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di Beniamino Andrea Piccone

#CrackAlehman, la neve, Andreatta e il ruolo della manutenzione nel sistema economico

Blog post del 7/02/2012
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Sono bastati pochi centimetri di neve per bloccare Roma e tutto il centro-Italia. Il sindaco Alemanno in televisione faceva una pena! Non sapeva proprio come difendersi dai giusti rimbrotti per un sindaco che si è dimostrato incompetente, superficiale, inetto. Bene hanno fatto su twitter a diffondere l’hashtag #CrackAlehman.

Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli ieri ha twittato: “Il livello di manutenzione segnale il grado di civiltà di un Paese. Amaro e gelido febbraio”.

E’ chiaro che la cattiva gestione della manutenzione ordinaria trasforma una normale emergenza in una straordinaria. Faccio notare che ha nevicato venerdì scorso e oggi - martedì - a Roma le scuole sono chiuse. No comment.

Nel novembre scorso il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napolitano scrisse un articolo - I ragazzi di Monterosso e la sentenza di Andreatta - molto interessante, partendo dal ricordo di Beniamino Andreatta.

"Purtroppo non è solo colpa della violenza della natura. Mi torna davanti agli occhi una scena di molti anni fa. Piazza di Sant'Andrea della Valle a Roma, civico 6, sede dell'Arel, un palazzone con molto travertino bianco. Ricordo due gambe accavallate, lo scatto in piedi, e una domanda retorica che aveva la forza di una sentenza: «Lo vuole capire o no che i problemi dell'economia sono essenzialmente problemi di manutenzione?». A emettere la sentenza era Nino Andreatta, un democristiano anomalo che non c'è più e ha dato molto a questo Paese, si riferiva all'acqua e al Mezzogiorno. Aveva ragione lui, la sentenza vale oggi anche per Monterosso e le mille bombe a orologeria che attraversano il territorio italiano. Nella manutenzione mancata di grandi e (soprattutto) piccole cose di ogni giorno c'è la metafora etica di un Paese e riguarda tutti".

Qualche settimana fa – 12 gennaio 2012 - Beppe Severgnini sulle pagine del Financial Times "Italy’s recurring tragedy The quest for «bella figura» ha toccato il tema della manutenzione. Ecco il passaggio che mi interessa:

“Once again, an Italian fell into the trap of “la bella figura” - this time, with tragic consequences. La bella figura, the beautiful figure: only in Italian does there exist an expression like this. It means making “a good impression”, in an aesthetic sense. Too often, both in public and private, we confuse what is beautiful with what is good; aesthetic appreciation sweeps ethics aside. Leo Longanesi - a perceptive Italian columnist, our H.L. Mencken - once wrote: “Gli italiani preferiscono l’inaugurazione alla manutenzione”- Italians prefer openings to maintenance. There is a lot of truth in this. It’s not a verdict, but a warning.

Pensiamoci. Quante volte abbiamo visto i politici alle inagurazioni? Quante volte l’infrastruttura è diventata una cattedrale nel deserto?

Ho cercato su google e ho subito trovato una notizia recente: Palermo-Messina, l’autostrada degli incidenti, da rifare dopo 7 anni:

PALERMO – Un’opera da 4 miliardi e mezzo finita nel nulla: è l’autostrada Palermo-Messina, inaugurata nel 2004 alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dell’allora governatore Totò Cuffaro, e dopo sette anni già da rifare.

Due gallerie dell’autostrada stanno per crollare, secondo le stime del perito della Procura di Patti riportate dalla Stampa: “Possibilità di distacco del rivestimento di circa il 70 per cento entro la prossima primavera”, avverte la relazione, per “colpa” della pioggia.

I due tunnel “Tindari” e “Capo d’Orlando” sono stati posti sotto sequestro, mentre la Procura ha inviato otto avvisi di garanzia per attentato alla sicurezza stradale ad altrettanti ex commissari straordinari e tecnici del Cas, il Consorzio per le autostrade siciliane".

Eh beh, tiriamoci su, #CrackAlehman ha appena detto che domani - mercoledì - le scuole potranno riaprire

 

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