E’ piuttosto sorprendente leggere sul Financial Times una vera e propria apologia della piccola impresa manifatturiera. In un lungo articolo di mercoledì scorso, Peter Marsh mette a fuoco le caratteristiche dei nuovi protagonisti dell’economia britannica: piccole imprese con una cinquantina di addetti, agili nella gestione, focalizzate su nicchie di mercato difficili da presidiare per una multinazionale tradizionale e capaci di interconnettersi con le catene del valore a livello internazionale. Molti degli esempi citati dal FT (Spiras, Spectris, Sigmatex) dicono poco al grande pubblico.