Siamo in dirittura d'arrivo, ormai ogni spicchio di Francia e di Navarra é tappezzato di cartelloni, manifesti, inviti, con i faccioni belli e rigogliosi dei 10 candidati al trono di Francia. Ogni singolo minuto di ogni palinsesto é riempito da una frase, un commento, un'immagine degli stessi 10 protagonisti di questo grande reality show presidenziale.
In ogni casa dell'esagono e, probabilmente, dei territori d'oltremare si cena e si pranza commentando, anche animatamente, l'ultima uscita di François Hollande, l'ultimo calembour di Dupont-Aignan, l'ultima giaculatoria di Marine Le Pen.
Eppure, eppure, c'é un undicesimo candidato che sembra trovare sempre più spazio, leader di un partito che fa paura, che ad ogni tornata elettorale, verso gli ultimi giorni prima dell'appuntamento decisivo trova spazio negli editoriali come nessun altro pretendente.
Il partito degli astensionisti.

Eh già, perché, come capita spesso, anche nei migliori reality, quando i toni montano, quando le polemiche, spesso gratuite, coprono di rumore molesto le argomentazioni, i programmi, quando il reality é troppo show e poco reality, il pubblico, i telespettatori, cambiano canale. O spengono la televisione.

Ed é quello che temono più o meno tutti, anche perché secondo le ultime stime questo partito sembrerebbe accreditato di oltre il 30 % dei votanti. Un record. Che fa paura appunto.
Allora, come capita da anni, vengono chialmate alla riscosse le agenzie di comunicazione, per spingere i francesi a votare, come é giusto che sia. 
L'AACC, l'associazione che unisce le agenzie francesi, ha organizzato, per l'occasione, une action citoyenne invitando i suoi membri a realizzare delle campagne per sensibilizzare i francesi all'importanza del voto. E le agenzie, ovviamente, non si sono fatte pregare. L'occasione era ghiotta per mostrare la propria creatività per una causa assolutamente giusta.

E i risultati, a mio parere, sono assolutamente interessanti. Efficaci, questo lo sapremo soltanto alla chiusura delle urne.

Una delle campagne più interessanti é quella realizzata dalla WUNDERMANN, un film TV che utilizza un'idea semplice ma, a mio avviso, geniale. Mette in scena dei cittadini assolutamente normali, di ogni età e professione, come se stessero facendo un colloquio di assunzione. Dalla parte di chi assume pero'. I dialoghi sono semplici, chiari e ovviamente giocano sul doppio senso. Alla fine l'invito é chiaro : "Il 22 aprile e il 6 maggio siete voi i padroni. Votate".

http://www.youtube.com/watch?v=WuQx94VIdf4&feature=player_embedded 

Per quanto riguarda le affissioni, anche li le agenzie hanno dato il meglio di loro.
C'é chi come AILLEURS mette in scena delle persone ritratte in primissimo piano con un messaggio forte, contro l'idea che astenersi possa essere un messaggio come gli altri.

Oppure l'agenzia HEREZIE, che ha utilizzato come testimonial dei bambini, dall'aria corrucciata, anzi decisamente incazzati, che lanciano un messaggio forte e chiaro a chi non intende votare. 

Io sono troppo giovane per votare. E tu sei troppo cosa ?

Ma ovviamente una campagna di comunicazione, nel 2012, non poteva non avere anche una sua declinazione sui nuovi media. La soluzione scelta dalla AACC é quella, assai simpatica, della JWT, che ha concepito una piccola applicazione mobile (disponibile qui per iphone) che permette, sul proprio palmare, di caricare la propria foto e di immedesimarsi in un candidato all'elezione, con tanto di affissioni e slogan da condividere, ovviamente su tutte le piattaforme di social network, e con un messaggio forte e diretto :

Difendete veramente le vostre idee. Votate.

 

 

Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazione
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