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di Massimo Nunzi

Perché il Cavalier Giovanni Allevi è così odiato dai colleghi?

Blog post del 22/05/2012
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Una delle scene più divertenti del Cinema degli ultimi anni è nel film “Quasi Amici”
ed è quella dove l’attore Omar Sy, riconosce le musiche del grande repertorio classico,
che il suo datore di lavoro paralizzato gli fa sentire,
perché sono quelle usate dalla segreteria telefonica
della previdenza sociale, dell’ufficio disoccupazione
e di varie segreterie telefoniche socialmente utili.

Oggi, non bisogna necessariamente nascere nelle periferie di una grande città
ed appartenere a classi sociali disagiate, per ignorare qualsiasi tipo di musica
che non sia quella sputata fuori dalle heavy rotations radiofoniche,
televisive e da internet.

A meno che non vi siano condizioni favorevoli per questo tipo di scoperta,
che vengano dalla scuola, dalla famiglia o da un forte interesse personale,
alcune “musiche”, rimangono fuori dalla porta di casa di moltissime persone.

Ed è qui che entra in gioco Giovanni Allevi.
 

 

La ragione di questo post riguarda la sua nomina a Cavaliere .

La cosa, non è passata inosservata e ha suscitato nel mondo musicale
un vero tsunami di reazioni, manco a dirlo, tutte negative.

Facebook in particolare raccoglie commenti dei colleghi
che vanno dall'improperio alla bestemmia, dal giudizio tranciante
allo sfogo esistenziale contro un mondo ingiusto e ignorante.

Allevi è inviso a molte categorie musicali "colte"
e sono altissimi i livelli di insofferenza patiti
in particolar modo, dai Jazzisti e dai Musicisti Classici.

Qualche anno fa aprì le controdanze Uto Ughi,
che lo ha demolito con bordate critiche mai sentite prima,
dando la stura a reazioni altrettanto scomposte
di gran parte della comunità musicale italiana.
 

 

Perché così tanti musicisti odiano Allevi?

Me lo sono chiesto molte volte, perché capita di frequente
che alcune dichiarazioni del pianista di Ascoli Piceno,
suscitino sconcerto e non sempre per invidia o frustrazione
ma perché assolutamente surreali.

“Ho sentito la necessità di scrivere e affermare una nuova
musica classica contemporanea, che prenda le distanze
dalle correnti precedenti già consolidate e recuperi
un'inedita sensibilità europea.
Questo lavoro porterà alla ribalta una figura ormai
completamente sconosciuta all'immaginario collettivo:
il compositore puro
”.

Visto che vivo nella musica e faccio lo stesso mestiere,
mi sono incuriosito al personaggio e ho cercato
di comprenderne i contenuti,
senza avere preconcetti di alcun tipo.

Un paio di anni fa, ricordo di averlo anche difeso in un blog.

Sostenni che Allevi diffonde uno stile strumentale che ha alcune (leggere)
assonanze con stili musicali "classici", pressoché assenti dalla scena Pop
e che quindi il suo,poteva essere un ruolo importante,
da giocare bene, per avvicinare i giovani a suoni diversi
da quelli proposti dal Mass Market musicale globale.

Chi non nasce in situazioni favorevoli all’evoluzione critica del gusto musicale,
sente solo la radio, vede la tv e cose analoghe a quelle televisive su Internet e,
come il personaggio del film citato prima,
riconosce l’”Aria sulla Quarta Corda di Bach”, perché è la sigla di Quark.
 

 

Ci sono molte eccezioni, ma io mi riferisco al grande pubblico che guarda
Amici, X Factor etc, e non è un caso che lo zoccolo duro di fan di Allevi,
che lo difende a spada tratta dalle violente critiche che subisce
pressocché quotidianamente, sia formato da giovani e giovanissimi.

La domanda che i miei colleghi , travolti dall’indignazione
per le dichiarazioni di Allevi non si pongono veramente è:
perché piace così tanto?

Possibile che il “fenomeno” Allevi sia solo una manovra di marketing
studiata nel dettaglio e propagata a livello nazionale?

Possibile che lui reciti una “parte” e che in qualche
modo abbia creato un nuovo prototipo di artista,
per una nuova generazione di fruitori?

Possibile che non sia “vero” ma costruito e teleguidato,
anche nel suo modo di parlare?

Non credo.

Credo che Allevi sia molto consapevole di quello che fa
e che comunque sappia bene dove si colloca la sua musica.

Allevi, sa come toccare certe corde e di sicuro lo fa con risultati eccellenti
per lui e per il “suo” pubblico, che si è costruito negli anni e che lo adora.

Lì non c’è marketing che tenga e chiunque suoni, lo sa.

Il pubblico non reagisce con ovazioni e sold out senza un motivo,
e non c’è persuasore occulto che possa influenzare il mercato
e la percezione “fisica” del nostro fare musica.

Questo spiega anche Lady Gaga e fenomeni simili,
che godono di apprezzamenti planetari.

Io penso che Allevi sia riuscito a captare
un bisogno di profondità e spessore artistico,
di poesia e tecnica, che tutti percepiamo
come bisogno profondo ma che la grande massa
non riesce a ritrovare in quello che abitualmente
ascolta nei suoi media comuni.

La novità è che Allevi fa effetto a gente sensibile e che,
potenzialmente, sarebbe anche pronta ad andare oltre ad Allevi stesso.
Magari verso Mertens, Tiersenn, Jarret, Glass
e poi approdare a Reich fino a Ligeti.
 

 

Da ragazzo ricordo che gli Emerson Lake & Palmer, musicisti di tutt’altra caratura,
portarono moltissimi ad avvicinarsi alla musica Classica,
grazie ai loro arrangiamenti di brani come “Pictures at an exhibition” di Mussorgsky.
 

 

All’epoca erano considerati dei biechi capelloni dai “grandi maestri dei grandi stili”
e furono demoliti dall’Accademia, almeno quanto ora la stessa Accademia
demolisce Allevi, ma per molti, gli EL&P furono un viatico
verso qualcosa di più solido artisticamente,
ma che il grande pubblico generico, spesso,
percepisce come inaccessibile.

Per questo ho creato “Jazz Istruzioni per l’Uso”
per Repubblica ed Espresso e ho scritto il libro omonimo  per l’Editore Laterza:
perché volevo che la gente non si sentisse inibita nell’avere
risposte articolate a domande molto semplici, ma che scaturiscono
da un desiderio profondo di conoscenza e dalla necessità di “crescere”
nella percezione della musica ed evolversi.
 




Avere una possibilità di scelta che viene solo dalla conoscenza.

Io anche amo la fisica quantistica, ma non mi azzardo a
fare domande a un amico che la padroneggia,
per imbarazzo e senso di inferiorità .

Comprendere la musica di George Russell
e del suo Lydian Chromatic Concept,
ad esempio, è complesso quanto la fisica quantistica
e richiede anni di studio ed approfondimento
oltre che di passione e dedizione.
 

 



Poi, senza una spiegazione logica, da un momento all’altro,
si comprende quel mondo e se ne gode come se si fosse sottoposti
ad una scarica di “adrenalina estetica”.

Chiaramente è più “facile” ascoltare del buon Hot Jazz ,
dinamico e swingante e restare lì,
ma tuttavia, molto pubblico vuole esplorare e cercare di andare oltre.


D’altra parte, farsi una cultura musicale, costa e pagare 90 euro
per vedere Brahms, Jarret  o Pollini è cosa per pochi e tuttavia,
credo che l’evoluzione del gusto musicale,
possa avvenire solo con l’esperienza diretta dell’ascolto dal vivo.


Negli anni del monopolio Rai, le trasmissioni divulgative
c’erano e uno poteva incappare forzosamente in
“C’è Musica e Musica” di Berio
e con due soli canali, non potevi scappare… ora c’è Internet ,
ma bisogna sapere dove andare e l’offerta massiccia di materiali
paradossalmente rende difficile capirci qualcosa.

La conclusione del mio pensiero è che Allevi in fondo
ha trovato un modo senza dubbio efficace di riempire
un vuoto profondissimo che c’è in Italia
e che è legato alla scuola e alla totale mancanza di un progetto
di evoluzione culturale per i giovani.

Perchè Allevi non dovrebbe approfittarne?

A spararle grosse, si ottiene visibilità mediatica,
e nessuna sprezzante analisi di colleghi pianisti diplomati
con 110 e lode (ma alla canna del gas professionalmente),
la potrà mai intaccare.

Chiaramente Allevi presta il fianco a critiche di ogni genere
quando afferma riguardo alla sua direzione d’orchestra :

Ho rubato qualcosa a tutti i grandi e alla fine ho capito di aver creato
un mio stile originale.
Ho copiato la posizione eretta che conferisce autorevolezza da Riccardo Muti,
il modo deciso di portare il tempo di Arturo Toscanini,
la passione e il trasporto da Daniel Oren
e la capacità di dirigere gli orchestrali
anche con uno sguardo di Leonard Bernstein
”.

La sua musica, che definisce come evoluzione
della musica (tonale) dell’ 800 e del 900 e sintesi moderna
del pensiero di Mozart,Chopin, Bach e Beethoven,
è quello che ci meritiamo, visto che in Italia l’apprendimento
della musica è negato del tutto o affidato al povero flauto dolce
e alle sue pigolanti sonorità.

Il problema è che il pubblico di Allevi non può reagire a queste affermazioni
e in qualche modo, le subisce, senza diritto di replica.

Questo è un punto che, secondo me, crea frustrazione nei musicisti.

Allora dico ai musicisti: invece di lamentarci,
lasciamo stare Allevi nel suo mondo e facciamolo prosperare felice,
visto che è amatissimo e che i suoi fan si incazzano non poco quando lo si critica...


Non sono d’accordo anche sul fatto di umiliare persone dall’alto
delle competenze accademiche, sbandierando diplomi e premi...

La gente che segue Allevi ha un desiderio di bellezza
che in qualche modo risolve attraverso la sua musica .

L’unica azione possibile e realistica che i musicisti possono attuare
si chiama ricostruzione, per dare al pubblico una possibilità di scelta.

Sta a noi a questo punto ricostruire da zero
e fare il possibile per dare a tutti l’accesso a
quelle musiche che hanno spessore e valore assoluto,
da Gesualdo a Ligeti, da Leonard Cohen
a Brad Meldhau, da Jelly Roll Morton a Eric Dolphy
e questo sarà l’unico modo per rendere
consapevoli alcuni o perlomeno, per offrire
loro una possibilità di conoscenza,
che potrà essere anche rifiutata.

E per questo Allevi non ha competitori.

Perché quello che manca oggi è la possibilità di una
scelta consapevole e critica.


 

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COMMENTI /

Ritratto di Marco Giovanniello
Mar, 22/05/2012 - 14:29
mgiovanniello
Perché molti pensano che sia un fenomeno da baraccone.
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Ritratto di Massimo Nunzi
Mar, 22/05/2012 - 14:41
MNunzi
<p>Il problema come leggerai dall&#39;articolo, &egrave; molto pi&ugrave; complesso..</p>
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Ritratto di Giuseppe
Ven, 26/04/2013 - 21:45
Giuseppe
il problema invece è abbastanza semplice, e Luca lo ha chiarito in 4 parole. se vogliamo allargare il problema e rivestirlo d'altro allora apriamo il discorso senza parlare dell'impostore (che siccome è anche sincero è un impostore doppiamente colpevole, perché non sa quello che fa).
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Ritratto di luca
Mar, 22/05/2012 - 18:31
luca
Non sono d'accordo con l'articolo. Dire che Allevi è un personaggio positivo perchè avvicina alla musica "colta" (qualsiasi cosa significhi) è come dire che il Bignami è un'ottima lettura perchè avvicina a Manzoni. Io dico che al massimo serve a mettersi la coscienza in ordine e a millantare conoscenza musicale la sera in pizzeria. Persino Lady Gaga è legittimata ad avere il ruolo che ha: sostiene di produrre musica pop mainstream e di fatto produce quelli che sono tra i migliori brani pop mainstream del momento. Allevi invece sostiene con foga di essere ciò che non è, ovvero un grande musicista erede dei grandi del passato. Questo fa di lui un fastidioso impostore.
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Ritratto di andrea61
Mar, 22/05/2012 - 14:47
andrea61
Credo che nessuno avrebbe intellettualmente aggredito Allevi se questo si fosse limitato dire che ama la musica che scrive e che spera possa piacere a tanti. Il fatto di paragonarsi a Beethoven, Mozart, mettere di mezzo Toscanini o Muti lo trasforma automaticamente in quel fenomeno da baraccone tanto disprezzato da crede che la musica "colta" debba fondarsi su serie e profonde basi culturali e non su semplici melodie orecchiabili musicalmente spesse quanto un foglio di carta velina. Qualche sera fa ho riascoltato la sua versione dell'Inno di Mameli, esecuzione priva di un vero filo logico con effetti sonori messi qua e la' un po' a casaccio a testimonianza di una conoscenza musicale ancora acerba. In sisntesi Allevi e' il nostro Cleyderman, bravo e onesto musicista in grado di scaldare i cuori di chi ascolta e di far apprezzare musica che non sia rumore. Pero' Jazz e musica classica sono un'altra cosa. Il tutto ovviamente secondo il mio modesto parere.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 17:56
Parere condiviso dai più.
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Ritratto di Gianfrancesco
Mar, 22/05/2012 - 15:18
Gianfrancesco
per vedere Brahms io 90 euro li spenderei pure, ma credo che sia un po' complicato... Ma quello che non ho capito, della pur dotta dissertazione e' perché, secondo lei, Allevi sta antipatico ai musicisti.... Mi ha spiegato il perché del suo successo e della sua "necessita" nel nostro povero panorama musicale, lasciandomi pero' insoddisfatto nel quesito che lei stesso ha posto. Per quel che mi riguarda ho ascoltato due suoi cd e assistito a un concerto, ma non ho ritrovato nessuna delle indicazioni che lo stesso Allevi fornisce per spiegare la sua natura artistica. Forse la ragione sta nel fatto che non e' Mozart ( su questo saremo d'accordo spero) e si atteggia a tale?
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 18:04
Io ne ho spesi 40 per vedere la Quinta di Mahler una settimana fa a Berlino.. a Berlino l'Arte è accessibile a tutti peché c'è una POLITICA CULTURALE.. andate a leggere il mio post su Berlino.. Riguardo alla sua osservazione: la risposta c'é ed è evidentissima...Allevi ha gioco facile perché non ha nessuno che lo contraddice nelle sue farneticazioni. E io suggerivo ai miei colleghi di evitare di continuare a cercare di convincere il mondo che è un incapace perché oggettivamente NON LO E'... è un abile e intelligente stratega che, semplicemente approfitta della situazione di un'Italia che non fa nulla per la divulgazione e la cultura , non solo musicale. E quindi dice fregnacce che riverberano agilmente sui Media e convince le Masse.Inutile contrastarlo a anatemi come fa un signore qui sotto.. e noi musicisti non possiamo ignorarlo. Dobbiamo conoscere bene la situazione che ci circonda per poter continuare a fare questo che facciamo e cioè Musica. Quello che possiamo fare è promuovere la conoscenza della musica il più possibile per OFFRIRE POSSIBILITa? di conoscenza e critica .. tutto qua. I musicisti sono arrabbiati per quello che dice più che per quello che fa..quello che fa chiunque suoni, lo può comprendere nella sua fattura al priissimo ascolto e quindi considerarlo per quello che è.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 18:04
Io ne ho spesi 40 per vedere la Quinta di Mahler una settimana fa a Berlino.. a Berlino l'Arte è accessibile a tutti peché c'è una POLITICA CULTURALE.. andate a leggere il mio post su Berlino.. Riguardo alla sua osservazione: la risposta c'é ed è evidentissima...Allevi ha gioco facile perché non ha nessuno che lo contraddice nelle sue farneticazioni. E io suggerivo ai miei colleghi di evitare di continuare a cercare di convincere il mondo che è un incapace perché oggettivamente NON LO E'... è un abile e intelligente stratega che, semplicemente approfitta della situazione di un'Italia che non fa nulla per la divulgazione e la cultura , non solo musicale. E quindi dice fregnacce che riverberano agilmente sui Media e convince le Masse.Inutile contrastarlo a anatemi come fa un signore qui sotto.. e noi musicisti non possiamo ignorarlo. Dobbiamo conoscere bene la situazione che ci circonda per poter continuare a fare questo che facciamo e cioè Musica. Quello che possiamo fare è promuovere la conoscenza della musica il più possibile per OFFRIRE POSSIBILITa? di conoscenza e critica .. tutto qua. I musicisti sono arrabbiati per quello che dice più che per quello che fa..quello che fa chiunque suoni, lo può comprendere nella sua fattura al priissimo ascolto e quindi considerarlo per quello che è.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 15:20
Anonimo
Caro Nunzi, la sua analisi non può essere assolutamente condivisa da chi fa e/o ama l'arte. Allevi è un impostore e questo suo atteggiamento fa male alla società, all'arte e soprattutto a coloro che dedicano la propria vita alla musica. Lasciamo perdere i titoli, le lauree e quant'altro. Obiettivamente ciò che propone Allevi al pianoforte corrisponde alle canzoni di Ligabue (per citarne uno a caso) e Luciano non si è mai autoproclamato "erede di Jimi Hendrix" o qualcosa di simile, perchè sa di vendere un prodotto che artisticamente è nullo. (è orribile dare un valore all'arte ma serve per spiegarmi!) Inoltre è una vergogna che ai massimi livelli si dia peso ad un personaggio del genere con i soldi dei cittadini (vedi concerto al senato, inno delle marche, etc) e si inviti a cantare l'inno di Mameli una "cantante" squallida come Arisa, specialmente dopo una giornata di tale sofferenza, a insultare tutti coloro che studiano, si confrontano e migliorano giorno dopo giorno per potersi sentire dei cantanti. Trovo questo suo articolo davvero fuori luogo, per me va condannato e basta.
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Ritratto di Marco Giovanniello
Mar, 22/05/2012 - 15:55
mgiovanniello
Anch' io ai miei tempi ho sentito i Quadri da un' Esposizione di Mussorgsky solo dopo Yessongs e Bach dopo A Whiter Shade of Pale, ma Allevi è in un' altra categoria, le sue sono solo canzonette, ma pretende di passare per musicista classico, che non è. È un furbacchione che fa tanti soldi, beato lui e prende in giro chi si fa un mazzo così, con tanti sacrifici e senza prebende o cavalierati. Non mi sembra il caso di difenderlo, sta all' arte come Eric Carmen sta a Rachmaninoff, non intendendo il Rach 3 hollywoodiano. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e ad Allevi quel che è di Allevi, cioè i soldi e il successo da musicista commerciale, ma non chiamiamolo artista, è offensivo per i tanti che fanno cultura veramente, non alla Macao.
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Ritratto di Marco Giovanniello
Mar, 22/05/2012 - 15:59
mgiovanniello
ERRATA CORRIGE Chiedo venia, i ricordi di gioventù si confondono. Ovviamente gli Yes con l' Uccello di Fuoco stavano a Stravinsky come ELP a Mussorgsky.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 16:43
Io sono dell'idea che Allevi sia certamente sostenuto da un buon marketing, ma che comunque vada a coprire una precisa esigenza di mercato. Andando indietro nel tempo non trovo differenze abissali fra il prodotto di Allevi e quello di altri personaggi che hanno venduto valanghe di dischi, vedi - ad esempio - Richard Clayderman. Prima ancora c'è stato il periodo delle grandi orchestre, come Paul Mauriat, Bert Kaempftert o Arturo Mantovani. Tutte offerte musicali che, sia pure con le loro differenze, avevano una matrice comune. Peraltro, vistro il successo transnazionale di tutti questi artisti, credo pure che l'esigenza non sia solo della popolazione italiana, con tutti i suoi 'difetti'. Detto per inciso: anche a me Allevi non è particolarmente simpatico, e non sono una musicista. Comunque concordo con lei che se ci fosse un accesso all'ascolto della musica classica non solo più semplice, ma anche largamente diffuso sul territorio, la sua platea si incrementerebbe notevolmente.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 18:21
Io ne ho spesi 40 per vedere la Quinta di Mahler una settimana fa a Berlino.. a Berlino l'Arte è accessibile a tutti perché c'è una POLITICA CULTURALE.. andate a leggere il mio post su Berlino.. Riguardo alla sua osservazione: la risposta c'é ed è evidentissima...Allevi ha gioco facile perché non ha nessuno che lo contraddice nelle sue farneticazioni. E io suggerivo ai miei colleghi di evitare di continuare a cercare di convincere il mondo che è un incapace perché oggettivamente NON LO E'... è un abile e intelligente stratega che, semplicemente approfitta della situazione di un'Italia che non fa nulla per la divulgazione e la cultura , non solo musicale. E quindi dice fregnacce che riverberano agilmente sui Media e convince le Masse.Inutile contrastarlo a anatemi come fa un signore qui .. e noi musicisti non possiamo ignorarlo. Dobbiamo conoscere bene la situazione che ci circonda per poter continuare a fare questo che facciamo e cioè Musica. Quello che possiamo fare è promuovere la conoscenza della musica il più possibile per OFFRIRE POSSIBILITA' di conoscenza e critica .. tutto qua. I musicisti sono arrabbiati per quello che dice più che per quello che fa..quello che fa chiunque suoni, lo può comprendere nella sua fattura al primissimo ascolto e quindi considerarlo per quello che è. Senza alcun dubbio..
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Ritratto di clemente perrone da zara
Mar, 22/05/2012 - 19:01
CPerrone
Secondo me Allevi ha successo perché è un personaggio facile e la sua musica lo è ancora di più; per me è musica da ascensore, ma la trovo insulsa anche in quel campo; del personaggio Allevi non dico nulla, mi è del tutto indifferente. Più in generale temo che gli italiani, soprattutto i giovani, abbiano orrore (la maggior parte, non certo tutti) di ciò che la cultura rappresenta, per questo si sentono a loro agio con Allevi, perché non è impegnativo ma al tempo stesso è spendibile in pubblico. sono abbastanza sicuro che molti giovani sarebbero entusiasti di ascoltare berlioz, chopin, beethoven, persino wagner, ma gli manca un filo conduttore che li faccia arrivare sin lì. temo che il panorama culturale crei in molti italiani un senso di panico o almeno di indifferenza e questo, ahimé, vale in particolare per la musica classica, sia essa sinfonica, lirica o (peggio che mai) da camera. è un fenomeno che mi fa molta tristezza, non solo perché amo la musica e la coltivo da sempre, ma soprattutto perché frequento teatri in giro per l'Europa e noto che questo distacco dalla musica non esiste.
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Ritratto di giorgio rezzonico
Mar, 22/05/2012 - 19:30
gufo
non sono un intenditore di musica,il mio metro di giudizio sono le mie orecchie,se queste si aprono e seguono con godimento bene,in caso contrario spengo. stabiliti i miei limiti dico che la musica di allevi mi sembra di plastica e totalmente inutile ( salvo che a lui naturalmente ).
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Ritratto di enrico cosimi
Mar, 22/05/2012 - 20:14
enrico cosimi
l'equivoco di fondo è considerare le composizioni di Allevi come "musica classica" e, altro equivoco conseguente, riconoscergli il non meglio identificato merito di "avvicinare le masse alla musica classica". Cerchiamo di approfondire: 1) Allevi compone blande sonorizzazioni musicali, di fattura gradevole, ma tranquillamente assimilabili agli esercizi di basso numero dei buoni Jacopo e Gennaro Napoli (per chi ha frequentato il vecchio ordinamento di Armonia Complementare); nulla insomma per cui valga la pena di gridare al miracolo. Quando Ughi - furori a parte - identifica la musica di Allevi come "molto fumo e poco arrosto" è assai più tranciante che nel resto del suo veemente intervento. 2) l'idea che la Musica Classica debba per forza essere noiosa andrebbe verificata "sul campo"; ovvio che se Allevi è classico, se non mi annoio ascoltandolo... allora sono intellettualmente cresciuto perchè ho imparato a sopportare la Muuuuusica Classicaaaaaa (che paura...). Ovvio che, non essendo musica classica (maiuscolo o minuscolo che scriver si voglia), non c'è premio e non c'è riconoscimento per l'ascoltatore. Altrettanto ovvio che, dietro al personaggio, sia assai facilmente riconoscibile un preciso sforzo di marketing che - dall'estetica del personaggio (andate in giro voi a 43 anni suonati come un pischelletto di 18 e sai le risate...), alla caratura delle sue dichiarazioni, alla costruzione di un personaggio "eternamente bimbo che vive di meraviglia in meraviglia", fino arrivare alla magistrale (questa si...) costruzione della falange dei cosidetti "Alleviani", una sorta di sorcini filopianistici. Premetto che non mi trovo a mio agio con i colleghi che schiumano rabbia e che augurano i peggiori supplizi per Allevi, tuttavia è ovvio che un qualsiasi musicista "militante" (e con questo termine intendo, forse impropriamente, chi fa della musica il suo mezzo di sostentamento) non potrà che provare incomprensione (prima) e frustrazione (dopo) nei confronti del clamoroso equivoco che si è innescato nei confronti del pianista ascolano. Lo si consideri per quello che è: non il novello Mozart (ci mancherebbe...), non il nuovo Bollani, non il nuovo Satie; semplicemente, un artigianale produttore di anodine sonorizzazioni di fattura professionalmente sufficiente a finire come commento alle immagini. Del resto, a quello serve la sonorizzazione, non a suscitare intime tempeste emotive. La differenza tra Allevi, Schlacks e Claydermann è che nessuno si è mai sognato di costruire/autocostruire sopra gli ultimi due autentici castelli in aria, e quindi nessuno se ne è mai giustamente sentito offeso. Ma, per tutti e tre, si tratta di onesti produttori d'innocue melodie: mi viene in mente il nostrano Stelvio Cipriani, per dirne uno... Mi scuso per la lunghezza dell'intervento.
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 20:34
Se ad alcuni di voi tipo Luca, piace contraddirmi for the sake of it.. bé.. accomodatevi.. ma leggete i post e non solo il titolo.. Allevi è una realtà e io, per quanto vi possa sembrare strano, lo rispetto per quello che fa anche se non mi piace affatto.. ma non sono dello stesso avviso per quello che afferma.. chiaro il concetto? Non è facile diventare Clyderman o Stephen Shlacks e per qualcuno può essere un punto di arrivo quanto per un altro emulare Gould..ed è da faciloni pensarlo.. Fra i miei amici di FB e nella vita c'è gente che suona di tutto, dalla banda al liscio con GRANDE CONVINZIONE... Proust diceva che non bisogna disprezzare la musica semplice, che è ascoltata da cuori puri.. alcuni di questi cuori puri in Allevi e nella sua musica ci credono profondamente e si emozionano davvero e io LI RISPETTO.. non sono il tribunale dell'inquisizione e credo che tutti abbiano diritto a fare e a dire quello che gli pare.. se uno dice frescacce bè, lì reagisco e dico OK, io mi preparo e ti dimostro che non sei Mozart o il nuovo Grieg.. sei un ottimo affabulatore che ha un talento non indifferente nel confezionare un prodotto che tocca la gente..ma i tribunali non li faccio.. sono un uomo che rispetta gli altri uomini e non mi fccio forte della mia cultura e del mio peso artistico sparando giudizi a mitraglia. Cerco di rimanere aperto e attento ai diversi da me e ripeto, pur magari non capendone il linguaggio li rispetto di base.. grazie.
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Ritratto di Enrico Cosimi
Mer, 23/05/2012 - 11:51
Enrico Cosimi
Ma siamo proprio sicuri che G.A. sia convinto di fare "musica semplice per cuori puri"? ll nucleo della questione è tutto li...
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Ritratto di Anonimo
Mer, 23/05/2012 - 14:03
Caro Enrico, non so se siano proprio "puri" ma li tocca.. questo è certo.. ho visto folle adoranti e in religioso silenzio.. non è che non ci abbiano provato altri no? Tu sei un Maestro diplomato in pianoforte e musica elettronica.. sai cosa intendo no?
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Ritratto di Anonimo
Mer, 23/05/2012 - 19:34
per carità! rispetto le masse adoranti, anche se occorrerebbe quantificarle una volta per tutte, altrimenti continuiamo a dare dimensioni poco chiare al fenomeno che (garantisco) è molto più nazionale di quanto non lo si pensi...quello che non mi quadra è che, facendo un esempiaccio al volo, un abile ombrellaio ti rimette a posto l'ombrello con sana e artigianale manualità, ma mentre ti riconsegna il parapioggia, non dichiara "con la mia arte, ho creato un punto d'incontro tra la natura madre di tutti noi e l'intimo sentire del genere umano da sempre alla ricerca di nuove armonie..." o cose del genere, altrimenti non lo prenderesti sul serio, no? ovvero: io con la musica ci camp(av)o e una delle poche cose che ho imparato è a non fidarmi di chi si auto proclama artista, o creatore superno, o che comunque si mette da solo su un piedistallo. Insomma: fai roba semplice per le persone semplici? Evviva, non tutti possono permettersi Le Curbusier e per molti IKEA è più che abbordabile, però IKEA non si inventa auto panegirici sulla propria capacità artistica. Altrimenti, il pernacchio di defilippiana memoria è d'uopo....
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Ritratto di jari
Mar, 22/05/2012 - 21:57
jari
letto. io allevi lo odio. non si può ascoltare uno che dice quelle cagate. però il ragionamento sulla "impossibilità di replica" è giusto e anche sull'abisso che la scuola lascia nelle "competenze musicali" degli studenti. persino il liceo, che fornisce mappe per muoversi in molti campi della cultura, in musica dà un contributo nullo. io non ce la faccio a fare finta di niente perché purtroppo i media, per cui lavoro, mi propinano spesso allevi senza far alcun tentativo di 'spiegarmelo' ma esclusivamente per incensarlo. ho visto interviste vomitevoli in cui veniva presentato nello stesso modo in cui lui presenta se stesso (erede di mozart, bach beethoven. tutti messi insieme, nell'ordine che si preferisce). il suo ego smisurato è tanto più insopportabile perché la complessità della sua musica, e il pensiero che stanno alla sua base, sono davvero minimi. tuttavia prendo come un suggerimento il tuo interessante pezzo. tenterò di ignorarlo.
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Ritratto di Paolo C.C.
Mar, 22/05/2012 - 22:30
Paolo C.C.
Grazie, Massimo Nunzi!!! dal profondo del cuore. Sono un appassionato di "tanta musica", un grande ignorante in realtà, o forse un piccolo autodidatta. Così come per il suonare i miei strumenti - chitarra e armoniche - così faccio per la musica che ascolto e amo: vado a orecchio. Il jazz, la musica classica, la bossa ed il tango, oltre che alla musica elettronica alla Jarre, sono solo parte del mio pane, il mio paradiso in realtà... Eppure ho poco tempo e meno voglia, per approfondire attraverso uno studio organizzato, teorico e razionale, onde comprendere meglio ciò che mi piace ed il perchè. A volte ho la fortuna di individuare l'origine di un nuovo filone d'oro, e quindi scopro magari che una musica stupenda ascoltata per errore un anno prima, fa parte di un genere, all'interno del quale oltre al brano noto, esiste un universo di godimento. Così mi accadde per esempio, anni fa, proprio per il tango argentino. Ebbene, oggi il mio appiglio fortuito sei tu! Perchè l'originario "stile" che tu hai menzionato, o meglio il suo capostipite, George Russell, rientra in una di quelle sonorità che ho potuto amare senza conoscenza, quando di sfuggita negli anni ho avuto occasione di coglierla da qualche radiotrasmissione notturna e isolata. Oggi so che quel meraviglioso e articolato e multiforme e vibrante stile di jazz fa parte del Lydian Chromatic Concept. Ora lo sto ascoltando e godo come un folle e...lo devo a te. Grazie, grazie infinite. Oh, per inciso, bell'articolo: anche Allevi si può ascoltare, tutto sommato. Certo che Bach e Chopin... ;-)
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Ritratto di Anonimo
Mar, 22/05/2012 - 23:50
al di là di qualsiasi considerazione di merito sul merito "non translato" di G.A., se confrontiamo la modalità con cui in genere in Italia si attribuisce valore a qualsiasi forma artistica, se consideriamo che i nostri produttori discografici hanno competenze minime, se osserviamo con quali parametri retorici vengono quotidianamente esposte e/o descritti i sentimenti e le emozioni, potremmo dire che G.A. è lo specchio del nostro mondo culturale così come altri "chevalier" già sono stati il riflesso di altro . Siamo noi che siamo così. Dal fan che ama più la leggera psicosi "artistica" dell'uomo Allevi, al costosissimo ufficio onoreficenze che attribuisce il cavalierato alla stregua del famoso Ercole d'oro. Non riesco a trovare un "controvalore" nella tesi di Massimo, tutt'al più un'altro modo di traghettare il vecchio meccanismo mentale del produttore musicale italiano: se vende è valido. insomma ti ritrovi quello che voti. per aspera.
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Ritratto di Anonimo
Mer, 23/05/2012 - 00:26
Io non penso si tratti di un fenomeno da baraccone. Piuttosto mi sembra un utile idiota, burattino teleguidato dalla multinazionale che lo ha a libro paga. Una specie di "trota" ancora protetto dal papà potente....
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Ritratto di Luca
Mer, 23/05/2012 - 09:09
Luca
Finalmente un'articolo su Allevi molto razionale, in cui si analizzano pregi e difetti del musicista, senza preconcetti. Mi fanno ridere sia chi lo difende a spada tratta, sia chi lo critica aspramente, come se un musicista non possa scrivere quello che vuole, tanto piu' se è il mezzo con cui si guadagna da vivere...
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Ritratto di Anonimo
Mer, 23/05/2012 - 12:51
Sono un fiatista che suona jazz, e ho ascolti che vanno dal bebop alla MPB( musica popular brasileira), da Bach al moderno r'n'b ( Macy Gray, Beyoncè), dal punk -new wave ( Clash ) alla world music ,tanto per dirne alcuni. Ignoravo buona parte delle dichiarazioni attribuite ad Allevi, e poco mi importano , se guardiamo a cosa hanno detto grandi musicisti sull'argomento musica o su altre questioni generali alle volte tocca mettersi le mani nei capelli ( vedi Wagner e l'antisemitismo, ad es.)Il mio vero problema è che ho provato ad ascoltare Allevi e mi straccia i marroni.
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Ritratto di Pausa
Mer, 23/05/2012 - 17:27
Pausa
Io faccio parte del mondo della classica e non credo debba vergognarmene. Pertanto credo, come dice l'articolo, che Allevi possa fare il suo corso, via, un Clayderman dei nostri giorni. Ciò che non condivido è la filosofia che costruisce intorno a se stesso (p. es., "il nuovo Mozart" o come ha indossato questa coperta di pezze nate dai vari direttori d'orchestra), non tanto perché lui sia convinto di ciò, quanto costringe i suoi fans a un'educazione e una pochezza di scarsa qualità. Ecco il pubblico che avremo, grazie anche ad Allevi. Poi, ognuno è libero di ascoltare ciò che vuole...
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Ritratto di Marco Giovanniello
Gio, 24/05/2012 - 04:13
mgiovanniello
Quando uno dice di se stesso "Sono il nuovo Mozart, Bach e Beethoven", scrivendo musica da ascensore, bisogna capire che o è coglione lui o sono asini quelli che ci credono. Poi va bene anche Rita Pavone, che però non ha mai detto di essere Maria Callas. Comunque, visti i soldi che fa e le leccate ai piedi che riceve, tendo ad escludere che sia coglione.
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Ritratto di EINAUDIANO
Dom, 27/05/2012 - 13:49
EINAUDIANO
Certo che parlare di Allevi facendo riferimento ad un film la cui colonna sonora è di Ludovico Einaudi, è da pazzi! Un consiglio: brevità.
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Ritratto di chau
Mer, 30/05/2012 - 23:46
chau
Allevi é indifendibile secondo me. Dopodiché mi puoi dire che ti piace, e non te ne devi vergognare, c'é gente a cui piace anche Pupo, ma che c'entra questa sua osannazione, quasi avesse inventato lui la musica classica? Avrei visto meglio Stefano Bollani - ad esempio- cavaliere. Cavaliere, in senso profondo del termine, Allevi proprio non é; tutto concentrato su stesso e le sue studiate follie d'artista. insopportabile.
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Ritratto di Rik
Mer, 06/03/2013 - 13:23
Rik
Quello che sfugge a voi tutti supermegaipergrandissimi cultori di "vera" musica è il concetto di arte e di artista. L'artista non è quello che fa le opere belle perchè le accademie o i grandi colleghi dicono che sono belle. L'artista è un uomo che fa la sua opera, che cerca esclusivamente il suo modo di trasmettere quello che più gli è caro. Allevi è un artista perchè fa la sua musica, perchè dopo gli studi non ha copiato ma ha imparato; per di più la sua opera è capita ed è apprezzata da tantissime persone. Non lo si può paragonare ai cantanti tipo ladygaga che manovrati da manager ed etichette cavalcano l'onda mediatica e la moda per un mero bisogno di guadagno. Siamo di fronte ad un artista, nella pittura quando gli impressionisti fecero le loro opere furono considerati pazzi, così come i cubisti, i fauves i futuristi. Ed ora? ora il mondo intero li inneggia come geni dell'arte come innovatori. Loro hanno solo fatto la loro arte, niente di più. Allevi fa lo stesso, fa la sua arte. Ovviamente non piacerà a tutti, soprattutto a esimi colleghi e critici, ma è altrettanto ovvio che sta riuscendo a farsi capire, e niente è più importante per un artista che arrivare al suo pubblico. Questa è l'arte.
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Ritratto di Alessandro
Sab, 02/06/2012 - 14:59
Alessandro
Il 15 Aprile scorso ho avuto modo di partecipare ad un concerto di beneficenza presso la Facoltà di Teologia dell'Università Valdese a Roma, suonando un preludio e fuga (tra i miei preferiti) dal II Vol. del Clavicembalo ben temperato di Bach e L.A. Lullaby dall'album Alien di Allevi. E' stata una esperienza bellissima, grazie al pezzo di Allevi oltre ai tantissimi applausi ho anche ricevuto i complimenti dai docenti organizzatori dell'evento e da una persona del pubblico con famiglia al seguito. E dire che ero convinto di aver suonato meglio Bach che Allevi... :D Dopo la mia testimonianza vi lancio una provocazione..... E se avesse ragione Allevi? :D Baci a tutti W la Musica
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Ritratto di Marco77
Mar, 31/07/2012 - 00:51
Marco77
Ciao a tutti... ...c'è un pò di amarezza leggendo tutto questo astio che gira. Tutti noi musicisti siamo prime donne, abbiamo figli di personaggi importanti nel campo della medicina che improvvisamente diventano direttori d'orchestra incompetenti e a dir poco ignoranti; ma di questi non si parla.. Dicevo, tutti noi siamo prime donne, e se il suo ego lo porta a paragonarsi a Mozart qual'è il problema?! faccio veramente fatica a capire.. Se coloro che lo criticano avessero la possibilità di saltare su quel treno, forse, non coglierebbero l'occasione e tenterebbero di estremizzare anche il proprio atteggiamento per creare quell'alone da idolo?! Io posso apprezzarlo come no, ma riconosco che lui ce l'ha fatta in qualche modo ed è arrivato alla gente, al cuore della gente. Probabilmente acerbo, ma dietro c'è lo studio. Anch'io lotto ogni giorno per trovare serate e far conoscere la mia musica, in questo stato dove le conoscenze arrivano prima di tutto. Ma posso essere solo felice per coloro che sono riusciti; o che avevano la fortuna di conoscere tizio o hanno avvicinato caio. Allevi ha avvicinato alla gente ad una musica che può essere "colta" (chiedo scusa se uso questo termine, era solo per far capire), come un Bublè ha avvicinato la gente al jazz. Tutti sappiamo che musica colta e jazz non sono ne Allevi ne Bublè... ma in qualche modo sono arrivati alle persone. Credo inoltre che uno come Allevi, non riesca a cambiare la cultura di una nazione, oppure a quel punto dobbiamo chiederci, alle etichette discografiche cosa interessa di più?!?!: qualita?! soldi?! cultura?! sappiamo tutti che la cultura non porta soldi e tantomeno investire sulla cultura non porta denaro. Inoltre mi chiedo.... la musica non dovrebbe unire?!?!?!? qualcuno può spiegarmi inoltre come mai il caro Allevi ha un seguito così importante con la sua musica, mentre i nostri teatri rischiano il fallimento? Forse perchè la musica classica ha abusato del suo potere? forse perchè la gente si aspetta qualcos'altro? o forse perchè si sta diventado tutti ignoranti? grazie Nunzio, mi è piaciuta molto la tua analisi, affrontando moltissimi aspetti dell'argomento. baci
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Ritratto di Anonimo
Sab, 18/05/2013 - 02:49
Anonimo
Marco 77. Sono pienamente d'accordo con te tranne in alcuni punti. In primis non sono d'accordo con te quando parli di musica colta. Siamo nel 2013 non esiste più la musica colta. Adesso c'è musica che piace e musica che non piace e vi sono i generi musicali: classica, commerciale, pop, popolare ecc... Seconda cosa mi chiedo cos'é che vi attribuisce l'aggettivo "competente di musica"? Il diploma al conservatorio? Il titolo di compositore? Chi è un competente di musica? beh per me un competente di musica é colui o colei che ha titoli accademici in materia di musica. Allevi se non sbaglio li ha tutti! ha studiato tutta la vita e degli insegnanti gli hanno dato un titolo di compositore, un titolo di direttore d'orchestra e di musicista e non gliel'hanno certo regalati. per averli ha studiato e si è fatto.....Allevi non si é mai paragonato a mozar e se lo ha fatto forse è stato perché come lui anche mozart all'inizio era criticato e la sua musica veniva giudicata come alcuni di voi fanno con lui! caro marco 77 forse la domanda giusta da farsi non é a cosa puntano le case discografiche se alla qualità o ai solti. La domanda corretta che ognuno di noi deve porsi é perché allevi ha così tanto successo da attirare a se tutte le case discografiche? perché i teatri sono vuoti e rasentano il fallimento e invece allevi è stato persino chiamato in america? beh penso sia ovvio! Lui é riuscito ad appassionare, é riuscito a fare amare la sua musica alla gente. E' vero mozart e tutti gli altri compositori sono eterni ma siamo nel 2013 e oltre a mozart la gente vuole sentire altro! Non è facile riuscire in questo ambiente e dobbiamo essere felici che lui ci sia riuscito. dovete essere felici che un vostro collega sia riuscito a fare carriera. Ripeto...la sua musica può piacere e non piacere. Se non vi piace pazienza ma non é un buon motivo per offendere denigrare, mortificare una persona che ha dato tutta la sua vita alla musica e definirlo come un non compositore. mi spiace dirlo ma non é lui ad essere poc o umile. E poi se qualcuno gli ha dato questi titoli accademici vuol dire che se l'é meritato. Lui è un compositore di nome e di fatto. E' un compositore perché ha un titolo ed é un compositore perchè compone la sua musica. Quando anche lui sarà tra 80 anni morto i vostri figli suoneranno le sue musiche o si paragoneranno ad allevi e ci saranno persone che si "considerano competenti" che li offenderanno perché si sono paragonati ad allevi.
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Ritratto di Matteo Fraboni
Mar, 31/07/2012 - 15:22
Matteo Fraboni
Penso che se la musica di un uomo, qualunque esso sia, se piace ad un tot di persone, questa basta a giustificarla e renderla "musica". Ci stupiamo tutti di come ci emozionavano e emozionano i brani basati su poche semplici note, riconducibili a tutti gli studi di armonia o pianoforte complementare del conservatorio............che personalmente sono anni che crea dei 'mostri' piuttosto che dei musicisti, imbottiti di regole senza comuncare nulla al momento di suonare, terrorizzati dal suonare la 9 o la 9 bemolle in un solo, chissà se va bene o male....mentre guardiamo tutti i grandi che oscillavanao nel tempo, nella pronuncia, che sbagliando si esprimevano diventando addirittura riconoscibili fra tanti... Oggi l'accademia ha rovinato un sacco di cose, rendendole sterili. La musica per antonomasia non può essere sterile, e se ancora si pensa di poter far apprezzare un'opera solo per alla sua base c'è un grande lavoro "dotto", allora siamo fuori strada per due motivi: 1) non è il periodo storico adatto 2) La musica è un insieme di frequenze che arrivano all'orecchio che in qualche modo le traduce in emozioni dalle quali ne traiamo piacere: ecco cosa vuole la gente: provare piacere dalla musica, non sapere quante regole "dotte" ci sono alla sua base. Ma l'Italia è un pease vecchio, provinciale, fatto da vecchi e per vecchi...In altre parti del mondo la visione è già cambiata, qui da noi se tutto va bene per il 2050 forse qualcuno si sveglierà, e spero prima dell'età pensionabile...
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Ritratto di Matteo Fraboni
Mar, 31/07/2012 - 15:22
Matteo Fraboni
Penso che se la musica di un uomo, qualunque esso sia, se piace ad un tot di persone, questa basta a giustificarla e renderla "musica". Ci stupiamo tutti di come ci emozionavano e emozionano i brani basati su poche semplici note, riconducibili a tutti gli studi di armonia o pianoforte complementare del conservatorio............che personalmente sono anni che crea dei 'mostri' piuttosto che dei musicisti, imbottiti di regole senza comuncare nulla al momento di suonare, terrorizzati dal suonare la 9 o la 9 bemolle in un solo, chissà se va bene o male....mentre guardiamo tutti i grandi che oscillavanao nel tempo, nella pronuncia, che sbagliando si esprimevano diventando addirittura riconoscibili fra tanti... Oggi l'accademia ha rovinato un sacco di cose, rendendole sterili. La musica per antonomasia non può essere sterile, e se ancora si pensa di poter far apprezzare un'opera solo per alla sua base c'è un grande lavoro "dotto", allora siamo fuori strada per due motivi: 1) non è il periodo storico adatto 2) La musica è un insieme di frequenze che arrivano all'orecchio che in qualche modo le traduce in emozioni dalle quali ne traiamo piacere: ecco cosa vuole la gente: provare piacere dalla musica, non sapere quante regole "dotte" ci sono alla sua base. Ma l'Italia è un pease vecchio, provinciale, fatto da vecchi e per vecchi...In altre parti del mondo la visione è già cambiata, qui da noi se tutto va bene per il 2050 forse qualcuno si sveglierà, e spero prima dell'età pensionabile...
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Ritratto di Anonimo
Sab, 18/05/2013 - 02:24
Anonimo
matteo fraboni sono da'ccordo con te. e questo discorso non é solo per la musica. molti di noi giovani o comunque al di sotto dei 50 anni parte e va all'estero. l'italia sta perdendo tanti talenti, per la loro mancata apertura mentale e per la gente limitata che ci vive. E' a causa di queste menti limitate che l'italia é un paese vecchio per vecchi. Poi non ci chiediamo perché i giovani vanno via!
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Ritratto di Anna
Sab, 18/08/2012 - 20:10
Anna
Giovanni Allevi è semplicemente un gran paraculo. Fine del discorso.
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Ritratto di Giuseppe
Ven, 26/04/2013 - 21:43
Giuseppe
Il problema non è la sua musica, che come tutte le musiche possono piacere o non piacere, ma il fatto che la sua musica è stata inopinatamente, inopportunamente, analfabeticamente, innalzata dalle istituzioni ad alto livello culturale, mentre obiettivamente non lo è, e noi musicisti competenti lo sappiamo benissimo, lo sa tutta la storia della musica; mi riferisco per esempio all'inno nazionale "diretto" (ahahaha!) da G. Allevi che viene annunciato a RadioRai ogni sera a mezzanotte, come se il fatto che fosse diretto da lui fosse chissà quale grande evento... ma per favore, si vergogni tutta la direzione della Rai ! VERGOGNA !!!!!
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Ritratto di Anonimo
Sab, 18/05/2013 - 02:20
Anonimo
senti bello. visto che hai studiato la storia della musica, allora sai che mozart e tutti gli altri compositori quanno hanno composto le loro musiche venivano criticati dalla gente come voi allo stesso modo e dopo che sono morti qual'è stato il risultato? che voi adesso non volete che venga cambiata una nota di quelle musiche. Beh Allevi é diplomato al conservatorio, ha un titolo di direttore d'orchestra che gli é stato dato da insegnanti qualificati, ha un titolo di compositore anche questo datogli da insegnanti qualificati. Sai perché in america gli hanno offerto dei contratti ed é famoso? perché in america non c'é la gente limitata come voi! Giuseppe visto che tu sei un musicista competente....ti faccio notare una cosa che forse non hai capito...Allevi non sarà ad alto livello culturale come dici tu però intanto le sue musiche le conoscono tutti, é famoso, ha contratti, viene ospitato in tv, ha fatto un concerto in parlamento e grazie a lui i giovani si stanno avvicinando alla musica classica. Queste sono cose che se non sbaglio lei non ha fatto vero? Non si è mai parlato di un suo concerto vero? Non ha suonato in parlamento vero? Non è stato mai invitato ad un programma tv per parlare della musica classica vero? Io leggo in tutti voi un non so ché di invidia! intanto lui ha i titoli e lo si più chiamare maestro perché maestro in musica classica lo é! E tu giuseppe? Puoi dirigere un orchestra in parlamento davanti alle più alte istituzioni e alle più alte cariche dello stato! Allora sta zitto! Anche lui é un musicista competente e lo dimostrano i titoli che ha ricevuto. e chi dice che non é umile....forse quelli poco umili siete voi che criticate qualcuno solo perché fa le cose in modo diverso dal vostro e non ammettete che c'è qualcuno che ha le competenze per essere più bravo di certa gente. Chi critica gli altri é umile? Noi abbiamo competenza! Se li avete forse.....gli stessi titoli di allevi ma a quanto pare non vi hanno portato la stessa notorietà. E a quanto pare questa cosa non la digerite. abbiate l'umiltà di stare in silenzio!
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