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di Massimo Nunzi

Berlino: ecco quanto investe in cultura una città che crede alla cultura

Blog post del 13/05/2012
Parole chiave: 

31,6 % Opera/Balletto (121.802.000 €)
10,1% Musica (39.066.500 €)
8,2% Monumenti, Archivi e Librerie (29.595.400 €)
4,8% Progetti di natura Letteraria (10.804.270 €)
24,4% Teatro (93.918.000 €)
13% Musei (52.613.764 €)
2,2% progetti indipendenti (121.828.000 €)
3,1% Danza (12.127.062€)
2,6% soldi per progetti speciali legati alla Hauptstadtkulturfunds 10.000.000€)

Questo è l'investimento annuale destinato alle Arti a Berlino.
L’1,8 per cento del budget della Città và tutto lì…
Danza, Teatro, Opera, Balletto, Musei, Progetti indipendenti e Letteratura.

Il Berlinese medio è uno dei cittadini più viziati,artisticamente parlando, dell’intero pianeta.Può accedere facilmente e senza cospicui esborsi economici, a quanto di meglio ci sia oggi sulla scena artistica mondiale. Ieri, ad esempio, ho assistito alla Quinta di Mahler alla Konzerthaus in prima fila,pagando 40 euro.

Non male.

Berlino investe nelle Arti, più di una città come New York e permette a tutti,anche ai meno abbienti , di riservarsi un posto per godere del meglio disponibile.La Capitale, ultimamente nell’occhio del ciclone in seguito alle note vicissitudini economiche,ha uno dei maggiori finanziamenti del Mondo e sostiene, con i soldi pubblici, ben tre teatri d’Opera di proporzioni ragguardevoli che, tuttavia, succhiano un terzo dei finanziamenti e una enorme quantità di attività,che toccano tutti i campi dell’espressione artistica umana.

A questo va aggiunto un primato assoluto nel campo della Danza ( che in Italia si sta letteralmente estinguendo), nelle musiche “Contemporanee”e in tutte quelle rischiose sintesi di sperimentazione messe in atto,per tentare una qualche forma di evoluzione del linguaggio artistico.Non tutto l’oro però sembra luccicare.. ultimamente ci sono state forti reazioni alla politica di distribuzione dei finanziamenti, e infatti, un gruppo di Artistiriuniti sotto la sigla “Independent Scene Coalition” e il Piratenpartei,sta premendo per una ridistribuzione dei finanziamenti verso quelle strutture che si occupano di Sperimentazione e di Avanguardia, tradizionalmente più povere. In realtà alcuni degli artisti di punta del movimento, lamentano la distrazione di alcuni finanziamenti a loro destinati,verso importanti teatri a cui sono garantiti fondi cospicui.

La diatriba è aperta… il confronto è fra quelli che si muovono nel “mainstream “artistico e le punte estreme di uno sperimentalismo che, secondo i “poco finanziati” ,rappresenta il vero motivo dell’attrattiva artistico/turistica della Città e il volano economico che struttura la diversità di Berlino, rispetto alle altre Capitali del Mondo.

Molti membri del Piratenpartei, affermano che godere solo del 5% dei finanziamenti pubblici è ingiusto,
visto che sono le loro attività e non i concerti alla Staatsoper a rendere “unica” la Città. Il “Glamour di Berlino risiede invero nella enorme quantità di proposte “alternative” laddove anche il jazz, sembra essere ormai una musica per “ vecchietti “se comparata alle sperimentazioni,
spesso estreme e talvolta truculente, della scena berlinese.

Tuttavia c’è del vero.
Una delle proposte, invero geniali, del PIRATENPARTEI,è di usufruire degli spazi teatrali in pausa estiva,che sarebbero disponibili per sei settimane all’anno.Questo permetterebbe ai “nuovi”, di accedere a mezzi tecnico espressivi e a denari che potrebbero sotenere le loro “nuove” opere.

In realtà, dicono alcuni membri, non c’è niente di nuovo sotto al Sole,visto che le Arti , così come noi le conosciamo, non esisterebbero senza i Medici, il Vaticano e quei Mecenati che hanno dato modo ai grandi del passato, di realizzare le loro Opere.

Resta il fatto che, a parte le tensioni interne, che sono sempre esistite laddove si riuniscono più di due artisti insieme,La situazione di Berlino, rappresenta una straordinaria possibilità economica e umana e un approccio sicuramente da imitare anche in Italia, per rilanciare la Cultura come bene produttivo e come ricchezza economica.

Vi lascio immaginare cosa potremmo fare noi …

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COMMENTI /

Ritratto di Sergio Ferraris
Dom, 13/05/2012 - 16:49
Sergio Ferraris
Le cifre non tornano: 31,6 % Opera/Balletto (121.802.000 €), uguale a : 2,2% progetti indipendenti (121.828.000 €) ?????? 4,8% Progetti di natura Letteraria (10.804.270 €) quasi uguale a 2,6% soldi per progetti speciali legati alla Hauptstadtkulturfunds 10.000.000€)???? Poi perchè non dare l'inverstimento complessivo e costringere il lettore ad armarsi di calcolatrice. Inoltre qual'è la fonte dei dati? Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/fanfara-frenetica/berlino-laddove-la-cultura-paga-con-gli-interessi#ixzz1ulFXmnNW Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/fanfara-frenetica/berlino-laddove-la-cultura-paga-con-gli-interessi#ixzz1ulFXmnNW
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Ritratto di Anonimo
Dom, 13/05/2012 - 19:10
La ringrazio della segnalazione. Sono a Berlino per lavoro e , parlando con colleghi artisti, mi è stata segnalata la querelle in corso fra addetti ai lavori, riguardante i finanziamenti di Stato alle Arti. Mi scuso dell'errore che non è mio ma che è sulla scheda prodotta dal giornale EXBERLINER, che si occupa di fornire le info sui programmi artistici che sono disponibili in Città e che ha trattato l'argomento in maniera approfondita. L'investimento complessivo, "The Berlin state cultural budget" nella scheda incriminata è di € 385.000.000 nel 2011 e quindi, ne consegue che Il denaro corrisposto per i progetti indipendenti equivale a 21.185.172€. http://www.exberliner.com/articles/exberliners-may-issue_1. Tuttavia l'argomento, molto sentito dagli artisti che ho incontrato e che mi sembrava giusto segnalare, riguardava la distribuzione dei finanziamenti. Quelli che si occupano di avanguardia affermano che lo spirito di Berlino è legato alle loro performance rivoluzionarie e sperimentali e per questo rivendicavano maggiori finanziamenti. Spero di averla accontentata.E spero che anche lei auspichi qualcosa di simile dalle nostre parti.
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Ritratto di G.
Dom, 13/05/2012 - 21:46
G.
ho vissuto a Berlino, splendida, e spero di tornarci presto. Però posso francamente dire che a Berlino o investono in cultura e arte, o muoiono di fame. Non hanno poli industriali, è una città che economicamente vale praticamente zero, non è manco considerabile come "Germania" per certi versi (per fortuna, sempre per certi versi). Quindi quelle cifre ci stanno. Sono un esempio, tuttavia, di come una città (stato, ricordiamoci che Berlino è land a parte) riesca a vivere quasi solo di cultura. L'Italia potrebbe farlo con meno sforzi e più successo.
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Ritratto di G.
Dom, 13/05/2012 - 21:46
G.
ho vissuto a Berlino, splendida, e spero di tornarci presto. Però posso francamente dire che a Berlino o investono in cultura e arte, o muoiono di fame. Non hanno poli industriali, è una città che economicamente vale praticamente zero, non è manco considerabile come "Germania" per certi versi (per fortuna, sempre per certi versi). Quindi quelle cifre ci stanno. Sono un esempio, tuttavia, di come una città (stato, ricordiamoci che Berlino è land a parte) riesca a vivere quasi solo di cultura. L'Italia potrebbe farlo con meno sforzi e più successo.
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