Analisi

Quanta fatica a vestirsi d’azzurro, per i tanti Balotelli d’Italia

Andrea Ballone

Magari ci sono piccoli Balotelli sparsi per i campetti italiani, che rischiano di non diventare mai

Mario Balotelli

Una rovesciata plastica di quelle che non si vedevano dai tempi di Carletto Parola. Con il gesto atletico che tutti i bambini hanno provato almeno una volta nella vita a fare nel loro cortile, Mario Balotelli ha regalato il passaggio di turno all'Italia contro l'Irlanda ai campionati europei. Ma tanti piccoli Balotelli sparsi per i campetti italiani rischiano di non diventare mai calciatori da grandi.

In Italia tesserare un ragazzino extracomunitario, anche nato in un ospedale dello stivale, per una società sportiva è una delle imprese più ardue. Se per un bambino italiano basta la dichiarazione dei genitori, per gli stranieri la situazione è un po' più complicata. Il genitore extracomunitario che si reca nella sede della più vicina società sportiva per far giocare il proprio figlio si vede consegnare due fogli pieni di documenti da produrre. Anche se il figlio è nato in Italia e ha già giocato a calcio. L'iter deve essere infatti rifatto ogni anno.

La richiesta prevede: dichiarazione del calciatore su eventuali tesseramenti all'estero, iscrizione scolastica, prova di nascita e cittadinanza del calciatore (si intende certificato di nascita rilasciato dal comune di residenza se nato in italia o documento equivalente che ne comprovi la nascita). Inoltre bisogna consegnare il documento identificativo del calciatore, quello dei genitori, la residenza e lo stato di famiglia e la prova di soggiorno in italia del ragazzo e dei genitori (si tratta del permesso di soggiorno). Tutto questo vale per bambini nati all'estero ma anche nati in italia da genitori non europei. Il tutto va mandato a Roma alla Lega Calcio, invece che alla sede provinciale come per gli italiani, e dev'essere fatto ogni anno, anche se il bambino non cambia squadra.

Il tempo richiesto in media è di un mese, ma spesso si arriva anche a tre (circa un terzo della stagione sportiva) perchè i documenti nei Paesi di origine sono difficili da reperire. «Dal punto di vista educativo e sociale questo spesso comporta disaffezione da parte del ragazzo - spiega Claudio Sacchi, dirigente della Provigevano - che si allena con i compagni ma non può giocare in gare ufficiali magari per tre mesi e anche da parte dei genitori che spesso spazientiti lo tolgono dalla squadra. Senza contare le grandi difficoltà che abbiamo noi dirigenti, quasi sempre volontari, che ogni stagione dobbiamo perdere tempo alla ricerca dei documenti. Nella passata stagione siamo riusciti a far debuttare in prima squadra uno di questi ragazzi, che però per tutto il settore giovanile ha perso almeno un mese di gioco all'anno». A fare le spese di questa situazione dunque è il ragazzino, che si trova per mesi ad allenarsi sui campetti di calcio, ma alla domenica non può vestire la maglia della squadra del proprio paese assieme ai suoi amici.

Il regolamento è imposto dalla Fifa, dal momento che l'Italia è un Paese in cui non si ha la cittadinanza per tutti coloro che vi nascono. Le complicazioni arrivano però anche dall'Italia, al punto che sulla questione dei tesseramenti dei calciatori extracomunitari è stata addirittura presentata un'ordinanza parlamentare da parte di Sabina Rossa il 6 giugno di quest'anno, proprio due giorni prima dell'inizio degli europei che hanno visto protagonista Mario Balotelli. Il regolamento Fifa - si legge nell'interrogazione - su "Status e trasferimenti di calciatori da Paesi extracomunitari", stabilisce che «il primo tesseramento di un minore straniero possa essere effettuato solo se il ragazzo è arrivato nel Paese di destinazione con i genitori e per motivi indipendenti dal calcio». Tale norma, nata per contrastare la tratta dei giovani calciatori, di fatto discrimina tanti bambini per i quali lo sport potrebbe essere uno strumento di inserimento sociale.

Il casus belli in questo caso è quello della società sportiva Nuova Oregina di Genova. Nel maggio 2011 si è vista revocare il tesserino di un minore nordafricano che aveva giocato per tutta la stagione. Nel novembre dello stesso anno la Figc ha rifiutato il tesseramento di un ragazzo ghanese di 14 anni in affidamento ai servizi sociali perchè nella condizione di “rifiugiato”. Al momento l'interrogazione non ha avuto ancora risposta, ma una cosa è certa: tanti bambini stranieri nati in Italia in questo Europeo avranno tifato per i colori azzurri, ma anche per il giovane ragazzo italiano, con origini ghanesi, che forse con i suoi gol riuscirà a rendere la vita più facile a tanti ragazzini con genitori stranieri nati nel nostro Paese. E che su un campo di periferia rincorrono una palla, ma soprattutto un sogno.

 

Comments

stefano's picture
Inviato da: stefano
2 July 2012 - 10:16

Se Balotelli si chiama così deve essere stato adottato,non si prende il cognome con il solo affidamento.La retorica multiculturalista e politicamente corretta,lo ha sempre usato per i suoi fini.Anche per dare la cittadinanza ai nati in Italia.Ma una cosa è crescere in un ambiente culturale italiano,ospedale prima,famiglia poi,come Balotelli,tutta un'altra crescere in una famiglia islamica.Secondo tutte le inchieste fatte,cittadini europei,anche di terza generazione,se islamici,si sentono,in gran parte,prima parte dell'umma,poi eventualmente,inglesi,francesi ecc.Quando non professano odio per il paese di cui sono cittadini.Nessuna sorpresa che un Ozil non canti l'inno.Erdogan sostiene che chiedere ai turchi tedeschi di integrarsi sia un attentato ai diritti dell'uomo!Viva quindi il multiculturalismo,con i suoi ghetti e la disgregazione delle società europee.Dire poi che faccia grande una nazionale è una cazzata che non avrebbe bisogno di commenti.

k.'s picture
Inviato da: k.
29 June 2012 - 13:36

No, balotelli stato adottato ed è diventato italiano a 18 anni, prima era ghanese e in affido

k.'s picture
Inviato da: k.
29 June 2012 - 13:36

No, balotelli stato adottato ed è diventato italiano a 18 anni, prima era ghanese e in affido

Palatinus's picture
Inviato da: Palatinus
29 June 2012 - 09:12

Piuttosto bisogna ringraziare Low per aver regalato il primo tempo all'Italia con una formazione del tutto inadeguata. Altro che Balotelli e multiculturalismo. Io non capisco come ai tedeschi stia bene che Khedira, Ozil, Podolski e Boateng (il quale tra l'altro ha madre bianca tedesca) non cantino l'inno.

E lo stesso avviene in squadre come Francia e Paesi Bassi.

Gli unici non bianchi che cantano l'inno nazionale sono i neri inglesi o britannici.

Infine una nota sulla Francia. Guardate che la Francia non ha vinto il mondiale 1998 ed euro 2000 perchè multiculturale o multietnica. Basta guardare il mondiale 2002 dove Zidane era infortunato e la mandria francese è stata eliminata al girone di qualificazione come ultima. Mentre nel 2006, con Zidane in campo, la Francia è giunta in finale battengo Brasile, Spagna e Portogallo. Questo per dire, che è stato il singolo talento a far la differenza, non la multietnicità.

Inoltre attualmente la squadra più forte al mondo è la Spagna, che di multiculturale in campo non ha nulla, in quanto sono tutti europei. Anche nel 2008 (c'era solo Senna non spagnolo) e nel 2010 erano tutti omogenei.

Anonimo's picture
Inviato da: Anonimo
30 June 2012 - 10:47

Ma diciamo pure STICAZZI??? Ma lei ha compreso il senso dell'articolo? è stato un pò strumentalizzato il fatto che Ballotelli sia straniero, ma non ci importa assolutamente nulla. L'articolo riguardava più la difficoltà che incontrano i giovani stranieri che devono iscriversi alle scuole calcio (ottimo mezzo di integrazione) che la multietnicità che eventualmente fa grande una nazionale. Ma lei crede che tutti gli italiani conoscano l'inno? Ma lo sa che ci sono extracomunitari teste di cavolo e tanti altri contentissimi di come l'Italia li abbia accolti? Che poi imparino o meno l'inno è cosa da poco, l'importante è che vogliano bene all'Italia paghino le tasse e siano onesti. Gli extracomunitari che fanno le scuole in Italia...se frequentano buone scuole, sono italiani quanto me. In tante zone d'Italia invece ci sono persone che non si sentono Italiane ma si sentono Siciliane, piemontesi e Calabresi.... beh! Quelle contribuiscono a buchi di bilancio niente male e accentuano il fatto che tanti ci comportiamo da sudditi e non cittadini italiani.

SaraMago's picture
Inviato da: SaraMago
29 June 2012 - 00:47

ballotelli non è extracomunitario, è Italiano a tutti gli effetti in quanto adottato da una famiglia italiana. quest'articolo è il trionfo della banalità e della stereotipizzazione.

Alessandro's picture
Inviato da: Alessandro
29 June 2012 - 09:51

Balotelli non è mai stato legalmente adottato, ed è quindi diventato italiano a 18 anni.
Tanto per dire del trionfo della banalità dei commentatori.

Roberto Orsi's picture
Inviato da: Roberto Orsi
28 June 2012 - 20:11

È interessante notare come lo sport sia stato arruolato, ormai da molti anni, come la grancassa del multiculturalismo. Lo sport d'altra parte si è sempre prestato alla manipolazione politica. Ho spesso avuto l'impressione che lo sport sia uno dei pochissimi modi per alcune minoranze di creare un certo livello di legittimazione ed accettazione sociale. Particolarmente per il calcio in Europa (eclatante il caso francese). Ma poi uno legge la stampa tedesca e scopre che Özil e gli altri "nuovi tedeschi" non si sognano nemmeno di cantare l'inno nazionale insieme a tutti gli altri. Muti come pesci. Qualche conto non torna...

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