Blog di

di Renzo Bragantini

Luigi Frati, il Rettore della Sapienza e troppi affari di famiglia

Blog post del 19/02/2012


Stavolta, è il caso di dire, si cambia musica, e si è costretti a toccare dolenti note. Sul Corriere della Sera del 10 febbraio scorso, un pungente articolo di Gian Antonio Stella ricorda a tutti la vicenda, che per eufemismo si può definire imbarazzante, di Luigi Frati, Rettore della "Sapienza" di Roma (cioè dell’Università dove, come molti altri docenti, mi dibatto tra mille difficoltà, non tutte sublimi, come il riscaldamento assente o mal funzionante nei trascorsi giorni di freddo intenso, e altre che non registro per non tediare chi dovesse eventualmente scorrere queste righe). L’articolo fa arrossire perché ciò che in esso si narra è tutto vero; e naturalmente si incarica di ricordare allo stupefatto lettore le gesta non irreprensibili del personaggio, a cominciare dalle sue uscite pubbliche, condite da un linguaggio incompatibile non si dice con la carica, ma con la normale buona educazione (a parte qualche scampolo riportato nel succitato articolo, chi vuole averne un assaggio faccia una semplice ricerca su Google); per finire con la sua disinvoltura operativa, esplicitatasi in una serie mirabolante di chiamate, nella medesima Università da lui governata, di moglie, figlia e figlio (ciliegina sulla torta, il brindisi per le nozze della figlia, di cui Stella riporta il tristemente indimenticabile biglietto di invito).

Si aggiunga che il giornalista, in modo elegantemente allusivo, ma che non lascia dubbî in proposito, lega simili comportamenti alla qualifica sempre più bassa ottenuta dalla "Sapienza" nei giudizî internazionali. Ora, essendo io, sia pur indegnamente, del mestiere, so bene che a tali qualifiche non bisogna prestare fede assoluta; ma altrettanto so che un filtro decisivo è costituito dall’applicazione dei principî di merito e di trasparenza. Ammettiamo pure, con una sovrumana, se non stolida, buona volontà, che il primo sia stato rispettato, ma il secondo è, more italico, indubitabilmente calpestato. Né Frati è solo in tali gesta; il Rettore ricorda da vicino l’ex ministro Gelmini, altro esimio rappresentante del merito, pescata (a non citare altri episodî a tutti noti), con le mani nella marmellata in una documentata occasione (il famoso esame di abilitazione all’avvocatura di Reggio Calabria, sul quale lo stesso Stella e altri giornalisti a suo tempo hanno fatto luce), e rimasta imperterrita in una carica di cui non era manifestamente all’altezza.

Ora, Stella ha tutte le possibilità di fare della (feroce ed elegante) ironia. Ma chi vive nella stessa Università dove insegna Frati, purtroppo, ha perso da tempo la forza di esercitare quella salutare pratica, e si trova indebitamente accomunato a un costume esiziale, pur rifiutandolo con ogni suo atteggiamento. Garantisco che sono molti a sentire come me, ma non c’è verso; la collettività giudicante di ogni erba fa un fascio. Bene, a nome mio e di quei molti, vorrei dire che solo con un gesto nobile, quello delle dimissioni dalla carica, si potrebbe porre un argine a simili obbrobrî. Si capisce che si tratta di pio desiderio.
In ultimo, una postilla. Al momento della chiamata alla "Sapienza" del figlio di Frati (oltre un anno fa), inviai sia a Stella che a Corrado Augias, di Repubblica, una lettera di forte protesta, naturalmente firmata; non potevo certo pretendere che, in mezzo a chissà quante, venisse pubblicata. Ma tanto sia detto perché non si pensi che l’indignazione di chi scrive sia nata oggi, e non si creda che i docenti universitarî, non essendo appunto chi scrive l’unico a manifestare pubblicamente disagio, siano tutti silenziosi complici.

P. S. Ero a Berlino per tenere un seminario alla Freie Universität nei giorni in cui il Presidente tedesco Christian Wulff ha rassegnato le sue dimissioni, e ho potuto ascoltare alla televisione il suo discorso. Quattro minuti scarsi, commentati dalle giornaliste televisive in meno di due. Semplicemente, un atto dovuto. Non occorrono commenti; né c’è una virgola da aggiungere o togliere al mirabile intervento di Barbara Spinelli sulla Repubblica di ieri, 18 febbraio.

Per leggere l’articolo di Gian Antonio Stella nell’archivio del Corriere clicca qui
 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Giappone, sciolta la Camera bassa

In seguito alla decisione del premier Abe per andare a elezioni anticipate

Colombia, operazione per liberare gli ostaggi delle Farc

Si tratta del generale Ruben Alzate, di un consigliere dell'esercito e di altri tre soldati

Spiare l’intimità degli abitanti di Parigi

Una fotografa americana ha ripreso la vita privata di alcuni cittadini, catturando momenti unici
SHARE

La mappa che rivela quanto è rumorosa la tua città

Applicazioni e mappe di centri europei monitorano l’inquinamento acustico
SHARE

Riuscire a fare tanti soldi anche da morti

Per diventare ricchi non serve lavorare. A volte non serve nemmeno essere vivi. La dimostrazione
SHARE

Garrett Morgan, l’afroamericano che inventò il semaforo

Storia di un riscatto sociale attraverso l’ingegno, per un’invenzione che continua a evolversi
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Gli esercizi per allenare il cervello online non servono a niente

Vengono spacciati per toccasana contro il declino cognitivo, ma i risultati sono modesti. Per queste cose servono specialisti – dal vivo