Blog di

di Alessia Barbiero

La voce dei lettori: le serie TV consigliate - puntata 7

Blog post del 22/08/2011

L'estate non è finita e il tempo per recuperare serie televisive celebri non è ancora scaduto. Ecco altri consigli dei lettori di Linkiesta sui programmi davvero imperdibili.


The IT Crowd:

Mi piace molto The IT Crowd perché è una commedia di umorismo inglese con situazioni davvero folli che però in alcune occasioni possono risultare familiari per le persone che lavorano con i geeks. Sono stagioni brevi, di sei episodi e davvero volano, lasciandoti sempre il desiderio di vederne altre. I protagonisti sono divertenti e ragionano in un modo non del tutto normale, cosa che rende le situazioni davvero imbarazzanti.

Jesus


Più che una serie ti dico tre serie in una. Stargate, che ha iniziato essendo un film, che si è convertita in una serie (Stargate SG-1), che ha prodotto uno spin-off (Stargate Atlantis) e che quando sembrava arrivare alla fine ne ha prodotto un secondo (Stargate Universe).

Ragioni:
-Perché amo la fantascienza e Stargate è il miglior esempio di serie tv di questo genere
-perché la serie supera di gran lunga il film. Cosa che succede raramente
-perchè vedere McGyver (Richard Dean Anderson) che salva la galassia a bordo di navi spaziali non ha prezzo.

David


Montalbano

Paesaggi, mare e si mangia da dio. Mi fa sentire sempre in vacanza.

Francesco

La più sottovalutata delle serie italiane recenti è senza dubbio "Buttafuori", creata nel 2006 dal trio Ciarrapico-Torre-Vendruscolo. Si tratta degli stessi autori che di lì a poco si sarebbero consacrati con "Boris", e già in "Buttafuori" sono presenti i tratti caratteristici del loro stile. La serie (8 puntate da 30 minuti che furono trasmesse su RaiTre e ora potete facilmente recuperare in rete) è girata interamente in piano sequenza e vive sui dialoghi surreali di Sergej e Cianca, imperterriti piantoni della discoteca "Ufo" interpretati rispettivamente da Marco Giallini e Valerio Mastandrea: navigato e strafottente il primo, impulsivo e malinconico il secondo. Non c'è una vera e propria storia, ma semplicemente un filo conduttore, un po' come avviene in "Camera Cafè". Questo fa sì che ogni scena sia in sè conclusa e brilli di luce propria, con la sua carica di sarcasmo e le sue battute-cult da imparare rigorosamente a memoria. E' una serie a suo modo sofisticata, pensata non per le masse (infatti non ha avuto molto successo nel suo passaggio televisivo) ma per spettatori culturalmente più preparati della media.

Mark Lenders

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