"In politica, rubare può essere un problema, ma la fica è letale" Carl Hiaasen, Striptease

The Jerk

“Il Senato era pieno di contadini autodidatti, per la maggior parte corrotti fino al midollo. Ma vigeva una rigida gerarchia, e i nuovi arrivati che ignoravano il protocollo pagavano a caro prezzo i propri errori. Dilbeck si era adattato con facilità. e in breve tempo era divenuto allievo di alcuni fra i più abili ladroni della Florida.”

Se volete divertirvi in vacanza, Hiaasen è una garanzia. I suoi libri sono uno spasso: stile di scrittura scattante, ironia tagliente, rappresentazione cinica e iperbolica della realtà, spietata cronaca della corruzione padrona della politica abbrancata agli affari e personaggi memorabili.

Striptease è un vecchio libro; del 1993, per la precisione: come sapete io sono antico. Ci han fatto pure un film con Demi Moore che, infatti, campeggia nuda come una splendida vermicella in copertina (cosa, questa, che mi aveva fatto storcere il naso rispetto al libro: mi pareva una roba leggera). Leggere Striptease è stato uno spasso, oltre che una fonte esilarante di continui paralleli con la recente cronaca politica italiana.

Il luogo clou della storia è l’Eager Beaver, uno strip bar che il proprietario Orly vorrebbe raffinato ma che - a partire dal nome (la traduzione italiana suonerebbe come “Passera Vogliosa) - raccoglie i peggiori istinti dell’animale razza maschile, deliranti per le ballerine. E, soprattutto, per le loro tette, le loro chiappe e le loro vagine.

Erin, la protagonista - tette piccole, sorriso devastante e ballo fulminante - è la migliore: intelligente, in lotta con Darrel Grant - suo morfinomane ex-marito ladro di sedie a rotelle - per riavere l’amata figlia Angela, determinata e coraggiosa.
Una sera, durante uno spettacolo e con un addio al celibato, un senatore Democratico degli Stati Uniti d’America, David Dilbeck, le cui “palle sono chiuse nel caveau di qualche banca” per conto degli industriali dello zucchero, aggredisce il promesso sposo in preda a un folle raptus erotomane scatenato dalla bellezza mozzafiato di Erin, ondeggiante sulle note di Van Morrison.
Ma, essendo prossime le elezioni, ecco partire un intreccio di ricatti, contromosse, traffici, omicidi e depravazioni varie da far schiantare dalle risate.

In mezzo a ciò poi saltan fuori dalla felicissima penna di Hiaasen personaggi fantastici. Come Shad, il buttafuori dell’Eager Beaver, talmente abituato a vedere culi, tette e fichettine di lusso, da eccitarsi quando le donne son vestite e impegnato a organizzare truffe con scarafaggi morti a qualche multinazionale produttrice di yogurt. Shad è un duro, però. E ad Erin vuole un bene protettivo; in più, a modo suo, è anche colto; infatti, nei ritagli di tempo si legge edizioni a caratteri ingranditi de “La Metamorfosi” di Kafka (qui per cercare ispirazioni per le sue truffe) e de “La Peste” di Camus.

Poi c’è il burattinaio di Dilbeck, Malcom J. Moldowsky, detto Moldy, faccendiere, che per placare le moleste, pubblicamente rischiose depravazioni sessuali del politico vorrebbe insegnargli “la masturbazione creativa”. La fantastica descrizione di Moldy potrebbe esser messa in groppa a un fìotto di politicanti o cosiddetti lobbysti italioti:

“Il problema di Moldowsky era una patologica mancanza di misura. Era titolare di un ego di enormi proporzioni, di un caratteraccio e di una pazienza inesistente. Non era abituato a non agire. Aveva un così gran numero di contatti e un’influenza così profonda che il suo riflesso automatico era afferrare la cornetta e fare il culo a qualcuno. Era quello che sempre facevano i faccendieri: individuavano i problemi e li dirottavano”.

Così come nobile e alta è la motivazione che ha spinto Erb Crandall, assistente del democratico Dilbeck, a fare politica, poichè :

“[...] si era dato alla politica quando aveva sentito il dolce profumo dell’opportunità. La reazione violenta e rabbiosa al Watergate aveva offerto ai democratici il trionfo su un piatto d’argento, ed era a loro che Crandall aveva offerto la propria fedeltà. La scelta non era tra bene e male, ma tra vittoria e sconfitta.”

Insomma, una merda morale travestita d’idealismo come ne vediamo tante anche tra noi, purtroppo.

Per finire, tra gli ingredienti di questo divertentissimo libro, una caratterizzazione di alcuni animali nell’economia del romanzo, davvero magistrali: dal cercoletto morsicante che Shad si porta dietro seguendo Erin nelle sue performance per Dilbeck, fino a Bubba, un boa constrictor semicieco da usare negli spogliarelli che piscia addosso alle ballerine.

Spettacolo puro, insomma, e divertimento bruciante in una storia che tiene inchiodati fino alla fine, dove la vendetta e la giustizia arrivano puntuali.

Leggendo Striptease mi pareva di rivedere un po’ le vicende recenti del postribolo berlusconiano. Infatti, quando Dilbeck - che è anzianotto - resta senza mutande mostrando i suoi “glutei marezzati”, l’immagine è andato al culo flaccido di arcorense memoria citato nelle dotte cronache di Repubblica-che-ricorda-Le-Ore. E come non pensare a che carriera avrebbe potuto avere, dopo l’esperienza politica, una come la Nicole Minetti, nella Florida di Hiaasen? Sarebbe stata, dopo l’esperienza di alto spessore politico, una star della “Passera Vogliosa”, insieme a Erin e a Urbana Sprawl: con la tattica di Orly, il proprietario dell’Eager Beaver, di tener l’aria condizionata a palla per “far venir fuori i capezzoli”, la profonda Nicole avrebbe davvero, senza indugi, dato il meglio di sè.

Burp 

Carl Hiaasen, Striptease, Mondadori Superblues, 1996

Comments

Al momento non ci sono commenti per questo pezzo.

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.