Blog di

di Paride Broggi

“Libertà, giustizia, fine dei privilegi”: la sinistra francese riparte da Hollande

Blog post del 23/01/2012

È un François Hollande irriconoscibile, dall’inaspettata verve oratoria, quello che domenica 22 gennaio ha arringato per un’ora e mezza – senza pause e senza respiri – i 25.000 del centro congressi di Le Bourget (Seine-Saint-Denis) nella banlieue nord di Parigi, illustrando a sorpresa gran parte del programma e rilanciando con forza la sfida ai due principali avversari nella corsa all’Eliseo: Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen.

Hollande inizia il suo intervento al Centro congressi di Le Bourget

Ricondurre l’economia e la finanza all’azione della politica, ritrovando la parità di bilancio nel 2017. È questo il primo grande obiettivo di mandato del candidato socialista. Riformare i mercati tassando le transazioni finanziarie (insieme ai paesi che sono d’accordo), vietare prodotti finanziari «tossici», creare un’agenzia di rating europea e pubblica, e impedire alle banche sia i bonus milionari che l’apertura di filiali nei paradisi fiscali. Riequilibrare il fisco, riducendo alle imprese le agevolazioni sui salari minimi e sui contratti a tempo determinato, rivedere le deroghe all’imposta sui grandi patrimoni, tassare al 45% i salari oltre i 150.000 euro e fissare a 10.000 euro le deduzioni massime delle nicchie fiscali; infine aumentare l’imposizione sulle rendite finanziare perché «non è tollerabile – dice Hollande – «che dormendo si guadagni di più che lavorando».

Le parole più pronunciate sono: laicità, giustizia e uguaglianza. Durante il suo discorso, egli rievoca il progetto della gauche che si è incarnato in François Mitterrand, e che poi è naufragato con l’esclusione di Jospin (seduto in prima fila insieme a Martine Aubry) al secondo turno del 2002. «Quella del 21 aprile di dieci anni fa è una ferita che sento ancora» ammette dal palco Hollande. Il candidato del Ps rivendica il diritto al voto degli immigrati alle comunali, l’accoglienza paritaria degli studenti stranieri, una facilitazione delle procedure d’adozione, una razionalizzazione degli onorari medici e la soppressione di tutte le agevolazioni fiscali per le aziende che non applicano l’uguaglianza retributiva tra uomini e donne. Promette inoltre di «essere intransigente verso l’immigrazione clandestina, ma di trattare con dignità gli stranieri regolari e coloro che aspirano ad esserlo sulla base di criteri oggettivi».

Hollande attacca duramente, senza mai nominarli, Sarkozy e Marine Le Pen. Accusa il primo di essere «più appassionato al denaro» che alle persone, di essere il presidente della corruzione, mentre definisce la seconda il simbolo di un populismo che punta al voto degli «operai e degli impiegati senza aver mai fatto niente per aiutarli». Proprio per difendersi dalle accuse del Fn, che lo vorrebbe parte della casta, Hollande propone un taglio del 30% degli stipendi dei membri del governo – «per dare l’esempio» – il divieto di cumulare più cariche pubbliche e la riduzione dello stipendio del presidente della Repubblica (uno dei primi provvedimenti di Sarkozy nel 2006 fu d’aumentarlo). Inoltre rilancia il ritiro immediato dall'Afghanistan e l’indipendenza del potere giudiziario e dell’autorità di vigilanza sull’audiovisuale pubblico, due degli aspetti più controversi del sarkozysmo.

In chiusura il messaggio ai giovani e il riferimento al «sogno francese» che, insieme all’altro slogan «il cambiamento è ora», è la cifra della campagna socialista. Hollande mette in programma la costruzione di nuovi alloggi sociali, la riduzione e l’uniformazione degli affitti, l’ampliamento dei finanziamenti pubblici allo studio, calcolati in base al reddito. Ripropone inoltre il «contratto generazionale», a suo parere la condizione necessaria affinché le nuove generazioni possano ritornare a sperare in una qualità di vita migliore rispetto a quella dei loro genitori. Le ultime frasi sono coperte dagli applausi dei militanti che, per la prima volta dalle primarie dell’ottobre scorso, si stringono in modo convinto intorno al loro candidato.

Il video integrale del discorso (attendere il caricamento):

 


 

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