Google 1-Francia 0. Dopo sei anni di querele varie e agonizzanti trattative, gli editori francesi hanno finalmente capitolato al famoso motore di ricerca arrivando a un accordo senza precedenti. Secondo quanto riporta The Bookseller, d’ora in poi Google potrà catalogare e vendere copie scannerizzate di libri francesi fuori catalogo senza-e-dico-senza permesso delle case editrici interessate.

La Rivoluzione Culturale Francese. Il Sindacato Nazionale degli Editori (Syndicat National de l'Edition ha definito questa trattativa «una vera e propria rivoluzione culturale». Secondo quanto dice Philippe Colombet, strategic partner development manager di Google Books per la Francia, i vari editori potranno comunque decidere liberamente se partecipare al progetto e se sottrarre o autorizzare per l’anteprima o la vendita particolari titoli. I ricavati della vendita saranno divisi fra Google e le case editrici, con la percentuale maggiore per queste ultime. Quanto maggiore sarà questa percentuale dipenderà dalle singole negoziazioni. Sempre grazie a quest’accordo, Google venderà le versioni elettroniche dei libri attualmente in catalogo attraverso Google Play, che al momento non è ancora presente in Francia.
Colombet si dice fiducioso che questa trattativa aiuterà a sviluppare il mercato degli ebook francesi, e metterà la Francia in una posizione di assoluta avanguardia in questo settore.

Il bastone e la carota? Al fine di permettere la buona riuscita delle trattative, l’associazione degli scrittori francesi (Société des Gens de Lettres) e il sindacato degli editori hanno recentemente ritirato le loro querele nei confronti di Google. In cambio, Google finanzierà la creazione di un database digitale degli autori e detentori dei diritti francesi per i primi, e un progetto di sensibilizzazione alla lettura nelle scuole francesi chiamato “Giovani Campioni di Lettura” per i secondi. Google, che dal 2004 ha scannerizzato oltre 20 milioni di libri, calcola che circa il 75% dei libri pubblicati sia fuori catalogo. Ed evidentemente di poterci fare buoni affari.
 

COMMENTI /

Ritratto di Anonimo
Mar, 12/06/2012 - 17:38
E perché mai Google1-Francia0? Mi sembra che ci guadagnino tutti e due, no? O forse l'autrice di questo articolo pensa che o uno ha giornate di tempo da perdere in polverose biblioteche o meglio si dedica all'ippica? Io spesso vorrei leggere libri fuori catalogo ma non ho tempo da buttare. Mi chiedo perché le case editrici non abbiano valorizzato i loro patrimoni digitalizzandoli. Ci ha pensato prima Google e tanto di cappello. Tutto il resto è noia.
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Ritratto di Alessandra Malvestio
Mar, 12/06/2012 - 19:30
Amalvestio
gesu' giuseppe e maria vi prego basta commenti velenosi, sono un animo sensibile. Google 1 perché comunque si prende una bella anzi bellissima fetta del ricavato e perché per questa cosa di scannerizzare lo avevano querelato come si suol dire 'a manetta'. Comunque, sono d'accordissimo sul fatto che alla fine ci guadagnano anche le case editrici e che avrebbero sicuramente dovuto svegliarsi prima e pensarci loro.
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Ritratto di The Jerk
Mar, 12/06/2012 - 23:30
Jerk
Non toccatemi Alessandra Malvestio, anonimi rosicanti e tignosi. O prendo la glock. Detto questo, se ci fosse un accordo così anche in Italia io mi leggerei "uno per battere il passo" e "il confine dell'inganno" di Crumley. Fuori catalogo e introvabili. E per me sarebbe una gioia.
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