Blog di

di Luca Pautasso

L'ammiraglio Branciforte: «In Libia la Marina ha dimostrato quanto vale»

Blog post del 2/11/2011

«Mission accomplished». Anche per le forze navali italiane si conclude l’impegno operativo nel teatro libico. A sancirlo definitivamente, dopo gli annunci della politica, la cerimonia ufficiale celebrata quest’oggi a bordo della portaerei Garibaldi, ormeggiata nella base navale di Taranto, dal Capo di Stato Maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Bruno Branciforte.

Branciforte ha incontrato gli equipaggi delle unità aeronavali che nelle scorse settimane hanno partecipato alla missione Nato Unified Protector, sui cieli e sui mari della Libia. «Sono qui per esprimere la grande soddisfazione per l'operato di tutte le componenti della Marina», ha dichiarato il comandante in capo delle forze navali Italiane.

E arriva così il tempo dei bilanci per una missione che ha visto la Marina svolgere un ruolo di primissimo piano. Dal 23 marzo al 31 ottobre, nei 231 giorni complessivi di missione, le forze aeree e navali della Marina MIlitare Italiana messe a disposizione della Nato per l'operazione Unified Protector hanno portato a termine i compiti assegnati per l'imposizione della no-fly zone e dell'embargo navale.

Il lavoro per le unità della Marina era cominciato però già il 17 febbraio, quando imbarcazioni e velivoli avevano dato inizio ad un'attività di monitoraggio delle acque del Canale di Sicilia e dello spazio aereo sovrastante, oltre a garantire l'evacuazione dei cittadini italiani e degli stranieri che erano stati costretti ad abbandonare il territorio libico a causa della guerra civile. Il 24 marzo, l'Italia aveva quindi aderito all'operazione Unified Protector, messa in atto dalla Nato su mandato ONU per far rispettare le Risoluzioni delle Nazioni Unite 1970 e 1973 per l'embargo delle armi, no-fly zone e protezione della popolazione libica da attacchi o da minacce di attacco.

Il Comando del Task Group per le operazioni navali italiane era stato affidato dapprima al contrammiraglio Gualtiero Mattesi, già comandante del Gruppo Navale Nato Uno (Snmg1) - imbarcato su nave comando e supporto logistico Etna fino al 31 maggio, e successivamente all'ammiraglio di divisione Filippo Maria Foffi, imbarcato sulla portaerei Garibaldi fino al 26 luglio e sulla nave anfibia San Giusto dal 27 luglio sino ad oggi.

Nel corso della missione sono state 16 le unità navali italiane impegnate nelle operazioni. Gli elicotteri della Marina imbarcati sulle navi italiane hanno volato complessivamente per 3.311 ore, i caccia a decollo verticale Av-8 Harrier per 1.223 ore totali.

Il capo di stato maggiore della Marina ha poi aggiunto: «Quanto avete fatto deve essere d'esempio per la Nazione» ha dichiarato l’ammiraglio Branciforte parlando ai reduci della missione. «Avete dimostrato quanto strategicamente è importante uno strumento navale in grado di intervenire ovunque e in poco tempo. Le operazioni in Libia – ha concluso - hanno fatto chiarezza sulle reali capacità della Marina».
 

RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Sondaggio Bloomberg: l’81% dei greci vuole restare nell’Euro

Sul referendum di domenica 5 luglio, il Paese diviso a metà

Tremonti-Finmeccanica, il Senato: «All’epoca dei fatti non era ministro»

Palazzo Madama rigetta la tesi del reato ministeriale ipotizzata dalla Procura di Milano: «Siamo incompetenti sul caso». La palla torna a Palazzo di Giustizia

Istat: tasso di disoccupazione fermo al 12,4%

Calano gli occupati. Disoccupazione giovanile scende solo dello 0,1% fermandosi a quota 41,5%

Smemoranda 

I negativi di maicol&mirco

Maicol&Maicol

Quando per vedere l’Inferno di Dante si andava al cinema

Fu il primo vero lungometraggio (muto) italiano. Tema classico, ma con alcune variazioni. Fu un successo epocale

La storia tragica dell’uomo che non volle salutare Hitler

Accadde in occasione dell’inaugurazione di una nave. A tenere le braccia conserte fu August Landmesser, e aveva i suoi buoni motivi

Non solo riconoscimento facciale: Facebook saprà chi siete anche di spalle

Il nuovo algoritmo, ancora in fase sperimentale, ha dato risultati convincenti. Su 40mila immagini, ha azzeccato l’83%. Privacy a rischio?

Quanto beve quell’ubriacone di James Bond

L’agente segreto ama le donne e l’avventura. Ma, a quanto si scopre, ha anche un altro vizio: alzare il gomito. Roba da rehab

PRESI DAL WEB

Varoufakis: «Votate No, con l’accordo nessuna possibilità di ripresa»

L’intervista all’australiana LNL ABC Radio National: «I ministri europei negano la democrazia», «le proposte sono state fatte apposta per essere rifiutate»

L’Economist: Renzi non sopravviverebbe alla Grexit, Italia a rischio contagio

Il settimanale aggiorna le previsioni: lo spread tornerà alto e farà saltare le misure di stimolo del 2016. A rischio il fragile equilibrio del governo Renzi

Una proposta per il dopo Expo 2015: un CyberParco per la Cyber Security

Nasce un comitato no profit per il destino delle aree dell'esposizione universale