Il ritorno di Silvio ci intristisce, ma soprattutto ci annoia
Se Prodi veniva raffigurato da Guzzanti come un Semaforo, fermo, immobile, qui siamo nei pressi del
Silvio Berlusconi (Afp)
Quanta gente sarà morta dal ’94 a oggi, quanti elettori ci saremo persi per strada, quante anime sventurate non avranno più la gioia rinnovata d’inerpicarsi per quella mulattiera polverosa dell’Eterno Ritorno alla cui cima Coppi ritroverebbero la spiritualità dimenticata del santuario berlusconiano?
Perdonerete l’immagine ciclo-clericale, ma non siamo riusciti a sottrarci (noi e il nostro povero cuore) a quel cicinin d’emozione immediata per una notizia che ci siamo coltivati unicamente come purissima e forse illusoria speranza, da feticisti autentici (e della primissima ora), e che invece in queste ore si concretizzerebbe come ipotesi verosimile e peraltro non smentita dall’interessato. Il quale, viaggiando ormai sui 76 anni e avendo un cazzo da fare nemmeno a casa, ha pensato utile per sé e per il Paese di riproporsi come la sentinella più ortodossa dell’immarcescibile, dell’immutabile elevato a sistema.
Se Prodi, nella felice trasposizione guzzantiana, era il Semaforo, fermo, immobile, avvitato su se stesso, qui siamo nei pressi del Nuraghe, quella dimora fortificata e secolare che in qualche modo ti riporta al calore familiare e ti fa sentire anche più protetto.
Sarebbe irrispettoso - e persino un po’ ingenuo - muovere le proprie reazioni sull’onda di un banale: non ci posso credere. E neppure pensare che la terza età - che per definizione chiamiamo vecchiaia - abbia come contropartita della vita l’inevitabile ritiro ai giardinetti in compagnia di un simpatico cagnetto, regalo dei nipotini. Letti appena un paio di pezzi di quei mille che il professor Veronesi quotidianamente scrive per i giornali, in cui ci racconta che la mente umana raggiunge ormai il suo apice intellettuale intorno ai 124 anni, anche il più rincoglionito dei vegliardi si convincerebbe che la vita è adesso e va mangiata al volo. Dunque, perché Berlusconi no, che quando si voterà ne avrà solo 77?
Capiamo, peraltro, il suo stato d’animo, ora che è anche ossessionato dal diventar povero: se affida il partito all’Angelino senza quid alle urne prende il cinque per cento e l’indomani (lui pensa così) quei maledetti giudici gli spappolano le aziende (che non vanno benissimo di loro) e magari una bella mattina gli si presentano anche sull’uscio di casa. Come scrive il direttore della Stampa, Mario Calabresi, l’obiettivo sembra chiaro: «…essere ancora presente in Parlamento con una forza politica di almeno il 15 per cento che lo garantisca e gli permetta di essere azionista di un eventuale futuro governo di coalizione. Una sorta di assicurazione sulla vecchiaia».
Resterebbe da capire cosa ne viene a noi elettori, a noi appassionati di lui (lo siamo da sempre, sotto il profilo scientifico), cosa ne può venire al Paese, cosa alla modernità e cosa - soprattutto - a quell’elemento umano ma molto politico che scuote le società in via di evoluzione e cioè la speranza del cambiamento. Rispondere poco o niente sarebbe semplice e sin troppo riduttivo, e in fondo la dittatura del voto, con i suoi nudi risultati, potrebbe anche affossare qualsiasi visione filosofica della vicenda. E restituire l’Eterno Ritorno alla gloria nazionale e alla Storia con la S maiuscola.
Noi qui, invece, si cerca di identificare un altro aspetto di questa storia infinita e ripetuta, che forse è anche il più terribile: la noia. La noia come lato distruttivo delle nostre identità, come tomba d’ogni sollecitazione nervosa, la noia come punizione dolorosa per chi ha molto peccato, la noia come ispirazione politico-criminale di un disegno che non ha mai fine, la noia di rivedere sempre quelli, la noia di aver già visto tutto, sapendo che non si potrà vedere altro che quello. La noia che in linea di principio ci saremmo anche meritati (o ci saremo anche meritati?), ma che alla fine uno spera finisca, una volta per tutte.
E invece no: due palle.

Comments
nel 2013 potrò votare per la prima volta e pensare che ci sarà ancora Berlusconi, Fini, Bindi ,Veltroni d'Alema .... e sopratutto sapere che verranno ancora eletti !!( povera Italia , gli italiani sono la tua rovina )
sono pronto a scommettere che dietro megadream si cela la santanchè
Gufo,
hai ragione ma non riguardo alle posizioni. Secondo me dietro di lei ci sono in 100.
Ci annoia e ci deprime
«Sono in uno stato depressivo spirituale mai fino a ora avvertito. Mi sforzo invano sotto questa malinconia e credetemi, quando Vi dico che malgrado il miglioramento della mia condizione mi vedo sempre miserabile. Consolatemi Voi che lo potete e abbiate di me pietà perché io soffro in questa depressione di spirito che se prolungata, mi rovinerà…»
Sarò bastardo, sarò fetente, ma purtroppo la conclusione è questa: l'unica cosa che può evitare che lui, Silvio, continui a tormentare l'Italia è che tiri le cuoia.
Non glielo sto augurando, si badi bene,ma purtroppo non c'è altra soluzione, a quanto pare.
Quando ho letto della candidatura a premier di SB ho provato vera nausea.Io,ex centro-destra dal 1994,provo ormai fastidio e ribrezzo nel dover leggere nuovamente le fantasie a dir poco vergognose di una persona cosi' preoccupata dei suoi affari,di se stesso e non del Paese,da aver il coraggio di presentarsi nuovamente dopo tutto quello che e' successo.
Fatemi dire un'ultima cosa: Se veramente avesse lavorato un solo giorno nella sua vita come ogni comune mortale forse,oggi,proverebbe il desiderio di ritirarsi a godersi gli ultimi anni della sua vita.....si fiduciosi che lo sforzo di stomaco sia veramente l'ultimo.....
Saluti.
Chili di ironia e malcelata inquietudine affollano i blog e le testate liberal - progressiste da quando Silvio ha annunciato il suo ritorno. Ma qual'è il problema? Basta non votarlo.
E se vincerà di nuovo inutile rosicare: per ora siamo ancora in democrazia e decide la maggioranza (e non chi strepita di più).
megadream: spero vivamente che il tuo fosse uno scherzo. Sennò per le tue sinapsi cerebrali non c'è più nulla da fare.
Mi sto veramente rompendo le scatole di ricordare chi sia il responsabile dei guai in cui ci troviamo. E no, non è Mario Monti.
E' tenerissimo. Sembra un cucciolo. Dorme come un angioletto. Deve essere reduce da un vertice a Palazzo Grazioli. Facciamo piano quando dobbiamo scrivere e postare i commenti. Svegliarlo sarebbe davvero un peccato.
92 minuti di applausi.
Detto questo, basta non votarlo.
michele fusco sei un fallito, povero sinistroide!!! avete pauraaaaaaaaaaaaaaaaaa
vai silviooooooooooooooo
Nel 2012, dopo tutto quello che questo signore (non) ha fatto ci sono ancora dei poveretti come megadream che ritengono che i "sinistroidi", che sarebbero tutti quelli che non la pensano come lui, abbiano paura di questo anziano miliardario narciso. A volte penso proprio che ce la meritiamo la crisi.
Luigi
non condivido l'uso del turpiloquio dell'autore, però credimi, falliti siete voi berlusconiani, aggrappati a un mito che - purtroppo per voi - invecchia, perde colpi, mostra tutte le sue debolezze. chissà se un giorno, guardandovi allo specchio, capirete che cantonata avete preso. e questa non è una cosa di sinistra o di destra: credimi, la destra è un'altra cosa, e Berlusconi sta alla destra come il mio piede a banana sta a Messi.
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