Blog di

di Andrea Tavecchio

Mala gestio: perché i veneti (e gli italiani) stanno tornando poveri

Blog post del 1/04/2012

La crisi di credibilità finanziaria che stiamo vivendo è figlia di almeno 10 anni di mala politica, intesa spesso come politica del non fare o del fare male. Come conseguenza della nostra paralisi politica abbiamo uno Stato che spende troppo e male, tassa troppo i produttori onesti, non punisce i free rider e quindi non permette la crescita.

La responsabilità di questa crisi - non solo politica - non è di marziani che ci hanno invaso ma ha, a mio avviso, un forte legame con la fuga della borgesia dalla capacità di impegnarsi e di metterci la faccia. Uno che ci mette la faccia in effetti c'è e si chiama Silvio Berlusconi, ma è il tentativo di un uomo solo al comando che, infatti, ha fallito.

Quello che sembra scomparso è il professionista che oltre a fare bene il proprio lavoro contribuisce al dibattito con idee, chiede conto e - ovviamente - ci mette la faccia. Da un pò di anni una deriva di disinteresse si è impadronita di noi. Si delega sempre quello che è interesse comune, ci si occupa solo del piccolo (o grande) microcosmo che ci circonda sul lavoro. A volte sembriamo tante formichine che lavorano, ma che non capiscono bene dove vanno e per costruire cosa...

Massimo Malvestio, avvocato con avviato studio a Treviso e già enfant prodige della Democrazia Cristiana veneta, è una di quelle persone che ti fa sperare che esista ancora una classe di professionisti capaci di alzare la testa e dire quello che vede e pensa, insomma che ci sia ancora vera borghesia capace di essere classe dirigente.

Il suo libro "Mala gestio: perchè i veneti stanno tornando poveri" (una raccolta di suoi interventi sul Gazzettino del Veneto e su Nordesteuropa.it) ha nel titolo il Veneto, ma parla a tutti noi e di tutti noi. Come scrive Massimo in premessa "il vero filo conduttore di questo libro è il contingente che diventa eterno, le cose insensate che non cambiano mai, gli amministratori incompetenti che rimangono sempre al loro posto, a dispetto di tutto e di tutti. Fungibili a qualsiasi disegno perché, in realtà, non c’è nessun disegno.

Anzi è proprio l’assenza di qualsiasi disegno a legittimarli. La gestione del contingente, il piccolo interesse quotidiano, la sapiente organizzazione della comunicazione, l’omologazione del pensiero in slogan: sono queste le caratteristiche che consentono la perpetuazione di quella parte di classe dirigente che vive di inutili gestioni pubbliche. Quel che conta non è il fine ma il mezzo: la gestione pubblica è il mezzo per garantire i privilegi. Uno Stato omnivoro, inefficiente, tracotante ed invasivo è quello di cui costoro hanno bisogno per diffondere i loro slogan spesso permeati di un moralismo di maniera."

Speriamo che rinasca la consapevolezza che il destino è nelle nostre mani e che può essere cambiato se torniamo ad essere una comunità. La mala gestio è una colpa collettiva, figlia del disinteresse e dalla incapacità di visione.

Twitter @actavecchio

 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

La Camera boccia l’emendamento della Lega sulle toghe

Riguardava la responsabilità civile dei magistrati

Kiev chiede altri 2 miliardi di prestiti all’Europa

Gazprom vuole da Kiev il pagamento del debito di 3,1 mld di dollari per riprendere a rifornirla di gas

Sblocca Italia "in salita" alla Camera

Domani sara' all' esame dell'aula di Montecitorio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo,ma l'appuntamento potrebbe anche saltare

Paura in miniatura: il film horror più corto di sempre

Si intitola “Tuck Me In”, racconta la storia di un padre e di un figlio, e dura meno di un minuto
SHARE

Andare in vacanza a vedere le bombe

Le immagini di Lipsky disturbano: verrà un tempo in cui la calamità sarà solo un fatto estetico?
SHARE

Il metodo per mantenere a lungo l’attenzione necessaria

Spesso ci si distrae quando meno sarebbe opportuno, per mancanza di energia. Ecco un trucco
SHARE

Aziona anche tu la macchina della nostalgia

Basta un clic e ci si ritrova nel passato, a inseguire i ricordi e risentire antiche emozioni
SHARE
Quitaly Compra la raccolta dei reportage di Quit su Amazon e Ibs.it

PRESI DAL WEB

Il progetto di Putin di spartirsi l’Ucraina con la Polonia

Fece la proposta nel 2008: “L’Ucraina”, diceva, “è un Paese artificiale”

Come le scuse in pubblico diventano uno strumento di potere e privilegio

Non è più una difficoltà da superare, sempre di più le pubbliche scuse sono la strategia di difesa di ricchi e potenti

L’arbitro Rocchi “confessa”: “Juve-Roma? Sul rigore di Maicon ho sbagliato

“Dispiace che la mia prestazione non sia stata ottimale, da questo punto di vista potevo fare meglio“