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di Beniamino Andrea Piccone

Gli indignatos fuori da Bankitalia. Hanno clamorosamente sbagliato target

Blog post del 14/10/2011

La protesta dei giovani in tutto il mondo - ne parlammo nel post Los indignados: il futuro non è più quello di una volta - è arrivata anche in Italia, paese tipicamente follower.

Ma l'intrinseca fragilità della democrazia italiana non deve portare all'invasione del populismo e dell'incompetenza. Se c'è un centro di merito, di competenza, di ricerca, denso di valori, questo è Banca d'Italia.
A palazzo Koch regnano l'indipendenza di giudizio, il rigore analitico, l'impegno civile. La reputazione dei civil servant italiani è altissima nei consessi internazionali di tutto il mondo.

E dove vanno i giovani indignati a protestare? Davanti alle sedi di Bankitalia. Hanno clamorosamente sbagliato target.

Io invito i giovani Indignati a leggere l'ultimo intervento di Mario Draghi, Governatore fino a fine ottobre di Banca d'Italia, in occasione delle Celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia.

Mi permetto di segnalare i seguenti passaggi del Governatore:

1) Le sorti di un paese di medie dimensioni privo di materie prime quale il nostro dipendono dalla sua capacità di fare interagire la propria economia con quella internazionale. Con le parole del grande storico Carlo M. Cipolla: “L’Italia prospera quando sa produrre cose che piacciono al mondo”.

2) Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio. Abbiamo più volte indicato gli interventi necessari in ambiti essenziali per la crescita come la giustizia civile, il sistema formativo, la concorrenza, soprattutto nel settore dei servizi e delle professioni, le infrastrutture, la spesa pubblica, il mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale.

3) Nella Venezia del Seicento o nell’Amsterdam del Settecento, società ancora ricche, a una lunga stagione di grande dinamismo era seguito l’affievolirsi dell’impegno a competere, a innovare. Gli sforzi prima diretti al perseguimento della crescita furono indirizzati alla difesa dei piccoli o grandi privilegi acquisiti da gruppi sociali organizzati. In un’economia che ristagna, si rafforzano sempre i meccanismi di difesa e di promozione degli interessi particolaristici. Si formano robuste coalizioni distributive, più dotate di poteri di veto che di capacità realizzativa. Il rafforzamento di tali coalizioni rende a sua volta sempre più difficile realizzare misure innovative a favore della crescita. È compito insostituibile della politica trovare il modo di rompere questo circolo vizioso prima che questo renda impossibili, per veti incrociati e cristallizzati, le misure necessarie per la crescita.

4) È importante che tutti ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell’economia italiana possono venire solo dagli italiani. Una nostra tentazione atavica, ricordata da Alessandro Manzoni, è di attendere che un esercito d’oltralpe risolva i nostri problemi.1 Come in altri momenti della nostra storia, oggi non è così. E' importante che tutti i cittadini ne siano consapevoli. Sarebbe una tragica illusione pensare che interventi risolutori possano giungere da fuori. Spettano a noi".

Quest'ultimo passaggio è la risposta alle analisi di Mario Monti, espresse in un significativo articolo sul Corriere della Sera: Il podestà forestiero.

5) Quanto alla crescita, l’urgenza deriva non solo dagli effetti positivi che ne scaturirebbero sulla finanza pubblica, ma soprattutto dal dovere non più eludibile che abbiamo nei confronti dei giovani, un quarto dei quali sono senza lavoro.
L’Italia deve oggi saper ritrovare quella condivisione di valori comuni che, messi in sordina gli interessi di fazione, è essenziale per mobilitare le energie capaci di realizzare, in anni non lontani, una rigogliosa crescita economica e di offrire credibili speranze alle nuove generazioni".

Come si può apprezzare, Mario Draghi e tutta la Banca d'Italia con le loro lucide analisi pensano ai giovani e alle future generazioni. E' la politica che non agisce con rapidità, che perde troppo tempo, che non ha la forza per incidere con riforme strutturali.

Io ai miei studenti dico: C'è un solo antidoto alla disoccupazione. Studiare più degli altri in modo matto e disperatissimo, sviluppando capacità di fare e desiderio di sapere.

 

COMMENTI /

Ritratto di Emanuele Serini
Ven, 14/10/2011 - 13:16
Emanuele Serini
Mi viene il dubbio che lei non conosca il contenuto della protesta degli indignados..
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Ritratto di giulio corà
Ven, 14/10/2011 - 16:22
giulio corà
è vero che nelle banche centrali lavorano solo tecnocrati ma per gli indignados sono il simbolo del potere finanziario.
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Ritratto di Fra
Sab, 15/10/2011 - 13:14
Fra
La Banca d'Italia è un corsorzio di banche private. Stessa cosa la BCE, solo che è a un livello superiore. Aveva ragione Ezra Pound a definire i politici come i camerieri dei banchieri.
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Ritratto di leonida
Dom, 16/10/2011 - 14:04
leonida
Sono contrario alla lotta tra poveri,non porta nessun beneficio ,anche perchè coloro i quali governano il nostro paese sono comodamente seduti ,pensando POVERI ILLUSI..... penso che dovremmo scendere in piazza ma non un giorno ma ad oltranza in maniera pacifica devono essere loro a commettere il primo errore visibile a tutta l'opinione pubblica non solo del nostro paese ma anche di quella mondiale. volevo rispondere a Mario Monti sono un laureato specializzato ed ho un master di due anni e guadagno meno della sua colf....devo studiare ancora? se vuole le invio il mio curriculum ma non per essere raccomandato ma soltanto per farle vedere quanto ho studiato.... non continuiamo ad illudere giovani privi di raccomandazioni che bisogna studiare più degli altri per avere un posto con dignitoso.....dimenticavo di dire credo che queste stesso raccomandazioni le abbia fatto anche hai suoi figli e sono sicuro che già lavorano dignitosamente Sig Monti si faccia un esame di coscienza prima di sparare stupidaggini su cosa si dovrebbe fare per la lotta alla disoccupazione Grazie per l'attenzione Dr. De Stefano
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Ritratto di mondocineroma
Lun, 17/10/2011 - 14:12
mondocineroma
L'articolo è impeccabile, sotto ogni punto di vista! Ma attenzione alla sezione "commenti". Può essere quello il "cavallo di troia" del tuo blog. Evita, a seguito di provocazioni, di trascendere nel turpiloquio, nella volgarità, nell'iconoclastia e soprattutto nell'invettiva "violenta". La violenza difatti ti pone automaticamente dalla parte del torto, ed annulla qualunque merito tu possa avere. Come del resto è successo agli "Indignatos" che manifestavano a Roma il 15 Ottobre. La falange violenta di "Infiltrados" ne ha vanificato il messaggio. Tutto studiato ad-hoc per boicottarli? Leggilo su: http://mondocineroma.wordpress.com/2011/10/16/perdono-gli-%E2%80%9Cindignatos%E2%80%9D-vincono-gli-%E2%80%9Cinfiltratos%E2%80%9D-pilotati-da-qualcuno/
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Ritratto di Giancarlo
Ven, 08/06/2012 - 15:17
Giancarlo
Potreste gentilmente formirmi il modo di entrare in contatto nel più breve tempo possibile ( e-mail n.telef. ecc.)con gli indignatos al fine di organizzare una manifestazione a Latina.
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