Blog di

di Alessia Barbiero

L'estetica telefilmica: il caso Girls

Blog post del 5/06/2012
Parole chiave: 

C'è una cosa che non ho mai capito, dei critici d'arte e dei critici televisivi: quali siano criteri del bello, perché e quando un quadro o una serie televisiva vengono definiti opera d'arte. Me lo chiedo in questi giorni quando tutto il mondo (telefilmico) si divide su Girls.

Tra l'opinione pubblica c'è chi inneggia al capolavoro e chi invece all'obbrorbio, spingendo in molti a ritenere che Girls (nuovissimo prodotto HBO, in onda in America dal 15 aprile) o la si odi o la si ami. La critica invece impazza: Girls è stata subito rinnovata per una seconda stagione. Premesso, una via di mezzo c'è, almeno per me: penso che Girls sia un prodotto interessante, ma niente di sconvolgente. E' una di quelle serie che rientra tranquillamente nella categoria del godibile, che si lascia guardare, che offre qualche spunto di riflessione alternato a qualche momento di banalità (in particolar modo le scene della stereotipatissima Jessa).

Ma la vera estetica di Girls sta in tutto quello che la circonda e che trascende da ciò che vediamo sul piccolo schermo. Girls è creata, sceneggiata e persino recitata da una venticinquenne, Lena Dunham (che sul set veste i panni della protagonista Hannah), che ormai negli States è diventata la "girl" del momento.

Una ventenne che racconta una storia di ventenni: è questo il vero fascino della serie. Una giovane che, come dice il personaggio nella prima puntata, è "la voce della sua generazione, o di una generazione".

Anche se poi - diciamocelo - è un racconto fallace. Un gruppo di ventenni figlie d'arte che raccontano i disagi di una generazione allo sbando, senza soldi, che tenta di sopravvivere nei quartieri anti-cool della Grande Mela. Non proprio realistico considerando che oltre a Lena c'è Zosia Mamet ( figlia dello sceneggiatore David Mamet), Allison Williams (figlia di Brian, famoso conduttore del telegiornale serale) e Jemima Kirke, figlia di Simon, batterista del gruppo Bad Company. Cosa c'entra?, direte. C'entra, perché nel momento in cui si inneggia al capolavoro si chiama in causa proprio questo aspetto, ovvero la capacità di una giovane di oggi di descrivere la situazione di un manipolo di donne alle prese con la crisi economica e con i disagi dell'essere squattrinate e di saperlo fare con grande realismo.

E' il classico esempio di opera d'arte contemporanea che viene apprezzata, venerata e venduta a prezzi spropositati per il significato intrinseco che qualche critico dal nome altisonante ha voluto dargli. Poi, poco importa se l'opera di per sé non è nulla di entusiasmante.

Ecco questo è il grande dilemma estetico che investe anche la TV: se bello è solo ciò che vedo, Girls rimane un medio prodotto, a tratti teen con tutte queste scene di sesso estremizzate a tratti comedy con qualche battuta esilarante, nel complesso molto meglio di tante boiate che ci sono in giro ma nulla di eccezionale. Se la categoria del bello include tutto quello che si può dire dietro allo spettacolo esibito, beh allora Girls si ritaglia un suo spazio tra i prodotti più interessanti di quest'anno e in generale degli ultimi anni, anche solo grazie a Lena. Su quale sia da prediligere come opzione, ancora non mi è chiaro. Di certo, per dirla con Kant, l'estetica di Girls può tradursi solo su un piano soggettivo: siamo ben lontani dal bello naturale (oggettivo), dal sublime.


 

Parole chiave: 
RESTA AGGIORNATO
Iscriviti per non perdere gli articoli e i post del giorno.
Acccetto le condizioni sulla privacy

BREAKING NEWS

Naufragio Rodi, affonda barcone con 200 migranti: “Finora recuperati tre corpi”

L'imbarcazione si è arenata sugli scogli vicino al porto. Tra i morti anche un bambino. Portate finora in salvo 80 persone

È morto Elio Toaff, rabbino capo dal 1951 al 2001. Aveva 99 anni

Da partigiano a guida spirituale al grande abbraccio con Wojtyla, fu il rabbino più amato

Enrico Letta, annuncio a sorpresa in tv: «Mi dimetto da parlamentare»

L’ex premier a «Che tempo che fa». «Vivrò del mio lavoro e non prenderò nessuna pensione parlamentare»

Smemoranda

I negativi di maicol&mirco

Maicol&mirco negativi scarabocchi smemoranda

Lista delle persone più influenti: Gesù è solo terzo

Lo hanno deciso gli studenti del MIT, che hanno incrociato dati di personalità dal 4000 a.C a oggi

Altro che Cheryl: provate a risolvere questo enigma

D’improvviso il mondo si è appassionato a problemi logico-matematici. Eccone uno tosto

Storia del fist bump, il pugno del ghetto conquista il mondo

STAN HONDA/AFP/Getty Images
Era un segno di riferimento degli schiavi afro-americani. Adesso è un saluto tamarro. Lo fa anche Obama

La prostituzione è davvero il mestiere più antico?

L’espressione è nota. In origine fu il meretricio? Una breve ricognizione storica chiarisce la cosa

PRESI DAL WEB

Nobraino sulla strage dei migranti: “Acque pescose questa estate”

Il passo falso della band riminese costa caro: banditi dal Controfestival del Primo Maggio, rischiano tutta la carriera. La battuta ha fatto infuriare i fan

L’Economist su Renzi: “I risultati sulle riforme variabili ma incoraggianti”

Secondo il settimanale “quando la prossima settimana incontrera Obama, la posizione economica e politica di Renzi sarà la più forte da quando è al governo”