Cerca nell'archivio

Format: 2013-06-19
Format: 2013-06-19
News

Le studentesse americane hanno chi paga gli studi. Non è papi, ma lo sugar daddy

Negli States la crisi morde, anche per gli studenti universitari: devono cercarsi un lavoro per raggranellare qualche soldo. Ma per alcuni le cose sono più facili: li aiutano i sugar daddies, uomini generosi che fanno regali, in cambio di compagnia e sesso. Somiglia alla prostituzione, ma almeno rispetta le pari opportunità.

Presidenziali americane: valutazioni di prospettiva

Barack Obama è stato confermato alla guida degli Stati Uniti per il suo secondo mandato. Ormai lo sappiamo tutti. Ma al di là di questo fondamentale responso, queste elezioni presidenziali, accompagnate come di consueto da una importante tornata di rinnovo dei due rami del Congresso e dalla selezione di alcuni governatori, possono essere analizzate anche in una prospettiva storica, per capire qualcosa di più delle evoluzioni di una macchina complessa come quella del sistema politico e istituzionale degli USA.

BlogA mente fredda
Andrea Mariuzzo
News

Nella classifica delle università, l’Italia è fuori dai cento

Il ranking di Shanghai considera poco i nostri atenei e premia quelle americane. Del resto gli Stati Uniti destinano oltre il 3% del Pil all’istruzione contro il nostro 0,88%. Ma non tutte le graduatorie sono uguali. La rivista Forbes considera la Bocconi la quarta tra le business school al di fuori degli Usa, tra i migliori programmi di Master in Business administration.

Lettura

“Ora basta importare teoria economica made in Usa”

Sull'onda del dibattito aperto dalla lettera in cui Guido Roberto Vitale chiede agli eredi della scuola di Chicago di ammettere errori di valutazione sul funzionamento del mercato, interviene l'economista Franco Mosconi, con un editoriale su Il Corriere di Bologna. «Un tempo - scrive- c'era l'orgoglio dettato dall’appartenenza a una tradizione culturale importante, dalla forte impronta umanistica e che tanto aveva contribuito all’edificazione dell’Europa unita. [...] Cammin facendo è subentrata la tendenza a piegarsi alle mode altrui, importando a scatola chiusa dal mondo anglosassone (in primis, dagli Stati Uniti) teorie economiche all’apparenza perfette. Questo sia nell'accademia sia nella business community: abbiamo visto com’è andata a finire». Come "scelto per voi" pubblichiamo il suo editoriale. 

Liceo sportivo, ma con Del Piero, Minà e Calvino

Il mio liceo condivideva la palestra con altri quattro istituti. Le ore di ginnastica erano collettive, ma non comunitarie: tre classi per volta, ognuna per conto proprio. Ci costruirono un altro liceo con un'altra palestra, e in quarta ci trasferirono nella nuova sede. Le strutture sportive non erano ancora agibili, così in pullman raggiungevamo la vecchia palestra. Quando s’inaugurò la nuova, ero già all’università. Sarà forse per questo che non mi scandalizza il Liceo sportivo annunciato dal Ministro Profumo. Mi pare un’idea sensata, se accompagnata dal miglioramento delle attrezzature sportive delle scuole italiane.

BlogCAMBRONNE
Paride Broggi

Università 2.0: tra universalismo e competizione

Oggi possiamo dire di essere in una seconda importante fase di democratizzazione dell’istruzione superiore, in un secondo ‘68: grazie alle possibilità date dalle nuove tecnologie online le università (americane) si aprono definitivamente al mondo.

EdX: un progetto per cambiare modelli didattici
“Do You Want to Change the Future of Education?”: a chiederlo sono niente di meno che tre delle più potenti e prestigiose università americane, Mit, Harvard e Berkeley attraverso la nuova piattaforma online EdX, dedicata alla formazione online, in cui queste grandi istituzioni universitarie offrono corsi di formazione di alta qualità gratuiti a migliaia di studenti di tutto il mondo.

BlogThink it out
Linda Finardi

Università in tasca: e se studiassimo su internet?

Me lo domando spesso. Quando vago per i corridoi immensi della mia università un quesito spinoso si insinua nel mio cervello: ha senso svegliarsi presto al mattino, correre puntuale in aula, sedersi in un posticino qualunque ed iniziare a prendere appunti? Ha senso che io utilizzi il mio tempo prezioso barcamenandomi tra aule, laboratori e ricevimento docenti? In un mondo sempre più connesso e globalizzato, dove la disponibilità delle informazioni è a portata di click, ha senso subire passivamente una lezione frontale, quando potrei starmene a casa, studiando comodamente il libro di testo e sostenere l’esame? Proviamo a riflettere insieme.

BlogKaleidoscopio
Gerardo Magaldi

Intervista a Maurizio Galluzzo, IUAV, su OTL online teaching and learning

Maurizio Galluzzo insegna allo IUAV di Venezia. Si occupa di informatica e nuove tecnologie digitali nel campo della progettazione, della comunicazione e del marketing. Collabora con Confindustriale ed è autore di numerose pubblicazioni nel campo del software e delle nuove tecnologie integrate.
 

Il 2012 è stato l’anno del lancio di piattaforme online in cui le migliori università americane come Harvard, MIT, Stanford, Princenton, Caltech e tante altre offrono corsi gratuiti a studenti di tutto il mondo su modello MOOC. Coursera, Udacity e l’ultimissima EdX vengono vendute come progetti formativi innovativi orientati alla democratizzazione dell’istruzione superiore. Cosa ne pensa?

BlogThink it out
Linda Finardi

Il presidente Usa visiterà Israele, Palestina e Giordania

Obama, il viaggio che divide il Medio Oriente

Rivolte arabe, crisi siriana, corsa iraniana all’arma nucleare: Israele resta alleato indispensabile

Da Womenomics a #FacciamociAvanti. Ambizione femminile in evoluzione

Uscito nelle librerie americane una settimana fa ma già oggetto di ampio dibattito, “Lean In” (In italiano: Facciamoci Avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire) è già diventato non solo un best seller ma il benchmark del dibattito su leadership femminile e gender gap negli Stati Uniti. Scritto da Sheryl Sandberg, ora direttrice operativa di Facebook e anteriormente vicepresidente di Google, “Lean In” si rivolge alle donne che vogliono una carriera brillante e una vita famigliare soddisfacente, spiegando cosa dobbiamo (e possiamo) cambiare per arrivare, finalmente, ad “avere tutto”.

BlogLittle Light Lab
Lucina Di Meco
Intervista

“Ce l'ho fatta ad arrivare a Harvard, ecco come”

Giuseppe Mazziotti è uno degli unici due italiani selezionati nel 2011 per una “fellowship” al Berkman Center for Internet and Society dell’università di Harvard. Partito dall’Italia, ha insegnato a Copenhagen, fatto ricerca a New York e ora approda in «una comunità di professori e ricercatori probabilmente senza confronti nel resto del mondo». Studia diritti digital e la sua ricerca riguarderà le cause europee subite da Google per violazione del copyright.

Antibiotici in recessione resistenza batterica in crescita

«Se mai vi dovesse capitare di incontrare un alieno, state attenti: potreste essere contagiati da un virus contro il quale non possedete alcun anticorpo». Così affermava Stephen Hawking a proposito di incontri ravvicinati con extraterrestri.

Già, perchè a furia di pensare agli alieni come ad uno specchio antropomorfo, non pensiamo che invece potrebbero presentarsi anche sottoforma di micidiali batteri contro i quali neanche il più potente antibiotico avrebbe la meglio.

BlogLa salute del serpente
Massimilla Manetti Ricci

LA NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

     La notte prima degli esami, per Antonello Venditti, era una "notte di pizze fredde e di calzoni... una notte di lacrime e preghiere", in cui il protagonista cercava di convincere l'esitante Claudia a "dargliela" spiegandole che "non ti posso fare male, se l'amore è amore".

     La notte prima degli esami, per il preside del College di Charleston, South Carolina, George Benson, era una notte di "poker, biliardino e birra" (il preside Benson, interpellato da Associated Press, non spiega se in quelle ore pre-esami fosse compresa anche l'attività di convincimento delle Claudie locali).

BlogDiario americano
Roberto Festa
Analisi

E la Francia dà 22 miliardi alle scuole migliori

Un investimento di portata storica, del governo Sarkozy sull’università e la ricerca trasformerà gli atenei francesi in campus che contengono poli di ricerca, aziende, agenzie per lo sviluppo, reti digitali, laboratori, e in alcuni casi anche ospedali e cliniche specializzate. Dove hanno trovato i soldi? Emettendo titoli pubblici.

Analisi

Usa, boom delle monete locali con cui non si specula

Negli Usa si diffondono sempre di più nuove monete locali. Lo scopo è creare un mezzo di scambio alternativo al dollaro con cui fornire accesso al credito e promuovere lo sviluppo sociale. Ma qual è la storia della moneta? Perché vengono create monete alternative? Dalla sua nascita alla fine della convertibilità oro-dollaro, un viaggio nella storia del denaro, di cui Keynes ha detto: «Ha importanza solo per quello che può procurare».

Il paragone calzante con la rielezione di Napolitano e la lotta nel Pd e Pdl

Pensionare i baroni, storie istruttive di atenei Usa

Le storture che impediscono alle università americane di mandare i professoroni in pensione

News

Frequentare Mit e Harvard da casa e gratis? Yes, you can

La rivoluzione dell'online education parte dai due istituti del Massachussets, che hanno annunciato la nascita di "EdX", progetto no-profit che offrirà corsi gratuiti via internet a partire dal prossimo autunno. I frequentanti potranno anche sostenere l'esame finale ed ottenere un attestato, ma non avranno crediti formativi.

Racconto

E al concorso del San Raffaele vince un altro figlio di papà

All'università San Raffaele di Milano, a vincere un posto per ricercatore a tempo indeterminato è stato il candidato con impact factor pari a zero ma figlio del direttore generale del Policlinico di Tor Vergata a Roma. E il Tar ha annullato il concorso. Ora si aspetta che l'ateneo rivaluti i curricula. 

Reportage

Il vaticino dell’oracolo d’America: vincerà Obama, ma per poco

L’oracolo delle elezioni americane esiste, ed è Vigo, una contea dell’Indiana: da 120 anni chi esce vincente da Vigo, per una strana magia, governa gli Stati Uniti. Ci azzeccano sempre. E stavolta? Tutto è incerto, ma sembra che vincerà, per un soffio, Obama. Anche se molti non hanno ancora deciso.

Analisi

Armstrong confessa. Ma sul sistema doping non dice una parola

Armostrong vuota il sacco dalla Winfrey? Non proprio: ha ammesso di essersi di dopato, e ha aggiunto di aver fatto tutto da solo. La storia finisce qui? Sembra di no. Restano i dubbi (come mai nessuno se ne è accorto prima?) le contese legali con gli sponsor e i giornali. E nessuno, almeno in Italia, che chieda scusa.