La Camera taglia i rimborsi ai partiti. Ma si rifiuta di chiamarli finanziamenti

Marco Sarti

La Camera dei deputati ha approvato questa sera il primo articolo del provvedimento di riforma dei partiti. Da oggi il contributo pubblico alle forze politiche viene dimezzato: da 182 milioni l’anno si passa a 91. Il 70 per cento dei fondi saranno destinati a “coprire” le spese sostenute in campagna elettorale. Il restante 30 per cento sarà erogato a titolo di cofinanziamento. Tutti d’accordo, tranne Lega, Italia dei Valori e Radicali, che chiedevano di abolire totalmente i rimborsi elettorali.

Una pagina meritoria nella storia del nostro Parlamento. Una scelta coraggiosa e non scontata. Macchiata, tuttavia, da un’ipocrisia non da poco. Perché si continua a parlare di «riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute» e non di finanziamenti pubblici?

È una questione semantica, per carità. Un dettaglio che non cambia la sostanza del provvedimento. Un aspetto marginale della vicenda che il deputato radicale Maurizio Turco ha provato, invano, a sollevare in Aula. «Dal 1993, quando il 90,3 per cento degli italiani votò al referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti, il finanziamento è aumentato di sei volte», ha spiegato Turco a Montecitorio. «Oggi voi lo dimezzate. Cioè, lo moltiplicate di tre volte rispetto a quello che era».

A questo punto - anche per onestà intellettuale - tanto vale cambiare nome al provvedimento. Smettere di usare il termine “rimborsi elettorali” e tornare a parlare di “finanziamento pubblico”. Come si proponeva l’emendamento presentato dai sei deputati radicali. «Per evitare ed evitarvi che tra qualche anno veniate qui a dirci di aver parlato di riduzione - l’invito di Turco - vi invitiamo a restituire alle parole il loro significato. Assumetevi la responsabilità, se ne avete il coraggio, di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti».

La proposta dei radicali è stata messa al voto poco dopo le 19. Bocciata da 412 deputati su 505 votanti. La Camera ha confermato che il finanziamento pubblico ai partiti non esiste. 

: camera / contributi / finanziamenti / partiti / Turco

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