Va a sentenza il processo Mills a carico dell'ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, dove l'accusa è di corruzione in atti giudiziari. I giudici della corte d'appello di Milano hanno bocciato questa mattina la tesi sostenuta dagli avvocati difensori del Cavaliere, cioè che il collegio avrebbe «anticipato il giudizio in tema di prescrizione» e avrebbe condotto un'istruttoria dibattimentale «a senso unico», consentendo l'audizione dei soli testimoni indicati dall'accusa, e tagliando invece quelli chiesti dalla difesa. Niente da fare. Sabato si avrà la sentenza. Ma Berlusconi pareva averlo già capito lunedì sera a villa Gernetto che tirava una brutta aria. Perché più del risultato delle prossime elezioni amministrative, più del nuovo inno del Popolo della Libertà, più di quello che sarà il futuro del governo Monti nel 2013, all’ex premier interessano i processi ancora in corso al palazzo di Giustizia di Milano. Lo avrebbe confessato lui stesso a i suoi, lunedì sera, durante l’incontro con gli amministratori locali del Pdl e lo stato maggiore del partito, dal segretario Angelino Alfano fino al capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto.

Durante la cena, allietata dagli amici musicisti, il Cavaliere avrebbe parlato a lungo delle sue giornate al palazzaccio. Una questione che lo turba da anni, ma che negli ultimi mesi data la mole di appuntamenti sarebbe diventata oltremodo «insopportabile». Non tanto per i processi, quando per il trattamento che i giudici gli riservano durante le udienze. Berlusconi si sarebbe lamentato a lungo con i suoi: «Quando arrivo in aula i magistrati non mi guardano neanche in faccia», avrebbe spiegato. Non solo. Avrebbe anche detto di essere particolarmente «amareggiato» dal fatto che i pm non pronunciano neppure il suo nome quando viene chiamato «Dicono solo ‘l’imputato’».

Del resto, Berlusconi dovrà soggiornare ancora a lungo al palazzo di Giustizia. L’ultimo rinvio a giudizio è sulla vicenda Unipol-Fassino-Il Giornale, ma c’è pure il processo Ruby e appunto quello Mills, la cui sentenza era prevista l’11 febbraio ma è slittata. Poi il processo Mediaset, che andrà in udienza il 5 marzo: la prescrizione è prevista tra la fine del 2013 e il 2014. Insomma, se prima il Cavaliere era solito accusare i giudici di essere politicizzati e di tramare contro di lui, quello andato in onda a villa Gernetto sembra un Berlusconi alla ricerca almeno di uno «sguardo» da parte dei magistrati. Difficile che Fabio De Pasquale o Ilda Boccassini possano venirgli incontro. 

COMMENTI /

Ritratto di niko
Mer, 22/02/2012 - 16:16
niko
sentenza già scritta
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Ritratto di Paolo
Gio, 23/02/2012 - 09:26
Paolo
"Non dicono nemmeno il mio nome" E allora???? Se sei imputato sei imputato.
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Portineria Milano
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