Blog di

The Jerk

Prendere a calci nel culo questo Calcio: è cosa buona e giusta.

Blog post del 30/05/2012

 

Immagine tratta da internet che sintetizza la misura, la grazia e il benefico, poetico, effetto che il tifo calcistico ha sui padri e sui figli. Titolo: "Fiducia nelle giovani generazioni che amano il calcio".

 

Questa mattina, prima che la terra tremasse e che riportasse tutti a ponderare con attenzione la serietà vera delle cose veramente serie, ascoltavo il GR delle 8.00. Dieci minuti di servizi, commenti, parole nel vuoto sull'ultimo, ennesimo, "scandalo scommesse".

Poi mi metto a sfogliare il giornale di carta, nello specifico, il "Corriere della Sera". Dieci pagine di articoli, commenti, titoli stupidi e analisi seriose su questo ultimo, ennesimo, "scandalo scommesse".

Dieci minuti e dieci pagine per parlare, con toni apocalittici, di un evento delittuoso che - a quanto pare - è consustanziale al calcio stesso.

Sia chiaro, lo ammetto: odio il calcio. Non per snobismo; non ho nè il fisico nè il Q.I., dello snob. Lo odio proprio per un sentimento puro, ferino, selvatico. Quando vedo l'estasi per il calcio, inizio a pestare la testa contro la prima cosa dura e spigolosa che mi trovo a portata di cranio, per non focalizzare il pensiero su quanto questa estasi mi urti. Però, in linea di massima, se il calcio non invade la mia sfera di interessi, non me ne curo.

Certo, probabilmente vi sarà in questo odio un retaggio psicologico legato al fatto che, da quando son nato, nel "giuoco del calcio" son sempre stato non una "mezzasega", bensì una "doppiasega". I miei amici facevano trenta, quaranta, cento palleggi, io era tanto se ne imbastivo uno. I miei amici tiravano punizioni precise, puntando un punto preciso della porta e infilzando la palla proprio in quel punto preciso; io puntavo di tirare a destra e la palla - fottuta lei e il mio piede - andava immancabilmente a sinistra. I miei amici sapevano tutti i ruoli del calcio, io distinguevo a malapena il solo portiere. E in più non ho mai capito cosa cazzo sia il fuorigioco. Insomma, ero, sono, un disadattato. Quindi v'è forse una sorta di rabbia repressa verso un'abilità, tra le tante, che non ho mai avuto.

Sta di fatto che da subito il calcio - ma soprattutto quanto al calcio gira attorno - mi è pesato sulle gonadi. "Problema tuo, che non capisci niente", direte giustamente voi. "Il calcio è in Italia l'unico vero collante sociale. Capace di unire - in un paese lacerato - il ricco e il povero, l'intellettuale e l'analfabeta, il vecchio e il bambino, il comunista e il fascista". E chi più ne ha, più ne metta.

Però oggi, quando ho visto lo spazio dedicato a questa ultima, ennesima, vicenda di scommesse sul calcio, mi son chiesto come sia possibile appassionarsi ancora a questa laida farsa. Come sia possibile dare dignità di personaggi pubblici a questi zotici milionari, avidi come porci, che non si accontentano di guadagnare cifre immorali per tirar calci a una palla, ma si mettono anche a trescare per guadagnar ancora di più.

Già, se anche vi fosse una residua parvenza di onestà diffusa, faticherei a giustificare razionalmente il fatto che quando si giocano le partite le città sono spesso blindate (e i costi di questa blindatura ce li suchiamo noi tutti); faticherei a comprendere scene come quella di quel criminale di guerra serbo che fece sospendere una partita a San Siro; faticherei a comprendere il senso dell'esistenza di quel tal Tiziano Crudeli in cui ogni tanto incoccio casualmente, avendo sempre la sensazione che gli abbiano infilato in culo una pianta di peperoncino tanto è sempre rosso, sbavante e agitato; faticherei, insomma a capire una tal passione. Ma soprassederei.

Ma oggi, dopo un'altra tornata di calcio scommesse, che fa capire quanto marcio sia questo sport, o ex sport, proprio non comprendo come non si possa desiderare, nel profondo, di tirare un calcio in culo a questo calcio, a questi calciatori e a tutti i vaniloquenti che parlano di calcio a ogni ora e in ogni dove. Chissà mai che si potrebbe parlare anche di altri sport. O di cose più importanti e non necessariamente serie.

Burp. 

COMMENTI /

Ritratto di Marco Giovanniello
Mer, 30/05/2012 - 07:41
mgiovanniello
Carissimo Jerk, ti faccio una domanda reduce da un' applicazione di phon: "Ma che te frega?" A parte i poliziotti allo stadio, che paghiamo tutti, il calcio è un giuoco pagato da tifosi e presidenti. Lascia che si divertano come loro pare. Dargli un calcio perché è marcio? Dubito che ci sia la stessa situazione in Danimarca, il calcio è marcio perché è in Italia.
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Ritratto di Anonimo
Mer, 30/05/2012 - 10:20
Tutti a spalare a San Felice sul Panàro (che se sento un altro giornalista chiamarlo Pànaro, l'affogo nel Panàro, il giornalista). Tutti a spalare, con i ceppi alle caviglie, i giocatori, gli allenatori, i presidenti di club e tutti quei mezzi criminali (a volte interi) che si autodefiniscono ultà(lesi... nel cerebro).
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Ritratto di Jad
Mer, 30/05/2012 - 12:06
Jad
Seguo molto il calcio, ma, ahimè, non sono per niente tifoso ( al bar sono " lo sportivo del c.... " perchè non appartengo a una maglietta colorata), adoro tutto lo sport e di questi "scandali" ( scandali di che ? qualcuno si scandalizza ancora per queste cose ????? ) se ne trovano a carriolate dappertutto. Il doping nel ciclismo ( anche a livello pre-asilo),nell'atletica,gli incontri di boxe truccati ecc ecc Il mondo del calcio sembra puzzi di più solo perchè è più seguito di altri sport-intrattenimento ( perchè questo sono ) che se avessero più visibilità ( e quindi investiti da più denaro ) non sarebbero certo da meno, perchè sono le persone ad essere avide come porci e ad essere incomprensibilmente beote fino a riconoscersi in quel simpatico ritrattino di famiglia lassù. Andate a vedere l'atmosfera calma e rilassata di qualche derby di basket in grecia-turchia-serbia. Poi è ovvio, ognuno ha il sacrosanto diritto di odiare qualcosa in modo puro e incondizionato, ne abbiamo bisogno tutti. Serve. Ciao Jerk.
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Ritratto di The Jerk
Mer, 30/05/2012 - 14:48
Jerk
Ciao Jad. Grazie del commento. E della comprensione. É vero, ogni tanto odiare qualcosa serve. Poi, sempre meglio odiare qualcosa, piuttosto che qualcuno. Un caro saluto. Jerk
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Ritratto di Sgradevole
Mer, 30/05/2012 - 16:29
Sgradevole
boh mi sembra una visione un po' semplicistica. L'Italia per altro è da sempre terra di cose incomprensibili: solo i nostri giornali ad esempio si occupano di personaggi vestiti buffamente che adorano personaggi immaginari nel cielo, quando nel resto del mondo è tanto se gli dedicano 2 righe in decima pagina. Noi addirittura ci apriamo i telegiornali e organizziamo costosissime visite nelle grandi città. Ma alla fine è sempre una questione di interessi. Per il calcio o per qualsiasi altra incomprensibile fede.
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