Com'è noto, il centro di Atene, e soprattutto gli edifici monumentali che seguono i grandi viali tra Syntagma e Omonia, sono pieni di graffiti. Questo perché i viali stessi sono stati teatro principali delle proteste dell'anno passato, e i cortei hanno spesso e (molto) volentieri rotto vetrine, lanciato vernice e, appunto lasciato scritte sugli inquilini di quei grandi edifici monumentali: banche, in grandissima misura.

In particolare, uno tra questi graffiti mi ha colpito molto:

La frase (sul muro di una banca chiusa e bruciacchiata) traslitterata, dice

"Agapi mou ise omorfi / san trapeza         / pou kegete "

"Amore mio sei bella   / come una banca / che brucia"

La seconda "a" di amore è inscritta nel cerchio alla maniera che significa "anarchia".

Ora, il connubio tra amore e passione politica non è cosa nuova, anzi. Ma mi pare che qui in Grecia abbia un senso tutto particolare, più intenso da un lato, e anche più privo di sbocchi dall'altro. Quindi più disperato. (è in realtà una tesi ripetuta più volte da Stelios Ramphos (di cui abbiamo parlato in queste pagine http://www.linkiesta.it/blogs/diario-di-una-primavera-grecia/grecia-la-scelta-e-tra-europa-e-africa-una-chiacchierata-con-st) che la coscienza del cittadino greco si sia formata attraverso un rapporto molto astratto con due istituzioni diverse: la chiesa e lo stato.

La chiesa ortodossa è molto diversa da quella cattolica, ed è un potere molto astratto dal mondo e dal tempo. Rarissimamente ha preso posizioni politiche, anche quando questo era perfettamente normale per la chiesa cattolica. Lo stato invece, dalla sua fondazione ad oggi, è sempre stato un entità percepita dai cittadini come molto lontana, espressioni di poche famiglie che hanno espresso numerosi capi di governo o di partito dei due principali gruppi politici, il centro sinistra PASOK, e il centrodestra Nea Demokratia. Ad esempio, Venizelos, Papandreou, Karamanlis e Samaras non sono solo nomi di principali attori della politica greca attuale, ma ricorrono negli annali della politica greca da almeno tre generazioni.

Questa accentuata caratteristica della democrazia in Grecia avrebbe fatto sì che la coscienza politica ellenica (ma nella teoria di Ramfos si tratta in realtà di una visione più ampia, della coscienza di sé del cittadino) non abbia potuto svilupparsi pienamente, e che al tempo stesso tutte le passioni, politiche e non, si esprimano con forza  che travalica la possibilità di presa sulla realtà. Vittorini avrebbe scritto, come scrisse cominciando Conversazione in Sicilia, che si tratta qui di "astratti furori". L'astrattezza di queste pulsioni, mantenuta tale dalle due istituzioni principali della vita sociale greca, non avrebbe mai raggiunto forme "adulte". E così tutti fermenti, gonfi di rabbia politica (e ce n'è tanta) dei vari gruppi e gruppuscoli extraparlamentare, pur sperando in un riconoscimeno elettorale alle elezioni della settimana prossima, non potrebbero mai portare a nessuno dei rivolgimenti politici che promettono.

Ok, so far, so good. La teoria è affascinante, ma ovviamente difficile da verificare. Teniamola come suggestione culturale. Torniamo però all'anarchico che ha scritto sul muro "amore mio sei bella come una banca che brucia". Il graffito, che -devo di nuovo ammettere- trovo bellissimo mi ha fatto pensare. Una prima riflessione è che la frase ha un che di surrealista. L'elemento surrealista è però usato con effetti quasi pubblicitari. La frase potrebbe essere un qualsiasi messaggio promozionale, forse non di una banca -ma chissà!-, ma magari di cosmetici o di un sito di internet-dating. La frase è anche forte, ma ovviamente ha un significato tanto bello quanto vuoto di conseguenze (oltre al fatto che quella filiale della banca è stata chiusa).

Quello che in questi giorni non riesco a non pensare è che l'anarchico innamorato che ha scritto la frase, in un altro paese, sarebbe assunto a Mountain View, poniamo, lavorando come creativo pubblicitario per qualche colosso dell'informazione-informatica o quant'altro, o avrebbe un qualche altro creativissimo garage a Palo Alto. Ovviamente questa sarebbe solo un possibile sbocco per quella creatività e quelle energie, e non so dire se il migliore. Ma insomma, non riesco a non pensare alla quantità di energie che vanno sprecate nella situazione presente, della Grecia e dell'Europa. Troppe. E se quelle energie vanno sprecate la colpa è, deve essere di qualcuno, capisco che l'anarchico sia arrabbiato, anche se potrebbe arrabbiarsi meglio.

Sulle colpe e responsabilità qui in Grecia, seguiranno altri posts in questo blog. Ma la Grecia, in questo senso, è solo un caso particolare e particolarmente evidente, ma non unico, degli estremi cui la situazione può arrivare.

Diario greco
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