forma di garanzia nei confronti dell’utenza – dice Giovanni Maggioli, del sindacato Unica Filt-Cgil – ed è provato che dove è stato liberalizzato le tariffe si sono inesorabilmente alzate». Ma come funziona il mercato delle licenze e quanto guadagnano gli autisti dei quasi 30 mila taxi italiani? 

 

Uber fornisce autisti personali a chiunque e in qualsiasi momento

L’app venuta dall’America che agita i taxi italiani

Dopo l’arrivo a Milano conducenti Ncc e tassisti sono sul piede di guerra. Lo slogan: «Uber go home»

News

Decreto liberalizzazioni di Monti, ecco il pdf

Dall’articolo 1, «Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese», all’articolo 44, «Misure in favore della concorrenza nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio», ecco la bozza del decreto che domani verrà discusso in consiglio dei ministri. Dalle professioni alle reti energetiche, dagli orari dei negozi al trasporto locale, ecco cosa prevede  il governo Monti per le liberalizzazioni. Scarica il testo integrale in pdf.

Intervista

“Per ridurre gli avvocati la soluzione è il numero chiuso”

La proposta (ancora allo stato di bozza) di intervenire sul numero degli avvocati in Italia attraverso una riforma del corso di studi non convince tutti. L’intenzione è buona, perché il problema è sentito: gli avvocati sono troppi, poco preparati e spesso l’avvocatura, come ha detto il ministro della giustizia Paola Severino, è una scelta di ripiego. Ma secondo Laura Salvaneschi, avvocato e professoressa di Procedura Civile alla Statale di Milano, allo stato attuale delle cose, non sarebbe risolutivo.

Piccoli assicuratori per le liberalizzazioni, contro l'oligopolio delle grandi compagnie

In Italia la categoria degli assicuratori non gode di particolari simpatie da parte degli assicurati. L’elevata quantità di truffe ai danni delle compagnie assicurative può solo in parte spiegare tariffe RC auto così esose, ma non può interamente giustificare prezzi come non se ne vedono nel resto d’Europa. In linea con il lobbying all’italiana, le grandi compagnie assicurative costituiscono un gruppo di pressione saldamente organizzato e con importanti privilegi da difendere. Come accade per notai, tassisti o farmacisti, i grandi assicuratori osteggiano la liberalizzazione del settore, che equivarrebbe per loro a rinunciare a una comoda condizione di oligopolio.

BlogMercato e Libertà
Mercato e Libertà
Editoriale

Monti tiri dritto, dopo i taxi pensi all’Eni

I taxisti fermano il servizio, il governo invece non deve fermare il piano di liberalizzazioni. Ma ben più dei taxi - che fanno pressione in modo rumoroso ed evidente - deve preoccuparci l’azione dei lobbysti di stato delle reti (come l’Eni), e delle caste che godono di grandi rendite, come quelle dei notai o, perchè no, dei giornalisti. È lì che si annidano ampi margini di crescita: ed è lì che si misurerà il coraggio liberale del governo Monti. Che non si deve fermare ai taxi ma, anzi, mettere in agenda la rimozione dei veri privilegi che, come ha detto Catricalà, per il momento “non sono all’ordine del giorno”. 

Le liberalizzazioni tradite. Un articolo de lavoce.info

Il servizio che pubblichiamo è comparso sulla Voce.info. L'autore usa toni morbidi ma se si guarda la sostanza si tratta di un vero e proprio tradimento della tanto annunciata campagna di liberalizzazioni. Certo, non saranno questi provvedimenti a promuovere la crescita.

COSA RESTA E COSA CAMBIA

BlogAccadde Domani
Bruno Perini

Professioni socialiste

Esistevano, un tempo, le beneamate professioni liberali: medici, avvocati, notai, ingegneri, solo per citare le più note e le più risalenti.

Non temano i nostri lettori: non è che oggi non esistano più, anzi: sono al punto diffuse ed estese nei ranghi, che oggi è più difficile trovare un idraulico che non un avvocato. Quello che a noi pare non più aggiornato è continuare ad appellare queste professioni con l’aggettivo liberale.

BlogLa pelle di zigrino
Andrea Bitetto
Analisi

La pagella di Monti: il rigore c’è, manca la crescita

In poco più di un anno, il governo Monti ha presentato molte importanti misure economiche. Dal decreto Salva Italia all’Agenda Digitale e le misure per le Start-up. Ma, dopo Monti quali saranno gli scenari per le elezioni del 2013? Nessuno potrà prescindere dalla sua agenda. 

Opinione

Caro Monti, come salvare l’Italia in cinque mosse

Nell’immediato non esiste alcun rischio di default. Ma lo stato italiano sta esaurendo una merce molto più preziosa: la credibilità. Come può essere recuperata? Cinque ricette, fra riforme e privatizzazioni, suggerite all’esecutivo che verrà da Michele Boldrin: i funzionari ministeriali guadagnino come gli insegnanti; in pensione a 70 anni; privatizare tutto il privatizzabile (dall’Enel alla Rai); contratto di lavoro unico; cancellare il “mostro” federalismo. 

Il braccio di ferro con i tassisti è inutile: meglio lasciar perdere

Ho un dubbio: vale la pena fare questo braccio di ferro con i tassisti? Oggi a Roma non circolano e la città sembra persino più ordinata. I mezzi pubblici funzionano, il traffico è scorrevole. Non è certo colpa loro se c’è casino nelle città ma resta il fatto che il loro improvviso sciopero (ma non sono tenuti a dare un preavviso visto che volgono un servizio pubblico?) ha dissuaso molti a andare in centro e tutto sembra più normale. Tuttavia è facile prevedere che il clima si surriscalderà.

BlogMambo
Peppino Caldarola
Racconto

Dall’Unità a oggi, 150 anni di evasione e tasse elevate

«La corda della pazienza per le tasse e relative molestie è arcitesa; ci vuole più poco a strapparla del tutto» diceva il ministro Quintino Sella nel 1870. Da allora non è cambiato granché, nemmeno dal punto di vista dell’evasione fiscale: nel 1878 pagano le tasse soltanto il 72% dei notai, il 43% degli avvocati, il 40% dei medici e il 20% degli ingegneri. Un problema che ancora oggi non è stato risolto.