Gerusalemme, un ragazzo batte il tram in velocità

Leonard Berberi

Non son bastati gli anni (travagliati) di lavoro: 12. Non son bastati nemmeno i soldi (tanti, troppi) spesi per costruire l’intera rete: 300 milioni di euro. E non son bastate nemmeno le polemiche e le paure di attentati. Per non parlare del fastidio e dei disagi nel dover ogni giorno aver a che fare con la polvere, con i reticolati, con il cemento sparso un po’ ovunque, con la ferraglia mollata ai lati delle strade e i blocchi stradali.

Il tram dei desideri, quel CityPass che in 13,8 chilometri collega Gerusalemme Ovest a quella Est, continua a far parlare. Per carità: per ora di incidenti - tra arabi ed ebrei - non ce ne sono stati. Le pietre sono ancora al loro posto. La polizia ogni tanto controlla, ma non è che sia dovuta intervenire granchè.

Il problema è un altro: la velocità. «Va così lento questo tram che facciamo prima a fare il percorso a piedi», è il lamento di molti. Frase fatta, certo. Lo si dice anche di certi mezzi pubblici di Milano e Roma.

Poi però qualcuno ci ha pensato su e quel percorso l’ha davvero fatto a piedi. Michael Spivak (foto in alto), 28 anni, studente alla Hebrew University, s’è messo un paio di giorni fa a camminare a passo di jogging di fianco al tram. Alla fine dei 13,8 chilometri di binari e ferraglia la conferma: quel treno è davvero lento. Spivak è arrivato per primo al capolinea di Pisgat Ze’ev staccando il bolide di quattro minuti.

La notizia non è irrilevante. Appena s’è sparsa la voce che un ragazzo aveva battuto il tram in velocità il Comune di Gerusalemme ha detto subito che il mezzo pubblico sarà impostato per aumentare i chilometri orari. «Quando l’ho visto per la prima volta – ricorda Spivak – mi sono chiesto se sono io o davvero questo tram procede come una tartaruga». Dopo una veloce verifica sul campo, la conferma: il «problema» è nel CityPass.

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