Il titolo può avere una duplice lettura, e lascerò al lettore, al termine del pezzo, decidere quale interpretazione dare: a) questo Stato (con la S maiuscola) non ci piace, Stato inteso come potere centrale sovrano; b) questo stato (s minuscola), “di cose, ndr” non ci piace.

Questo stato non ci piace

Il tutto nasce da questo articolo, che riporto integralmente, e di cui la parte in grassetto mi ha dato il là per alcune riflessioni.

In palio la gestione di asset per oltre un miliardo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 4 giu - La gara per la dismissione delle caserme del ministero della Difesa subisce uno stop. Entro il 30 maggio i tecnici del dicastero avrebbero dovuto inviare una lettera d’invito alle sgr preselezionate dopo la prima fase di manifestazione di interesse ma, secondo quanto risulta a Radiocor, in queste ore e’ arrivato un fax in cui si comunica alle societa’ di gestione del risparmio immobiliari la formale sospensione della gara per sei mesi. A fine 2011, il ministero della Difesa aveva avviato una procedura per cercare una o piu’ sgr a cui affidare la gestione di 1,325 miliardi di patrimonio immobiliare in grado di generare commissioni fino a un massimo di 65,2 milioni di euro. Lo stop e’ dovuto alla mancanza, allo stato attuale, di un piano definito di valorizzazione delle caserme. Dei sei lotti individuati dal ministero della Difesa, quello in stato piu’ avanzato e’ quello di Roma (valore stimato 480 milioni di euro), ma anche in questo caso non si e’ andati oltre un protocollo d’intesa firmato con il Comune di Roma che non e’, tuttavia, vincolante. La gara, che rappresentava anche il primo tentativo di procedere alla dismissione di immobili pubblici, aveva attirato l’interesse di tutti i principali operatori del settore: da Idea Fimit a Bnp Paribas Reim, passando per Prelios, Fabrica, Investire Immobiliare, Hines Italia, Sorgente e Beni Stabili Gestioni.

Rileggo un paio di volte la notizia, e mi domando: ma in cinque mesi cinque non si è riuscito a stilare nessun piano di valorizzazione, e a andare oltre un protocollo d’intesa (per giunta, non vincolante)?

Faccio una rapida ricerca in Rete, e trovo:

Nella Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2011 è stato pubblicato un elenco di 61 beni immobili in uso all’Amministrazione Difesa ai fini del loro trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato. Gran parte degli immobili in via di dismissione è costituito da caserme.

incuriosito mi leggo questi articoli su Il Mondo del 20 gennaio 2012, su Il Sole 24 Ore del 23 febbraio 2012, e sempre dal Sole, quest’ultimo articolo del 9 marzo 2012.

Tutti articoli dove vengono raccontati - a volte con un balletto di cifre, che per certi aspetti è giustificabile dato che è un’attività in itinere - i passi in corso d’opera per questo importante progetto di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Ma ora, di fronte a questa notizia, non da operatore, ma da semplice cittadino, mi chiedo: cinque mesi sono serviti a produrre cosa? E servono altri sei per...?

Credo che l’interpretazione esatta del titolo ora sia congiunta: questo Stato “di cose, e che allo stesso tempo ci governa” non ci piace.

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