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1 July 2011
Napolitano evita l'assalto a Bankitalia. Sale l'ipotesi Saccomanni, scende Grillo, uomo di Berlusconi.
Bruno Perini
L'allarme per la partita Bankitalia arriva dal Quirinale: "Basta forzature politiche". E' un esito deludente", scrive Dario Di Vico sul Corriere della Sera a proposito della manovra. Più in generale Tullio Gregory parla di decomposizione della politica. Gli fa eco Ernesto Galli della Loggia con l'editoriale L'insicurezza e la fragilità.
Secondo il quotidiano la Repubblica é Silvio Berlusconi a non essere entusiasta della manovra, poco spendibile politicamente. E Chiara Saraceni scrive di una manovra iniqua. E a proposito del monito di Napolitano per evitare l'assalto a Bankitalia, a palazzo Koch sono felici dell'uscita del Quirinale. Si alzano le quotazioni di Saccomanni.
Sul Fatto Quotidiano le strategie dei parlamentari per rimanere in sella. E poi una lettera di Antonio di Pietro al Pd. Dopo la rottura con La7, Michele Santoro rilascia un'intervista: "Da qualche parte ci saremo".
Il Giornale pubblica in prima pagina un botta e risposta tra Pier Ferdinando Casini e Vittorio Feltri. Mentre il Manifesto pubblica un'intervista a Vasco Errani: "Decreto inutile". Sul Riformista il direttore Macaluso si rivolge al segretario della Fiom.
Cauto il giudizio del Sole 24 ore sulla manovra. Guido Gentili scrive di "un impegno in mezzo alle tensioni", mentre Elsa Fornero parla di un calendario senza credibilità.
La Stampa scrive: "Tremonti da ragioniere a mediatore". E Guido Ruotolo sostiene che il Viminale difende il superpoliziotto messo sotto inchiesta. Marcello Sorgi scrive polemicamente che "Palazzo Koch non è la Rai".

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