Bitcoin, luci e ombre della moneta virtuale peer-to-peer che vorrebbe farci dimenticare l’euro
Anonimato (e relativa non tracciabilità), indipendenza del sistema monetario da un’autorità bancaria centrale (grazie a un network peer-to-peer) e garanzia nelle transizioni grazie a una verifica criptografica da parte degli operatori (che rende le transazioni monetarie irreversibili). Sono alcune delle caratteristiche della nuova moneta elettronica: i Bitcoin.
: bitcoin
argomenti: Economia


Comments
BitCoin? Quel Bitcoin che non ha un servizio di back-up e disaster recovery?
La questione della non tracciabilità come possibile fonte di reati di evasione o riciclaggio per me è più una teoria da verificare che un dato di fatto. Il vero problema che si cela dietro la moneta digitale è l'indipendenza da un'autorità centrale che previene almeno in linea di principio certe manovre monetarie che da decenni gli stati fanno con le loro monete, non dimentichiamoci che la Cina manovrando sul rapprto di cambio tra moneta nazionale e altre monete ha dato una grossa mano all'export delle sue aziende. Se non avesse potuto controllare i parametri monetari oggi la situazione mondiale sarebbe differente. Io direi che il vero spauracchio degli stati è la perdita di un'arma(con le monete si possono fare guerre non meno cuente di quelle fatte coi cannoni) economica paragonabile alla bomba atomica.
Non molto buono come articolo, inferiore alla sufficienza. Molti i commenti che fanno la pulci con errori vistosi. Traspare un riassunto di vari testi giornalistici in cui gli errori sono in ogni paragrafo. Se si sa si parla altrimenti meglio non fare un articolo del genere, giusto?
Comunque mi è rimasto impressa una frase che c'è in questo articolo e in tutti gli articoli giornalistici che parlano di bitcoin. Il refrain è «I problemi connessi (indirettamentente) a questa moneta sono quindi vari: dalla non tracciabilità che implica sostanzialmente la possibilità di evadere le tasse, al traffico illegale di armi e droghe»
La frase è giusta, esatta ma per questo intollerante nei confronti dei bitcoin e tollerante nei confronti dell'Euro o delle monete fiat.
Nella mia città ci sono molti spacciatori che vendono droga, ti fermano e ti chiedono se vuoi una dose. Credete che la diano gratis? Vi sbagliate, vogliono essere pagati. Con il bancomat? No non vogliono sistemi di pagamenti tracciabili e quindi non accettano la carta di credito.
Un illuso può credere che si paghi in Bitcoin che è una moneta anonima e non tracciabile, invece non è così. Sapete cosa accettano gli spacciatori? Non lo immaginerete mai ma accettano gli EURO!
Quindi se cambio la frase del giornalista dove al posto di bitcoin scrivo euro cosa dico?
«I problemi connessi (indirettamentente) all'EURO sono quindi vari: dalla non tracciabilità che implica sostanzialmente la possibilità di evadere le tasse, al traffico illegale di armi e droghe»
Chi legge la frase sopra mi dirà se sono uno sciocco a dire simili ovvietà, appunto c'è un problema in quella frase: perché parlare di un problema dei bitcoin se non è un problema per l'Euro?
Bitcoin diventerebbe moneta se gli Stati lo accettassero in pagamento delle imposte, cosa che mi pare impossibile.
A corollario, offro una visione tratta da vonmises.it sul Bitcoin:
Bitcoin può essere pensato come una merce crittografata: i singoli Bitcoin possono essere creati attraverso un processo che si chiama “mining”. Coinvolge una certa potenza di calcolo ed il complesso algoritmo al centro di Bitcoin rende la creazione di ulteriori Bitcon più difficile (e più costosa) man mano che gli stessi vengono ad esistenza. L’offerta complessiva di Bitcoin è limitata a 21 milioni di unità. Di nuovo, ciò è fissato dall’algoritmo, che non può essere alterato.
Così, la creazione di denaro Bitcoin è interamente privata, ma non gratuita e non è illimitata. La maggior parte delle persone, naturalmente, non “minerà” mai i Bitcoin, così come sotto il gold standard la maggior parte delle persone non minava l’oro. La gente acquisirà Bitcoin attraverso il commercio, attraverso lo scambio di beni e servizi per Bitcoin, quindi utilizzandoli per le altre transazioni.
Bitcoin è una moneta forte. La sua offerta è anelastica e non sotto il controllo di un organismo emittente. E’ “denaro” veramente capitalista ed internazionale – ovviamente ciò presuppone che la popolazione sia disposta ad usarlo come moneta.
Ci sono naturalmente una serie di domande che circondano Bitcoin che non possono essere trattate in questo saggio: E’ sicuro? L’algoritmo può essere modificato o danneggiato ed i Bitcoin, quindi, essere contraffatti? I “wallet” virtuali in cui sono archiviati i Bitcoin sono sicuri? – Queste sono domande per un esperto di sicurezza informatica o un crittografo ed io non sono nessuno dei due. La mia tesi è concettuale. Il mio obiettivo non è quello di analizzare Bitcoin in quanto tale ma di ragionare sulle conseguenze di una moneta merce virtuale, che ritengo fattibile in linea di principio e suppongo semplicemente – per amore della discussione – che Bitcoin sia già la soluzione. Se questo accadrà, non lo posso dire. Lo deve decidere – ancora una volta – il mercato.
Però c’è una domanda per l’economista: Bitcoin potrebbe essere ampiamente accettato come moneta? Ciò contraddirebbe il teorema della regressione di Mises, in cui si afferma che nessuna forma di denaro può nascere come un mezzo di scambio pronto; che qualunque sia la sostanza monetaria (o non-sostanza), deve avere avuto un qualche altro uso come merce prima del suo primo utilizzo come moneta. Il mio contro-argomento qui è il seguente: l’analogia è la banconota, che è nata non come una merce ma come uno strumento di pagamento, vale a dire, un credito nei confronti del proprio denaro che era l’oro o l’argento, all’epoca. Le banconote vennero inizialmente utilizzate come un modo più conveniente per trasferire la proprietà in oro o argento. Una volta che le banconote iniziarono a circolare ampiamente e vennero generalmente accettate come mezzi di scambio nel commercio, la copertura dell’oro potè essere eliminata e le banconote ancora continuarono a circolare come moneta. Erano diventate denaro.
Allo stesso modo, Bitcoin può essere pensato, inizialmente, come una tecnologia di pagamento, come un dispositivo comodo ed economico per trasferire la proprietà in denaro cartaceo dello stato (i Bitcoin possono al momento essere scambiati per la cartamoneta a vari cambi). Ma poiché l’offerta di Bitcoin è limitata, mentre l’offerta di moneta cartacea dello stato si espande costantemente, il valore di cambio dei Bitcoin è destinato a salire. E, ad un certo punto, i Bitcoin potrebbero iniziare ad essere commerciati come moneta.
Un sistema monetario costruito su denaro forte, internazionale ed apolitico, sia in forma di un sistema aureo privato sia in forma di Bitcoin, sarebbe un vero e proprio sistema capitalista, un sistema che facilita lo scambio libero e volontario tra soggetti privati e le imprese all’interno e attraverso le frontiere, un sistema che è stabile e fuori dal controllo politico. Ci sarebbero molti vantaggi per l’utente del denaro ma ci sarebbe un ruolo piccolo per le attuali banche, il che mostra in che misura le banche siano diventate una creatura dell’attuale sistema monetario fiat dello stato e di tutte le sue incongruenze.
Qui il link: http://vonmises.it/2012/06/30/la-morte-del-sistema-bancario-e-il-futuro-...
Post new comment